CONIGLI MANNARI

INTER-VERONA 2-2

Siamo nelle mani (o meglio nei piedi) di Kuzmanovic.

Detto questo, detto tutto.

Come sapete, il serbo non è esattamente nelle mie simpatie, ma non ho problemi ad ammettere che, della manciata di deambulanti visti sotto la torrenziale pioggia meneghina, il Kuz è stato tra i meno peggio, dando geometrie e (udite-udite) movimenti senza palla in più di un’occasione. Il ragazzo ha intelligenza calcistica superiore a quella di buona parte dei suoi compagni di squadra.

Ad onor del vero, la cosa, più che essere un complimento a lui, è un rimprovero agli altri. Ma tant’è…

Peccato che la fine capoccia calcistica sia montata su gambe da bradipo e piedi non proprio raffinatissimi.

Riconosciuti al soggetto in questione i legittimi meriti, resta poco altro di cui godere; pareggiamo una partita nella quale pigliamo l’ennesimo gol in apertura (dopo averlo già rischiato poco prima, courtesy of Juan Jesus e pezza messa da Vidic), e che riusciamo a raddrizzare anche abbastanza presto: il cross di Ranocchia -nota ala tornante di caratura mondiale- pare lungo, ma Palacio è esemplare nella sponda a centroarea dove Icardi gira in gol col piattone sinistro.

Il demente ha poi l’idea geniale di zittire il pubblico, tanto per mettere un po’ di pepe al culo a gente che andrebbe solo ringraziata per lo sbattimento che si fa ad andare a San Siro per assistere a simili spettacoli.

Idioti quando fischiano Mazzarri a prescindere, esecrandi quando lo colpiscono ripetutamente col laser, esempi lampanti e viventi di quel Tafazzismo da cui facciamo fatica a guarire. Ma da qui a sfancularli perchè ti fischiano se dopo 10 minuti sei sotto in casa col Verona ce ne passa.

Ad ogni modo, il resto del primo tempo va avanti con il 75% di possesso palla per i nostri, per una volta nemmeno troppo sterile. Loro ci manca poco che si appendano alle traverse per quanto sono “bassi”; noi collezioniamo un bel palo del Kuz, una decina di cross tra Dodò e (soprattutto) il rientrante Nagatiello, qualche capocciata velenosa sui calciodangoli (cit.)

L’inizio della ripresa ci è favorevole, con la coppia di attaccanti a lavorare ancora d’intesa: Palacio -in crescita- scivola sulla destra e mette il tiro-cross rasoterra che Icardi tocca quasi sulla linea, vanificando l’intervento in scivolata di Rafa Marquez.

Siamo a quel punto nell’inusuale condizione di vantaggio, ed evidentemente non sappiamo che farcene, visto che dopo pochi minuti Medel ha il geniale istinto di parare una girata tutt’altro che pericolosa di Juanito Gomez. Rocchi per una volta l’azzecca (per quanto io nel dubbio l’abbia maledetto più volte prima di vedere il replay) e fischia il rigore, che Handanovic para quasi senza mia sorpresa, chè il ragazzo in questo è veramente il migliore che abbia mai visto.

La partita però inevitabilmente cambia, con i nostri a soffrire l’inferiorità numerica e la lingua a penzoloni conseguente alla frasferta transalpina di giovedì. Auspico e smadonno sperando nel 3-1 su un rimpallo o uno dei succitati calciodangoli, e quando vedo Vidic staccare imperioso a metà della ripresa salto sul divano convinto che sia fatta.

Invece è fuori. Invece la piglieremo inder posto.

Tutto è fin troppo chiaro quando vedo i dentoni di Nico Lopez e Saviola pronti a entrare per gli ultimi 10 minuti.

Al Verona, fantasia zero: dopo aver scoperto che hanno due difensori omonimi (un Rafa Marquez messicano, un Rafa Marques brasiliano) constato che i due attaccanti subentranti hanno lo stesso soprannome: El Conejo (e guardando le foto si capisce il perchè).

nico lopezsaviola

 

 

 

 

 

Vuoi che due tizi che entrano, che hanno lo stesso soprannome, e che hanno il primo effetto di farmi venire in mente il perito industriale Carletti di fantozziana memoria (“detto il leprotto per una malformazione congenita al labbro superiore“, non ci facciano lo scherzetto?

find the differences

find the differences

E infatti, detto fatto: tacco geniale dell’ex Barcellona e sinistro cazzuto sul primo palo per il giovane argentino.

Gol preso all’89’, e tutto sommato è giusto così, chè avremmo potuto vincere solo per pura insipienza altrui.

Ora le “solite” due settimane di pausa per le nazionali, da passare recitando rosarioni collettivi in vista del Derby di domenica 23 e sperando nella resurrezione di qualche (ex?) buon giocatore…

 

LE ALTRE

L’occasione era -l’ennesima- assai ghiotta per recuperare due o tre punti su Milan, Samp, Genoa, Lazio e Fiorentina. E invece, rimaniamo diligenti in nona posizione, senza nemmeno quelle “interessanti prospettive per il futuro” che già troppe volte negli ultimi tempi ci hanno beffato sul più bello.

Il Parma, nostro giustiziere solo qualche giorno fa, torna ad essere se stesso beccandone 7 dalla Juve, mentre la Roma si limita a tre contro il Toro. Colpaccio del Napoli che sbanca Firenze scalando al terzo posto in classifica.

 

E’ COMPLOTTO

La cosa che mi ha messo più tristezza è stato il commento pressochè unanime dopo il tristissimo pareggio strappato col St Etienne in settimana. Esattamente come si fa con gli impediti, è stato tutto un coro di “beh dài, bravini, non avete perso, il primo tempo avete anche segnato“.

Mancava solo il pat-pat sulla crapa tipo Benny Hill.

Non che ad altre latitudini si stia meglio ma, come noto a molti, c’è una parte di Milano dove il sole splende sempre. E poi Pippo è tanto un bravo ragazzo e mangia sempre la bresaola con l’insalata per rimanere in forma.

Deludente Porrà quando si atteggia a Emilio Fede dei tempi andati, fingendo volutamente di non ricordare il nome di Bolingbroke, il nuovo CEO dell’Inter, e attuando quel perculamento ormai di dominio pubblico che è financo stantìo rintuzzare, ma che merita, almeno qui, qualche picconata esaustiva:

1) Moratti o non Moratti, quel modo di gestire una squadra di calcio è finito per sempre: non è più concesso buttar soldi ai quattro venti, rispondendo “tanto son soldi miei“. Alla UEFA non frega nulla, semplicemente lo vieta a tutti. A maggior ragione a chi ha 100 milioni di perdita di bilancio.

Mi sta bene che il tifoso medio(cre) non lo capisca. Di contro, chi fa il giornalista sportivo di mestiere ed agisce in buona fede (ragionando per assurdo, s’intende), dovrebbe avere la decenza di ricordarlo. Invece è tutto un rimpiangere il Presidente Simpatttico e la sua (non) gestione, che in massima parte ci ha portato alle odierne tristezze.

2) Vero che il marketing e il brand non fanno gol ma, purtroppo, è solo da quello e da qualche cessione azzeccata che puoi raggranellare i soldi necessari a comprare gente forte. Non mi pare così difficile da capire, a patto di non voler non capire.

3) Mazzarri recita malaussènamente lo scomodo ruolo del capro espiatorio, ma è in realtà il tecnico “giusto” per questa Inter: triste, sconsolato e appena decente. Detto che nemmeno Mourinho potrebbe fare molto di più (Oh no, cos’ho detto! Gesù mio, misericordia, perdonami), non è saggio cambiare allenatore “tanto per“. Ma vallo a spiegare alle prostitute intellettuali…

 

WEST HAM

Pareggio casalingo apparentemente insipido contro l’Aston Villa, che ci consente però di re-staccare l’Arsenal (sconfitto) e di mantenere l’insperata quarta piazza.

 

Che cos'è il genio?

Che cos’è il genio?

SAPEVATELO

PARMA-INTER 2-0

Non sapevate che siamo cintura nera di resuscitamorti?

Non sapevate che siamo dei simpatici craniolesi?

Non sapevate che il nostro hobby preferito è “telafacciovedere ma nonteladò“?

Come suggerisce il titolo: sapevatelo.

E io infatti lo sapevo, ne ero pressocchè certo, al punto da spingermi a disertare la -in effetti trascurabilissima- visione del match, a vantaggio di gradevolissima cena in compagnia.

Andiamo a giocare nel campaccio di Parma, che tante volte ci ha visto uscire cornuti e mazziati, perdipiù contro una squdra all’ultima spiaggia, con un allenatore già in odor di esonero e con l’ambiente abbacchiato da questioni calcistiche e contabili: quale occasione migliore, diranno i miei 25 lettori, per maramaldeggiare sui nostri avversari?

Domanda legittima e pertinente, se si trattasse di un’altra squadra. Trattandosi invece di compagine simpatttica, l’epilogo è invece malinconicamente scontato.

Il fatto che si sia stati purgati due volte da un ex Juventino, che prima di ieri aveva 5 gol realizzati in carriera (ovviamente uno dei quali già sifulato nei nostri sfinteri) rende ancor più beffarda l’impresa dei ragazzi.

Come non dare poi il rinnovo della tessera Club Gautieri a Ciccio Lodi, ovviamente alla miglior prestazione stagionale? Come non tributare i giusti applausi a Fantantonio, addirittura disciplinato e grintoso in più di un recupero difensivo?

A quanto ho visto, Handanovic decide di adeguarsi agli standard migliorabili della nostra difesa, rimanendo saldamente ancorato alla linea di porta in occasione del colpo di tibia di De Ceglie (con Obi non davanti ma dietro l’avversario, come ti dicono di NON fare al giorno 1 di scuola calcio), e facendosi passare in mezzo alle gambe la sabongia a 4 all’ora sul gol del 2-0, con Genny Savastano-Inti illimano in versione assist-man.

Mazzarri a quel punto ha già perso la brocca. Leggo di Ranocchia messo terzino destro di una difesa a quattro, con una mediana nella quale sono inseriti a turno prima il claudicante Hernanes, e poi i baby Bonazzoli e Camara, il che mi puzza molto di “li-metto-dentro-così-non-mi-rompete-il-cazzo”.

Detto ciò, io capisco tutto, le ristrettezze economiche in primis, ma mi sono sinceramente rotto le balle di pensare, dire e scrivere le stesse cose da tre anni. Ogni anno ci illudiamo di poter lottare per il famigerato terzo posto solo per l’insipienza dei nostri rivali, e ciononostante cediamo “centimetro dopo centimetro” (cit.) fino a galleggiare nella mediocrità della cara e vecchia zona Uefa, che rispecchia fedelmente il nostro attuale valore.

E’ ora dibbasta con le speranze, le utopie e le pippe mentali, chè le chiacchiere stanno a zero. Potremo azzeccare qualche buona partita, addirittura pescare il jolly e battere una grande ma, per chi non l’avesse capito, i campionati si basano sulla continuità, a prescindere da quale sia il tuo obiettivo finale.

E se c’è un pregio che manca a questa Inter, è proprio la continuità.

A meno di voler definire “continuità” l’immancabile conferma della mediocrità che pare ormai insita nei cervelli e nei piedi di chi difende i nostri colori…

Butto lì una provocazione: proprio per la nostra instabilità (mentale prima ancora che sportiva), se fossi in loro punterei tutto sull’Europa League, chè almeno lì le partite sono poche, il girone è ben messo, e con un minimo di culo puoi sperare di giocartela.

Non che sia facile, per carità: se i nostri ci faranno la grazia di non buttare nel cesso un girone già vinto, da Febbraio in avanti ti ritrovi le terze di Champions che (così a scatola chiusa) sono quasi tutte ben più solide dei nostri.

La bouta(na)de ha però una sua logica, anche se pare contraddittoria. La spiego con un paragone che mi vede mio malgrado protagonista. Non essendo stato dotato dal Padreterno di piedi raffinati, nelle mie esibizioni calcistiche cerco sempre di giocare la palla di prima, o comunque di non tenerla mai troppo.

Come, diranno i più attenti, ci hai il piede a banana e giochi di prima, senza accomodarti la boccia per benino?

Ebbene sì: ogni volta che tocco palla (ogni volta che l’Inter gioca) il rischio-banana è in agguato. Ergo, limitiamo il rischio, e tocchiamo palla meno volte possibile (quindi: giochiamoci tutto in Europa League, se arrivi in fondo sono una dozzina di partite, non 38).

Chè poi, se sminchio il passaggio, io almeno ho la scusa: eh uè, ho provato la cosa più difficile, ma l’idea era giusta!

LE ALTRE

I sogni di gloria sono tramontati ancor prima di iniziare, visto il Napoli che batte la Roma e i gobbi che riprendono la testa solitaria della Classifica.

Genova piscia in testa a Milano (scusate il francesismo) con Samp e Genoa a regolare le ostiche Fiorentina e Udinese, e respirare la brezza salutare del 3° posto (punto più, punto meno).

Il tutto a scuorno nostro e dei cugini, piacevolmente regolati 2-0 dal Palermo, che poteva addirittura dilagare vista la mezza dozzina di punte messe lì da Superpippo a fare spessore e poco più.

Le due milanesi fanno onestamente a gara a chi fa più cagare, ed in effetti per lo spettatore neutro è difficile scegliere di che morte morire sulle sponde del Naviglio.

E’ COMPLOTTO

Lo sfasamento temporale delle due partite mediolanensi agevola il giochetto che vede i nostri prendersi la sacrosanta cariolata di letame su tutti i media domenicali, laddove le gesta dei cugini sono annacquate in titoli e considerazioni general-generiche sullo stato del calcio delle milanesi. Giornalisticamente, niente da dire, anche se curiosamente, tutti e tre gli articoli segnalati in calce tra i “potrebbero interessarti” riguardano le difficoltà di Mazzarri.

Pippo è Pippo. noblesse oblige (anche se in fuorigioco)…

Ancor più smaccata la Gazza, che ci augura buon lunedì mattina con la seguente homepage:

La notizia più fresca è la sconfitta del Milan, ma quello è liquidato negli Highlights e in un articolo. Sull'Inter ci sono 4 pezzi. C.V.D.

La notizia più fresca è la sconfitta del Milan, ma quello è liquidato negli Highlights e in un articolo.
Sull’Inter ci sono 4 pezzi.
C.V.D.

But that’s just me talking crap…

WEST HAM

Solido pareggio esterno contro lo Stoke City, rimontando un doppio svantaggio. Restiamo quarti, seppur raggiunti dall’Arsenal.

Inscì aveghen, dicono nell’East End…

par int 2014 2015

Self explaining

PROVA DELLA VOLONTA’

INTER-SAMPDORIA 1-0

La citazione del titolo apre squarci di malinconia agrodolce e financo sdolcinata, ma mi accompagna ormai da qualche decennio (Mignon è partita, per gli ignoranti).

La partita con la Samp offre più di un aspetto di difficile comprensione ad un tifoso ossimorico come me, capace di pensare di poter vincerle tutte e un secondo dopo di temere anche il peggior scarpone avversario. I miei occhi vedono un’Inter capace di creare una mezza dozzina di occasionissime, di vederle divorate sistematicamente da quello che è (stato?) il nostro miglior attaccante, di perdere un pezzo fondamentale del proprio centrocampo (Hernanes), sostituito da quello che è il paracarro per antonomasia.

E proprio il succitato arnese stradale (Kuz per gli amici), dopo essersi mangiato un gol poco dopo il suo ingresso, ci regala la ciliegina della serata, facendosi azzoppare dal pur bravo Romagnoli, esiziale nella circostanza quando sgambetta l’avversario di spalle alla porta.

Icardi timbra il secondo rigore in 4 giorni (incredibbbile!!!) e la Samp conosce la parola “sconfitta” per la prima volta in stagione.

Premesso che la partita poteva tranquillamente finire con un pareggio, i nostri mi sono piaciuti forse ancor più che col Napoli. Che Palacio sbagli tutti quei gol è purtroppo possibile, visto il migliorabile stato di forma, nè mi sento di dar contro a chi da due anni ha mostrato gli unici lampi di classe di una squadra altrimenti assai modesta.

Splendidi nelle varie occasioni Hernanes e (soprattutto) Kovacic a trovare i giusti pertugi per la palla, che pareva in effetti “strumpallazza” per il Trenza, incapace com’era di ammansirla e dirigerla mansueta verso la rete avversaria.

La difesa tiene bene, con Vidic diga silenziosa (ha giocato bene, quindi nessuno ne parla), Ranocchia preciso negli anticipi e Juan Jesus potenzialmente migliore del reparto, se non fosse per un paio di disattenzioni che lasciano scappare Gabbiadini verso la porta (esemplare a riguardo l’ulltima azione del primo tempo, che poi culmina con la traversa di Duncan).

Obi a destra è adattato e non riesce a dare continuità alla sua azione, giocando sempre e solo col sinistro: lì o sei bravo a superare in partenza il tuo marcatore oppure sono cacchi amari, chè a puntarlo vai sempre e solo verso l’interno. Quello lo sa, e lì ti aspetta.

Nonostante la manciata di punti già buttati via in questa prima decina di partite, siamo comunque ancora nel gruppone di aspiranti al terzo posto: ci sono 7 squadre tra i 15 e i 16 punti, in attesa di Lazio e Verona impegnate stasera, e tutto è ancora in gioco, .

Sabato saremo su uno dei campacci infami per definizione (Parma) contro una squadra in crisi nera e come tale pericolosissima.

LE ALTRE

Il Milan sbaglia un cross e segna con Bonaventura (altro che beffardo pallonetto!), rischiando come al solito tanto in difesa, con Abbiati che si fa perdonare l’uscita a vuoto sul vantaggio di Ibarbo. Il Napoli riacciuffa la partita di Bergamo pareggiando a 5 dalla fine e sbagliando un rigore con Higuain e un gol ancor più facile con Callejon, che spara alto da zero metri (se ci prova altre 100 volte non ce la fa…). La Viola ne fa 3 all’Udinese e la Roma non ha problemi a regolare 2-0 il Cesena.

Il GiovaneAntonini fa felice tutta Italia purgando la Juve al 94′ di una partita che apprendo essere stata dominata dai gobbi. Divertente la storia dell’ex rossonero, mai andato troppo d’accordo con Allegri (eufemismo), e che con uno stop sbagliato e una scarpata a carambolare sulla tibia dell’avversario beffa il suo ex allenatore facendo felice tutta l’Italia non bianconera. Devo ammettere che, ancora sintonizzato sulla “mia” partita, avevo sentito un sussulto della folla pochi secondi prima del fischio finale, ed avevo immediatamente pensato ad una sconfitta del Milan, chè va bene essere ottimisti, ma un sifulotto bianconero proprio non me l’aspettavo.

E invece, si potrebbe dire, God pays his debts without money!

E’ COMPLOTTO

Sì perchè la Juve, come se ne avesse bisogno, ha ulteriormente cementato la sua solida reputazione di Vecchia Megéra del calcio italiano, mostrando per l’ennesima volta l’assenza di quello “stile” di cui invece si vanta -a vanvera- da sempre.

Le uscite di Andrea Agnelli e di Evelina Christillin sono state talmente fuori posto da farmi essere d’accordo rispettivamente con Ignazio La Russa e Mario Giordano.

Prova della volontà, si diceva in apertura…

Ho provato un misto di ammirazione e compassione nel sentire e vedere Mazzarri nel dopopartita. I fischi, checchè ne dica, li ha sentiti eccome, e a mio parere ha pure fatto bene a “mandarli” a fine primo tempo. Il tifoso disfattista ha sempre vita facile, ed è più che legittimo fischiare squadra e allenatore quando si fa cacare.

Non mi è parso fosse questa l’occaasione giusta per farlo: i nostri, come detto, han giocato bene, e un Palacio in versione autentica avrebbe chiuso il match ben prima del (sacrosanto) rigore concesso agli sgoccioli. Temo che l’odiata categoria dei Luoghi Comuni Maledetti abbia fatto un’altra vittima, e che quindi per definizione Mazzarri sia un incapace e faccia giocar male la squadra.

Critichiamolo quando tiene in campo tre centrali contro squadre che schierano una punta e basta, smadonniamo quando non inserisce Bonazzoli o Puscas in partite che non si sbloccano, ma non fischiamo per partito preso.

Eccheccazzo.

Il Kuz al suo meglio

Il Kuz al suo meglio

MANUALE DEL (ANTI) CALCIO

CESENA-INTER 0-1

Coerenza, Mario. Coerenza.

Hai sempre detto che avresti sempre preferito una vittoria risicata, squallida e imbarazzante ad un pareggio arioso, spettacolare e pieno di giUoco.

Coerenza.

Ok, ce la posso fare: i tre punti sono la cosa più importante, e di questo, visti i tempi grami, dobbiamo gioire.

I tre punti sono anche la sola cosa da portarci a casa, visto che la pochezza dei nostri è stata imbarazzante quasi quanto il completo “spezzato” (solita maglia del pigiama accoppiata a calzoncini bianchi con numeri rossi: i trend setter credo chiamino questo stile “‘na scarpa e ‘na ciabatta“). Quantomeno, la mise è lo specchio perfetto della prestazione dei ragazzi. Giochiamo per un’ora con un uomo in più, soffrendo sistematicamente il loro pressing, finendo una decina di volte in fuorigioco e rischiando di prendere il fischione all’ultimo secondo.

Detto che i pochi scampoli di calcio ce li fanno vedere Kovacic ed Hernanes (i migliori da un punto di vista potenziale, e per fortuna anche all’atto pratico), il resto della partita è la quintessenza di una imbarazzante mediocrità, con la difesa a soffrire molto più i propri limiti tecnico/tattici della pericolosità degli avversari, e con gli attaccanti a far a gara tra loro a chi butta nel cesso più occasioni da gol.

Ma abbiamo vinto, e dobbiamo farcelo bastare.

Vestendo per un attimo gli amati panni del tènnico, mi vengono in mente due robe:

1) se avessimo un centrocampista degno di tale nome (e quindi non un paracarro come il Kuz, un picchiatore in libera uscita come M’Vila, un cranioleso come Guarin o un bravo ragazzo come Khrin), caldeggerei fortemente un immediato passaggio ad una difesa a 4, in modo da guadagnare un uomo in più in mediana, tanto per non essere costretti a novene e rosari  quotidiani che preservino Kovacic e Hernanes da qualsivoglia malanno di stagione.

Sento parlare un gran bene di Baselli dell’Atalanta, il nuovo Pirlo secondo la vulgata pallonara. Ora, posto che non l’ho mai visto giocare, sarebbe interessante acchiapparlo e capire come potrebbe cambiare la nostra mediana supportando i due succitati, fermo restando il cagnaccio Medel a randellare tutto ciò che si muove dalle sue parti (se è il pallone, pazienza!, cit.). Probabilmente non se ne farà nulla, visto che l’arrivo dell’orobico pare condizionato alla partenza dell’amatissimo Kuz, che legittimamente non ne ha manco per le palle di andarsene in una squadra (ancor) più scarsa della nostra.

2) In apparente contraddizione con quel che ho detto e scritto ultimamente, le critiche a Mazzarri mi paiono sempre meno irragionevoli.

Mettiamola così: il Miste’ offre evidenze quotidiane che corroborano il già robusto dossier ai suoi danni. Partite come quella di ieri, o come il soporifero 0-0 infrasettimanale contro il St Etienne, sono tra le peggiori esibizioni dei nerazzurri che io ricordi. Non solo: questa considerazione comincio a farla abbastanza di frequente, segno che non si tratta della solita “giornataccia” che capita una volta ogni tanto, ma che è proprio una tendenza non so quanto rimediabile.

Personalmente, continuo a pensare che una squadra che schiera Palacio, Icardi, Hernanes, Kovacic, Ranocchia e Handanovic non possa far così schifo. Se invece fa -ripetutamente- così schifo, lo sguardo volge inevitabilmente verso la panca.

Ora, riprendendo l’auto-esortazione iniziale (Coerenza!) non arrivo ovviamente ad augurarmi “la testa di Mazzarri su un piatto“, ma le motivazioni alla base della mia convinzione sono puramente economiche: non ce lo possiamo permettere!

Aver visto il Mancio in tribuna ieri ha fatto vacillare il mio cuoricione da tifoso e, se continuo a ritenere che nemmeno Gesù Cristo potrebbe fare di Jonathan il nuovo Maicon, inizio a sospettare che attorno a Mazzarri inizi a mancare quella fiducia da parte di tutto l’ambiente (Società in primis e giocatori in secundis) necessaria per “fare bene” -altra frase che odio, come se ci fossero squadre che vogliono fare “così così” o addirittura “fare schif’alcazzo“.

Mi auto-infliggo un periodo di auto-analisi per capire che razza di tifoso sono.

Vi farò sapere i risultati.

LE ALTRE

Detto che Udinese e Sampdoria sono meritatissimamente al terzo posto, con i liguri attesi in settimana a San Siro, Lazio e Napoli vincono mantenendo immutato il loro vantaggio nei nostri confronti.

Guadagniamo invece 2 punti su Milan e Fiorentina che pareggiano nel posticipo dei posticipi, mentre là in cima la Juve torna a +3 battendo il Palermo e approfittando dello 0-0 della Maggica in casa Samp.

E’ COMPLOTTO

Non volendo dissipare ulteriore spazio informatico sull’addio del Signor Massimo, faccio solo presente quanto successo a distanza di poche ore.

Il nostro, dopo mesi di silenzio d’oro, prorompe in tutta la sua simpatttia vaticinando volatili per diabetici all’attuale Mister e facendo capire che, con lui ancora al comando, l’esonero ci sarebbe già stato.

Due giorni dopo, le già ricordate dimissioni, nei tempi e modi sbarazzini così consoni al personaggio.

Grazie a una fortunosa coincidenza, merito dell’utile idiota di turno, la nuova dirigenza del Club ha l’occasione di guadagnare immediatamente vagonate di punti in popolarità presso i tifosi nostalgici, assestando quello sganassone mediatico che noi poveri Intertristi chiedevamo al Signor Massimo da anni, mai ascoltati se non per argomentare che “noi siamo superiori, non ci abbassiamo al loro livello, tanto la gente sa com’è andata…“.

E invece, eccolo qui il capolavoro:

#insiemeallasuareputazione

Spero sia chiaro a tutti il danno perpetuato in 18 anni di dichiarazioni Simpattiche e la squassante differenza con le 6 righe qui sopra incorniciate.

Probabilmente, un ventennio di esternazioni quotidiane e rese con la consueta disponibilità aveva annebbiato la vista a molti e reso tanti di noi (di voi!) incapaci di capirne la gravità.

Eh sì che bastava così poco…

Concludo con una bagatella, ennesima spia dell’aria che si respira intorno alle strisce neroblù. La Gazza dà 5 in pagella all’arbitro di Cesena-Inter argomentando che il rigore “ci può stare” ma che l’espulsione è eccessiva.

Però, nell’apposito “box” che analizza più in dettaglio gli episodi da moviola, la solfa è leggermente diversa. Lì testualmente si legge: “Poco da dire sul rigore, mentre qualche dubbio arriva sul rosso per la chiara occasione da rete. Palacio, infatti, per scavalcare il portiere cerca la via esterna, mentre Lucchini sta rientrando. La regola, però, è severa e dà parametri precisi: quando il fallo arriva nei pressi dell’area piccola, il rosso è quasi automatico. Mazzoleni, insomma, si attiene alla direttiva (molto severa e contestata) avuta“.

Ma intanto gli diamo 5 e buttiamo un po’ di merda nel ventilatore, per vedere di nascosto l’effetto che fa.

Nel frattempo, il raddoppio della Juve si limita a “suscitare dubbi”. Tanto stavano già vincendo…

WEST HAM

Goduria pura!

Battiamo 2-1 il Manchester City e restiamo quarti in classifica!

E, ancor più bello, il secondo gol è frutto di “moviola in campo”, con gli arbitri a bordo campo a controllare e confermare in pochi secondi che la palla ha interamente superato la linea entrando quindi in rete.

as-simple-as-that

as-simple-as-that

Senza interminabili interruzioni nel gioco, senza suicidi di massa, senza rivolte popolari nelle strade. E, soprattutto, in culo a Platini!

They fly so high!

maglia del pigiama e braghe coi numeri rossi?!?!?

maglia del pigiama e braghe bianche coi numeri rossi!?!?!

ma come ti vesti !?!?!

ma come ti vesti !?!?!

IN CULO ALLA PASTINA

INTER-NAPOLI 2-2

C’è un cervellotico sillogismo che spiega il titolo.

In casa mia, da sempre, non so quanto scientemente, domenica sera + sconfitta dell’Inter vuol dire pastina in brodo per cena.

La solfa nasce nella mia infanzia, con il piccolo “me” a lamentarsi della cosa: come se non bastasse la tragedia del weekend ormai andato, dei compiti non fatti con interrogazione alle porte, della sconfitta nerazzurra ancora sullo stomaco, ecco l’odiata brodaglia a sancire l’ìnsipienza del momento.

Poi arrivarono la peitivù, i posticipi serali, con tanto di “frittatone di cipolle e familiare di Peroni gelata” davanti alla tele.

Pina: stacca il telefono!!

Pina: stacca il telefono!!

Ecco, ieri sera ho volutamente proposto un’autogufata preventiva, rinunciando alla pizza speckezola di Rocco Pasquale e chiedendo alla mugliera un corroborante piatto di tempestine con acqua e dado. Questo per dire la fiducia che riponevo nei nostri, visto anche l’allineamento dei pianeti a premiare che non lo merita (i cugini) e beffare chi solo pochi giorni fa pareva uno squadrone (Viola).

Una volta sorbito il consommé, raggiungevo il divano come fa il condannato col patibolo, e invece…

Minchia, il primo tempo sembravamo una squadra di calcio! Gente che sa cosa fare con la palla, addirittura un possesso per un volta ragionato, comprensivo di tiri in porta e un palo di Hernanes. Napoli non pervenuto, e vantaggio nerazzurro che sarebbe stato più che meritato.

Obi è riciclato come laterale destro e nei primi 20 minuti fa un figurone, mantenendo la media oltre la sufficienza per tutta l’ora passata in campo. Hernanes e Kovacic per una volta giocano bene insieme e non in alternativa uno all’altro, e Palacio fa capire quanto sia importante avere una punta che non aspetta la boccia (vero Icardi?) ma si fa in quattro per andarsela a pigliare.

Quasi troppo bello per essere vero, e infatti nella ripresa la musica cambia: senza fare chissachè, il Napoli inizia a giocare e noi rinculiamo sempre più. Insigne pareggia il conto dei pali e fino alla mezzora della ripresa l’equilibrio non si spezza.

Tanto per chiarire: meglio (e di molto) noi nel primo tempo che loro nel secondo. Per quel che vale.

Nell’ultimo quarto d’ora i nostri invece decidono che, più o meno, il 6 nell’interrogazione (o il 18 all’esame, fate voi) ormai è acquisito. La premiata ditta Ranocchia-Dodò decide quindi di regalare dapprima una stupidissima rimessa laterale al Napoli, e poi di difendere secondo il noto schema cazzodicane nell’azione successiva. Il colpo di testa di Vidic può non essere risolutivo ma, manuale alla mano, spizza la palla prolungandone la traiettoria. Se il riccioluto Dodò fosse stato vicino a Callejon, invece di andare a saltare (forse per contrastare il compagno?), ecco che lo spagnolo brillantinato avrebbe avuto quantomeno un avversario tra sè e i 7 metri di porta. Viceversa, il diagonale batte un incolpevole Handanovic.

La pastina si ripresenta come i peperoni e mi dico “visto che la perdiamo?“, domanda retorica ancor più motivata dall’ingresso in campo dell maltollerato Guarin.

Il colombiano decide però di darmi torto, e al primo pallone toccato pareggia sugli sviluppi di uno dei tanti calciodangoli (cit.) battuti dai nostri.

Manca una decina di minuti, e mi trovo negli scomodi panni dello Scarpini ottimista, arrivando a pensare “vuoi vedere che con un po’ di culo la vinciamo?“.

Mancopocazz’, dicono a Fuorigrotta. E infatti Lopez, anonimo fino a quel momento, azzecca il passaggio vellutato a voragine e Callejon (brillantina a parte, gran giocatore) pesca il sinistro al volo che si insacca sul secondo palo. Gol splendido esteticamente, Handanovic forse abbagliato da cotanta bellezza e un pocolino statico nella circostanza…

Cristi, Santi e Madonne fanno a cazzotti per uscire per primi dalla mia bocca ma, nemmeno il tempo di mettersi d’accordo, è un rantolo soffocato quello che prorompe dalla mia ugola. Il cross di Dodò è battuto in maniera piacevolmente normale (teso a centro area), e Hernanes spicca il volo per la testata del 2-2, ancor più spettacolare della capriola d’ordinanza fatta subito dopo.

Morale, se avevo poche speranze prima del match, se ne avevo ancor meno dopo il primo gol preso, a partita finita mi scopro più felice di quanto saggezza suggerirebbe, chè alla fin della fiera galleggiamo a metà classifica e ci vediamo superati da canidi e suini in quantità.

Nel primo tempo potevamo vincerla, ma alla fin fine abbiamo seriamente rischiato di perderla. Jovanotti direbbe che “i miei difetti sono tutti intatti“: la concentrazione va e viene; gli errori, prima ancora che tecnici, sono di inescusabile deconcentrazione, ma questo purtroppo è storia vecchia e arcinota. Non mi ero ovviamente illuso che il buon primo tempo avesse spazzato via la nostra attitudine naif al calcio e alla vita, e infatti puntualmente le castronerie sono tornate a fare capolino alle nostre latitudini.

Concordo con Ausilio e Hernanes: il nostro campionato deve iniziare adesso, senza troppo guardare la classifica, chè alcuni di quelli che stanno là sopra col tempo rientreranno nei ranghi (Samp e Udinese to name the few). Starà a noi dare continuità al buono fatto vedere.

Mi rendo conto che i non-interisti mi accuseranno di veder la mia squadra più bella di quel che è, ma in realtà è proprio il conoscerne i limiti ed i difetti che mi fa essere positivamente sorpreso dall’ultima prestazione.

Il difficile, come al solito, viene adesso. C’è da confermare i miglioramenti e -sperabilmente- vincere qualche partita. Così, giusto per vedere di nascosto l’effetto che fa.

 

LE ALTRE

Come detto, vincono tutti o quasi, in un pessimo mix di vittorie-di-culo (Milan), pareggi-di-sfiga (Samp) e sconfitte-di-merda (Fiorentina).

Il sabato ci aveva proposto la prevedibile vittoria della Roma sul Chievo e l’insperato e godibilissimo pareggio gobbo a Sassuolo. Ricordo per i vecchi smemorati che “a farne 7 al Sassuolo son buoni tutti“.

 

E’ COMPLOTTO

Ce l’ho col fato e con la sorte stavolta, e mi riallaccio al trittico di partite elencate poche righe sopra. Dovere morale e tifo accanito mi impongono di diffidare dalle lodi sperticate al Milan di Superpippo che fa 3 gol con due tiri in porta e un autorete tanto clamorosa quanto decisiva nello sbloccare il risultato. Sorvolo per umana pietà sull’inconsistenza della fase difensiva scaligera in occasione dei due gol di Honda e indugio volentieri sulla mezza dozzina di paratone fatte da Abbiati a risultato acquisito. Ma è tutto inutile: “Bravo Superpippo, dài che prendi la Juve del cattivone Allegri, miglior attacco del campionato, ti vogliamo tanto bene“. E’ addirittura lui a smorzare gli entusiasmi, ricordando per un attimo una fase difensiva da migliorare (eufemismo), prima di poter tornare al solito refrain del “meglio rischiare un po’ di più dietro ma attaccare e fare spettacolo“.

Tocca citare il vecchio Trap, come vedremo invece censurabilissimo in settimana, quando chiosava con la massima “se mi voglio divertire vado al circo, io voglio vincere!“.

Il nostro dopopartita vede tutti (o quasi) gli esperti di Sky a minimizzare sulla qualità del giUoco espresso dalle due squadre, forse perchè il primo tempo i nostri l’han fatto in maniera più che accettabile. Ma si sa: il riflesso pavloviano impedisce alla stampa italiana di mettere insieme le parole “Inter” e “bel giuoco” nella stessa frase.

Un esempio? Benitez, bollato fin dai tempi di Liverpool come catenacciaro speculatore (ovviamente con ancor più acredine nella parentesi interista), dal confronto con Mazzarri esce inopinatamente come quello dei due che preferisce un gioco più manovrato, “non certo un contropiedista, insomma“.

Come al solito, l’onestà intellettuale dipende dal colore della maglietta (XXL in questo caso).

Dato del patetico allo Zio Bergomi e al telecronista Riccardo Gentile quando ci ricordano che “in campo ci sono solo 2 italiani” e che l’Inter ha il record di stranieri schierati nella stessa partita (ve lo scrivo in maiuscolo, così magari capite meglio NON ME NE IMPORTA UNA BEATA FAVA!), applausi a scena aperta all’inarrivabile Zorro Boban, quando giustamente -a mio parere- puntualizza che l’errore sul primo gol non è tanto di Vidic quanto di Dodò, e quando tributa i giusti complimenti a Kovacic e Hernanes per la partita fatta.

Zorro a parte, vedo una corsa di tutti a tirar la croce addosso a Vidic che, sostanzialmente, è un pacco. Per carità, se va bene a voi, buona camicia a tutti, e se non altro, meglio “sparare” su un campione come lui che su qualche giovane inesperto. Detto ciò, definire quello di ieri come un erroraccio è quantomeno eccessivo, mentre aggiungere che sul 2-0 è lui a tenere in gioco Callejon (commento del 4.5 in pagella sul Corriere) è un falso ideologico: il nostro è in effetti il difensore più arretrato, ma l’avversario è ampiamente dietro un altro paio di interisti.

Mauro, Porrà e compagnia non hanno mancato di far presente a Ausilio che un centrocampo degno di tale nome non può avere uno come Medel davanti alla difesa, là dove servirebbe un Pirlo. Non uno (nemmeno il nostro Direttore) che abbia ricordato che perfino Pirlo ha giocato per 10 anni con il cagnaccio Gattuso di fianco, proprio per permettergli di fare il suo gioco. Senza contare che Medel picchia di meno e ha piede migliore di Ringhio, che però è simpatico guascone ed eroe per definizione.

Chiudo la corposa parentesi mediatica con il disgusto per quanto letto in settimana dalle colonne sempre meno rosee e sempre più marroncine della Gazza a proposito dell’ennesimo Juve-Roma da ufficio inchieste.

L’intervista a Morgan De Sanctis, oltre che sacrosanta nei contenuti (per me) è ovviamente legittima, ma in questa precisa occasione il direttore Andrea Monti si sente in dovere di puntualizzare: aldilà del titolo finto-assolutorio, (“Intervista a De Sanctis: perchè era giusto farla e pubblicarla“) il solerte Direttore avverte fortissima l’urgenza di far presente a lettori e azionisti che quelle del giallorosso sono solo idee sue, in alcun modo condivise dal giornale. E infatti, nei giorni seguenti, la stessa Gazzetta richiama alle armi una bella fetta di juventinità anni ’80 (quoque tu, Trap!), tutti a spergiurare l’innocenza della Gobba, allora come adesso.

Mancava solo che dicessero che il 25 Dicembre arriva un signore vestito di rosso a portare regali ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi.

 

WEST HAM

Granitica vittoria per 3-1 contro il Burnley e incredibile 4° posto. Momentaneo, provvisorio, fuorviante… quel che volete, ma intanto siamo 4°!

learning to fly

learning to fly

MAZZARREIDE

FOCUS MAZZARRI

E’ triste ma banale la ragione del mio appoggio convinto al Mister: lungi da me considerarlo il nuovo Mourinho, l’uomo di S. Vincenzo e’ e rimane un buon tecnico di Serie A, che ha in mano la squadra da un anno e passa, che gode della fiducia di giocatori e proprieta’ e che non costituisce al momento l’anello debole della catena interista.

Ma soprattutto, e detta male, non possiamo permetterci di cambiare allenatore. Per diversi motivi:

1) il piu’ immediato e concreto: per un motivo economico. Mazzarri guadagna diversi milioni all’anno (tremmilioniettre, direbbe Razzi) e l’ esonero suo e del suo nutrito staff vedrebbe aumentare nuovamente quel monte stipendi cosi’ faticasamente abbassato nelle ultime stagioni;

2) da un punto di vista sportivo, e’ poi tutto da dimostrare che le cose andrebbero meglio con un altro allenatore (quale? Facile sparar contro al mister di turno, ma poi li’ chi ci metti?). La rosa sulla carta e’ migliorata rispetto alla scorsa stagione, ma e’ discreta e nulla piu’.

3) infine, da interisti, se non e’ possibile imparare dai propri errori, cerchiamo almeno di sbagliare in modo diverso. Lo ripeto per l’ennesima volta: negli ultimi 4 anni abbiamo avuto 6 allenatori, tutti presto o tardi finiti nel tritacarne dei tifosi prima ancora che dei media. La verita’ sacrosanta e’ che a nessuno -nessuno, ribadisco- e’ stato dato tempo di lavorare e di essere giudicato su una base sufficientemente solida da partorire un giudizio sensato.

L’ultimo esempio, palese e quasi beffardo per la sua evidenza, e quello di Stramaccioni terzo con un’Udinese ormai lontana parente del piccolo giocattolino delle meraviglie di Guidolin. Strama, che personalmente ho sempre ritenuto vittima di una situazione piu’ grande di lui, e’ stato giubilato alla fine di un campionato maledetto, cedendo ancora una volta al fallace giochetto del buttar via il coperchio anziche’ cambiare la pentola.

Facciamo lavorare quest’uomo che, piaccia o non piaccia, e’ l’allenatore della nostra squadra. Che ci sia lui o un altro, noi siamo tifosi dell’Inter.

E’ questo che importa.

 

Boia n'ho trovato uno 'he mi difende... Sicche' quarcuno ci 'asca ancora!

Boia n’ho trovato uno ‘he mi difende… Sicche’ quarcuno ci ‘asca ancora!

SCATAFASCIO

INTER-CAGLIARI 1-4

…E sì che dovresti conoscerli, i tuoi amati eroi in pigiama e braghette.

E invece no, ti fai ciulare per l’ennesima volta, convinto di assistere in un tranquillo pomeriggio di fine estate alla goleada che possa palesare ancora una volta l’incoscienza di Zeman. Al contrario, ecco i nostri amatissimi negli ormai consueti panni dei resuscita-morti, a dimostrare tutto il peggio di loro stessi in meno di un’ora.

L’elenco dei soggetti da spedire a vendere il proprio deretano dietro modesto compenso è assai lungo e variegato; detto ciò, mi pare facilotto e banale citare il Misteh come primo destinatario della missiva. Posto che al 90′ siam tutti fenomeni e maestri del “lo sapevo che con quella squadra qua ne pigliavamo quattro“, onestamente la formazione alla vigilia non mi sembrava così inconcepibile: un cambio in difesa (Andreolli per Ranocchia), uno sulle corsie laterali (Nagatiello a riposo nelle ultime uscite) e l’applauditissimo Medel a coprire la coppia di interni votata all’attacco (Kovacic & Hernanes). Davanti, Palacio e Osvaldo scelta inevitabile visto Icardi claudicante.

Tuttavia basta poco per capire che il nippico è in giornata-genialoide, allorquando dopo 10 minuti rimette in gioco il piccolo Sau inizialmente in off-side per lo 0-1 iniziale.

Si capisce che sarà giornata di festa per che vende biglietti di ingresso del Club Gautieri.

Se è per quello abbiamo l’astuzia -e il culo- di riprenderla abbastanza in fretta, con la furbata di Palacio che imbecca Osvaldo per il più facile dei diagonali.

Finita la festa? Macchè. Nagatiello si piglia due gialli tanto ingenui quanto ineccepibili a-termini-di-regolamento e ci lascia in 10 alla mezzora del primo tempo. A poco serve lamentarsi del doppio giallo ex abrupto, nè del fatto che giocatori con strisce diverse avrebbero ricevuto un bonario cazziatone al posto della seconda ammonizione. Lo sappiamo, ma non è un buon motivo per entrare in quel modo a metacampo su una palla tutt’altro che pericolosa.

Morale: fuori il capitano di giornata, fascia sul bicipite di JJ, e inizia la giostra. Ekdal pare il fratello forte di Paolo Rossi e ci purga tre volte in un quarto d’ora, trattenendo a stento la risata dopo uno dei goals. Giusto così, facciamo ridere ed è giusto essere perculati quando (non) si gioca in questa maniera. Del resto lo svedese il primo gol in Serie A l’aveva fatto con noi, e quindi chi se non lui poteva fregiarsi del notevole titolo di “triplettista nella tana dei tripletisti“?

In tutto questo puttanificio, Handanovic trova il tempo di parare l’ennesimo rigore della sua carriera, buono solo per le statistiche e per gli amanti del Fantacalcio visto che, ad ogni buon conto, sul corner successivo becca la quarta pera.

Il riposo non è nemmeno più utile per riordinare le idee e pigliare a ceffoni qualcuno negli spogliatoi, chè una squadra con un quoziente intellettivo normale, una volta rimasta in 10 fa muro fino all’intervallo e cerca di sfangarla nel secondo tempo. Ma noi squadra normale non lo siamo per definizione, e Mazzarri sostanzialmente questo dice nel dopo partita, ed il ragionamento è giusto.

Detto ciò, caro mio, sei tu a dover trasmettere idee e pathos ai giocatori, mica mio nonno!

Registro comunque l’ammissione di colpa del nostro che, credo per la prima volta, ammette di aver sottovalutato l’aspetto fisico e mentale dei suoi e di aver peccato di leggerezza nello schierare la formazione.

Può darsi: stento a credere che con M’Vila e Guarin al posto di Medel e Hernanes ci avremmo capito di più; sono invece convinto che in 11 senz’altro ce la saremmo giocata. Magari ugualmente persa, ma almeno non così.

La ripresa infatti vede un’Inter passabile solo se paragonata al nulla visto nei primi 45 minuti, ma di fatto il match era già bello che finito.

E’ tipico dei nostri buttar via il lavoro di settimane, se non di mesi, con qualche quarto d’ora di follia pura, e questo si è puntualmente -e nuovamente- verificato.

Spazio quindi ai catastrofisti del CrisiInter, del Vidic che in realtà è un morto che cammina, del Hernanes che è un pacco, del Medel che sì va bene ma è come giocare con quattro stopper (lo stesso Medel fino a due giorni fa nuovo idolo di San Siro e grande acquisto di Ausilio).

Tanto più voglio allontanarmi dalle ultime stagioni di “vorrei ma non posso”, quanto più vedo preoccupanti analogie con le manciate di occasioni buttate nel cesso, quasi ad aver paura di staccarsi dalla mediocrità delle teoriche inseguitrici del duo di testa.

LE ALTRE

Infatti, se noi facciamo per distacco la figura peggiore della giornata, i cugini fanno finalmente avverare l’auspicio di Mauro Suma pareggiando col Cesena, mentre la Fiorentina continua a non vincere ed il solo Napoli strappa 3 punti corsari in casa del Sassuolo. Tutto ciò in classifica vuol dire mucchione di squadre tra i nostri 8 punti ed i 6 della Viola, quando una gestione solo un po’ meno psichiatrica ci avrebbe visto almeno a 11 punti.

Uno dovrebbe esserci abituato, ma alla fine ci spera sempre…

Roma e Juve, chettelodicoaffà, vanno avanti che è un piacere e dopo 5 giornate sono a punteggio pieno. La sola consolazione è che al prossimo turno non potranno vincere entrambe, stante lo scontro diretto da giocare sabato a Torino.

E’ COMPLOTTO

Irritante come solo una vedova può essere Fabio Monti del Corriere della Sera. Il ragazzo ancora non è rassegnato all’uscita di scena del Sig. Massimo e non perde occasione di criticare tutto quel che ha a che fare con la nuova gestione-Thohir. Stavolta se la prende con la musica troppo alta durante il riscaldamento dei giocatori, causa secondo lui della scarsa affluenza allo stadio, o dello speaker che celebra Handanovic dopo la parata sul rigore (cosa che avviene da almeno un lustro ad ogni penalty bloccato dai nostri estremi difensori).

Non che le critiche non siano sacrosante: pigliare 4 gol dal Cagliari di Zeman è da squadretta di quartiere e, per quel che mi riguarda, non sarà certo questa vittoria a farmi cambiare idea su quello stralunato e simpatico personaggio -il boemo- capace di splendide vittorie ad intervallare sequele di sconfitte sonanti.

Detto ciò non resta che constatare l’incoerenza e la volubilità dei giudizi dei cosiddetti esperti del settore, capaci di magnificare le imprese di quegli stessi soggetti che un attimo dopo diventano totalmente inadatti a ricoprire certi ruoli.

Mazzarri che fino a poche ore fa era finalmente entrato nella testa dei giocatori, aveva dato una mentalità alla squadra, teneva in mano uno spogliatoio in cui finalmente si respirava una bella aria (quoque tu, Zio Bergomi, con la storia del clan del asado!), adesso è ovviamente un caprone, incapace, non all’altezza dell’Inter.

Io torno a dire quella che ritengo essere la triste realtà: il Misteh è un allenatore medio, adatto ad una squadra media come la nostra. E’ purtroppo all’altezza di questa Inter.

C’è da sperare che possano crescere insieme, dimenticando al più presto figuracce come queste.

WEST HAM

Sconfitta di misura ad Old Trafford, nonostante l’ultima mezzora giocata in superiorità numerica e con il pareggio di Nolan ingiustamente annullato per fuorigioco.

It’s conspiracy!

ci ridono anche in fazza...

ci ridono anche in fazza…

LISCIO COME L’OLIO (PER UNA VOLTA)

INTER-ATALANTA 2-0

Incredibile ma vero, vinciamo una partita che per altre squadre sarebbe parsa come “normale”.

Nulla lo è a queste latitudini, e lo sappiamo. Di conseguenza, la partita con risultato all’inglese è altresì figlia di un rigore sbagliato, due pali colpiti, un paio di altre occasionissime e una punizione assai generosa da cui nasce il raddoppio.

MI trovo quasi a rammaricarmi del fatto che l’arbitraggio -per una volta- non sia stato “distratto” nei nostri confronti, vista l’impudenza della classe arbitrale nel mandare ancora Gervasoni sul luogo del delitto e contro lo stesso avversario a un paio d’anni di distanza dal fattaccio (go to min. 2.15 for the very best). Il Gerva lascia picchiare gli atalantini senza intervenire troppo, e Icardi si prende la “vecchietta” che lo costringe a uscire prima della mezzora. Benalouane, autore del fallo, non è ovviamente ammonito.

Guarda caso, è proprio lui ad abbattere Ranocchia in area di rigore in maniera talmente plateale da non poter esimere l’arbitro dal fischiare il penalty. Giallo nell’occasione, e non serve un esperto di matematica quantistica per capire che il franco-tunisino avrebbe anche potuto finir lì la sua partita.

Ora si apre la questione rigori: posto che negli ultimi 2 campionati, più queste prime 4 partite, ce ne hanno fischiati solo 3 a favore, noi abbiamo deciso di attuare una sorta di sciopero bianco, sbagliando il terzo rigore consecutivo. Palacio non sembra in gran spolvero, e forse per quello non tiene la palla bassa: il tiro è sì angolato a sufficienza, ma la boccia a mezza altezza non obbliga il portiere alla sdraianza che probabilmente avrebbe richiesto quella frazione di secondo in più, sufficiente a far passare la boccia stessa.

Amen. Non solo non ci regalano niente; nemmeno noi siamo generosi con noi stessi…

L’uscita di Icardi, a conti fatti, diventa quel che in inglese si definisce blessing in disguise, chè al suo posto entra Osvaldo a capitalizzare al meglio il cross a centro area di Guarin. La semirovesciata al volo è nel repertorio del Gionnidepp de noantri, e l’1-0 è cosa fatta.

L’intervallo mi vede protagonista di domande esistenziali tipo spot del bancomat, e mi chiedo quanto durerà questa parvenza di manovra organizzata, posto che tutte le partite fin qui giocate dai nostri hanno visto la spina staccarsi inesorabilmente per almeno mezzora a volta.

MIglioriamo la media ma di poco, chè dopo il bel tiro di Palacio (che batte il portiere ma sbatte sul palo) sostanzialmente cominciamo a giocare secondo l’oliato schema del “buttiamola avanti e caghiamoci sotto”. Non che l’Atalanta faccia chissà che, forse per l’assenza del satanasso Denis, rimpiazzato dall’inoffensivo Bianchi, ma lo sguardo perso dei nostri e un Handanovic a farfalle su un paio di corner sono bastati per far progredire il mio già avanzato incanutimento.

Quando Palacio, stremato, esce per far posto a M’Vila, penso che ci aspetterà un quarto d’ora di interisti appesi alle traverse a difendere il vantaggio minimo. In realtà sono piacevolmente smentito. Il francese neo-entrato draga palloni davanti alla difesa al posto di Medel, sguinzagliando lo splendido cagnaccio cileno 30 metri più avanti, alle calcagna di Cigarini, e come d’incanto torniamo a gestire il gioco senza altri patemi.

Che poi la punizia dal limite su Osvaldo sia assai generosa non ci piove. Se non altro è l’occasione per far fare un figurone a Hernanes che spara la punizia all’incrocio con capriola incorporata e chiude i conti a 4 più recupero ancora da giocare.

Che il gol sia di buon auspicio per il Profeta, che il Professor Scoglio avrebbe definito “giocatore superiore” e che per me rimane un campione, pur in un periodo di forma assai migliorabile. Una mediana con lui, Kovacic e Medel (splendidi anche ieri) è la migliore novità dell’Inter di quest’anno. Più di Vidic in difesa, più di Osvaldo in attacco.

Si doveva vincere e si è vinto. Siamo quindi terzi, seppur in coabitazione con Samp e Verona. Domenica Cagliari e settimana prossima a Firenze.

Adenante!

LE ALTRE

Il Grande Milan sostanzialmente vince 2-0 a Empoli, anche se inspiegabilmente il risultato viene omologato come pareggio. La partita, seguita ovviamente con intento gufante ma comunque in maniera più distaccata rispetto a quella dell’Inter, mi ha -forse definitivamente- chiarito una domanda esistenziale, e cioè: perchè squadrette delle minchia (l’Empoli nel caso del Milan, la miriade di piccole che  puntualmente ci ciucciano punti nel nostro caso) fanno la partita della vita contro di te, e contro gli altri si squagliano come neve al sole?

Lo fanno apposta e quindi E’ Complotto? Oppure siamo noi che facciamo cagare?

Temo che la risposta sia la seconda che ho detto. L’Empoli del primo tempo (non dei primi 25 minuti, cari tutti, del primo tempo) sembrava il Real Madrid, scambi velocissimi, corsa rapida e intelligente, palle inattive sfruttate a dovere. Milan: non pervenuto, se si esclude il bel gol di Torres.

Che poi i cugini, col solito deretano, l’abbiano ripigliata e potessero addirittura vincerla fa parte della sacrosanta ingiustizia del calcio, ma onestà intellettuale (hai detto cotica!) imporrebbe serie riflessioni sulla pochezza della fase difensiva milanista. Paradossalmente è proprio Inzaghi a dire che “le grandi squadre non soffrono così“, pur annegato nella melassa del “che cuore! che rimonta!“, con la stampa intera a fare il coro.

Ma andiamo con ordine: Juve e Roma continuano il loro percorso netto, con la Juve a beneficiare di un rigore disgustoso nel suo complesso: il difensore salta a meno di due metri dal bianconero che tira (quindi già assai vicino); la palla è deviata dalla punta del piede del cesenate prima di incocciare sulla mano, ovviamente scomposta visto che il difensore sta saltando. L’arbitro è lì davanti e, ineccepibilmente, fischia il rigore.

Non cambia niente: la Juve giocava in casa col Cesena, ha vinto 3-0 e non sono così annebbiato da ricondurre la vittoria a quel rigore regalato. Ma è proprio vero che, tanto per non sbagliare, meglio sbagliare dalla parte giusta.

Napoli e Fiorentina procedono invece con l’andamento lento, infilando altri due pareggi che le vedono staccarsi ulteriormente da quel terzo posto che è obiettivo comune.

Mors tua, vita mea, verrebbe da dire, ma so’ssignore quindi qui lo dico e qui lo nego!

E’ COMPLOTTO

Siamo nell’ambito del processo alle intenzioni ma, come detto in apertura, la designazione di Gervasoni suona proprio come gesto di sprezzo del settore arbitrale nei confronti dei nostri. Ottimo stavolta Fabio Monti sul Corriere che, censurando la designazione del Gerva, contemporaneamente sbeffeggia l’atteggiamento nerazzurro nei confronti della classe arbitrale. Come a dire: se questi sono i risultati…

Non avendo orgogliosamente Mediaset Premium, non posso assistere dal vivo all’intervista del Misteh, che in sostanza sfancula i portatori della tesi per cui la vittoria è rubata (fallo non da rigore perchè avvenuto a gioco fermo, spinta di Osvaldo sull’1-0, punizione inesistente): Mazzarri cita forse involontariamente il Mancio dicendo “fateli vedere tutti gli episodi!” e per la prima volta pare palesare l’essenza dell’interismo “contro tutto e tutti”.

Piacevole sorpresa. Meglio tardi che mai.

Golazo

Golazo

DUPALLE…

PALERMO-INTER 1-1

Ovvero, come avere già le balle che strisciano per terra alla terza giornata di Campionato mentre guardi la tua squadra del Quore.

Mazzarri, poverino, stavolta il suo lo fa. Piazza due punte là davanti e, visto l’impresentabile Hernanes di queste settimane, decide di premiare l’animalanza di Guarin a metacampo, a far reparto insieme ai titolarissimi Medel e Kovacic.

Che poi sia proprio Vidic, quello che è una sicurezza, quello che “minchia, ha giocato diec’anni al mancesteriunaited!“, a fare una cappella degna del peggiore dei fratelli Paganin (scegliete voi quale), dà proprio la conferma che siamo e sempre saremo una squadra di simpatiche ed imprevedibili teste di cazzo.

Detto ovviamente con tutto l’affetto del mondo.

Ma pur sempre teste di cazzo.

Morale: dopo 3 minuti tal Vasquez (di cui sospetto il “primo gol in serie A”, ancorchè nessuno ne abbia parlato) porta i siciliani in vantaggio, e la nostra mutanda assume all’istante un colorito maròn, reso ancor più visibile dalla divisa immacolata scelta per la trasferta palermitana. In effetti i nostri per una buona mezzora non ci capiscono una beata mazza, se si accettua la solita sabongia di Guarin fuori di poco. Va meglio con una combinazione tra Osvaldo e Kovacic, con l’italo-argentino a vedersi correggere (in melius!) il passaggio per il compagno, ed il croato a piazzare la biglia con un colpo da biliardo nell’angolino.

Pari raggiunto prima dell’intervallo e testa fuori dall’acqua.

Vidic avrebbe anche modo di rimediare alla minchiata di cui sopra, capocciando in rete la palla del 2-1, ma Osvaldo è là dove non doveva essere ed il fuorigioco è netto persino per me.

Poco male, verrebbe da dire, perchè il gol buono lo segniamo in apertura di ripresa: Vidic (ancora lui) fa da torre per Icardi che buca Sorrentino in volée da due passi, ma stavolta l’ineffabile bandierina sale (superfluo specificare in direzione di quale buco) a segnalare un fuorigioco di D’Ambrosio che forsepotrebbeinqualchemodo partecipare all’azione.

That’s nothing new: primo e ultimo caso di gol annullato con una sorta di processo alle intenzioni. Non hai partecipato ma in realtà avresti tanto voluto.

Mazzarri soffre ma vuole vincerla: scommette ancora sul Profeta Hernanes (male anche a Palermo) togliendo Juan e passando a 4 lì dietro. Per un po’ abbiamo ancora noi il pallino del gioco, con Guarin ad avere un paio di buone occasioni. Ma col passar del tempo sono loro a tornare forte, con Belotti a segnare il 2-1 annullato per spinta (più plateale che effettiva, d’accordo, ma il fallo c’è e non rompiamo i coglioni…) e Dybala a timbrare la traversa ad Handanovic battuto.

Non faccio però in tempo a finire la frase “dai che se finisce così ci è andata ancora bene” che Osvaldo si svita il collo in torsione scopadea (cit. quel fenomeno di Pellegatti), chiamando Sorrentino all’inevitabile parata della vita.

Vero che il pareggio tutto sommato è giusto, ma il gol corsaro al 94′ dalle nostre parti non lo vedo da anni…

Morale: così come l’anno scorso, anche quest’anno ci mettiamo subito di buzzo buono nello sprecare le occasioni che la mediocrità della Serie A ci propone. Vincendo ieri saremmo stati terzi a due punti dalle inavvicinabili Juve e Roma, soprattutto mostrando il deretano ai cugini. Viceversa, il Milan è ancora un punto sopra di noi, e l’ennesima sconfitta del Napoli non mi lascia tranquillo, visto che comunque non abbiamo allungato come avremmo potuto e dovuto.

Poco tempo per rimuginare: mercoledì a San Siro arriva un’Atalanta incazzatissima per la sconfitta casalinga. Gli ultimissimi precedenti non sono benauguranti: speriamo almeno che Scarpini stavolta non abbia voglia di gufare!

 

LE ALTRE

Come detto, i cugini perdono dalla Juve in casa. Non la vedo, ma da quel che leggo il risultato va stretto ai bianconeri. Dalla sua, Inzaghi può sbandierare da bravo invasato la bandierina “sconfitti a testa alta“, che del resto a quelle latitudini è diventato un mantra secondo solo a minchiate quali “siamo una grande famiglia” o “club più titolato al mondo“.

La Roma è quella che mi impressiona di più, con una varietà di soluzioni di attacco e un centrocampo già quadripallico pur senza Strootman. Rispetto all’anno scorso mi paiono più forti, mentre la Juve mi pare aver perso qualcosa: fusse che fusse la volta bbòna?

Il Napoli becca da Strama a Udine, mentre la Viola finalmente conquista i primi 3 punti della stagione.

E’ tutto aperto, e alla terza di campionato ci mancherebbe altro, ma il mio animo rimuginanate di tifoso rancoroso sta già a recriminare.

 

E’ COMPLOTTO

Devo ammettere che non c’è molto, a parte la fretta che tutti hanno nel derubricare il secono gol annullato come “appena meno evidente del primo, ma comunque da annullare a-stretti-termini-di-regolamento”.

I Meravigliuosi passano per fortuna da essere un’armata di unti del Signore ad un insieme di onesti pedatori, anche se Inzaghi non sarà mai ridimensionato abbastanza per quel che mi riguarda.

 

WEST HAM

Granitico il 3-1 rifilato al Liverpool, con buona parte della stampa italiana a trattare Balotelli come il povero ragazzo che se non altro si sbatte, ma che è capitato in una squadra di m.

Contenti voi…

Vidic; "Mamma'ro Carmine agg' fatt' 'na strunzata..." Medel: "Puta la madre che te pario' cabron!"

Vidic; “Mamma’ro Carmine agg’ fatt’ ‘na strunzata…”
Medel: “Puta la madre che te pario’ cabron!”

TROVATE LE DIFFERENZE

INTER-SASSUOLO 7-0

Settebello.
Come l’anno scorso.
Sette sifulotti nel deretano oramai alquanto spanatiello dell’amatissimo Squinzi che, visti i precedenti, almeno dovrebbe imparare a tacere…

Superfluo addentrarsi nei meandri di una disamina tènnica, tanta e tale è stata l’anomalia della partita. Posso solo gongolare per una squadra che dà l’impressione di sapere quel che sta facendo, e che ha finalmente diverse alternative per arrivare al tiro: non solo le fasce arrembanti all’insegna del casino organizzato, ma anche, udite-udite, fraseggi rasoterra a metacampo e triangolazioni ficcanti sulla trequarti avversaria.

Il giUoco, insomma, pur sempre con la “g” minuscola, chè Mazzarri è solo un contropiedista e l’Inter è cinica per definizione.

Icardi è un satanasso e Osvaldo fa il massimo col minimo sforzo. Incoraggianti i progressi del croato decollizzato, gol compreso, mentre Hernanes può senz’altro crescere ancora.

il puttanificio di attacco è reso possibile grazie alla gentile (si fa per dire) collaborazione del pitbull Medel, una versione tarchiatella di Genny Savastano ma per il momento ancora a piede libero.

Il cileno è già idolo per quel che mi riguarda, e mostra anche un piede alquanto educato in fase di prima impostazione. Quando nei mesi scorsi, in vista del doloroso e poi effettivo addio al Cuchu, auspicavo un rimpiazzo all’altezza (un po’ meno cervello, un po’ più gamba) avevo in mente proprio uno come lui, pur ignorandone l’esistenza fino al recente Mondiale brasiliano.

Ora, torniamo al titolo della sbrodola: 7 pere gliele avevamo date anche l’anno scorso, ai piastrellisti emiliani. Questo per stare schisci e non farci venire strane idee. Ribadisco per l’ennesima volta che, con questi ragazzi, i ragionamenti che paiono di buon senso van presi con le pinze. Sarebbe infatti fallace e quantomai esiziale pensare che all’ottimo undici messo in campo ieri vada semplicemente aggiunto il potenziale di Palacio, l’esperienza di Vidic e un paio di validi ricambi in mezzo (M’Vila e Jonathan).

Assai più saggio ed aderente alla realtà affiancare -se non sostituire- il ragionamento di cui sopra con la consapevolezza del volubile equilibrio psicofisico dei nostri, del resto testimoniato anche dal titolo della simpatica canzonetta che è tornata a risuonare sugli spalti del Meazza.

Non è sempre domenica, non sarà sempre Sassuolo.

Questa la prima certezza da cui ripartire.

Non sempre riusciremo a sbloccare il risultato dopo 3 minuti (elemento troppo spesso mancato l’anno scorso, alla lunga causa della quindicina di musate contro le difese avversarie con conseguenti pareggi insulsi); non sempre il piede dei nostri attaccanti sarà così educato; non sempre i difensori potranno giocare “con la sigaretta in bocca” (copyright il Drago Stankovic).

Diciamo che questa è stata la partita che ha detto quale può essere il nostro massimo e, visti i tempi ed i precedenti, non è affatto male.

 

LE ALTRE

Roma e Juve vincono senza convincere particolarmente e, facendo ciò, si dimostrano le più serie (o meglio: le uniche) candidate al titolo. Dietro, il Napoli incappa nella solita giornataccia contro il Chievo: l’interista Bardi para un rigore a Higuain e Maxi Lopez piazza la palla in buca beffando Benitez & co.

Il Milan a Parma fa la partita dei pazzi, vincendo grazie a un ottimo primo tempo e ad una ripresa piena di errori, equamente divisi tra propri difensori, avversari e arbitri. Ma è ovviamente calcio-spettacolo, Inzaghi è un maestro (soprattutto di tuffi, con Ménez e Bonaventura ottimi allievi nel numero della biscia impazzita) e gli obbrobri difensivi sono solo trascurabile fastidio di fronte a cotanta bellezza.

Evviva l’Ammore.

 

E’ COMPLOTTO

Nella settimana in cui giovani dell’Inter regalano successi a varie latitudini (vedi riassunto delle ultime puntate qui) al calabrese cantilenante non par vero di poter puntualizzare che Icardi sarà anche stato il giovane migliore della giornata di Campionato, “però non è italiano“.

Del resto, parlando di giovani, i 3 gol di Maurito e la maiuscola prestazione di Kovacic non valgono nulla, nemmeno se messe insieme al già citato rigore parato da Bardi, al recente Memorial Scirea vinto guarda-caso dai nostri Giovanissimi ed alla Primavera nella quale Puscas e Bonazzoli fanno a gara a chi segna di più.

Per il resto, ammetto di non aver assistito ai commenti del dopo partita dei nostri. Mi sono invece armato di insulina per compensare gli attacchi iperglicemici riservati ai Meravigliuosi. Davvero poco tollerabile (quantomeno alle mie latitudini) l’unisono plauso a Inzaghi, che in due partite ottiene i due rigori ormai previsti per prassi consolidata, oltre a una dose di culo quasi pari a quella avuta durante la sua carriera, e solo per poco non annullata da un atteggiamento difensivo a dir poco naif, con gran finale a base di siparietto comico con infortunio (reale?) incorporato.

Ma qualsiasi tentativo di analisi seria (Zorro Boban a parte, eccelso e obiettivo come sempre) viene azzerato dai peana della squadra che adesso è lanciatissima verso il terzo posto che vale la Champions, con tanto di simpatico siparietto di Ménez raggiunto al telefono dal PresidenteBerlusconi, pron(t)amente riferito dalla velina Alciato.

Strano non abbiano fatto sentire questo: a me ha divertito decisamente di più.

 

WEST HAM

In attesa del Monday night in trasferta contro l’Hull City del simpatico Ince Jr, amatissimo nell’East End quasi quanto il padre

 

Stai senza pensieri...

Stai senza pensieri…