TOPPA FALSA

INTER-NAPOLI 0-3

E’ facile ma in buona misura inevitabile il commento alla partita contro il Napoli. Qualsiasi gioco da cortile, o partita di carte, in situazioni simili sarebbe stata interrotta con commenti del tipo “ragasirifa o “amonte”, anche senza arrivare al turpiloquio che ha motivo di esistere quando è necessario, ma ne ha molto meno quando scade nell’ovvio.

Non parlerò quindi delle ramificazioni che crescono sulla testa dell’arbitro Rocchi, ma mi limiterò a giudicarne l’operato e ancor più gli effetti sulla partita e sul prosieguo di campionato dei ragazzi.

La cronologia degli eventi è ormai tristemente nota: ammonisce Obi per un intervento che non è nemmeno fallo, gli fischia un rigore per un ruzzone che avviene un metro buono fuori dall’area, e che in quanto ruzzone e non trattenuta per la maglia non pare -nemmeno quello- meritevole di “giallo. Tant’è: rigore e espulsione. La chicca finale è il penalty parato e ribattuto in rete da Campagnaro, che al momento del tiro dal dischetto è già di un buon metro dentro l’area. Vero che c’è anche Samuel dentro l’area, ma la cosa non sposta di una virgola il succo della vicenda: rigore da ripetere. A-stretti-termini-di-regolamento lo sarebbe indipendentemente dal ruolo che il giocatore già in area assume nell’azione; figuriamoci se il giocatore di turno approfitta della situazione irregolare per segnare.

Fin lì si può parlare di una bella partita, con azioni da una parte e dall’altra, con un gol giustamente annullato a Pazzini (ovviamente in quel caso arbitro e assistenti bravissimi a segnalare un offside di centimetri…), con un Maicon in promettente forma e le due punte interiste (Pazzo e Forlan) a cercarsi con risultasti discreti. Da lì in poi sull’Inter c’è poco da dire: il Napoli è bravo e lucido nel far valere l’uomo in più e perforare altre 2 volte una difesa necessariamente alta, pur conscia dei rischi di “infilamento”; nulla da dire su Lavezzi & co. che meritano il successo e gli applausi.

Nagatiello la fa grossa sul 2-0, proteggendo col corpo (lui che è alto un metro e un cazzo) un pallone da scarpare via e consentendo così la zampata di Maggio a uccellare JC, Maicon tiene in gioco Hamsik per il 3-0, ma a quel punto la partita era bella che andata.

Ribadisco, gli errori dei ragazzi ci sono stati (ho elencato i più evidenti), ma come troppo spesso succedeva anni fa, sono stati messi nelle condizioni di sbagliare da eventi da loro non dipendenti. Far giocare Chivu dopo gli acciacchi russi, lui soprannominato Swarowski per la sua fragilità, mi è parso fin da subito un azzardo, e guarda caso l’azione del rigore arriva sul suo lato mentre lui ha chiesto il cambio e si trascina per il campo pressoché immobile, lasciando Obi in balìa di Maggio (gran giocatore, per inciso). L’altra faccia della medaglia è che una cappella come quella fatta dal suo sostituto (il nippico), il rumeno non l’avrebbe mai fatta, non vergognandosi di spazzare in out il lancio napoletano.

Partitaccia, insomma, più per gli effetti a medio lungo che per la classifica, che pur rimane da minimo storico.

C’è la sosta, con annessa diaspora di nazionali, e non è mai bello star fermi 15 giorni dopo una sconfitta, con le pentole di fagioli che possono ribollire per due settimane parlando di crisi-Inter (fa niente se il Milan ha un solo punto più di noi). Ranieri dev’essere bravo a tenere “su” i nostri, sottolineando i miglioramenti che comunque si sono visti anche sabato nei primi 40’, e facendo leva sull’ennesima dimostrazione che all’Inter, come i calciatori sanno meglio di lui, si è come sempre contro tutti e ancor di più contro tutti.

Mettiamola così: il nostro campionato deve iniziare dopo la sosta, sperando di poter essere messi meglio sia numericamente che qualitativamente, consapevoli che lo Scudo è per ora molto lontano (la cima della classifica è a +7), ma che il marasma da classifica ancora non preclude niente. So che fa strano fare certi discorsi dopo sole 5 giornate, ma diciamo la verità: se in testa ci fosse, dopo 5 giornate, una squadra tipo Inter degli anni scorsi, magari a 13 e non a 11 punti, la distanza sarebbe già di fatto incolmabile per una squadra nella nostra attuale posizione. Il livellamento verso il basso fa ardere ancora qualche fiammella, anche se occorrerà investire massicciamente in Diavolina per tenerla accesa…

 

LE ALTRE

La partita dei cattivi finisce con la vittoria meritata dei gobbi sui diversamente milanesi. Per quel che vedo mi pare sia stato un quasi-dominio gobbo ai danni di un Milan che, tranne Pato, ha ritrovato tutti gli altri titolari che contano (parlo di Ibra e Boateng, mi scuserà il figlio di Beniamino Abate). Al momento i gobbi sono la squadra da battere e, se non fossero loro, mi farebbe quasi piacere. Mi spiego: pur nutrendo un doveroso disprezzo per Parrucchino Conte, il suo deretano sulla panchina bianconera mi pare la scelta più logica fatta dalla dirigenza ovina da anni a questa parte. Tra Troppobbuòno Ferrara e Clouseau Del Neri hanno buttato via due stagioni, prima di imbastire un progetto intorno al capello sintetico e l’occhio ceruleo dell’ex-Chierichetto. Che si dovrà confermare e passerà senz’altro periodi meno lustri di questo, ma che sta comunque costruendo una squadra con una sua identità, nella quale vecchie volpi come Buffon, Pirlo e del Piero affiancano un manipolo di più o meno giovani di sicuro o probabile valore (Vucinic, Chiellini, Marchisio, Vidal, e un paio di ali a caso).

Per il resto l’Udinese zitta-zitta è lì in cima con la Juve, ed è difficile trovare nuovi aggettivi per lodare quell’odioso pretino di Guidolin, davvero tanto antipatico quanto bravo. La Roma batte l’Atalanta e pare cominciare a capire il calcio di Luis Enrique, che da parte sua forse inizia ad adattare alle latitudini italiche il suo tiki taka (dopo le prime uscite ne ho sentita una splendida: “più che tiki taka… ‘a Luis: ma a te chi-ti-caca?”.

 

E’ COMPLOTTO

Non posso dire che non sia stato dato il dovuto risalto alla performance di Rocchi, questo no.

Era del resto impossibile non fare la tara di quanto successo, anche sminuendo i meriti del Napoli che pure ci sono. E’ chiaro però che il gioco, nemmeno troppo sottile, è facile. Il succo è: si vabbé l’arbitro ha sbagliato, ma non è la prima volta che una squadra rimane in 10, e non per questo sbraca prendendone tre. E poi i giocatori sono troppo nervosi, non c’è la giusta mentalità.

Piccoli pezzi di cacca (vocativo), vi siete per caso chiesti perché i giocatori dell’Inter siano –a vostro dire- troppo nervosi? Perché il nervo è ancora scoperto, perché gli anni dei furti sono ancora vicini, perché nemmeno nell’età dell’oro di Mancio e Mourinho l’Inter ha mai goduto di favori arbitrali (aldilà di quel che dice qualche lupacchiotto rosicone), perché l’esempio più lampante di questo è proprio il Derby di Gennaio 2010, vinto 2-0 e finito in 9 per due espulsioni inventate dall’arbitro. Proprio Rocchi, guarda caso.

Il fatto poi che, insieme agli incorreggibili piangina della vecchia guardia, uno dei più imbufaliti fosse proprio Ranieri (espulso nell’intervallo), dovrebbe far suonare un campanello ai Massimomauro di turno, avendo questi passato gli ultimi anni ad indicare Ser Claudio come modello di educazione da contrapporre all’intollerabile arroganza di José da Setubal. Eppure, son bastate tre partite in nerazzurro per far incazzare pure San Francesco. Strana la vita eh?

Ho sentito le dichiarazioni del Sig. Massimo a caldo e mi sono piaciute, vorrei proseguissero così: soli contro tutti ma incazzati con il mondo.

 

WEST HAM

Sempre quarti, media inglese rispettata grazie al pareggio esterno contro il Crystal Palace in uno dei mille derby inglesi. Il gigante Carew (norvegese ma nero) ora gioca (e segna) per noi: sperando basti per la Serie B inglese…

Match Winner

Match Winner

SIMPATICHE CANAGLIE

CSKA-INTER 2-3

La solita, incorreggibile eppure irresistibile, manica di pirla.

L’Inter vince a Mosca facendo passare per impresa una partita che una qualsiasi squadra dotata di un normale equilibrio psichico avrebbe messo in ghiaccio dopo il 2-0 a metà primo tempo.

Ma si sa, so’ ragazzi… e quindi via al giro della morte con ritorno effettato.

Ser Claudio (“Ser” è la intenzionale via di mezzo tra Sir e Sor) insiste col 4-4-2 camuffato da rombo, con Alvarez al posto di Coutinho: ci si aspetta più prestanza fisica, magari concedendo qualcosa in velocità. Previsione azzeccata al 50%: il ragazzo ha mostrato la mobilità del peggior Thiago Motta, e a dirla tutta la sola nota di merito è il corner battuto (pure maluccio) dopo 5 minuti, da cui scaturisce il vantaggio di Lucio.

Da rivedere insomma. O meglio, da non rivedere a breve, se non fosse per la ormai congenita morìa di centrocampisti che ci vedrà costretti ad un turn over forzato là in mezzo.

Il CSKA, a esser sinceri, non è niente di che: si affida al talento di Dzagoev e al puttanificio (in tutti i sensi) di Vagner Love. Dietro e in mezzo però sono imbarazzanti e infatti ci si infila senza difficoltà. Dopo un bel cross del Pazzo e capocciata velenosa di Obi, Nagatiello scende sulla destra uccellando il proprio avversario e mette in mezzo la classica palla con scritto “spingimi”: il Pazzo non se lo fa dire due volte ed è raddoppio.

Fino alla mezzora il match va come deve andare (cioè non succede quasi niente), poi una bella parata di JC su difficile girata di Dzagoev e un palo sul successivo corner dei russi spengono la lampadina. La cacarella è in agguato ed un ingenuo fallo in pieno recupero di primo tempo (diciamo la verità… pure oltre i due minuti accordati, ’tacci loro!) porta Dzagoev a calciare forte ma centrale. La palla passa tra Lucio e Pazzini, non proprio ermetici in barriera, e JC non fa nemmeno finta di provare a prenderla. 2-1, prendendo gol appena prima del risposo (pessimo momento).

La ripresa infatti ricalca in buona parte quanto visto sabato a Bologna: pochi spunti dei nostri (Chivu fermato in fuorigioco molto dubbio mentre mette Milito solo davanti al portiere, bel numero di Zarate subentrato a un Pazzo claudicante) e russi che prendono sempre più campo e coraggio, pur senza creare pericoli concreti. La puzza di frittatone è però a tal punto nell’aria, che tra me mi dico “se dobbiamo prendere il gol prendiamolo subito così abbiamo tempo di reagire”, essendo evidente che l’immobilismo dei nostri avrebbe potuto essere scosso solo dal proditorio sganassone in fazza. Che, puntuale come un becchino, arriva al 78’, con la cortesia di Zanna e soprattutto Lucio che fanno fare al puttaniere (Vagner Love) quello che a tutti pare evidente… no, non vuole trovarsi la russa da sbattersi in piena area, vuole solo, più pudicamente, portarsi palla sul destro, accentrarsi e tirare in porta. Detto, fatto: 2-2.

Non posso nemmeno sfogare la mia rabbia come dovrei, avendo Panchito a metri 0,5 da me, e mi limito a un “lo sapevo, lo sapevo!!!”, aggravato dalla simpaticissima litanìa del marmocchio che mette su il disco del “Che cosa? Che cosa sapevi? Papà, sapevi cosa?”…

 

Il mio auspicio del ceffone col timing si rivela però azzeccatissimo perché, palla al centro, Cambiasso pesca Zarate che fa un gran gol: controllo a seguire col petto, difensore saltato e sinistro dal limite sul primo palo. Golazo vero! Volendo viaggiare con la fantasia, ricordo un Torino-Inter in cui al loro pareggio, Ibra rispose più o meno negli stessi tempi (infinitesimali): era ancora l’Inter del Mancio e mi piace pensare che, seppure impolverata e un po’ cigolante, parte di quella boglia di bincere (per dirla alla sudamericana) ci sia ancora nei nostri, e riesca ancora a levarci dai casini di tanto in tanto.

Per ora bastano i tre punti, sapendo di non aver fatto altro che il nostro dovere (ripeto, loro a parte un paio là davanti sono scarsini) e consapevoli che i volatili per diabetici cominciano adesso (sabato il Napoli, tipo…). Però godiamoci questa vittoria, scappelliamoci davanti al Cuchu tornato al suo ruolo e alle prestazioni cui ci ha abituato, lecchiamoci le dita per uno Zarate che –lo confesso- non gode ancora della mia fiducia e teniamo le dita incrociate per i feriti sul campo (Pazzo e Chivu, ieri tra i migliori). Il resto, si spera, verrà.

 

LE ALTRE                                                              

Il Napoli, appunto: grandissimi contro il Villareal. A mio parere il 2-0 va pure stretto, vista la gragnuola di contropiedi non sfruttati a dovere nella ripresa. Anche loro finiscono incerottati (Cavani e Aronica). C’è una buona probabilità che sabato la tenzone possa essere risolta a colpi di stampelle…

Del Milan non parlo ma mi limito a gufare a distanza, più per dovere morale che per reale convincimento.

 

E’ COMPLOTTO

So di essere paranoico, ma qualcuno mi dice perché, in una partita dell’Inter, mi devo sorbire 5 spot di Master Card con i tifosi del Milan che esultano? Cazzo, sta giocando l’Inter, mica quelli là! Non ho Master Card e a questo punto manco la voglio avere, ma dico io: che cazzo di placement è far la réclame alla squadra rivale di quella che sta giocando? Una sola plausibile risposta: è complotto!

Per il resto, piccolo inciso su Calciopoli e la nuova madre di tutte le intercettazioni sbandierata ai quattro venti da Moggi e relativa cosca, talmente clamorosa da non essere nemmeno oggetto di richiesta di ammissione (stra-tardiva!) agli atti.

In sostanza, Bergamo che dice a Rodomonti (quello-del-gol-non-dato-all’Empoli-nel 1998) “stai schiscio chè tanto questi sono dietro di 15 punti”, vuol dire provare che così facevan tutti e che l’Inter è colpevole tanto e quanto la Juve.

Che strano, a me sembra proprio l’ennesima conferma che il “sistema” decideva prima cosa fare e che, proprio in virtù dei 15 punti di distanza, in quell’occasione fosse necessario dire al sicario di turno “stavolta risparmialo, tanto è già moribondo”.

Un po’ come Berlusconi che 10 anni fa diceva che a Mediaset non c’era “regime” perchè Mentana e Costanzo sono di sinistra. 

Questo tralasciando la telefonata di Carraro a Bergamo, che dà origine alla chiamata a Rodomonti, con quel bisunto di Carraro che sente puzza di bruciato e non vuole far incazzare Moratti in vista della riunione di Lega prevista per il giorno successivo e implora Bergamo di raccomandare Rodomonti di non favorire la Juve e per carità di fare una partita corretta. Come a dire: il voto di Moratti ci serve, per stavolta non facciamolo incazzare…

La prostituzione intellettuale ovviamente ha cercato di trovare riscontri alla tesi di Moggi individuando una mancata espulsione di Toldo in occasione del rigore dato alla Juve in occasione del 2-0, e ovviamente sorvolando su un dubbissimo contatto tra Thuram e Adriano in area bianconera. Della serie “nel dubbio pensa più a chi è dietro”… infatti.

Il braccio e la mente: colpaccio in terra russa.

Il braccio e la mente: colpaccio in terra russa.

ALTO MARE

PALERMO-INTER 4-3

Scipione Petruzzi è stato un bizzarro professore di matematica del mio Liceo, già quasi ottuagenario all’epoca (anni 80/90) e quindi verosimilmente assurto al regno dei Cieli.

Ne scriverò quindi col dovuto rispetto, disseminando le sue illuminanti massime nel corso di questo trattatello.

La prima delle quali recitava così “…eggiàllosapevo!” (da pronunciare con indolente cadenza partenopea), allorquando scopriva che l’interrogato di turno non aveva fatto l’esercizio.

Quando ieri sera ho letto la formazione dei ragazzi in campo al Barbera, mi è venuta automatica la citazione, trovando puntuale conferma a vaccate del tipo Sneijder-in-panca e Zanna-centrale-di-difesa.

All’inizio ci dice anche culo, visto che questi per 20 minuti fanno ovviamente la partita della vita pressando come dei pazzi e non facendoci capire una mazza, senza però creare pericoli veri (ricordo solo un colpo di testa ben parato da JC). La buona sorte ci sorride sul gollonzo del Principe, che oltre al vantaggio ci dà la speranza che il ragazzo abbia terminato il periodo-sfiga, visto che un colpo (di culo) del genere la scorsa stagione non gli sarebbe mai capitato… 1-0 quindi, e Zarate giubilato dopo 30 minuti di nulla. Entra Wes e complimenti per il bel cambio sprecato.

La ripresa inizia con lo psicodramma: pari loro sulla prima di una quarantina di incursioni centrali senza alcuna opposizione del nostro centrocampo né tanto meno dei difensori. Ma non c’è manco il tempo di bestemmiare che Milito prima si vede parare da Migliaccio il tocco a porta vuota (no rigore, tantomeno espulsione) e subito dopo va a timbrare la doppietta su rigore (sacrosanto ma purtroppo senza “rosso” per il difensore palermitano) causa affossamento di Samuel in area.

2-1, quindi, e la speranza di una gestione un po’ meno scriteriata del suddetto vantaggio. Macchè.

I rosanero si infilano come coltello nel burro ed entrano in porta col pallone con una facilità imbarazzante. Il pari è realtà, mezz’ora e più da giocare.

Loro hanno corso come pazzi e sono stanchi, noi prendiamo un po’ più di campo e diamo la sensazione di poter segnare.

Gasp ci casca e ci crede, togliendo il Cuchu per Alvarez e azzerando il già sottile filtro di centrocampo. L’inevitabile conseguenza è una decina di contropiedi lasciati al Palermo con 50 metri di campo totalmente scoperti, e sventati a turno dai recuperi forsennati o le parate provvidenziali dei nostri. Su uno di questi, Samuel “timbra” ruvido l’avversario e rischia il secondo giallo che sembrava a dir la verità inevitabile…

Ad ogni modo, dagli e mena, l’inguacchio si materializza. Tal Silvestre esce dalla loro difesa avido di gloria tipo Lucio con vena toppata, e si fa tutto il campo palla al piede prima di essere affossato da Zanna ai 20 metri. Posizione ideale per il bomber tascabile che infatti uccella JC, che parte con una mezzora di ritardo e tenta una goffa respinta col braccio “di recupero”. Mancano 5 min e siamo sotto.

Julio in più decide che è ora di psicodramma e lacrimuccia incipiente, e quindi sul tiro a voragine di Pinilla (bello finchè si vuole, ma destinato al centro della porta) semplicemente si sposta, forse battezzandolo fuori o più probabilmente singhiozzando “basta, non gioco più…”.

Qui la seconda citazione di Scipione Vecchiardo si impone: “due, tre, quattro… che t’importa? Pensa alla salute!”. Questa la diceva al somaro di cui sopra che, finita l’interrogazione, chiedeva conto al Prof del voto preso. La risposta se ci pensate è geniale, sottintendendo il messaggio: “non hai voluto studiare? Te ne sei fregato dell’interrogazione? E allora che te frega di che voto hai preso? Goditi la vita…”. Il che, applicato alle nostre latitudini, potrebbe suonare come: “hai voluto la difesa a tre? Hai voluto un –non -filtro di centrocampo fatto da due ex grandissimi (Deki e Cuchu) che però ora faticano terribilmente se lasciati soli, di cui peraltro uno rimpiazzato da una mezza punta che copre meno di Zarate (a.k.a. Alvarez)? E allora non stupirti se ne prendi 4. Potevano essere 3, potevano essere 5, ma la solfa è quella”.

4-2, quindi e partita chiusa? Più o meno, ma oltre il danno c’è la beffa, visto che al 91’ Wes in posizione da trequartista puro (vero Mister?) dà una palla d’oro a Forlan che bagna il suo esordio con il più beffardo dei gol, rendendo quindi decisiva la dormita del nostro portiere.

 Ora, a parte la fredda cronaca, mi prudono un paio di cose…

 1)  Avere in panchina un talebano nel decennale dell’11 Settembre mi pare una cosa quantomeno “un po’ antipatttica” (cit. presidenziale).

2)  Lasciare fuori il nostro miglior talento per far giocare il Recoba del 2011 (con tutto che almeno il Chino qualche gol lo faceva) è ancor peggio.

3)  Guai a chi dice “ma è presto, dategli tempo”. Presto un cazzo! L’anno scorso abbiamo buttato via tre mesi, dopodiché abbiamo avuto lo stesso ruolino di marcia del Milan, ma lo scudetto l’hanno vinto loro lo stesso, quindi i punti contano tutti, dalla prima di campionato.

4)  A costo di fare il catastrofista, non posso che complimentarmi con la Società che finisce per scegliere un allenatore che vuole giocare con un modulo totalmente inadatto visti i giocatori che ha in rosa. Lui avrà le sue idee (secondo me sbagliate, come già detto) ma tu, Società, uno così te lo sei scelto… Hai voluto la bicicletta, mo’ pedala!

 Morale della storia: me la vedo nera (come disse la marchesa passeggiando sugli specchi). Il Mister addurrà le motivazioni del caso (c’è bisogno di tempo, vedrete che andrà meglio, la partita la potevamo vincere…), ma resta il fatto che, giocando così, ad ogni partita si lasciano comode-comode una decina di occasioni agli avversari. Potrai vincere 5-3 o perdere 3-2, ma ‘sto gioco è una roulette russa di cui farei volentieri a meno.

Soluzioni? sperare in quel che la Pubblica Amministrazione chiama “ravvedimento operoso”, fidando nell’evidenza e contando di vedere quanto prima una banale, scontata e normalissima linea a 4 in difesa. Da lì in avanti faccia quel che vuole, ma che le fondamenta della casa siano solide, perdìo…

Non essendo però probabile questa soluzione io inizierei seriamente a pensare ad una sana autogestione con Baresi in panca e Zanetti+Cuchu allenatori in campo. Del resto l’anno scorso siamo arrivati secondi vincendo la coppa Italia con un non-allenatore reo confesso. Quantomeno così si applicherebbe il principio fondamentale di ogni Mister che si ritiene tale: far giocare quelli forti dove possono rendere al meglio. Chi sono “quelli forti” nell’Inter? Senz’altro Sneijder, a seguire Maicon, Milito (se stanno bene), Lucio (pensa te cosa mi tocca scrivere) e forse Forlan. Mettiamoli nei loro ruoli preferiti e riempiamo gli spazi vuoti di conseguenza.

Resta la grave pecca di non aver preso un top player a centrocampo. Vista la caducità dei nostri titolari, un giovane puledro che corra come un ossesso tocca farlo giocare sempre: che sia Obi, che sia Poli, uno dei due deve dare sostanza a due interni a scelta (come detto le mie prime opzioni rimangono Cuchu e Deki, con Zanna classico jolly) a coprire Sneijder vertice alto. Davanti due tra Milito/Pazzini e Forlan/Zarate.

Il calcio alle volte è semplice, e chi pensa di re-inventarlo va castigato. Anzi, peggio: va proprio ignorato.

Per la cronaca, quando uno studente chiedeva a Scipione di spiegare di nuovo un passaggio poco chiaro, questo voltandosi verso un altro ragazzo diceva “Rossi, che vuole questo?

LE ALTRE

L’occasione era ovviamente ghiottissima, visto il pareggio del Milan in casa con la Lazio, di cui dirò più diffusamente tra poco. Peggio di noi (forse) fa solo la Roma, che becca male col Cagliari di Daniele Conti che contro la Lupa fa sempre gol per la gioia di papà Bruno. Manco a dirlo, sabato sera c’è Inter-Roma e se non finisce pari un allenatore può anche già saltare. La Juve vince bene nel nuovo stadio e sfrutta al meglio i lanci di Pirlo e la pochezza del Parma.

Lo stadio nuovo pare davvero bello, anche se un po’ piccolino, ma il dimensionamento ha fatto i conti con una tifoseria che non ha mai riempito gli stadi a Torino, oltre che ad una congiuntura astrale non proprio favorevolissima ai gobbi. Ad ogni modo complimenti per l’investimento ed il progetto, che senz’altro costituisce un esempio per le altre squadre italiane.

E’ COMPLOTTO

Detto questo, dovrebbero internare l’intera dirigenza bianconera, vista la serie smisurata di minchiate che stanno partorendo negli ultimi mesi. L’ultima è di ieri, con Tuttosport vera velina di propaganda a sbandierare a 9 colonne la richiesta di Agnellino di estromettere l’Inter dalla Champions. Dategli altre due settimane e chiederà la revoca della Champions del 2010 con automatica assegnazione a loro quale parziale compensazione dello scudetto 2006.

La faccia come il culo di questa gente è senza confini, e la stampa ovviamente segue a ruota, prona a 90°: la Juve nel 2006 patteggia la pena (il che vuol dire che riconosce di essere colpevole così da ottenere uno sconto di pena) e si “accontenta” di essere retrocessa in Serie B con qualche punto di penalizzazione. A distanza di qualche anno invece il frittatone viene ribaltato: sono innocenti, cornuti e mazziati.

Devo dire la verità: ai tempi dell’assegnazione, di quello scudetto non sapevo che farmene, ma oggi da interista lo considero per certi versi non solo il più bello, ma il più meritato. Io in quello scudetto ci voglio vedere le “scuse” del sistema calcio per non essersi accorto prima del fatto che qualcuno rubava e aggiustava le partite a suo piacimento, fidando della muta connivenza di tutte le parti in causa.

Passando ai cugini, che per restare in tema di furti da Calciopoli si è ritrovata in casa una Champions che più scandalosa non si può (la Uefa non ha materialmente potuto opporsi alla partecipazione del Milan all’edizione 2006/2007, ma ha espresso il suo dissenso in tutte le forme possibili), come detto iniziano la stagione con un pari dopo essere stati sotto 2-0 contro la Lazio a San Siro. Ovviamente per tutte le prostitute intellectuali la cosa da mettere in risalto è lo “spettacolo” offerto dalle due squadre, e non l’imbarcata che i campioni d’Italia hanno sventato all’esordio. Vero che poi il Milan poteva vincere, ma non ho letto da nessuna parte di un Nesta ridicolizzato nei due gol e di un Thiago Silva assente ingiustificato (la famosa coppia di centrali più forte del mondo).

Ovviamente la panchina di Pato e Seedorf è motivatissima visto l’impegno di Champions di soli tre giorni dopo, mentre il pre-partita di Palermo ha visto squadroni di giornalisti cercare di capire se il sorriso tranquillo di Sneijder fosse davvero sincero o se sotto sotto covasse uno sfogo pronto a deflagrare nel mai tranquillo spogliatoio nerazzurro.

Troie.

WEST HAM

Un altro 4-3 ma qui a nostro favore contro il Portsmouth, che ci porta al 4° posto a soli 3 punti dalla vetta. Piccole soddisfazioni della Championship albionica…

Vediamo il lato buono (if any...) bentornato Principe!

Vediamo il lato buono (if any…) bentornato Principe!

NOI NON SIAMO QUELLA ROBA LA’

MILAN-INTER 3-0

Manuale di come non giocare un derby.

Esempio papèle papèle di quello che l’Inter non è mai stata e mai sarà: la squadra dell’ammore, convinta di poter superare gli ostacoli con la bontà d’animo e senza bisogno di sputare sangue.

La cosa che più mi ha ferito, vedendo il derby, è stato constatare come, se mi si passa il paragone, il Milan abbia giocato –e vinto- “da Inter” (massicci e incazzati, veloci e letali), mentre l’Inter abbia perso il classico derby “da Milan” (ruminando calcio a 3 all’ora a metacampo e convinti di poter segnare quasi per diritto divino).

Non arriverò ovviamente a sposare la tesi delle prostitute intellettuali che vedono nell’entrata in campo di Gattuso per il riscaldamento la differenza tra le due squadre. Quella è una sceneggiata che si ripete da anni; e solo la squadra di un uomo di (avan)spettacolo poteva trasformare il riscaldamento pre-partita in una mascherata da simil-gladiatori mediolanensi.

E’ però un fatto che l’approccio toda joia toda belèssa di Leo non attacca, quanto meno nei derby (il ragazzo ha beccato tre volte su tre). Sarò banale, complottista e ripetitivo, ma l’Inter funziona quando sente di dover dimostrare tutto in 90’, quando si sente accerchiata e non ha vie di uscita, quando, in una parola, è costretta a giocare contro tutto e tutti. Questo stato d’animo, lontano anni luce da Leo, ha tuttavia potuto convivere con la zuccherosa empatia di questo trimestre, visto che c’erano da recuperare una dozzina di punti e la rincorsa sembrava davvero disperata; una condizione nella quale si aveva poco da perdere, c’erano ampi margini di miglioramento e soprattutto si poteva far leva sull’orgoglio e la motivazione di una squadra reduce da 5 tituli vinti nei 6 mesi precedenti.

Ma arrivati al “dunque”, anzi al Dunque con la maiuscola, il castello dell’amore è crollato contro le mazzate di Ringhio & Co. Chiaro che beccare gol dopo 40 secondi, senza nemmeno toccare palla non ha aiutato. Probabile che con Stankovic al posto di Pandev avremmo avuto maggior presenza a metacampo e più testosterone in squadra. Ma aldilà di quello, se Eto’o sbaglia un gol che nemmeno io al calcetto del lunedì, e se Sneijder è in guerra col mondo e sfanculeggia tutti, non vai lontano. Prima c’erano state altre due occasionissime (il Pazzo puntaccia in bocca ad Abbiati e miracolo del nazifascista su testa di Motta, con la sensazione -purtroppo solo quella- del gol).

E infatti la partita sostanzialmente finisce su quel gol mangiato dal Re Leone a fine primo tempo. E’ il secondo errore grave della stagione, e nemmeno gli si può dire un cazzo, visto che ha fatto più di 30 gol e si è dimostrato campione assoluto; resta però la constatazione che due gol mangiati ci sono costati la sconfitta con la Juve e quantomeno la possibilità di giocare un secondo tempo di derby in parità. Per il resto poco da dire: il Milan purtroppo ha meritato e, sebbene i gol arrivino da episodi casuali (rimpallo sull’1-0, tiro sbagliato di Abate che diventa assist per Pato sul 2-0) c’è da dire che quel fesso di Robinho ne ha sbagliati altrettanti e che la partita, dopo l’inevitabile espulsione di Chivu, poteva anche essere sospesa per umana pietà. Onestamente difficile beccarne uno che abbia giocato bene (paradossalmente Julio, nonostante i 3 gol presi, ha fato belle parate): Maicon non pervenuto se non per la classica ventina di rimesse laterali regalate al Milan, Cambiasso e Thiago in versione lumachina, persino Zanna appannato e macchinoso.

Il campionato pare andato, visto anche il Napoli in rimonta che ci scavalca e resta a -3 dai cugini. Che dire, vediamo di ripigliarci il secondo posto e di non mollarlo, in attesa di inopinati tentativi di suicidio rossoneri, che ancorchè improbabili non paiono impossibili (hanno pur sempre rischiato di perdere in casa col Bari). Il non essere lì per approfittarne, quello sì, sarebbe deleterio.

Parallelamente, noi che ancora possiamo, vediamo di andare avanti in Champions e di raggiungere quella semifinale che consoliderebbe la nostra presenza nell’élite europeo, alla faccia di quelli che “il calcio italiano in Europa non conta più niente”. Da questo punto di vista, avere subito l’andata con lo Schalke può essere un vantaggio psicologico: c’è la possibilità di archiviare il Derby e concentrarsi su una partita di uguale (anche se diversa…) importanza. Sperando che Milito stia in piedi, sperando che Eto’o raddrizzi i piedi, sperando che a Sneijder finisca il ciclo.

E’ COMPLOTTO

Ci sono due settimane da “coprire” e di cose da dire ce ne sarebbero… se solo me ne ricordassi! Maledico la mia memoria da pescolino rosso (che pare sia di 4 secondi) per non essermi appuntato tutte le minchiate lette in questi giorni sul derby e sui nostri in generale. Mi limito a rilevare lo scarso risalto dato all’assoluzione di Branca e dell’Inter sul temutissimo “caso-Pandev” che per F.Monti del Corriere era una condanna già scritta, oltre ad essere l’inevitabile antipasto della revoca dello scudetto 2006 in scena a Giugno.

Gustosissima poi la battuta letta in rete a proposito dei paragoni impossibili del giornalista Sconcertante. L’anno scorso, prima e dopo il derby di ritorno, commentando un Milan a -6 dall’Inter, ebbe l’ardire di affermare che, a parte gli scontri diretti, il Milan aveva fatto più punti dell’Inter. “Stranamente”, a parti invertite non ho sentito ripetere questa sonora cazzata dopo il 3-0 di venerdì. Lo stesso giornalista ha poi cercato di rigirare il coltello nella piaga con Delneri nel post Roma-Juve. Con Clouseau che cantava le lodi di Matri, a Sconcerti non è sembrato vero di poter chiedere “parla così bene di Matri, lei l’anno scorso aveva Pazzini…” come a dire, meglio il primo del secondo? Per fortuna per una volta DelNeri si è fatto capire nel suo eloquio, sottolineando che sono giocatori diversi, pur essendo entrambi prime punte, e che non poteva non avere uno splendido ricordo del Pazzo, che l’anno scorso l’ha portato ai preliminari di Champions.

LE ALTRE

Peggio di così… Il Napoli come detto vince in rimonta dopo esser stato sotto 0-2 e poi 2-3. La Juve batte la Roma, che frega un cazzo ma vedere i gobbi che vincono non è mai bello. L’Udinese becca a Lecce e quantomeno resta a -4 da noi. Il prossimo turno vede un’interessante sfida a Udine (arriva la Roma) e i cugini impegnati a Firenze (in Sinisa we trust). Noi faremo bene a occuparci del Chievo nell’anticipo di sabato…

WEST HAM

Se il buongiorno si vede dal mattino… Ospitiamo il Manchester United e dopo il primo tempo siamo avanti 2-0. Incredibile? Sì, infatti si sveglia Rooney e finisce 4-2 per loro.

Quando si dice entrare in campo con gli occhi della tigre...

Quando si dice entrare in campo con gli occhi della tigre…

I SOLITI SINGOLI…

 SAMPDORIA-INTER 0-2

Ottima vittoria contro una squadra e su un campaccio dove, come solertemente fatto notare dai cronisti, Mourinho non aveva mai vinto.

Siamo tornati ai –bei- tempi in cui sono i singoli a cavare le castagne dal fuoco con prodezze individuali, non supportate da una manovra avvolgente e degna di una squadra di livello europeo, con de profundis assortiti sulla qualità del calcio italiano. Della serie: se giocano così questi, che hanno vinto la Cempions, povera Italia, povero ranking, etc etc…

Musica per le mie orecchie.

Cominciando dalle formazioni iniziali, prendo atto del putanoire del nostro staff medico-atletico, vedendo Ranocchia in campo (e ancora una volta tra i migliori) dopo che nei giorni precedenti era previsto per lui uno stop di qualche settimana. Piacevole smentita, insomma, così come vedere T.Motta in panchina ,dopo averlo visto deambulare come il miglior Enrico Toti nell’ultima mezzora in Coppa.

Da ultimo, maledico il neurone di Maicon che, diffidato, nella scorsa partita col Cagliari ha pensato bene di farsi ammonire al 93’ per perdita di tempo, costringendoci a giocare con Nagatomo al suo posto. Che, poverino, il suo lo farebbe anche, se solo i compagni si fidassero un po’ di lui e non arrivassero (è successo una ventina di volte) con palla facile da servire in fascia nel bel corridoio a disposizione, per poi invece cambiare idea e tornare a imbottigliarsi al centro.

Ad ogni modo, dopo un primo tempo più blucerchiato che nerazzurro (buone risposte da JC, un bel palo di Poli, tornato a livelli di attenzione), penso tra me che il centrocampo faccia una fatica boia senza Cuchu e Thiagone, con Deki impegnato più a far da frangi-flutti che a costruire e offendere, col capitano a tappare falle un po’ ovunque, e con Kharjah larghissimo a sinistra, spesso a pestarsi i piedi con Chivu e Eto’o. Sneijder galleggia tra le linee ma sembra un motore ingolfato.

Servirebbe la famosa “prodezza del singolo”, tanto disprezzata dai puristi del bel giUoco quanto agongata da me tifoso-che–se-ne-fotte-dell-estetica-e-vuole-vincere

Arriviamo al 28’ della ripresa, minuto che sempre suscita in me preoccupazione, da quando, ormai 15 anni fa, parlando con un amico, convenimmo che, se non stai vincendo, al 28′ della ripresa “ormai è tardi”. Punizione per noi, che nel dopo gara Di Carlo giudicherà “da non fischiare“ (non pensavo che il calvo veneto-ciociaro appartenesse alla categoria del chiagni-e-fotti), e Sneijder sul pallone. “Sarà un anno e più che non la mette di punizia” smoccolo a mezza voce, appena prima che la palla si infili sul palo alla sinistra del portiere. Golazo!

La partita ovviamente cambia; loro devono mollare qualcosa dietro (fino a quel momento bravissimi e abbottonatissimi) anche se, c’è da dirlo, le cose migliori JC le aveva fatte sullo 0-0, parando alla grande su Maccarrone (altro che con noi fa sempre il partitone, milanista velenosisssssimo). Entra anche Biabiany, ex poco rimpianto, che per fortuna non farà scherzi, come del resto anche l’altro e ben più importante ex, Pazzini, che in 85 minuti toccherà 3 palloni, triste solitario y final  là davanti.

Con i doriani sbilanciati in avanti, Eto’o ha due occasioni in fotocopia, e se sulla prima spara addosso agli avversari, sulla seconda fa 2-0 infilando in mezzo alle gambe del portiere, con i nuovi entrati Pandev e Mariga vanamente in attesa dell’assist per il comodo piattone. E invece no, il Re Leone esce dalla crisi (ho sentito anche questo, ragazzi…) e torna al gol dopo 3 o 4 partite.

Checché ne dica la discutibile logica matematica del geometra Galliani (Zio Fester per gli amici), in 12 partite con Leo l’Inter ne ha vinte 10. Mi accontenterei di fare altrettanto nella prossima dozzina…

 

LE ALTRE

Se una parte di me gode all’inverosimile nell’apprendere dell’ennesima bruciante sconfitta della Juve (che grande attaccante Di Vaio!), l’altra smadonna peggio di un portuale nel ricordare i 3 punti regalati alla Vecchia Signora qualche settimana fa. Quella partita andrebbe presa a risposta automatica per tutte le volte in cui si mette in dubbio il potere e l’importanza delle motivazioni nel calcio (non voglio spingermi a dire “nella vita”, anche se…): loro contro di noi hanno dato tutto -e noi lo dovevamo sapere, cazzo!- ma la tensione la stanno pagando adesso: zeru punti contro Lecce e Bologna, non proprio Real e Barça.

La Roma continua la sua stagione balorda facendosi rimontare 2 gol dal Parma (doppietta di Mocio-Vileda Amauri!) e ammettendo il fallimento nella gestione-Adriano: il ragazzo, dopo un paio di settimanelle in Brasile per curare la spalla lussata, torna (dopo aver perso la solita mezza dozzina di aerei) col braccio al collo e tira pure pacco alla visita di controllo in sede! Montali sconsolato dice che multe ne hanno date e ne daranno ancora, ma che a questo punto, a mali estremi, estremi rimedi. Insomma, rescissione del contratto in vista.

Ma non era l’Inter che non era capace di gestire i suoi uomini? Ne riparleremo tra poco…

Nel frattempo, stasera scontro al vertice tra Milan e Napoli che, ai fini della classifica, andrà comunque a nostro vantaggio (non possono vincere tutte e due…). La mia scaletta di gradimento –chevvelodicoaffà– prevede nell’ordine vittoria Napoli, pareggio, quell’altro risultato. Vedremo…

 

E’ COMPLOTTO

Torno per un attimo al discorso-Adriano perché davvero ieri sera si è chiuso un cerchio. Ora, ricordo distintamente i toni trionfalistici di “scommessa da vincere insieme” all’arrivo del Fu-Imperatore nella città eterna. Sovrappeso in maniera imbarazzante, gli venne messa al collo una sciarpetta con un indicatissimo slogan “Mo’ te gonfio”. http://www1.folha.uol.com.br/folha/galeria/images/2010060913.jpg  Come dire: “già fatto, grazie…”.

La stampa romana e, per estensione quella nazionale, ci ha passeggiato sui testicoli per settimane parlando di riscatto, di occasione per dimostrare di essere ancora un campione, delle difficoltà trovate all’Inter, eccetera eccetera. Invece, ieri sera, la resa finale. Non eravamo noi a non saperlo “prendere” (vi dico io come l’avrei preso…): era proprio lui ad avere problemi suoi, anche seri, ma  per i quali una società di calcio può fare ben poco. Lo dico io, perché nessuno, as usual, avrà l’onestà intellettuale di dirlo.

Ma l’altro avvenimento cui ho assistito su Sky – solo in parte, lo ammetto- è stata una lezione universitaria di Pavel Nedved tutta incentrata sulla sua carriera e sulla correttezza dello sport.

Ora, togliendo i toni da elegìa, era un marchettone per promuovere la sua biografia: niente di male, per carità, ma chiamiamo le cose col loro nome. La cosa che sinceramente mi è sembrata quantomeno bizzarra è chiamare uno come Nedved a parlare di etica sportiva. Uno che è passato ingiustamente alla storia come emblema del guerriero che non molla mai, indistruttibile, etc etc, quando tutti sanno che in campo bastava guardarlo per farlo ruzzolare a terra con zazzera bionda imbizzarrita e smorfia di dolore lancinante. Credo sia secondo solo a Inzaghi quanto a simulazioni. Con la differenza che la stampa MediaServa ha fatto di questo un “pregio” per SuperPippa “lo conosciamo, è il suo modo di giocare, è furbo a cercare e trovare il fallo” e giustificazioni in serie, mentre la fama del biondino è invece proprio quella della “Furia Ceca”, del cavallo imbizzarrito e indomabile.

Cosa c’è di meglio, poi, in una lezione dedicata alla correttezza nello sport, che dire che le sue vittorie le sente tutte in egual misura, tutte vinte sul campo, sonosempre29 e stronzate varie? Già che c’erano potevano chiamare direttamente Moggi e Iuliano; il quadro sarebbe stato completo e decisamente più veritiero.

 

WEST HAM

Nella settimana che ha dato l’ufficialità (o quasi) del nuovo stadio (lo stadio Olimpico di Londra 2012, costruito a Stratford, pieno East End, sarà “ereditato” dagli Hammers), i nostri si ricordano di essere una squadra con un certo blasone, indegna di occupare l’ultimo posto in classifica. 3-1 al Liverpool e folla in tripudio. Agganciamo un trenino di squadre in penultima posizione e il futuro appare roseo e radioso come nemmeno nelle favole.

I’m forever blowin’ bubbles!

Di giustezza sul primo palo. Pifferaio Magico is back!

Di giustezza sul primo palo. Pifferaio Magico is back!

PFIU…

INTER-CAGLIARI 1-0

Poche emozioni, o meglio poche emozioni positive, visto che i 90’ vedono un crescendo rossiniano di “stringiculo” con sospirone finale per lo scampato pericolo.

Possiamo tranquillamente dire che è andata bene, tra gollonzo in fuorigioco, occasioni del Cagliari in serie e allegra vacanziella presa nel secondo tempo da tutta la squadra. 

Pur comprendendo le giuste cautele di gestione atletica dei nostri campioni, giocare l’ultima mezzora (abbondante) senza Eto’o vuol dire appendersi tutti alle traverse e fare scudo col proprio corpo alle pallate degli avversari. Nella mediocrità generale, o forse proprio in virtù di quella, prendo atto di una prima mezz’ora di Pandev che oserei definire “brillante”: quel sinistro velenoso dopo pochi minuti mi ha fatto pensare a voce alta “ma… è impazzito?” Ad ogni modo, un primo tempo di risicata decenza ci vede davanti pur senza incantare, con un centrocampo nel quale Kharjah ancora una volta è tra i più attivi. Nota di merito per il franco-marocchino, anche se –mi si passi il paragone- è come andare al ristorante e dire che la cosa più buona erano i grissini… D’altra parte, con Cuchu e Sneijder equamente distribuiti tra panca e tribuna, di fosforo in giro non ce n’era molto e –per rimanere in termini farinacei- il pane lo si fa con la farina a disposizione.

Inutile girare intorno al gol di Ranocchia: è in fuorigioco, forse di non facilissima individuazione per arbitro e segnalinee, ma l’off-side è netto. Ho infatti stentato ad esultare vedendo la palla in rete, proprio in attesa della bandierina o del fischio dell’arbitro. Constatati però l’immobilismo della prima e il silenzio del secondo, mi sono rapidamente rassegnato all’errore e al conseguente vantaggio.

E’ chiaro che mercoledì in Champions servirà una prestazione leggermente più convinta e grintosa per avere la meglio sui crucchi massicci e incazzati (e per di più al completo rispetto alla finale di Madrid): c’è da sperare che  il riposo concesso a mezza squadra (volontario o forzato, parziale o totale: Chivu, Sneijder, Lucio, Eto’o, Stankovic, T.Motta) dia i suoi frutti tra pochi giorni, in una partita di vitale importanza tanto sotto il profilo prettamente sportivo, quanto dal punto di vista morale/motivazionale: vincere dopo la pesante imbarcata di Milan e Roma in Coppa vorrebbe dire zittire ancora una volta quelli che si riempiono la bocca di DNA-Champions o giUoco arioso di matrice europea.

 

LE ALTRE/E’ COMPLOTTO

Poco da dire anche qui, se non che la giornata in stile ”3-punti-0-gioco” si applica tranquillamente anche a Milan e Napoli. Se però il Napoli oltre al gol di Zuniga sbaglia un rigore con Cavani, i cugini beneficiano a loro volta di errore arbitrale sbloccando il risultato a Chievo dopo manina galeotta di Robinho, che ha poi la faccia come il proverbiale nel sorridere mimando agli avversari “l’ho stoppata di petto“. In tutto ciò mi chiederete dove stia il “complotto”… Mettiamola così: sabato sera, un possibilissimo rigore su T.Motta dopo pochi minuti viene ignorato dall’arbitro in campo ed ancor più da tutti i media, ingolositi dal poter proporre l’equazione errore pro-Inter = 3 punti con una pervicacia onestamente non riscontrato nel caso dei cugini. In tal senso degno di nota ( o di T.S.O. , fate voi) il commento del Mister rossonero: “per fortuna abbiamo vinto 2-1 così l’episodio di Robinho non è stato decisivo”. Eehh??

Assistendo alla decomposizione della Juve in quel di Lecce, a chi mi faceva notare come il Lecce con noi avesse fatto il partitone per poi ritrovarsi nei bassifondi della classifica, ho fatto notare come ben più incazzare mi faceva proprio la vecchia signora, che dopo la stra-preventivata partita della vita (con annessa vittoria) contro di noi, tornava a solcare i consueti sentieri di triste mediocrità, facendosi schiaffeggiare dai salentini. Aldilà della epidermica avversione ai gobbi, con punte di autentica irritazione cutanea quando li sento parlare di scudetto 2006 e cacate varie, dico quanto ripetuto ieri: avrei volentieri barattato la sconfitta bianconera, aggiungendo anche quella giallorossa, con un modesto pareggio dei cugini nella non-più-fatal-Verona.

Mi accontento di poco, lo so…

"Gol! gol! ho fatto gol!!" (Geom. Calboni, scapoli vs ammogliati).  Il livello della conclusione a rete era quello...

Gol! gol! ho fatto gol!!” (Geom. Calboni, scapoli vs ammogliati).
Il livello della conclusione a rete era quello…

NON C’E’ MALACCIO

BOLOGNA-INTER 0-0

Gufi e inconsolabili disfattisti, iatavenne!

Vero che non abbiamo vinto, vero che il primo tempo non è stato granchè, vero che molti dei nostri sono in palese ritardo di condizione, e soprattutto vero che la rosa manca al momento di ricambi all’altezza in mezzo e davanti.

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho visto la partita in differita (causa calcetto che mi ha restituito al mondo vittorioso ma assai acciaccato); questo vuol dire che mi sono approcciato alla visione del match con le orecchie che ancora rimbombavano dalle critiche piccate sulla pesantezza della squadra, sulla freschezza atletica e anagrafica del Bologna, insomma su una partita stile-Atletico Madrid. 

La situazione mi fa tornare alla mente un gustosissimo aneddoto che ancor oggi viene periodicamente ri-raccontato in famiglia suscitando ogni volta ilarità e grasse risate.

 Ragazzoche-potrebbe-fare-ma-non-si-applica” torna a casa per comunicare l’esito dell’anno scolastico:

Mamma trepidante: “Allora? com’è andata??”

Ragazzo: “Male mamma, bocciato…”

Mamma: “Ma come bocciato?? con tutto quello che abbiamo fatto per te! con tutti i soldi spesi in ripetizioni!!”

Ragazzo: “Eh lo so mamma, però… bocciato…”

Mamma: “Sei una bestia! Lazzarone!! Quando imparerai che bisogna studiare!?!?”

Ragazzo: “Mamma…”

Mamma: “Eh? cosa c’è??”

Ragazzo: “Non è vero!! ho preso 3 esami!!!”

Mamma: “Braaavoo!!!”

 Il gustoso aneddoto, che purtroppo non mi vede come protagonista (il tizio in questione non lo conosco personalmente, ma lo venero ancor oggi per il colpo di genio), calza alla perfezione con la situazione di ieri: stando ai commenti, mi aspettavo di vedere l’Inter balbettare calcio come la peggior squadraccia di terza categoria, e invece dopo un primo tempo invero modesto (ma nemmeno così tragico) nella ripresa li abbiamo messi lì e con un poco di culo la si poteva vincere. Il loro portiere è stato il migliore in campo, Eto’o ha preso una traversa e Wesley ha confermato che la serata luci-ed-ombre di Montecarlo è stata un incidente di percorso.

Per il resto, Milito ancora in ritardo, ma cosciente del fatto e quindi limitantesi a cose semplici, e squadra che, specie nella ripresa, ha dimostrato che “c’è fuoco sotto la cenere”. Nota a margine per Mac Mariga, che per la prima volta mi ha fatto capire che cosa intendono quelli che di lui dicono “è il nuovo Vieira”. Dirò di più, pur essendo ancora alquanto grezzo, fisicamente il ragazzo c’è e rispetto a Patrizio-re-del-vizio pare decisamente più veloce e (si spera) leggerissimamente meno incline alla contrattura. Bravo Torakiki, avanti così.

Ora la pausetta nazionali dovrebbe consentire a chi resta di studiare le dispense di Mr Rafa, e a chi va di mettere minuti nelle gambe, con la speranza che questo Campionato, iniziato con un pari come gli ultimi 4, abbia poi un andamento e soprattutto un epilogo analoghi.

Soffermandoci sui limiti della squadra e sugli eventuali rimedi nelle ultime ore di calciomercato dico 2 cose:

1) Capisco la filosofia di base della società riassumibile nel “squadra che vince non si cambia”. Sulla carta siamo quelli dell’anno scorso meno Balotelli, però uno come lui in panca serve proprio nelle partitacce tipo ieri sera, quando la manovra non scorre -ancora- fluida e può servire il colpo del solista. Coutinho e Biabiany sono ottime scommesse in prospettiva, ma io -ribadisco- un tentativo serio per Kuyt l’avrei fatto. Come già detto è un jolly d’attacco, e poi è un uomo di Benitez. Sarebbe stato pronto subito e avrebbe potuto dare un cambio “pesante” al Milito di questo periodo (che crescerà, non mi preoccupo). Così invece devi portare Eto’o in mezzo, che va benissimo, ma perdi in ogni caso come potenziale d’attacco complessivo, stante anche un Pandev pure lui in ritardo.

2) Detto questo, non mi aspetto che l’ultima giornata di mercato ci porti il Messi(a) della situazione. Il colpo l’ha fatto il Milan con Ibra (“colpo” anche in senso criminale, ‘sta storia mi puzza di Isole Cayman come e più del caso Lentini…), a noi se va bene potrebbe arrivare Inler dall’Udinese (quello che sembra Aldo quando fa il poliziotto Uber, non so se avete presente…). Detto tutto.

 

LE ALTRE

Il Milan passeggia su un Lecce obiettivamente in versione “tenerezza”. Dopo mezzora sono già 3-0 e il tutto sembra davvero troppo facile, una festa per Zlatan che ghigna in tribuna. Là davanti saranno molto temibili, dietro e in mezzo i soliti. Gufando un po’, spero che tra lui Dinho e Pato si pestino un po’ i piedi, ma credo che saranno abbastazna intelligenti per lasciare spazio alla presenza ingombrante (sarà il naso?) dello Svedoslavo.

La Roma pareggia in casa col Cesena, ovviamente passato sotto un silenzio assordante, come del resto mi sarei aspettato un po’ di “rumore” in più per il tonfo della Juve contro il “Mister” compagno di vacanze, che per il secondo anno di fila tosta i gobbi con una prestazione of ze madonn. Però  è un cantiere aperto, Quagliarella è appena arrivato, bisogna dare tempo… E poi c’è Andrea Agnelli. Tutti scodinzolanti al cospetto di questo monociglione che, esattamente come i suoi predecessori, come prima cosa ha chiesto la revoca dello scudetto del 2006 all’Inter, dicendo che poi si vedrà, ma chiederà anche la riassegnazione dei due “scippati” alla sua Juve.

Stanno tornando, tutti alla carica. Tutti insieme a fare da contrappeso allo “strapotere interista”. Non resta che zittirli per il 6° anno di fila.

 Chiudo con un’ammissione di colpa (involontaria peraltro): i 6 minuti di recupero ieri sera sono senza senso. 4 sarebbero stati più che sufficienti (niente barelle, niente interruzioni di gioco straordinarie, niente perdite di tempo eccessive). Ho pregato che non segnassimo negli ultimi 2 minuti, perchè le polemiche sul presunto servilismo arbitrale a quel punto mi avrebbero visto in una posizione schizofrenica che onestamente non avrei saputo sopportare.

Non vogliamo favori. Ovviamente non vogliamo nemmeno essere presi per il culo (cosa che senz’altro avverrà ancora). Vogliamo arbitraggi giusti. Quello di ieri mi è parso un po’ al limite…

 

WEST HAM

Zeru punti dopo 3 partite. La prossima è contro il Chelsea.

Nuff said…

Bravo, l'ho già detto. ...Certo, se il migliore è lui direi che si può far meglio.

Bravo, l’ho già detto. …Certo, se il migliore è lui direi che si può far meglio.