FOR WHAT IT’S WORTH

INTER-CHIEVO 2-0

Cosa ci dice questa gradita ma insipida vittoria in un sonnolento sabato tardo pomeridiano?

Che l’Inter fa finta di mettere pressione agli avversari (che terrorizzati non trovano di meglio che vincere le loro partite); che facendo riposare qualche illustre cadavere (vedere alla voce Thiaghino), usandone qualcun altro a mezzo servizio (Deki, Sneijder), e dando fiducia a chi finora non ha fatto grosse cazzate (Yuto il nippico) quel che ne cavi fuori è una squadra che mostra un po’ di equilibrio: chi l’avrebbe mai detto… 

Per il resto non è che i ragazzi facciano sfracelli: un primo tempo di onesta mediocrità vede Eto’o e soprattutto Pazzini andare vicini al gol con due tiri in fotocopia (quello del Pazzo l’avevo visto dentro); la difesa, ritrovato Lucio a dar man forte a Ranocchia, è più coperta dal centrocampo e più sicura di suo, anche se, nella ripresa, lascia un paio di buchi per fortuna non “tappati” da Constant e Pellissier. Tra i due errori clivensi, il gioco al rimpallone premia il destro del Cuchu che di prima gira un’imbeccata di Maicon dalla fascia: il tiro è decente, ma la carambola sul terzino veneto è fatale per Sorrentino, che può solo toccare e rendere ancor più beffarda la traiettoria della palla: 1-0 a metà ripresa.

In chiusura, percussione centrale con Milito che tenta di avvitarsi in area e cadendo fa arrivare palla a Maicon: destro elementare e palla in buca per il 2-0 che chiude il match.

Poche volte ricordo di aver esultato così poco per una vittoria dei ragazzi, anche se, ripeto, cose buone tatticamente si sono viste.

Nelle settimane precedenti leggevo giuste considerazioni sul nostro allenatore, a cui si chiedeva semplicemente di non perseverare negli errori. Da questo punto di vista mi pare che possiamo essere contenti: un centrocampo iniziale con Cuchu-Zanna-Kharja-Deki avrà sì meno “piede” rispetto ai vari Motta e Sneijder, ma garantisce più corsa e più filtro. Nagatomo dietro a sinistra fa un partitone, alternando diagonali sapienti a ripartenze indemoniate, e garantendo soprattutto continuità e applicazione indefessa. Non sarà un colosso, ma sul nippico io insisterei, vista anche l’attuale pochezza di alternative.

Azzardando uno sguardo sul domani, ci presentiamo nella Ruhr sull’onda di questo roboante successo, e pronti all’impresa di spezzare le reni ai crucchi.

Togliendo le fette di salame dagli occhi e tentando di ragionare con lucidità, dico che il 4-0 di mercoledì è un qualcosa da non prendere quasi in considerazione: serve comunque andar lì e vincere, riscattare almeno in parte la faccia, tenere tutti sulla corda e non lasciare nulla di intentato in questo finale di stagione. Se lo Schalke deciderà di suicidarsi, noi dovremo essere pronti a maramaldeggiare senza pietà; in caso contrario, tensione a mille e avanti tutta, chè la stagione finisce tra un mese e mezzo e, mal che vada, c ‘è comunque una Coppa Italia da difendere e rivincere.

 

E’ COMPLOTTO

Non c’è molto da dire, vista anche la mia latitanza nel week end calcistico (detta in altri termini: non ho fatto i compiti!). Mi limito a segnalare la pavidità nell’ipotizzare un “caso-Ibra”, dopo che il genio guadagna un altro rosso diretto proprio nella partita (che peraltro non doveva giocare stante l’iniziale squalifica di tre turni) in cui tornava dopo il cazzotto di Milan Bari. Ovviamente è mistero sul “cosa” abbia detto al segnalinee, ma il silenzio è davvero assordante se comparato ad analoghi exploit di epoca interista.

Ricordo quarti d’ora infiniti persi per decifrare un labiale dopo un cambio di Mancini (con Ibra che secondo le vedove azzardava pure un congiuntivo mormorando “speriamo che se ne vada!” all’indirizzo di Ciuffolo). Ricordo i mal di pancia e l’atavica incapacità dell’Inter di gestire i propri campioni, il tutto condito da abbondanti dosi di saccenza e compatimento nei confronti del Signor Massimo “che è un brav’uomo, per carità, però…“.

Qui, da bravi cocker, ci si chiede se possa essere eccessivo parlare di “caso Ibra”. Traete voi le conclusioni…

 

LE ALTRE

Come detto vincon tutte: il Napoli sbanca un Bologna a cui manca solo la borsa frigo per suggellare il clima di vacanza anticipata (tanto di cappello comunque a una squadra che in sei mesi cambia tre presidenti, è pagata a cadenza quadrimestrale e ciononostante si salva a due mesi dalla fine del campionato); la Roma vince a Udine a 8 secondi dalla fine con un Pupone tornato ai massimi livelli, la Lazio al momento approfitta del regalo dei cugini e agguanta il quarto posto. Dietro la Samp si inguaia parecchio perdendo in casa col Lecce; è adesso a un solo punto dal baratro, e domenica fa visita al Milan.

Chiusura con monito che vale tanto per i cugini quanto per noi (sabato siamo a Parma, colleghi di pianerottolo dei blucerchiati): occhio alle squadre disperate…

WEST HAM

Becchiamo male a Bolton: 3-0 e poche storie. Nel weekend derby cromatico contro l’Aston Villa.

Un uomo.

Un uomo.

NOI NON SIAMO QUELLA ROBA LA’

MILAN-INTER 3-0

Manuale di come non giocare un derby.

Esempio papèle papèle di quello che l’Inter non è mai stata e mai sarà: la squadra dell’ammore, convinta di poter superare gli ostacoli con la bontà d’animo e senza bisogno di sputare sangue.

La cosa che più mi ha ferito, vedendo il derby, è stato constatare come, se mi si passa il paragone, il Milan abbia giocato –e vinto- “da Inter” (massicci e incazzati, veloci e letali), mentre l’Inter abbia perso il classico derby “da Milan” (ruminando calcio a 3 all’ora a metacampo e convinti di poter segnare quasi per diritto divino).

Non arriverò ovviamente a sposare la tesi delle prostitute intellettuali che vedono nell’entrata in campo di Gattuso per il riscaldamento la differenza tra le due squadre. Quella è una sceneggiata che si ripete da anni; e solo la squadra di un uomo di (avan)spettacolo poteva trasformare il riscaldamento pre-partita in una mascherata da simil-gladiatori mediolanensi.

E’ però un fatto che l’approccio toda joia toda belèssa di Leo non attacca, quanto meno nei derby (il ragazzo ha beccato tre volte su tre). Sarò banale, complottista e ripetitivo, ma l’Inter funziona quando sente di dover dimostrare tutto in 90’, quando si sente accerchiata e non ha vie di uscita, quando, in una parola, è costretta a giocare contro tutto e tutti. Questo stato d’animo, lontano anni luce da Leo, ha tuttavia potuto convivere con la zuccherosa empatia di questo trimestre, visto che c’erano da recuperare una dozzina di punti e la rincorsa sembrava davvero disperata; una condizione nella quale si aveva poco da perdere, c’erano ampi margini di miglioramento e soprattutto si poteva far leva sull’orgoglio e la motivazione di una squadra reduce da 5 tituli vinti nei 6 mesi precedenti.

Ma arrivati al “dunque”, anzi al Dunque con la maiuscola, il castello dell’amore è crollato contro le mazzate di Ringhio & Co. Chiaro che beccare gol dopo 40 secondi, senza nemmeno toccare palla non ha aiutato. Probabile che con Stankovic al posto di Pandev avremmo avuto maggior presenza a metacampo e più testosterone in squadra. Ma aldilà di quello, se Eto’o sbaglia un gol che nemmeno io al calcetto del lunedì, e se Sneijder è in guerra col mondo e sfanculeggia tutti, non vai lontano. Prima c’erano state altre due occasionissime (il Pazzo puntaccia in bocca ad Abbiati e miracolo del nazifascista su testa di Motta, con la sensazione -purtroppo solo quella- del gol).

E infatti la partita sostanzialmente finisce su quel gol mangiato dal Re Leone a fine primo tempo. E’ il secondo errore grave della stagione, e nemmeno gli si può dire un cazzo, visto che ha fatto più di 30 gol e si è dimostrato campione assoluto; resta però la constatazione che due gol mangiati ci sono costati la sconfitta con la Juve e quantomeno la possibilità di giocare un secondo tempo di derby in parità. Per il resto poco da dire: il Milan purtroppo ha meritato e, sebbene i gol arrivino da episodi casuali (rimpallo sull’1-0, tiro sbagliato di Abate che diventa assist per Pato sul 2-0) c’è da dire che quel fesso di Robinho ne ha sbagliati altrettanti e che la partita, dopo l’inevitabile espulsione di Chivu, poteva anche essere sospesa per umana pietà. Onestamente difficile beccarne uno che abbia giocato bene (paradossalmente Julio, nonostante i 3 gol presi, ha fato belle parate): Maicon non pervenuto se non per la classica ventina di rimesse laterali regalate al Milan, Cambiasso e Thiago in versione lumachina, persino Zanna appannato e macchinoso.

Il campionato pare andato, visto anche il Napoli in rimonta che ci scavalca e resta a -3 dai cugini. Che dire, vediamo di ripigliarci il secondo posto e di non mollarlo, in attesa di inopinati tentativi di suicidio rossoneri, che ancorchè improbabili non paiono impossibili (hanno pur sempre rischiato di perdere in casa col Bari). Il non essere lì per approfittarne, quello sì, sarebbe deleterio.

Parallelamente, noi che ancora possiamo, vediamo di andare avanti in Champions e di raggiungere quella semifinale che consoliderebbe la nostra presenza nell’élite europeo, alla faccia di quelli che “il calcio italiano in Europa non conta più niente”. Da questo punto di vista, avere subito l’andata con lo Schalke può essere un vantaggio psicologico: c’è la possibilità di archiviare il Derby e concentrarsi su una partita di uguale (anche se diversa…) importanza. Sperando che Milito stia in piedi, sperando che Eto’o raddrizzi i piedi, sperando che a Sneijder finisca il ciclo.

E’ COMPLOTTO

Ci sono due settimane da “coprire” e di cose da dire ce ne sarebbero… se solo me ne ricordassi! Maledico la mia memoria da pescolino rosso (che pare sia di 4 secondi) per non essermi appuntato tutte le minchiate lette in questi giorni sul derby e sui nostri in generale. Mi limito a rilevare lo scarso risalto dato all’assoluzione di Branca e dell’Inter sul temutissimo “caso-Pandev” che per F.Monti del Corriere era una condanna già scritta, oltre ad essere l’inevitabile antipasto della revoca dello scudetto 2006 in scena a Giugno.

Gustosissima poi la battuta letta in rete a proposito dei paragoni impossibili del giornalista Sconcertante. L’anno scorso, prima e dopo il derby di ritorno, commentando un Milan a -6 dall’Inter, ebbe l’ardire di affermare che, a parte gli scontri diretti, il Milan aveva fatto più punti dell’Inter. “Stranamente”, a parti invertite non ho sentito ripetere questa sonora cazzata dopo il 3-0 di venerdì. Lo stesso giornalista ha poi cercato di rigirare il coltello nella piaga con Delneri nel post Roma-Juve. Con Clouseau che cantava le lodi di Matri, a Sconcerti non è sembrato vero di poter chiedere “parla così bene di Matri, lei l’anno scorso aveva Pazzini…” come a dire, meglio il primo del secondo? Per fortuna per una volta DelNeri si è fatto capire nel suo eloquio, sottolineando che sono giocatori diversi, pur essendo entrambi prime punte, e che non poteva non avere uno splendido ricordo del Pazzo, che l’anno scorso l’ha portato ai preliminari di Champions.

LE ALTRE

Peggio di così… Il Napoli come detto vince in rimonta dopo esser stato sotto 0-2 e poi 2-3. La Juve batte la Roma, che frega un cazzo ma vedere i gobbi che vincono non è mai bello. L’Udinese becca a Lecce e quantomeno resta a -4 da noi. Il prossimo turno vede un’interessante sfida a Udine (arriva la Roma) e i cugini impegnati a Firenze (in Sinisa we trust). Noi faremo bene a occuparci del Chievo nell’anticipo di sabato…

WEST HAM

Se il buongiorno si vede dal mattino… Ospitiamo il Manchester United e dopo il primo tempo siamo avanti 2-0. Incredibile? Sì, infatti si sveglia Rooney e finisce 4-2 per loro.

Quando si dice entrare in campo con gli occhi della tigre...

Quando si dice entrare in campo con gli occhi della tigre…

FUORI I COGLIONI

BRESCIA-INTER 1-1

Ho dovuto magno cum gaudio cambiare il titolo che avevo pensato di appioppare alla rubrica settimanale. Per pura sorte, la splendida citazione calcistica del prof. F.B., Liceo Ginnasio Zucchi , a chi negli  anni ’90 gli chiedeva il pronostico in vista di una partita di coppa dell’Inter (“non ti preoccupare… domani è tutto finito”) può tornare nel cassetto a prendere polvere quantomeno per qualche tempo ancora.

Ho di conseguenza virato sulla nobile e aulica esortazione che campeggia in testa a queste quattro stronzatelle, e che ha un duplice significato: a voler essere l’ottimista esuberante ed entusiasta che non sono (inutile nascondersi dietro un dito), può essere letto come un colorito incitamento a non mollare e a spingere ancora di più verso il traguardo finale, dopo aver visto il baratro ed essersi piacevolmente stupiti di essere ancora “vivi”.

Dall’altra parte, a voler fare il rancoroso e autocritico spaccamaroni (…and proud of it! ), la frase suona come un avviso ai naviganti: toglietemi dalla vista quei due figuri, capaci nell’ordine di sbagliare non uno ma due gol di destro a metri 3 dal portiere e di inventarsi la genialata dell’auto-assist su corner, respingendo il pallone verso la propria area piccola, per poi assistere impotente all’incornata del centravanti avversario.

Detta brutta: Pandev e Cordoba venerdì notte avranno faticato parecchio a prender sonno, con tutte le madonne che gli ho tirato…

Fatta questa premessa, doverosa e dolorosa insieme, possiamo poi discutere sui cambi di Leo (io, assieme a molti altri, avrei tolto proprio il macedone lasciando in campo Pazzini, che peraltro domani non può giocare ed ha un senso del gol leggermente più sviluppato del “quasi omonimo” del ramarro anni ’90). C’è da dire in ogni caso che le occasioni per arrotondare il vantaggio c’erano state eccome, (Sneijder ne sa qualcosa…), e che tutto sommato pensare di sfangarla vincendo 0-1 aveva un suo senso e non mi pareva un sacrilegio.

Morale, una vittoria buttata alle ortiche per demeriti propri alla fine deve essere salutata come un punto di platino, visto il rigore parato da JC allo scadere e causato da Cordoba. Poche colpe per il colombiano qui, che rincorre l’avversario e lo ostacola a cavallo dell’area di rigore (a me sembrava fuori, ma poi non hanno segnato quindi meglio così), e  suggella così la prestazione maiuscola con l’inevitabile “rosso” per chiara occasione da gol fermata irregolarmente.

Non che mi dispiaccia rinunciare a Ramiro domenica prossima, sempreché Lucio stia bene e la coppia centrale possa dare maggior affidamento di quello visto nel finale del Rigamonti, dove il centrale brasiliano aveva fatto posto proprio a Café Colombia a causa del millesimo risentimento muscolare della stagione.

Martedì come al solito andiamo a giocarci buona parte della stagione contro la classica squadra in crisi di identità, che però ha vinto 6-0 in campionato, da cui è tagliata fuori, e che quindi ripone nel passaggio del turno tutte le residue speranze di dare la stagione quel minimo di decenza che un quarto di finale di Champions regalerebbe. Che dire… difficile, molto. Non impossibile, se l’Inter gioca come sa, se il Cuchu si piazza davanti alla difesa a comandare il centrocampo e Deki si ricorda si essere uno dei centrocampisti migliori del mondo, se Eto’o continua a fare quel che sta facendo da sei mesi (per non dire da 10 anni) e se Pandev per una volta…. (quanto li odio i calciatori più mancini di me!)

 

E’ COMPLOTTO

In attesa di apprendere l’entità della squalifica di Ibra per il colpo inferto a Rossi del Bari (che, sfigato, è lo stesso ad essersi preso anche il cazzottone da Chivu un paio di mesi fa), noto come per tutti quello di Ibra non fosse un pugno ma una “manata”, senza premurarsi di ascoltare cosa ha detto il diretto destinatario del colpo suddetto (che per la cronaca ha parlato di pugno, cvd). Addirittura, per cercare di scongiurare quella che sembrerebbe una sacrosanta squalifica da almeno due turni, si dice che le mancate proteste di Ibra andrebbero a suo vantaggio, visto che in un’epoca in cui tutti spergiurano la propria innocenza, lui ha lasciato il campo senza dire “beh”. Il vecchio Luisito Suarez trasecolando ha fatto notare che forse proprio la mancata protesta era la miglior conferma della cazzata commessa e che di fronte a tanta e tale evidenza non ci fosse nulla da dire.

In altri termini: Ibra il derby non dovrebbe giocarlo (è tra 2 giornate), ma vista l’ultima versione dello svedoslavo non è detto che sia un bene! In ogni caso, noi quella partita DOBBIAMO vincerla a tutti i costi e chiunque giochi.

Eccheccazzo.

Chè poi, ovviamente, se Eto’o non segna per 3 partite è “crisi”, mentre Ibra che non segna su azione da un mese e mezzo vive un “periodo di appannamento”…

 

LE ALTRE

Come detto, il Milan si mangia il match ball, forse –comprensibilmente- convinto che in casa con l’ultima in classifica bastasse scendere in campo per avere i tre punti in saccoccia. A quanti si mangiano ora le mani, pensando che vincendo l’Inter avrebbe potuto essere a -3, dico che facendo il gioco dei “se”, il Milan probabilmente sarebbe entrato in campo con ben altra testa trovandosi i cugini alle calcagna. Insomma, come direbbe Carlo Sassi vecchio moviolista “non lo sapremo mai”. E sinceramente va bene così.

Il prossimo turno vede l’Inter in casa col Lecce e il Milan in trasferta a Palermo con i rosanero in crisi mistica (han perso le ultime 4 partite). Quale occasione migliore per girare pagina, amici siciliani? Battute a parte, noi faremo bene a concentrarci sui salentini sconfitti in casa dal Bologna in quest’ultimo turno, e alla disperata ricerca di punti salvezza. Che la sfida tra rispettivi cugini (Milan-Bari, insomma) possa essere di utile insegnamento a come NON affrontare la partita.

La Juve pareggia a Cesena dopo esser stata sopra di due gol: la sua stagione ricorda la peggior Inter anni ’90: psicodramma collettivo, incertezza palpabile e voglia di buttare tutto all’aria e ricominciare da capo, sapendo che però non si può e tocca far il pane con ‘sta farina…

La Maggica vince l’ennesimo derby che, visto da spettatore neutrale, è stato di una tristezza unica. Chiaro che i giallorossi siano al 7° cielo (e lo sono stato anch’io in situazioni analoghe), ma vedere un Olipmico mezzo vuoto per quella che a Roma è LA partita, è stato alquanto desolante. Ho poi preso nozione del fatto che non si potrà più tacciare Totti e De Rossi di essere “troppo romani” e troppo tifosi per giocare bene il derby, vista la brocca collettiva presa alla Lazio dopo lo svantaggio e esemplificata in maniera preoccupante dalla testata di Radu che è talmente allucinante nella sua premeditata dinamica da sembrare comica.

Il Napoli si rifà sotto battendo il Parma in rimonta ed è ora a -1 dall’Inter. L’Udinese è forte di suo, e se poi fa il primo gol, con quei due davanti son dolori per tutti. Con un inizio di stagione normale (diciamo 6 punti invece che 0 nelle prime 4 partite) sarebbero secondi a giocarsi lo scudetto!

 

WEST HAM

Diamo mestamente l’addio alla FA Cup, perdendo contro lo Stoke che in campionato avevamo regolato senza problemi. Sfuma l’opportunità di giocare a Wembley, ma sarà bene non farsi distrarre e concentrarsi sul vero obiettivo della stagione: la salvezza.

Nota di colore, che visto l’argomento riporto in lingua: Mario is proud to announce that his son Francesco has started singing West Ham songs and is even in tune while answering “…Bubbles!” at his crazy father singing “I’m forever blowin’…”.

...e guardò tutto lo stadio con lo sguardo di chi non avrebbe ri-sbagliato. E ri-sbagliò (P. Rossi, "Ode a Evaristo Beccalossi")

…e guardò tutto lo stadio con lo sguardo di chi non avrebbe ri-sbagliato.                 E ri-sbagliò (P. Rossi, “Ode a Evaristo Beccalossi”)

SE OGNI GOL VALESSE UN PUNTO…

 INTER-GENOA 5-2

L’Inter è cambiata, e molto. E’ storicamente stata una squadra basata su una difesa granitica e su una rara capacità di ribaltare l’azione rapidamente ed efficacemente.

Una squadra “femmina”, avrebbe detto GioànBrera. Se volete semplificarla: difesa e contropiede, uno dei modi di giocare più belli che ci siano di giocare il calcio, a mio parere, nonostante la guerra santa fatta negli ultimi vent’anni a questo modo di giocare (sia stramaledetto Sacchi e ancor più il Sacchismo!).

Guardando l’Inter di Leonardo siamo al suo opposto o quasi: gragnuole di gol fatti e qualcuno di troppo raccolto nella nostra porta. Un continuo gioco a chi tira più forte che, devo dire, finora ha dato i suoi frutti: 33 punti in 13 partite sono in effetti molto più di quello che qualunque sano di mente avrebbe potuto chiedere in due mesi da Leo.

Certo, in mezzo ci sono state la sconfitta di Udine (diciamo che ci può stare), quella coi gobbi (gravissima soprattutto per la pochezza dell’avversario, palesata a più riprese in queste settimane) e l’andata di Champions (che al momento pare almeno in teoria ancora rimediabile). Ma 11 vittorie in 13 partite di campionato sono un record vero e proprio.

La partita di ieri si infila alla perfezione in questo contesto: primo tempo da morbidoni ambulanti, con qualche mezza occasione e nulla più –il mio cuoricione ha sobbalzato solo su un tiro-cross di Eto’o su cui Pazzini non è arrivato- fino a beccare il gol da Palacio (gran diagonale di destro sul palo lungo, ma uno coi suoi capelli fa impallidire pure Pandev…).

Psicoterapia di gruppo nell’intervallo e ripresa da “la Polizia si incazza”: entra Pandev e fa bene (!), ma soprattutto la squadra si mette a giocare come sa: se hai Pazzini lo devi servire dalle fasce e infatti dopo sue minuti sapiente apertura di Eto’o per Maicon, che spara forte a pelo d’erba sul primo palo, dove il Pazzo è puntuale per l’1-1. Nemmeno il tempo di esultare e Eduardo, portiere-pippone, ci viene in soccorso: il sinistro di Pandev è buono ma nulla più, eppure il lusitano respinge coi piedi (in senso proprio e figurato) ed Eto’o non può esimersi dallo scarpare in porta il 2-1. Partita ribaltata in un minuto!

Nella giornata in cui il trucchetto “papà pipì” non funziona, metto in atto il piano B, seguendo il secondo tempo seduto per terra e non sul divano. La cosa ha già portato bene nelle ultime giornate dei campionati 2007-2008 e 2009-2010 (Parma e Siena, per intenderci): qui l’effetto è praticamente immediato!

Non solo, i benefici continuano, visto che pochi munti dopo uno straordinario Re Leone ruba palla alla difesa genoana e caracolla in area: supercazzola di finte reiterata e puntata di sinistro in gol per il 3-1.

A quel punto parte la missione “facciamo segnare il macedone”, cosa che riesce puntuale a metà ripresa dopo una bellissima combinazione Eto’o (ancora lui)-Sneijder-Kung Fu Pandev: il piattone sinistro è da “lo-segnavo-anch’io”, ma il ragazzo, dopo settimane di madonne, merita la gioia del gol e gli applausi dello stadio.

La manita è completata con il primo gol in Italia del nippico Nagatomo, che riceve da Kharjah in area e si gira da centravanti vero usando bene il corpo (è vero, anche se sembra una battuta, sfiorando il soggetto l’1.60 e i 50 kg di stazza) prima di scaricare il sinistro sotto la traversa. Tutto bello, compresa l’esultanza col capitano, troppo bella e particolare per non trovare spazio nella foto del giorno.

L’ultima azione della partita ci fa tornare puttane dal cuore d’oro, facendo trovar spazio ancora a Palacio per il cross e facendo segnare a tal Boselli il suo primo gol in Serie A.

E te pareva…

 

LE ALTRE

Diciamolo subito: certo che se segna pure Gattuso di sinistro… la vincium pù la guèra…

Aldilà delle facili derive complottistiche, da cui per una volta mi tengo lontano, tutto mi aspettavo dalla sfida di sabato ma non di vedere Ringhio goleador con una “ciofeca” (ipse dixit) e Buffon correo autore di una paperetta mica da ridere. Onestamente non ricordo negli ultimi anni una sfida tra quelle due squadre che abbia fatto gioco all’Inter: ha sempre vinto quella che in quel momento ci era più vicina, ma sarà senz’altro il caso…

Devo dire la verità: tra Napoli e Juve pensavo che il Milan lasciasse per strada almeno due punti, e quindi la corsa all’aggancio, per quanto ancora possibilissima, diventa ancor più impervia. Lo spazio per sbagliare è sempre meno, anche se la cosa vale per entrambi: noi vediamo che loro non mollano, loro vedono che noi siam sempre lì. La sfida è sui nervi forse ancor più che nei piedi.

Per il resto, il Napoli sembra squagliarsi come un gelato al sole, accusando a distanza il colpo della pesante sconfitta a Milano, mentre Lazio e Roma rialzano la testa in attesa del derby del prossimo weekend. Continua a vincere l’Udinese, anche se solo per 1-0 su rigore, che resta la vera sorpresa della stagione, se si pensa che ha 50 punti avendo perso le prime 4 partite di campionato…

 

E’ COMPLOTTO

Come detto, l’attenzione non è sul presunto biscotto di Juve-Milan: i bianconeri, come detto, sono di una pochezza tale che purtroppo non ci si può meravigliare della vittoria esterna dei cugini. Tolta l’amara sorpresa del “come” la vittoria è arrivata, c’è da ricordare che Abbiati non ha toccato palla e che Ibra e Cassano nel primo tempo si sono divorati due gol che solitamente non sbagliano…

Mi scuso per la ripetitività della considerazione: e noi con questi morti ci abbiamo perso…                           (lascio lo spazio per una parolaccia a piacere).

L’allarme “è complotto” arriva dalle reazioni della stampa dopo Milan-Napoli e annesso rigore di Aronica. Ora, posto che nessun difensore sano di mente dovrebbe saltare così contrastando un avversario in area, l’azione del rigore è preceduta da una paio di situazioni poco limpide: Ibra è in fuorigioco quando fa la torre, lo stesso Pato, a contatto con Aronica, forse colpisce la palla prima di lui. Detto francamente, secondo me non si può dar contro all’arbitro per aver fischiato quel rigore. Certo, poteva vedree l’off side di Ibra e tutto sarebbe finito lì, ma gli scandali cui siamo tristemente abituati sono altri.

Le cose che trovo invece vomitevoli sono tre :

1)    “Casualmente”, dopo l’inevitabile dibattito mediatico sull’”era-rigore-non-era-rigore”, le verginelle a pagamento se ne escono con la singolare iniziativa di una “domenica senza moviola” http://bocca.blogautore.repubblica.it/2011/03/02/una-domenica-senza-la-moviola-in-discussione-la-proposta-di-un-lettore/ , che puzza tanto di silenzio per non disturbare il padrone o, se preferite, somiglia proprio al seguito dell’”abbassiamo i toni” di Zio Fester l’anno scorso in risposta alle manette di Mourinho.

2)    L’arbitro di quella partita, Rocchi, è lo stesso che cacciò Sneijder nel derby più bello del mondo (2-0, gennaio 2010) per averlo ironicamente applaudito dopo un incredibile “giallo” dato a Lucio sgambettato da Ambrosini. Ai tempi, tutti a concordare sulla correttezza del provvedimento, chè mica si può sbeffeggiare così l’arbitro. Ebbene, lo stesso figuro si è preso in fazza uno splendido “Ma cosa cazzo stai facendo, coglione!? Ma cosa cazzo fai!?” da quel lord inglese di Gattuso, che continua, in Italia, sia ben chiaro, a godere di una sorta di impunità che lo fa avvicinare sempre più al suo Presidente…

3)    Da ultimo, piacevole sapere che, al solito, situazioni identiche vengono trattate dalla giustizia sportiva (ma ancor più dai meRdia) in maniera diametralmente opposta:

http://www.inter-blog.net/stampa/napoli-fogna-ditalia-dipende/

Ma chettelodicoaffà

 

WEST HAM

Ragazzi, siamo in corsa per lo scudetto! 3-0 allo Stoke e quart’ultimo posto agguantato, che oggi vorrebbe dire “Salvezza”. Ad altiora semper! 

Arigato' Yuto!

Arigato’ Yuto!

TREMENDA VENDETTA

INTER-BAYERN 0-1 

Uno legge i nomi dei portieri e dice “va beh, almeno in porta dovremmo esser messi bene”. Loro hanno un certo Kraft che, formaggini a parte, non dice proprio niente; noi abbiamo Julio Cesar, che dopo l’infortunio è tornato sui suoi livelli da portiere top-top-top (cit. Mourinhana).

Abbiamo visto com’è finita: il crucco ha “fatto le uova” parando l’impossibile; il nostro, pur graziato da due legni, avrà toccato il pallone 3 volte in 90’ minuti, facendo la cappella proprio all’ultimo e spalancando la porta per lo 0-1 di quel pippone di Gomez.  Fino a lì è stata una partita che poteva finire in tanti modi diversi; l’Inter ha giocato peggio e, pur avendo un centrocampo più folto, non ha mai avuto le redini del gioco in mano, si è sempre fatta schiacciare dal loro pressing, non riuscendo quasi mai a dar palla ad un uomo già in corsa. Chi parla bene la chiamerebbe manovra asfittica, io dico che abbiam fatto cagare per buona parte dei 90’. Detto questo però Eto’o ha avuto due ottime occasioni, così come il Cuchu e Motta di testa nel finale. Il tutto senza considerare l’occasione più ghiotta di tutta la serata, capitata sul destro di Ranocchia dopo solo un minuto.L’interno destro gira, gira, gira, ma non abbastanza, andando a morire 10 cm a lato del secondo palo. Errore graverrimo, come si vedrà. 

L’assenza di un compagno di giochi per il Re Leone ha pesato come un macigno, costringendo Sneijder (benino) e Deki (maluccio) a fungere “da potta e da culo”, sdoppiandosi tra centrocampo e attacco senza particolari risultati.

Il fatto che in molti in tribuna siano arrivati ad auspicare l’ingresso di Pandev testimonia della gravità della situazione. Di mio ci aggiungo la solita sterile polemica: il prossimo che dice che “Eto’o deve giocare centravanti, perché sulla fascia si adatta ma non è il suo ruolo”, sarà costretto a visione ripetuta della partita di ieri in ginocchio sui ceci. Unica punta di ruolo, eppure lì a sfarfallare lungo le fasce laterali, lasciando il vuoto panico in mezzo all’area.

Come detto, avremmo potuto anche vincerla, perché alla fine le occasioni le abbiamo avute; probabilmente il risultato più giusto sarebbe stato uno 0-0 che avrei accolto ben volentieri, potendo giocarmi due risultati su tre al ritorno. Dall’andamento e gestione del match, sono stra-sicuro che anche il Leo puntasse a sfangarla qui e giocarsela in Baviera; non saprei come altro giustificare la cocciutaggine di tenere in campo un T.Motta ancor più lento del solito, che passa l’ultima mezz’ora a toccarsi sotto la chiappa destra, giocare da fermo e regalare passaggi agli avversari.

Lascio per un attimo spazio al tènnico che è in me: se proprio non vuoi cavarlo per mettere una punta, almeno fai entrare un Mariga qualsiasi a dragar palloni, all’insegna del vecchio detto “meglio un asino vivo che un cavallo morto”. A dirla tutta a momenti gli dice pure culo, al Leo, visto che nel serrate finale guadagniamo 3 o 4 corner e su uno di questi proprio Thiagone capoccia in porta colpendo il loro portiere che si ritrova la palla addosso senza nemmeno sapere come.

Come ciliegina sulla torta, poco prima si era fermato Ranocchia per problemi al ginocchio. Si spera niente di grave ma si teme problema al collaterale… La conseguenza è Kharjah a metà campo, Zanna dietro a sinistra e Chivu a scalare nel mezzo. Tutto pare andare avanti come prima. Anzi, come detto, il finale vede le occasioni migliori per i nostri, che poi però lasciano Robben accentrarsi e tirare da fuori area. Il tiro è balordo perché rimbalza mezzo metro davanti a Julione, che col classico senno di poi avrebbe fatto meglio a metterci i pugni e deviare in angolo. Il Renato Pozzetto de noantri invece va per la presa, ma la palla gli sfugge di quel metro che consente a Gomez –fino a quel momento non pervenuto- di arrivare per la ribattuta visto che JC ci mette una vita e mezzo a rialzarsi e Lucio pare preda di paralisi fulminante.

Morale: è andata malaccio, teoricamente ancora rimediabile perché, come detto, pur giocando peggio abbiamo avuto noi le migliori occasioni. Certo, avere una punta degna di tale nome da affiancare ad Eto’o sarebbe la manna dal cielo, ma onestamente non so se Milito riuscirà nell’ordine a) a essere pronto per il 15 Marzo; b) ad essere in una condizione fisica decente, e c) a non avere l’ennesima ricaduta dopo mezz’ora scarsa.

Come vedete, quell’ottimismo fresco e piacevole come brezza primaverile non mi abbandona mai.

 

PS la parola della serata, sentita da uno spettatore qualche fila più indietro. è un energico invito -rivolto a uno dei nostri- a pressare l’avversario: aggrédilo!

Novanta minuti a tenerlo in 3. Eppure due tiri velenosissimi li aveva anche piazzati... maledetta sottiletta Kraft!

Novanta minuti a tenerlo in 3. Eppure due tiri velenosissimi li aveva anche piazzati… maledetta sottiletta Kraft!

PFIU…

INTER-CAGLIARI 1-0

Poche emozioni, o meglio poche emozioni positive, visto che i 90’ vedono un crescendo rossiniano di “stringiculo” con sospirone finale per lo scampato pericolo.

Possiamo tranquillamente dire che è andata bene, tra gollonzo in fuorigioco, occasioni del Cagliari in serie e allegra vacanziella presa nel secondo tempo da tutta la squadra. 

Pur comprendendo le giuste cautele di gestione atletica dei nostri campioni, giocare l’ultima mezzora (abbondante) senza Eto’o vuol dire appendersi tutti alle traverse e fare scudo col proprio corpo alle pallate degli avversari. Nella mediocrità generale, o forse proprio in virtù di quella, prendo atto di una prima mezz’ora di Pandev che oserei definire “brillante”: quel sinistro velenoso dopo pochi minuti mi ha fatto pensare a voce alta “ma… è impazzito?” Ad ogni modo, un primo tempo di risicata decenza ci vede davanti pur senza incantare, con un centrocampo nel quale Kharjah ancora una volta è tra i più attivi. Nota di merito per il franco-marocchino, anche se –mi si passi il paragone- è come andare al ristorante e dire che la cosa più buona erano i grissini… D’altra parte, con Cuchu e Sneijder equamente distribuiti tra panca e tribuna, di fosforo in giro non ce n’era molto e –per rimanere in termini farinacei- il pane lo si fa con la farina a disposizione.

Inutile girare intorno al gol di Ranocchia: è in fuorigioco, forse di non facilissima individuazione per arbitro e segnalinee, ma l’off-side è netto. Ho infatti stentato ad esultare vedendo la palla in rete, proprio in attesa della bandierina o del fischio dell’arbitro. Constatati però l’immobilismo della prima e il silenzio del secondo, mi sono rapidamente rassegnato all’errore e al conseguente vantaggio.

E’ chiaro che mercoledì in Champions servirà una prestazione leggermente più convinta e grintosa per avere la meglio sui crucchi massicci e incazzati (e per di più al completo rispetto alla finale di Madrid): c’è da sperare che  il riposo concesso a mezza squadra (volontario o forzato, parziale o totale: Chivu, Sneijder, Lucio, Eto’o, Stankovic, T.Motta) dia i suoi frutti tra pochi giorni, in una partita di vitale importanza tanto sotto il profilo prettamente sportivo, quanto dal punto di vista morale/motivazionale: vincere dopo la pesante imbarcata di Milan e Roma in Coppa vorrebbe dire zittire ancora una volta quelli che si riempiono la bocca di DNA-Champions o giUoco arioso di matrice europea.

 

LE ALTRE/E’ COMPLOTTO

Poco da dire anche qui, se non che la giornata in stile ”3-punti-0-gioco” si applica tranquillamente anche a Milan e Napoli. Se però il Napoli oltre al gol di Zuniga sbaglia un rigore con Cavani, i cugini beneficiano a loro volta di errore arbitrale sbloccando il risultato a Chievo dopo manina galeotta di Robinho, che ha poi la faccia come il proverbiale nel sorridere mimando agli avversari “l’ho stoppata di petto“. In tutto ciò mi chiederete dove stia il “complotto”… Mettiamola così: sabato sera, un possibilissimo rigore su T.Motta dopo pochi minuti viene ignorato dall’arbitro in campo ed ancor più da tutti i media, ingolositi dal poter proporre l’equazione errore pro-Inter = 3 punti con una pervicacia onestamente non riscontrato nel caso dei cugini. In tal senso degno di nota ( o di T.S.O. , fate voi) il commento del Mister rossonero: “per fortuna abbiamo vinto 2-1 così l’episodio di Robinho non è stato decisivo”. Eehh??

Assistendo alla decomposizione della Juve in quel di Lecce, a chi mi faceva notare come il Lecce con noi avesse fatto il partitone per poi ritrovarsi nei bassifondi della classifica, ho fatto notare come ben più incazzare mi faceva proprio la vecchia signora, che dopo la stra-preventivata partita della vita (con annessa vittoria) contro di noi, tornava a solcare i consueti sentieri di triste mediocrità, facendosi schiaffeggiare dai salentini. Aldilà della epidermica avversione ai gobbi, con punte di autentica irritazione cutanea quando li sento parlare di scudetto 2006 e cacate varie, dico quanto ripetuto ieri: avrei volentieri barattato la sconfitta bianconera, aggiungendo anche quella giallorossa, con un modesto pareggio dei cugini nella non-più-fatal-Verona.

Mi accontento di poco, lo so…

"Gol! gol! ho fatto gol!!" (Geom. Calboni, scapoli vs ammogliati).  Il livello della conclusione a rete era quello...

Gol! gol! ho fatto gol!!” (Geom. Calboni, scapoli vs ammogliati).
Il livello della conclusione a rete era quello…

SIMPATICHE CANAGLIE

INTER-ROMA 5-3 

Dovremmo ormai esserci tutti abituati, e invece no: ennesima partita dei pazzi!

90’ che uno spettatore neutrale non esiterebbe a definire spettacolari, soprattutto nella prima frazione, e che premiano un’Inter che piano piano sta recuperando i suoi lungodegenti e torna quindi a somigliare alla squadra dello scorso anno. Si rischia davvero di cadere nel banale, ma essere ovvii non vuol dire contar balle: avere uno Sneijder come quello di ieri sera è leggermente diverso dall’avere chiunque altro in quel ruolo.

L’olandese trova subito il vantaggio e giostra sapiente nella posizione preferita di vertice alto del rombo, tornando a mostrare quel connubio di velocità “de capoccia e de zampa” che rende la manovra nerazzurra rapida e ficcante (sì, ho ingoiato il dizionario di Bruno Pizzul).

Il pari della Roma è una bella azione che però vede errori in serie dei nostri: T.Motta perde palla in ripartenza sulla nostra ¾, Zanna lascia crossare il loro esterno e Maicon dorme invece che spazzare in corner: quel panzone di Simplicio, che già ci purgò in un Parma Inter del 2004, fa 1-1.

A quel punto, come detto, la partita si fa ancor più bella, con occasioni in serie per loro e per noi. In quello che sembra un momento “sì” per la Roma, arriva però il gol di Eto’o, bravo a entrare in area dalla destra (per una volta) e a calciare col sinistro. Il loro portiere non è esattamente perfetto, e la palla va in buca.

Nell’intervallo si parte col “magnificat” del giUoco della Roma, contrapposto alle “azioni dei singoli” dell’Inter: la cosa ovviamente mi fa sogghignare compiaciuto. La ripresa subisce un drammatico cambiamento con il solito colpo di genio di “Fantocci” Burdisso: fallo da ultimo uomo su Pazzini e rigore+rosso inevitabile.

3-1 di Eto’o e Roma in 10 a metà ripresa dovrebbe voler dire partita chiusa. Non per me: ricordo un 3-1 cooi Lupacchiotti ai tempi di Cuper tragicamente finito 3-3, ma per fortuna Morfeo (ferale in quella come in altre occasioni) non gioca più e il passato non si ripete. Tanto più che Motta inzucca il 4-1 intorno alla mezz’ora e sembra davvero finita.

Se non fosse che, complici una punizia dubbia e un corner inventato, i nostri pensano bene di dormire il sonno dei giusti (vedi che Morfeo è ancora tra le balle?) e permettono un clamoroso 4-3 a 10 dalla fine.

Per chi se lo ricorda, lo stato d’animo è molto simile a Inter-Palermo dello scorso anno: da 4-0 a 4-3, e poi il gol liberatorio, allora di Milito, ieri del Cuchu, dopo che il loro portiere ha deciso di parare tutto il parabile e pure di più.

In ogni caso, vittoria e corsa al titolo più lanciata che mai, in attesa di nuove mirabolanti avventure dei nostri amabili psicolabili…

E’ COMPLOTTO

Seguo solo fino a un certo punto i commenti del “dopo”, complice intervista a Mourinho che invece mi vede adorante e con sorriso fisso tipo invasato seguace del santone di turno. Il poco che ho visto è comunque bastato a farmi prendere prendo atto dei seguenti punti:

1)    Il gol di Sneijder (rapidissimo nel destro-sinistro) è fortunoso (Bacconi, la Domenica Sportiva)

2)    Milito è sostanzialmente un pacco ed è depresso: e poi Milito gioca per la squdra, mentre Pazzini sì che è un finalizzatore (Costacurta e Mauro, Sky) (commento di Mario: e tutta la manfrina del “eh ma giocano solo coi singoli, non c’è gioco di squadra???”)

3)    Il rigore di Burdisso su Pazzini nasce da un’azione in cui c’era un fallo per la Roma (Liguori, ControInter)

4)   Sul 4-1 Eto’o dà una manata in faccia a (quella merda di) Taddei (più o meno tutte le moviole, salvo poi dire “mah, forse, insomma non si capisce”)

5)    Il bicchiere non è mezzo pieno, è mezzo vuoto (Sconcerti a Leonardo, Sky)

Morale (ovvia, ripetitiva, scontata, eppure sempre attuale): è crisi Inter.

Piccola chiosa per raccontare l’urto di vomito nell’inciampare su un’intervista fatta a Fra’ Nicola Legrottaglie su StudioSport (MeRdiaset): “avevo quasi firmato con un’altra squadra ma non ero convinto. Il giorno in cui avrei dovuto confermare questa decisione, un amico mi chiama dicendo che durante la sua preghiera ha sentito una forza e una voce che mi invitavano a temporeggiare, perché l’occasione migliore per me stava per arrivare: ed eccomi qui al Milan, di cui ero tifoso fin da bambino”.

Disgustomatico!

LE ALTRE

L’occasione sarà anche stata delle migliori, fatto sta che lui ha giocato 20 minuti per poi uscire con la testa spaccata, mentre il Milan in 2 partite perde 4 punti nei confronti dell’Inter. A Genova non va oltre il pari, mentre la Juve, in attesa del Derby d’Italia, spezza le reni al Cagliari con Matri ovvio protagonista. Il Napoli riprende la sua corsa battendo il Cesena in casa mentre la Lazio casalinga impatta col Chievo. Morale, siamo terzi a -5, con una partita da recuperare. Domenica come detto Juve-Inter, Roma-Napoli e Milan-Parma.

Certo, Valdanito Crespo potrebbe farci un favore, ma concentriamoci sulla nostra di partita e speriamo in bene.

WEST HAM

West Ham-Birmingham 0-1

Chiuso per lutto.

Uniti si vince. Se poi non si dorme, ancora meglio...

Uniti si vince. Se poi non si dorme, ancora meglio…

SQUADRONE

INTER-BOLOGNA 4-1

Se non fosse per l’orrenda maglia in puro patchwork style, quella di sabato avrebbe tranquillamente potuto essere una partita della scorsa stagione. Stesso gioco, stessa cattiveria agonistica, stesso risultato. Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza (il signor Manzoni mi perdonerà l’indegna citazione, per di più adattata alla bisogna).

Quel che possiamo cominciare a dire è che la squadra ha ricominciato a giocare come sa. Non parliamo di allegria, amore e stronzate varie. Stiamo ai fatti: questa gente gioca insieme da anni, si conosce a menadito e, se messa in condizione di fare quel che sa, è a tutt’oggi la più forte in Italia e tra le prime 4 in Europa. Poi è chiaro che vincere fa sembrare tutto più bello e anche Cordoba pare il cugino bravo di Beckenbauer…

La partita col Bologna ci dice questo: un centrocampo solido come pochi (dura per Sneijder togliere il posto a uno di quei quattro…), due attaccanti in buone/ottime condizioni (rispettivamente Milito/Eto’o) e una difesa che concede qualcosa prima della puntuale dormita su corner. Tanto basta per la quaterna.

I segnali migliori a mio avviso arrivano dal Principe: dopo il colpo di testa con palla sul palo a non più di metri 3 dalla porta ho pensato alla maledizione, pur ricordando errori simili anche nella scorsa stagione. Invece il diagonalone di sinistro di poco dopo, complice un non irreprensibile Viviano, ha riconciliato Milito con me e col mondo.

Ancor meglio, il Principe, nella più bella azione della partita: il 3-0 di Eto’o è una meraviglia quanto a preparazione (Re Leone gigioneggia sulla sinistra facendo ammattire un paio di avversari), nella rifinitura (assist di tacco di Milito a chiudere il triangolo) e nella conclusione (destro camerunense a pelo d’erba sul palo lontano).

Come per i due gol fatti in coppa Italia mercoledì, video da salvare e mostrare a tutte le scuole calcio il giorno della lezione “Attaccanti della Madonna”.

La punizia del 4-0 è la classica ciliegina di una torta che si era aperta con una sgroppata di 40 metri palla al piede prima di mettere Stankovic (in fuorigioco di 1,5 cm) in porta per l’1-0.

Le pecche, a voler fare i precisètti, arrivano dalle distrazioni difensive sulle palle da fermo. Dopo i gol di Napoli e Catania, e quello del Genoa in Coppa Italia, anche ieri sera si è dormito bellamente vanificando quella che sarebbe stata la serata perfetta. Certo, se dobbiamo attaccarci a questo per trovare i difetti, anche un maniaco come me può accontentarsi!

Mercoledì arriva il Cesena per il primo dei due recuperi e sinceramente spero che il vento in poppa continui. Da un punto di vista psicologico, credo che Leo, impeccabile finora nelle vesti di (ri)animatore, debba ora alternare il microfono e luci da stroboscopiche ad un più saggio cappello da pompiere. Bene così ragazzi, ma se non vinciamo i due recuperi son tutte pippe mentali. Siamo forti e si può fare, quindi facciamolo perdìo!

La chiusa è per il Capitano, che raggiunge il buon Bergomi a 519 presenze in campionato. Ho come l’impressione che il contatore proseguirà spedito fino alle 600 e oltre…

La cosa bella è che credo che le insufficienze racimolate in carriera non superino la decina. O capitano, mio capitano…

 

E’ COMPLOTTO

La cosa che più mi allarma è la mancanza di materiale per il capitolo del complotto. Scanalando nel post-postcipo, ho addirittura sentito Collovati elogiare l’Inter (che “gioca pvopvio bene”, mentre il Fulvione quando è in buona non è mai andato oltre il proverbiale “è un Intev cinica…”) e Zazzaroni dire “certo che quando rientreranno anche Julio Cesar e Sneijder…”. I gol di Eto’o e Milito hanno anche zittito quelli che facevano notare la vena realizzativa dei centrocampisti, sottintendendo compiaciuti la latitanza delle punte.

La sola cosa  che mi ha fatto provare il solito mix di sentimenti (ghigno sarcastico, odio misto pena per i protagonisti) è stata l’uscita di Frèngo (Dis)Ordine a Controcampo, il quale, parlando del Milan capoclassifica ma con un solo punto in più dell’anno scorso, concordava col fatto che il confronto con gli anni scorsi fosse improprio. La media punti dell’Inter degli ultimi anni era in sostanza “troppo alta per essere vera”, e il buon burattino (cit. col ciuffo) ha chiosato “ma noi dobbiamo essere contenti che il campionato adesso è più combattuto!!”. Insomma, grazie Milan per la tua mediocrità. Non siamo proprio ai livelli del Milan che vince che fa bene al Paese, ma ci siamo quasi…

Insomma, le vedove latitano e io mi preoccupo. Come sapete, mi nutro di sindrome di accerchiamento, i peana alla squadra li vivo come pericolosi campanelli d’allarme. Se c’è bisogno di qualche “caso” o “crisi” la posso inventare io…

LE ALTRE

Dopo un ottimo pari del Napoli e una sorprendente sconfitta del Palermo, mi appresto al pomeriggio calcistico da gufo seguendo Roma e Juve nel loro calcio ruminante. Il gufaggio non dà gli effetti sperati (entrambe sculano una vittoria diciamo di carattere…), ma il tutto è presto ripagato con il pareggio dei cugini in serata.

La partita francamente non si può guardare, e tra un cazziatone di Gattuso a Pato (ah, che grande famiglia il Milan…) e un gol annullato al Lecce per fallo identico a quello di Ibra nel 4-4 contro l’Udinese, si arriva ad inizio ripresa, allorquando il ragazzo torna a fare lo Zlatanasso e inventa dal nulla un gol pazzesco. Ecco a cosa serve Ibra, mi ripeto per l’ennesima volta. Butta la palla avanti, chè ci pensa lui.

Il Lecce, pur nella contemplazione del proprio nulla, rimane però agganciato alla partita, e proprio quando mi chiedo come cazzo abbiamo fatto noi a perdere punti su questo campo, è proprio Olivera a purgare il Milan, riservando lo stesso trattamento di cui avevamo beneficiato a Novembre. D’amore e d’accordo come bravi cugini, insomma…

 

WEST HAM

Tragicomico derby contro l’Arsenal perso in casa 0-3. Un paio di categorie di differenza. Manager con le ore contate, in arrivo –pare- Martin O’Neill, ex Celtic e Aston Villa.

Peggio di così non si può, quindi speriamo nell’effetto spariglione e keep finger crossed…

Senza parole

Senza parole

…E UNA C’E’!

SEONGNAM-INTER 0-3

Diciamo la verità: sospirone di sollievo.

I giorni precedenti avevano portato notizie confortanti, ai limiti della propaganda: stanno tutti bene, scalpitano, tutti recuperati.

E infatti Maicon è in panchina. Va beh, mi dico, c’è Zanna al suo posto, non è quello che mi preoccupa.

Pronti-via e Sneijder deve già uscire. Non credete a chi dice che esce a seguito di una brutta entrata del coreano: il contrasto è ai limiti del fallo e per nulla cattivo. Di più: il contatto è sulla gamba destra, mentre Wes esce toccandosi il flessore (ma va?) della coscia sinistra. 

Sono in macchina in quel momento e tutto Fulvio Testi, nonostante i finestrini chiusi, sente le mie madonne risuonare nell’aere. Per fortuna ci pensa Deki con la squadra ancora in 10 a mettere palla in buca e –di fatto- a dare un primo giro di chiavi alla serratura della partita.

Mi accomodo sul divano (non di casa visto che la partita è esclusiva di “quello là” e io a “quello là” i soldi non li do! Libero di scegliere? Certo, libero di mandarti affanculo!) con la squadra sull’1-0 e giusto in tempo a stropicciarmi gli occhi davanti all’azione Zanetti-Milito-Zanetti: colpo di tacco del Principe e esterno destro del Capitano! Non-ci-pos-so-creee-de-re!

A quel punto, nonostante gli scongiuri della coppia di telecronisti Piccinini e Serenaputtanalhaifattoperlagrana (è un cognome unico), la partita scorre ragionevolmente tranquilla. Loro hanno un paio di occasioni sul finire del primo tempo, i nostri più o meno controllano e si arriva al riposo.

Della ripresa ricordo un attacco molto valido in Eto’o e Milito e invece zoppicante in Pandev, che ha il solo lampo di genio quando mette una bella palla in mezzo per Stankovic, che prova a girare per Eto’o solo a porta vuota, ma trova un ginocchio coreano a rovinargli il piano.

Ciliegina finale per Milito che ritrova il gol dopo tiro del Re Leone respinto dal portiere.

Insomma, 3-0 e finale raggiunta. Ora vedremo sabato quel che succede, probabilmente senza Sneijder e possibilmente con Maicon.

Uno Stankovic così (ieri il migliore) non dovrebbe far rimpiangere l’olandese, soprattutto quello visto in questo inizio stagione: chissà che questo piccolo infortunio non sia la buona scusa per ri-farsi una bella preparazione fisica in vista del ritorno in campo alla Befana…

Staccandomi dalla fredda cronaca e parlando di queste partite arabe in una prospettiva più ampia, ripeto quanto vado dicendo da anni: questo è e rimane il torneo dell’amicizia, e non sarò così falso da spacciarlo ora come il traguardo più importante del mondo. Se “lo stringiculo” è un parametro di valutazione attendibile (ed ovviamente lo è!), la mia tensione pre-partita era inferiore a quella di una finale di coppa Italia. E non credo che sabato sarà diverso, visto che oltretutto affronteremo la squadra africana e non la più blasonata sudamericana.

Questo non per mettere le mani avanti. Anzi, semmai è il contrario: da questa manifestazione l’Inter ha tutto da perdere. Vince? Beh te credo, contro coreani e congolesi… Non vince? Crisi sempiterna e irrisolvibile, suicidi di massa, etc.

L’importanza di questo trofeo sta quindi non nel suo prestigio “in sé”, quanto nell’inerzia che potrebbe dare alla stagione dei nostri. Vincere potrebbe dire chiudere “dignitosamente” questo trimestre, avere raggiunto l’obiettivo che – seppur discutibilmente- ci si era dati come prioritario, avere la prova che la squadra con un livello “normale” di infortuni è ancora forte, sfruttare la pausa natalizia per caricare le batterie e iniziare Gennaio con aria fresca e rinnovata. Onestamente non credo che da gennaio a giugno riusciremo a sollevare altri trofei (a parte forse la Coppa Italia, di cui in ogni caso poco mi cale), ma è comunque importante risalire la china in campionato e sperare in un sorteggio non troppo malevolo in Champions per cercare di arrivare per lo meno ai quarti. Insomma, ricominciare ad essere una squadra vera.

Pensierino della sera: Non pensavo che una vittoria sui coreani avesse il potere di migliorare così tanto il panorama davanti a noi.

Risposta: si vede che era ben brutto…

 

E’ COMPLOTTO

Ancora una volta mi compiaccio e congratulo con me stesso per “non dare i soldi a quello là”. La telecronaca di ieri, per non parlare del commento in studio, trasudava anti interismo in maniera sfacciata (sarà che non li guardo mai e quindi non sono abituato ai loro standard). Serenaputtanalhaifattoperlagrana avrà detto 30 volte che Pandev stava giocando male (vero, ma su 11 in campo è stato l’unico insufficiente), mentre quando si trattava di parlare degli altri era tutto un minimizzare (“Bene Zanetti”, “Buona azione dell’Inter”…). Per non parlare dei 5 minuti finali del primo tempo, (gli unici di vero pericolo dei coreani) nei quali i ragazzi al microfono erano in evidente stato di eccitazione: “Non è ancora finita!, l’Inter deve stare attenta!, attenzione a questi cali di concentrazione!!”.

Ma sarei un bugiardo a dire che la cosa mi stupisce…

In studio poi, a parte il sempre grande Trap, c’erano i “corti e intensi” Sacchi e Pistocchi. Chettelodicoaffà…

La chicca della chicca è la notizia della convocazione del Sig.Massimo davanti al Procuratore Palazzi per lo Scudetto del 2006, che guarda caso arriva proprio nell giorno della partita al Mondiale per Club.

Coro: Tremate, tremate, le vedove son tornate.

Controcanto: Perché? Erano mai andate via?

Il ragazzo sta prendendo il vizio... anche se lo sguardo incredulo e stupito è sempre lo stesso!

Il ragazzo sta prendendo il vizio… anche se lo sguardo incredulo e stupito è sempre lo stesso!

N.C.S.

 LAZIO-INTER 3-1

Da buon intellettuale munito di laurea e master, affondo le mani nel sapere più puro per affidare il titolo di questa rubrichetta a uno dei sommi pensatori dei nostri tempi, capace con poche parole o –come in questo caso- con un solo acronimo, di fotografare una situazione che altrimenti necessiterebbe di pagine e pagine di analisi critica.

Il mai abbastanza rimpianto Guido Nicheli, “ilDogui” per gli amici, usava battezzare con queste tre lettere ogni situazione a lui avversa e comunque discostantesi dal bene comune: N.C.S., “Non Ci Siamo”…

Piccolo inciso: chi deve cercare su Google per avere svelata la faccia e quindi l’identità del suddetto Dogui è diffidato dal proseguire.

Tornando alle nostre bazzecole, l’Inter fa sfoggio di tutta la sua attuale pochezza contro una Lazio invece vogliosa e capace, che merita il 3-1 finale, peraltro mai in discussione se si escludono i 10 minuti tra il gol di Pandev e il terzo laziale.

Il pareggio, idea peraltro accarezzata con un’occasionissima di Cordoba dopo un corner, avrebbe avuto dello scandaloso, lo riconosco, anche se l’avrei ovviamente accettato a mani basse, infarcendolo di elogi sul carattere e la voglia dei vecchi leoni feriti.

Invece siam qui a raccontare di 11 poveracci che non riescono a mettere insieme una partita decente. La fotografia più vera l’ha data, dopo il fischio finale, Marchegiani, ex portiere laziale ora apprezzato commentatore TV: cito testualmente “La verità è che la Lazio di stasera è più forte dell’Inter di stasera”.

Dolorosa realtà…

Non mi soffermerò ancora una volta sul perché l’Inter non riesca ad esprimersi a livelli di decenza (l’eccellenza l’abbiamo oramai lasciata a Madrid 6 mesi fa). Faccio solo notare che se invece di Julio Cesar, Maicon e Samuel devi schierare Castellazzi, Cordoba e Natalino, il risultato è inevitabile. Il giochino funziona anche in attacco sostituendo Milito ed Eto’o con Pand(C?)ev e Biabiany. Bravi ragazzi eh? per carità, ma i risultati son questi.

Se poi aggiungiamo che i titolari in campo (su tutti, Sneijder) sono in lotta perenne con se stessi e paiono la controfigura di quelli dell’anno scorso, ecco spiegata una classifica da vergogna (-10 da un Milan solido ma certo non di extraterrestri) e uno stato psico-fisico preoccupante alla vigilia del Torneo dell’Amicizia (copyright R.Mancini).

Immancabile l’ennesimo stop fisico del nostro centrocampo (il momento è OK per… Dejan! E parte la musichetta col coro “Cen-to!, cen-to!”). Stankovic si ferma pare in tempo, e a Dubai dovrebbe esserci, ma è l’ulteriore conferma che lo “zero” alla casella infortunati delle ultime partite è stato un’eccezione cui è bene non abituarsi troppo.

Essendo come avrete capito in uno dei miei momenti di pessimismo calcistico universale, aggiungo che i 10 minuti di pseudo reazione citati in apertura, più che speranza mi hanno messo tristezza: avete presente quando giocate tra amici e siete sotto di una dozzina di gol, e avete quello bravo che per 5 minuti ci si mette di impegno e ne fa due o tre? Ecco, a me –spesso spettatore e mai protagonista di queste scene, visti i fondamentali “a seguire” – in quei casi non vien da dire “bravo avanti così che andiamo bene” quanto piuttosto “brutto pirla dove cazzo ti eri cacciato fino a adesso?”.

E quando sul loro 2-0 ho visto quella reazione, tutta di nervi e data dalla disperazione, il parallelo è scattato immediato.

Vedere Hernanes disegnare calcio è stato impietoso rispetto –per dire- a un Muntari che si fa fregare palla a metà campo innescando il loro raddoppio (il pirla poi ha pure il coraggio di far polemica dopo essere stato sostituito, idiota!). Ma il discorso purtroppo sarebbe stato lo stesso mettendo a confronto ognuno degli 11 nerazzurri in campo con il loro corrispettivo laziale.

Poco da dire: oggi l’Inter è questa. Senza i titolari, per di più in una forma decente, possiamo vincere qualche partita visto il potenziale dei singoli in campo, ma non andiamo lontano. Sad but true…

 

LE ALTRE

I punti guadagnati domenica scorsa vengono immediatamente dilapidati (con gli interessi) nella giornata spezzatino di questo weekend: Milan, Juve e ovviamente Lazio vincono, in attesa di Napoli-Palermo di stasera, mentre la Maggica si fa recuperare 2 gol col Chievo su un campo che definire “di patate” è un’offesa ai tuberi. I guai quindi aumentano: non solo (nosonly, direbbe il nostro Presidente del Consiglio) siamo a 10 punti dalla vetta, ma abbiamo davanti altre 4-5 squadre, giusto per rendere il quadretto ancor più desolante.

 

E’ COMPLOTTO

Allora, io capisco che negli ultimi anni c’era ben poco da dire sull’Inter se non “ha vinto ancora”. Sappiamo anche che la prostituzione (intelectuale) è un mestiere che va affinato col tempo, e quindi abbiamo avuto comunque critiche su critiche, persino (o forse soprattutto) nell’anno del Triplete. Comprendo anche che, per esigenze mediatiche, si abbia “fame” di nuovi eroi e nuovi campioni (anche se durante la dittatura biancorossonera si vede che erano tutti anoressici…), ma arrivare alla Gazza di venerdì scorso vuol dire avere la faccia come il proverbiale…

Con masochistico piacere ho notato come anche altri abbiano fatto lo stesso ragionamento, pur basandosi su un altro quotidiano di note simpatie anti-interiste (per chi fosse interessato: http://www.inter-blog.net/2010/12/03/vota-antonio/).

Ma tornando alla rosea, oltre allo scontatissimo titolo di apertura ( mi pare fosse “Oggi non si scherza”) con inevitabile rimando al Lazio-Inter dello scorso Maggio, con i tifosi laziali a tifare Inter, si dice senza nemmeno girarci troppo intorno che l’Inter ha vinto lo scudetto grazie a quella vittoria. Ovviamente nessun accenno ai millemila tentativi di riaprire un campionato già chiuso a Febbraio, mutismo assoluto sui vari Roma-Parma (gol di Totti dopo stop pallavolistico ovviamente considerato involontario). No, tutto merito di quel “biscottone”, frutto del gemellaggio tra le due tifoserie e della comunanza di nemico giallorosso.

Tutti a fare le verginelle scandalizzate, sapendo benissimo che da sempre a fine campionato ci sono partite “così così”, in cui una squadra si gioca “la vita” e con l’altra che nulla ha da chiedere. In quelle settimane, sia io che altri più autorevoli in rete avevamo tirato fuori corsi e ricorsi storici che una stampa minimamente obiettiva, e non in prezzolata malafede, avrebbe potuto citare accanto alla partita in questione. Ça va sans dir, silenzio assoluto su tutta la linea (editoriale).

Ma la pagina più “bella” della Gazza di Venerdì era la 2°: titolo “Benitez e lo spettro del -16”, sommario: SE l’Inter oggi perde, SE il Milan domani vince, SE il Milan vince la prossima che l’Inter non gioca perché a Dubai, SE salta lo sciopero dei calciatori e SE il Milan vince anche quella partita, l’Inter si troverebbe a iniziare il 2011 a 16 punti di distacco dal Milan.

Badate bene, non sto questionando la verosimiglianza di quanto ipotizzato tra mille SE. Oltretutto le prime due previsioni si sono purtroppo già avverate, gufi maledetti!. Già che c’erano, potevano però aggiungere “SE cade l’aereo di ritorno da Abu Dhabi, l’Inter avrà difficoltà a salvarsi”. Quel che mi fa vomitare è il gufaggio preventivo, degno solitamente dei tifosi più beceri (quorum ego!), che immaginano scenari apocalittici per i loro avversari, sperando che il solo pensarli possa farli avverare.

L’ultima chicca è di ieri sera, al solito ControInter su TV aziendale e aziendalista. Parlando dei pessimi risultati dell’Inter, con una faccia che palesava un malcelato ghigno beffardo diffuso fino alle zone non battute dal sole, ho sentito uno degli astanti  dire “L’Inter ha preso Mancini per vincere il campionato, e l’ha vinto, anche se in Europa ha fallito. Poi ha preso Mourinho per vincere in Europa, e ha vinto, anche se di fatto il campionato l’ha perso (giuro, ha detto così) perché se guardiamo il rendimento del girone di ritorno l’Inter aveva una media punti molto simile a quella di adesso”. La chicca della chicca? L’Autore dell’ennesima pietra miliare della cultura sportiva italiana è un sedicente giornalista dalle asserite simpatie nerazzurre. Come si dice in questi casi: dagli amici mi guardi Iddio, che ai nemici ci penso io…

WEST HAM

Torniamo ai nostri standard perdendo 1-0 a Sunderland. Fatte le debite proporzioni (ma nenache tanto) mi sembrava di vedere l’Inter, con la dolorosa quando veritiera conclusione smozzicata a mezza voce: brutta roba la mediocrità…

Falqui, basta la parola... Pandev si è sbloccato

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