TORRE DI PISA

INTER-TORINO 1-0

Non sono così catastrofista da definire San Siro una Piazza dei Miracoli in salsa lombarda, ma il colpo di testa vincente di Palacio può tranquillamente essere definito una torre per il compagno uscita storta, da cui la genialata del titolo.

Lasciata una riga per gli applausi o i pomodori, mi appresto a raccontare di un’Inter solida, che poco crea ma ancor meno concede, e si porta a casa 3 punti preziosi. I miei occhi non credono all’efficacia ermetica della nostra difesa, pur priva di due titolari su tre: Campagnaro, celebrato a inizio stagione come faro della nostra retroguardia, fa la sua discreta partita, e ciononostante risulta il meno in palla dei tre: Ranocchia rivede il campo dopo la quarantena in panchina e non sbaglia un intervento; Rolando pare addirittura bello, per quanto è statuario e preciso in anticipi e chiusure.

Detto dei due laterali senza infamia e senza lode, o se preferite molto fumo e poco arrosto, mi concentro sulla mediana, dove il Cuchu è as usual signore incontrastato e Guarin & Hernanes fanno a gara a farmi smadonnare. Stranamente me la prendo di più con il brasiliano, forse per le altissime aspettative che ripongo nel Profeta: pretendo quindi che tiri di sinistro con la stessa efficacia di quando faccia col destro, constatando di contro che il ragazzo per due volte si intestardisce nel dribbling per portarsi alla conclusione col destro. Le Madonne lo raggiungono anche quando non velocizza l’azione come saprebbe e dovrebbe, preferendo partire palla al piede e rischiando di perderla un paio di volte.

Il solito giochetto delle aspettative commisurate alle potenzialità del soggetto mi fa essere invece più clemente col Guaro, di cui ormai ho imparato ad applaudire l’errore, se nello stesso intravedo l’intenzione giusta (leggi passaggio sbagliato di 10 metri ma “pensato” bene, o tiro al 3° anello ma “da provare”). 

Sai a loro che je frega…

Davanti Icardi fa a sportellate per tutta la partita senza beccarla mai ma con poche colpe, mentre Palacio va dappertutto quando serve, mettendoci come detto pure la testa per il gol non voluto più bello della stagione. 

Le ultime righe per segnalare -per una volta- l’incoaggiante mezz’ora sfruttata da Kovacic, che rileva uno stanco Guarin e si mette a giocare come sa. Fossi in Mazzarri gli concederei qualche occasione in più da titolare, ma mi rendo conto che il triangolo Cuchu-Guaro-Profeta sta dando buone indicazioni ed è difficile da smontare a favore del croato.

In definitiva, la vittoria vale molto, anche in termini di classifica, stanti i risultati dei nostri vicini. Ci regaliamo un compleanno sereno, a patto di non sprecare tutto nelle prossime 3 o 4 partite, ad iniziare da Verona sabato prossimo.

 

LE ALTRE

La Juve batte anche la Fiorentina, teoricamente facendoci un favore, visto che i Viola sono ora ad un solo punto da noi. Vince però anche il Parma che rimane in zona (e con la partita contro la Roma da recuperare), proprio ai danni di quel Verona che ci ospiterà nei prossimi giorni.

Per il resto, il Napoli batte la Roma avvicinandosi al deretano capitolino, mentre il Milan perde ad Udine in attesa di fare altrettanto a Madrid in Champions.

 

E’ COMPLOTTO

Comincio dalla cosa più superficiale, epidermica e pruriginosa: la goduria al fischio finale del Friuli è centuplicata dalla solita frasetta onirica del servile Alciato di Sky. Il fido bordocampista interviene predicendo il pareggio del Milan visto che “Seedorf ha detto ‘ora pareggiamo, me lo sento'” e precisando che “l’ultima volta che l’aveva detto, da calciatore, il gol è arrivato dopo pochi minuti“.

Mi dispiace abbassarmi a questo livello cerebrale per replicare a questi deliri farneticanti, ma non posso non citare il coro “perchè è un bravo ragazzo…” nella sua forma di Alternative Lyrics, che suona più o meno così “volevano vincere… e l’hanno presa nel c…”.

Andando meno sul triviale, ola mediatica e sportiva all’annuncio di Vidic per il prossimo campionato: la notizia arriva in anteprima sull’account Twitter del Club e subito dopo sul sito ufficiale, con tanti saluti alle esclusive posticce e alle anticipazioni spifferate in maniera simpatttica su giornaletti di varia fama.

Mi verrebbe da dire: visto che non è poi così difficile?

Ma non lo dico, anghebegghè, nel giorno del 106° genetliaco nerazzurro, la gallery del sito ufficiale propone a più riprese questa immagine, con vari personaggi della storia interista ad alternarsi al centro della stella ma con lo stesso claim (si dice così?).

aiutamaccapì

aiutamaccapì

Solo a me la frase suona sbagliata? Capisco che faccia parte di una campagna, anche interessante da un punto di vista commerciale (http://www.inter.it/it/interisti_new), ma due lire in una preposizione articolata, un font diverso o anche solo un paio di virgolette le avrei spese….

Attendo risposte da esperti del settore.

 

WEST HAM

Weekend di ferie visti gli impegni di FA Cup. Giochiamo in settimana con l’Hull City.

Trenza: "Guarda che non l'ho fatto apposta..." Cuchu: "E chi se ne fotte!!"

Trenza: “Guarda che non l’ho fatto apposta…”
Cuchu: “E chi se ne fotte!!

ERA FUORIGIOCO (AND SO F?!KING WHAT?)

FIORENTINA-INTER 1-2

La miglior Inter della stagione -o giù di lì- piega una Fiorentina che torna a masturbarsi per una buona ora con il bel giUoco, e che però nel finale rischia di punire la nostra scarsa vena realizzativa.

Fatto il bigino della partita, azzardo un paio di analisi da tènnico.

1) L’importanza di chiamarsi Hernanes come prevedevo non ha tardato a farsi notare, stanti anche gli ampissimi margini di miglioramento del nostro centrocampo. La cosa che invece non mi aspettavo era un’altra bella virtù del Profeta: fa giocare meglio chi gli sta a fianco. Guarin può limitarsi ad esercitare la propria animalanza, senza doversi preoccupare di coprire, cucire, lanciare e tirare, a tutto vantaggio delle non numerosissime sinapsi del colombiano.

Le due mezzali, così concepite, rappresentano due terzi di un dignitosissimo centrocampo, cui manca ancora il classico volante davanti alla difesa: un Cuchu di qualche anno più giovane (hai detto niente…) non farebbe sfigurare la nostra mediana contro nessun altro reparto in Italia.

In quella posizione dobbiamo invece sorbirci ancora Kuzmanovic – il mio preferito, come saprete 😉 – , ma Taider o financo lo statico Cambiasso di questi tempi non sarebbero molto meglio. Se Thohir leggesse queste stronzatelle, mi permetterei di suggerire di focalizzare le attenzioni e le finanze estive proprio in quel ruolo, a costo di sacrificare un Alvarez o un Roben Botta per far cassa.

2) Pur non arrivando ai livelli dei cugini, noto che anche noi stiamo cominciando a collezionare doppioni, triploni, quadrupliconi (cit. l’immortale Franco Scoglio): Hernanes, Guarin, Kovacic, Alvarez, Botta, sono giocatori tra loro diversi, ma di fatto utilizzabili nel medesimo ruolo. Oltretutto Mazzarri non è Stramaccioni (prendetela come un complimento o una critica), e non ha una varietà infinita di schemi. Morale: sono troppi, e credo che da quelle parti a Giugno andrà fatta una inevitabile scrematura.

3) Se non si sloga il pistolino a trombare o il pollicione a twittare, Icardi può essere il nostro puntello per il futuro. Speravo che l’anno di apprendistato con il Principe potesse dare maggiori frutti, ma non è detto che questi ultimi mesi possano invertire la tendenza. Le caratteristiche “enciclopediche” di Milito si son fatte vedere anche Sabato, anche se ormai le pagine della Treccani in braghe corte sono sempre più impolverate (“Fantozzi…anche poeta!). 

Del gol in fuorigioco parlerò più avanti, anticipando solo che la goduria non è stata minimamente toccata dalla svista arbitrale, per una volta a nostro favore.

4) C’è da dire che abbiamo incontrato una Viola pesantemente penalizzata dalle assenze: Pepito Rossi e Borja Valero non si regalano a nessuno, e i minuti concessi a Gomez hanno mostrato ciò che nemmeno necessitava di conferma:  i tipi grossi come lui, per rientrare in forma… it’s a long way to Tipperary!

Detto ciò, i peana solitamente riservati a Montella si scontrano contro la mia personale perplessità nel vedere una squadra che per una buona ora gioca senza attaccanti (Matri entra solo a metà ripresa). Va bene il calcio palleggiato e il giUoco manovrato, ma in questo sport vince chi fa gol. E per fare gol è utile tirare in porta. Il primo tempo, a mio parere, ha dimostrato quanto diversi possano essere i concetti di “squadra che fa la partita” e “squadra che vince (oltretutto meritando)“.

Ma evidentemente Montella sta agli allenatori come Pirlo ai centrocampisti: vietato parlarne male, anche quando sbagliano. E, essendo umani, sbagliano anche loro.

 

LE ALTRE

Vincono praticamente tutte, Fiore a parte. La rincorsa al quarto posto è possibile, stante l’Europa League che va a ricominciare e che toglierà un po’ di energie ai Viola. Detto ciò, non osiamo nemmeno guardare più in alto, perchè occorrerebbe un’overdose di ottimismo per abbozzare un piano di ricorsa al Napoli. Oltretutto, con la Fiorentina possibile vincitrice della Coppa Italia, non mi è chiaro se arrivare quarti o quinti garantirebbe un qualche vantaggio in termini di calendario per la prossima stagione di Europa League: urge approfondimento cervellotico e calcolo delle probabilità, con annesso insostituibile foglio Excel per l’occasione…

 

E’ COMPLOTTO

Partiamo come anticipato dal gol di Icardi: il fuorigioco c’è e non è nemmeno difficile da vedere per il segnalinee, visto che non ci sono “incroci” o giocatori a impallare la visuale. Niente da dire a nostra “difesa” se non che, a memoria, fatico a trovare un altro episodio a nostro favore nell’intera stagione. Poco male.

Il gol di Icardi è stato talmente “moviolato” in tutte le salse nel dopopartita che diventerà presto il video più visto al mondo su Youtube, dando così fiato all’immortale assioma del “vedi che alla fine torti e favori si compensano?“. Faccio finta di crederci, ok: questo gol pareggia quello buono negato a Nagatiello col Chievo. Ora aspetto 6 o 7 rigori inesistenti a nostro favore e poi siamo pari. Grazie.

Uscendo dalla fredda cronaca, come dicevo subito dopo la partita ad amici, mi scopro sempre più attento agli aspetti mediatici e comunicativi della nostra simpatica squadretta. La cosa non è esattamente un segnale incoraggiante per le mie già ridotte facoltà mentali: d’altra parte è anche vero che vecchio e nuovo Presidente hanno dato negli ultimi giorni ampia dimostrazione delle rispettive capacità in materia.

Inappuntabile il nuovo boss, che pur parlando un’altra lingua riesce sempre e comunque a dire quello che vuole (spesso utilizzando i propri canali, magari sfuggendo al contraddittorio, senz’altro facendo felici milioni di tifosi come me). Incorreggibile per altro verso il Presidente onorario che, forse all’insegna del “mi scappa mi scappa non la tengo più“, dà l’occasione ai pennivendoli di turno di poter titolare “Thohir deve stare più vicino alla squadra”, oppure “Ho la clausola per ricomprare l’Inter” e ancora “Mi dispiace per Branca”. Insomma, un bel piattino di sterco fumante, tanto per calcare sulla discontinuità della nuova gestione, che inevitabilmente lascia un po’ di amaro in bocca.

A Moratti, può darsi.

Ai giornalisti, senz’altro.

E infatti i nostri eroi, non trovando ciccia dal pur rotondetto Thohir, tornano a sfamarsi dal vecchio dispensatore di dichiarazioni, in modo da continuare l’ormai pluridecennale pennellata di marrone sulla casa interista.

Cambiando argomento, non posso non citare anch’io il più alto episodio di “famous last words” visto e sentito ultimamente: Compagnoni commenta la Roma e sentenzia “I giallorossi insieme all’Inter sono la squadra che batte più corner, ma su calcio d’angolo non segna mai: solo 3 gol su 150 tiri dalla bandierina…colpo di testa di Destro ed è rrrrete!“.

Oltre al tempismo involontariamente comico, il rancoroso scrivente ha ovviamente fatto suo il facile sillogismo: Se l’Inter è la squadra che -ancor più della Roma- batte più corner, vuol dire che in attacco, e ancor più in area avversaria, ci staziona alquanto. Viene così a cadere una delle semplicistiche giustificazioni alla ormai cronica mancanza di rigori a nostro favore, riassumibile nella saccente tesi per cui “dipende anche dallo stile di gioco delle squadre… ci sono quelle che giocano sempre all’attacco, che entrano tanto in area di rigore… ci sono invece quelle che invece si coprono e ripartono, e che magari segnano tanto da fuori“.

…Che poi, per inciso, il Milan dopo il golazo di Balotelli contro il Toro, è la squadra che segna di più da fuori area… e infatti a loro i rigori non li fischiano mai 😉

Infine, l’utlimo sassolino: il Milan giocherà Mercoledì (e non Martedì) in casa (e non in trasferta) contro l’Atletico. Nonostante ciò, riesce ad ottenere l’anticipo della sua partita di Campionato (anch’essa in casa) al Venerdì sera, beneficiando quindi di ben 5 giorni di riposo. Ricordo, tanto per rompere i coglioni, che chi gioca l’Europa League in trasferta(giovedì sera), ha talvolta la possibilità di posticipare al Lunedì sera la partita di Campionato, beneficiando in quel caso di 4 giorni di riposo. Il “talvolta” è volutamente evidenziato, visto che l’Inter l’anno scorso ha più volte giocato di domenica pur tornando dalle tristi e desolate lande dell’Est Europa quando la notte del Giovedì già sconfinava nell’alba del Venerdì.

 

WEST HAM

Weekend consacrato alla FA Cup, da cui purtroppamente siamo stati estromessi. Nell’infrasettimanale però, volitiva vittoria in casa col Norwich e classifica che si fa tanto corta quanto bella: siamo in cima alla colonna di destra, ma tre punti più sotto comincia l’inferno!

Interessante la palla del Guaro, splendido Palacio a metterla in buca. Detto ciò "Renzi: dal Franchi a PALACIO CHigi" nun se po' sentì...
Interessante la palla del Guaro, splendido Palacio a metterla in buca.
Detto ciò “Renzi: dal Franchi a PALACIO Chigi” nun se po’ sentì…

CHI HA PRESO LA TARGA DEL TIR?

JUVENTUS-INTER 3-1

Sconfitti. e questo era prevedibile.

Travolti da un autotreno e farsi la domanda che fa da titolo a questa sbrodola. Ci sta…ci sta…

Ma essere umiliati no. Questo non è consentito.

Beccare due gol da polli come il secondo e il terzo è la dimostrazione lampante di quanto sia lontana la fine del tunnel: se sono gli altri (più precisamente, “loro“) ad arrivare sistematicamente primi sul pallone, a pigliare tutti i rimpalli e a fare a chi picchia più forte, allora possiamo anche restare a casa.

Noi le rimesse laterali le sbagliamo, da sempre, regalando palla all’avversario, Ci giustifichiamo dicendo che, con l’uomo a rimettere in gioco, abbiamo un giocatore in meno da servire. Evidentemente non devono averlo detto alla Juve: questi dal “fuori loro” fanno gol. Diobono.

Subire un gol come il primo fa male, ma rientra negli errori a cui la nostra fase difensiva ci ha purtroppo abituati. Ma iniziare la ripresa sotto di un (solo) gol, dopo aver inopinatamente rischiato di pareggiare a fine primo tempo, e farsi uccellare due volte in 10 minuti su palle inattive, sminchiando rinvii con una consistenza che nemmeno il formaggino della vacca che ride, questo proprio è inaccettabile.

Volendo fare l’esperto tattico che non sono, mi chiedo perchè il Mister osi schierare una formazione “a specchio” rispetto a quella messa giù da Chierichetto Conte.

Caro Mazzarri, se ti pare che “non ci voglia uno scienziato” per capire che la partita era tutta fatta di duelli uno-contro-uno, forse ti sfugge che non c’è uno dei suddetti duelli che un nerazzurro sano di mente possa anche solo pensare di vincere. Questo tanto sulla carta quanto -ahimè- sul campo.

E quand’è così, tocca pensare a un paio di piani alternativi, chè è facile dire a Kovacic “tu marca Pirlo” quando non l’ha mai fatto e poi giustificare la sconfitta dando la colpa del primo gol al ragazzo. Così come è facile evidenziare che Palacio non è purtroppo quello di inizio stagione, e che ieri sera ha sbagliato tre occasioni che in tempi diversi avrebbero gonfiato la rete.

Di tutta la masnada di bipedi in maglia nerazzurra che i miei occhi hanno dovuto subire, salvo solo Taider e Rolando. Il primo fa capire che, se non gli si chiede la luna ma solo di correre a menare, è un buon mediano (alla plausibile obiezione riassumibile nel “grazialcazzo… sai cosa ci vuole“, Kuzmanovic ci fa capire che il compito non è in realtà così facile). Il difensore, d’altra parte, è un muto rimprovero al nostro mercato, se è vero -com’ vero- che un ex panchinaro del Napoli è di gran lunga il nostro miglior difensore. Volendo metterla sul romantico, promuovo anche Milito per un paio di recuperi difensivi, tanto per dar l’esempio, e per l’urlaccio tirato a fine partita ai compagni, con cui li “invitava” almeno ad andare a salutare e ringraziare i tifosi, cui era stato regalato uno spettacolo poco edificante.

Detto ciò, la Juve ci ha purtroppo surclassato, e solo sul 3-0 ha rallentato il suo furore agonistico, dandoci la possibilità di affacciarci dalle loro parti trovando il gol della bandiera con il succitato Rolando e constatando il rivedibile momento di forma del Trenza in due occasioni, dopo quella già sprecata a fine primo tempo.

Volendo attingere al cestone delle frasi fatte “non son queste le partite che dobbiamo vincere“. Che è poi la verità… certo, c’è modo e modo…

LE ALTRE

Se non altro Napoli e Fiorentina perdono incontri ben più abbordabili del nostro, mentre il Verona torna a scavalcarci battendo il Sassuolo. Ci vediamo raggiunti anche dal Toro di Mr Ventura che si fa raggiungere dal Milan nell’anticipo del sabato rischiando di perderla, a mio parere per una gestione dissennata dell’ultima mezzora. Mister, ho capito la faccenda della libidine e del pallone che deve frullare, ma Dio bono, quando ci vuole, il rinvio alla cazzimperio ci vuole! Ogni rimessa del portiere era un brivido e una potenziale occasione per i Meravigliuosi, che per fortuna non ne approfittano.

Roma e Parma si arrendono ben presto alla bomba d’acqua e rinviano a data da destinarsi.

CALCIOMERCATO

Dopo un primo commento sulla tragicommedia Guarin-Vucinic, ecco calare la mia personale mannaia sotto forma di giudizio tènnico su acquisti e cessioni degli ultimi giorni.

Hernanes personalmente lo agognavo da 4 anni, e non posso che essere felice del suo arrivo. D’Ambrosio, per quanto l’abbia visto giocare poche volte, è di fatto il cambio di Alvaro Pereira e mi rifiuto di pensare che possa essere peggio di Mr. 12 milioni.

In uscita (ovviamente solo in prestito, chè di vendere qualcuno dei nostri non se ne parla -parlo di incassare dei soldi, nel caso in cui il concetto non fosse chiaro- ), Belfodil va 6 mesi a Livorno (per lui in estate si son spesi quasi 10 milioni), Pereira addirittura 18 mesi in Brasile (dove ha già esordito con un autogol!), e forse Ranocchia potrebbe raggiungere Mancini e Sneijder a Istanbul.

Non mi strappo i capelli per la temporanea dipartita di nessuno di questi, piuttosto rimango perplesso per le modalità con cui i nostri dirigenti comprano e vendono giocatori.

Discorso vecchio, che attraversa tutta l’epoca pre-Calciopoli, con l’Inter di fatto impossibilitata a far mercato in Italia, e che in tempi più recenti passa dalla svendita di Eto’o, Thiago Motta e Sneijder e arriva all’acquisto di Hernanes per un prezzo complessivo di 20 milioni. In tutto ciò io ci vedo tanto incompetenza nostra quanto l’ennesimo caso di “conventio ad excludendum” da parte degli altri Club.

I vari Preziosi, Cellino, Zamparini e Lotito si sono mostrati negli anni più che benevoli nei confronti degli altri, (vedi da ultimo Nainggolan preso dalla Roma in prestito con riscatto fissato a giugno, per un totale di 18 milioni). Se si tratta di Inter invece i soldi li vogliono tutti, maledetti e subito. Niente mi toglie dalla testa che i nostri (con o senza Branca) siano da sempre trattati come gli ultimi arrivati, quelli a cui puoi comunque fare lo sgarbo o con cui puoi sempre tener duro e spuntare l’ultimo milioncino a tuo favore.

Non siamo (mai stati) nei “giri giusti”, e purtroppo di ciò ci facciamo anche un vanto.

Detto questo, è triste ma non sorprendente che per D’Ambrosio si debba comunque pagare quasi 2 milioni più la metà di Benassi, che probabilmente non diventerà mai un fenomeno, ma che rischi di dover ricomprare nel momento in cui volessi riportartelo a casa.

Il tutto per un giocatore che tra 6 mesi avresti preso a zero.

E’ COMPLOTTO

Non per questo mi accodo alla pletora di “esperti” che si mostrano addirittura sconvolti per la questione, stando ovviamente zitti su altre manovre di mercato, quantomeno cervellotiche. Il Milan fa arrivare anche tal Taarabt, ovviamente fortissimo e bellissimo, collezionando così il decimo tra attaccanti e trequartisti, e vedendo sfumare negli ultimi giorni Biabiany, che ha rifiutato il Milan oltre che la Lazio ed i cinesi del Guangzhou. Ma non cercate traccia di ciò sui giornali, chè nessuno rifiuta il Milan e anzi il problema è che nessuno da lì vuol andar via.

Su Sky, il calabrese cantilenante fa il professorino criticando l’acquisto di Hernanes a 20 milioni, definendolo “ciliegina” su una torta ancora inesistente, e ritenendo eccessivo il prezzo pagato. Per fortuna  almeno Marchegiani corregge il tiro, dicendo che Thohir aveva subito pesanti critiche per non essere ancora intervenuto sul mercato e che quindi almeno di questo non poteva essere (piu) accusato.

Il refrain e’ sempre lo stesso: l’Inter compra male i giocatori di cui non ha bisogno: limitando il discorso a Sky, Mauro pensa che servisse un difensore, gli altri un attaccante. Poche idee ma confuse.

Splendido anche quando si chiede se Samuel, Ranocchia e Zanetti (sic) sarebbero davvero peggio dei tre difensori attualmente titolari. Facilotto il giochetto per cui chi è fuori ha sempre ragione, e soprattutto: ci avete ammorbato con il clan dell’asado e la dittatura argentina per anni, e adesso che si cerca di girare pagina -con fatica certo- dalle stesse bocche esce nostalgia (mai come in questo caso canaglia) per la vecchia guardia?

Tornando ad Hernanes, e soffermandomi giusto un attimo sulla collocazione del Profeta in campo, non posso non riconoscergli innegabili doti di finalizzatore, trequartista ideale dietro a due punte. Tuttavia, a mio parere la  attuale carenza di fosforo e piedi buoni nella nostra mediana è tale da renderlo insostituibile perno di centrocampo del girone di ritorno nerazzurro.

Un centrocampo con lui e il cagnaccio di turno (il Taider di cui sopra andrebbe bene) lascerebbe a mio parere spazio libero a uno tra Guarin, Alvarez, Kovacic o Botta in appoggio a due punte vere. Ovvio che Hernanes è più forte di tutti i quattro appena citati, ma il nulla che abbiamo attualmente in cabina di regìa lo rende per me inamovibile dal “volante” della squadra.

Mazzarri prendi nota, grazie.

In chiusura, due finezze mediatiche da prostitute di alto bordo: Repubblica si rammarica del fatto che l’affare alla fine sia andato in porto, titolando testualmente “Finale senza botto Hernanes è dell’Inter“. Il Corriere non vuole essere da meno e pensa bene di fare una photo gallery con gli acquisti più cari del mercato di Gennaio, mettendo però in home page il meno caro dei 10 acquisti considerati: casualmente, è quello di Seedorf all’Inter nel 2000. Pur di piazzare ancora i nerazzurri tra i principi del “compro a tanto e vendo a poco“, inseriscono poi anche Bobone Vieri, che con la tabella in questione non c’entra una beata mazza, essendo stato acquistato in estate.

Siamo alle solite: i numeri per bocciarci ci sono già, non fate i servi anche quando non è necessario!

WEST HAM

Vittoria per 2-0 in casa contro lo Swansea, con uno scintillante terzultimo posto a brillare di luce propria. Come On You Irons!

Non voglio far notare il tiro di Palacio, ma i calzettoni di Campagnaro. Siamo tornati ad avere i calzini bucati... non li vedevo dai tempi infausti di Tardelli...

Non voglio far notare il tiro di Palacio, ma i calzettoni di Campagnaro. Cristo, siamo tornati ad avere i calzini bucati… non li vedevo dai tempi infausti di Tardelli…

I KNOW MY CHICKENS

BOLOGNA-INTER 1-1

E’ inutile dire “lo sapevo, lo sapevo“. Perchè è scontato, e poi son tutti bravi a dire (dopo) che lo sapevano. Piuttosto, speravo che il vento indonesiano avesse spazzato via quella vena cazzara che da tanti anni caratterizza i ragazzi, e che invece ha trovato ennesima conferma nella Dotta Bologna.

Detto di una partita che poteva serenamente finire in goleada per i nostri, tocca anche constatare che il pareggio arriva su autorete (anche se quello di Jonathan pare ormai uno schema: tiro ignorante a cercare lo stinco del terzino), e che la minchiata fatta sul vantaggio bolognese poteva avere conseguenza ancor più nefande, vista la mancata espulsione di Taider.

Facendo un po’ d’ordine, con la masochistica intenzione di rivivere quell’obrobio calcistico che porta al gol di Kone, l’Inter riesce nella -non inedita- impresa di prendere gol su calcio d’angolo a proprio favore. Taider sbaglia a non spazzare rinviando all’indietro sull’ultimo uomo (Nagatiello) o anche sul portiere, e il rimpallo gli è fatale, innescando il velenoso Diamanti. A quel punto il nostro, ammonito dopo 1 minuto di partita, si attacca al rossoblù tipo koala, con la palla che carambola a favore di un altro bolognese. I nostri, tecnicamente parlando, si cagano dentro ed il greco Kone, solo soletto a centro area, vede il proprio sinistro -in realtà un po’ ciabattato- finire tra le gambe di Handanovic e poi in porta.

A quel punto, scampata l’ulteriore beffa dell’inferiorità numerica, personalmente avrei tolto Taider per Kovacic. Si va invece avanti così, e invero Palacio ha subito l’occasione per pareggiare. Liscio dello stopper e controllo col petto a seguire: il tiro è tecnicamente simile a quello dell’1-0 di cui sopra, ma stavolta i piedi del portiere (Curci, perculato per 2 settimane causa errori fantozziani e stavolta ovviamente migliore in campo) sventano la minaccia. Il Trenza ha un’altra occasione su bel cross di Jonathan, ma la capocciata finisce fuori di poco. Il festival del “non segneremo mai” ce l’abbiamo verso la mezzora, quando tra tiri e controtiri riusciamo da soli a sbrogliare l’area bolognese, con Alvaro Pereira a sbagliare il tap in (defilato, ma a porta vuota).

Sì; era entrato Alvaro Pereira per sostituire un Nagatiello acciaccato. E lì il Mister mi delude per la seconda volta: giocare col fratellino di Mr T dell’A-Team vuol dire giocare in 10, e ogni volta che Zanetti viene inquadrato in panchina, il numero di Madonne sale vertiginosamente…

Sul finale del primo tempo, punizia a 100 all’ora di Guarin che, deviata dalla barriera, scheggia la traversa.

Nella ripresa il copione è scontato: noi attacchiamo a testa bassa, loro tentano di ripartire, con la boa-Bianchi a fare il centravanti vecchio stile non senza rischi per i nostri.

Trovato il pareggio in pieno Johnny Guitar-Style, il più sembra fatto, stante anche l’ingresso -per me tardivo, come già detto- di Kovacic al posto di Taider, ad alzare il livello del nostro centrocampo. In realtà il croato non fa molto, ma le occasioni comunque ci sono: prima Guarin sbaglia un piatto destro all’altezza del dischetto del rigore (la migliore azione della partita), poi Curci fa i miracoli (ancora sul Guaro e nel finale su colpo di testa di Rolando), infine la traversa strozza in gola l’urlo di Juan Jesus che pareva aver azzeccato il tiro a voragine della vita.

Nisba: 1-1 e tutti a casa, con la beffarda sensazione di aver perso un’occasione d’oro, pur avendo guadagnato punti sui diretti concorrenti.

LE ALTRE

Il Napoli infatti cede sotto la classe di Fantantonio (ovviamente rigenerato dalla cura Donadoni, dimagrito 10 kg e meritevolissimo della Nazionale…. 6 mesi fa era un cadavere ambulante, vero mediaservi?), mentre la Fiorentina becca a Udine restando al palo. Se ci mettiamo la sconfitta del Verona nel Derby abbiamo comunque guadagnato 1 punto su tre squadre attualmente in corsa per il 3° posto. Ma, come già detto, è un magro bottino.

La Juve ristabilisce le gerarchie portandosi in testa, in attesa della Roma impegnata nel posticipo col Cagliari.

E’ COMPLOTTO

Ammetto che i commenti immediatamente successivi al pareggio sono all’insegna della quallità e solidità dell’Inter, che in effetti ha fatto la prestazione (frase odiosa, lo so…). Mazzarri è bravo a riconoscere che la manovra c’è, ma che certe occasioni non si possono sbagliare.

Le soddisfazioni mediatiche per una volta arrivano dalla parte sbagliata del Naviglio, dove evidentemente il cemento impastato con miele e glucagone inizia a creparsi. Brutte a livello sportivo le immagini di 300 teppisti (iniziamo a chiamare quel tipo di Ultrà col loro nome) che bloccano l’uscita dei calciatori dal tunnel di San Siro. Godibilissima invece dal punto di vista dell’ anti-tifoso la scenetta di Kakà che si avvicina ai suddetti ominidi e, presumibilmente dopo aver intonato lodi al suo Signore e sgranato più volte il rosario, riceve gli applausi degli astanti riuscendo ad aprire un varco nella folla manco fosse Mosé con le acque del Mar Rosso.

Se a ciò aggiungiamo che il lavoro sporco il Milan non ha nemmeno bisogno di farlo, avendolo sub-appaltato a giornalisti nemmeno stipendiati dal loro Presidente, la goduria è completa: Nosotti di Sky, fido segugio di affari rossoneri, intervista l’ex Luca Antonini (pardon, GiovaneAntonini) facendo leva sul cuore rossonero del suddetto, e chiedendogli di commentare uno striscione apparso in curva: non certo uno di quelli offensivi e vagamente minatori apparsi nei 90 minuti di partita, ma quello dedicato a “Luca, uomo vero“, con contorno di tifosi che non dimenticano e catalogabile sotto il refrain caro al Geometra “certi amori non finiscono“.

Il Giovane 31enne abbozza ringraziando e ammettendo di essersi emozionato: “Non l’avevo neanche visto, è stato Kakà a farmelo vedere rientrando negli spogliatoi“: Riccardino vuol bene a tutti, e distribuisce amore anche ai non legittimi destinatari.

La verità infatti appare la mattina seguente, poche ore dopo il tweet di Balotelli: lo striscione, lungi dall’essere dedicato ad un onesto panchinaro del Milan, era invece riferito a un curvaiolo che tornava al suo posto dopo aver scontato 5 anni di DASPO. Non proprio un chierichetto, insomma.

Chissà Riccardino…

WEST HAM

Benedetti ragazzi: già giocate col Chelsea, se in più regalate il vantaggio con un’azione da Mai dire Gol, non posso che mandarvi amichevolmente accagare… La zona retrocessione ci mordicchia il deretano.

Ringrazia, ringrazia, che la buona stella continui a vegliare su di te!

Ringrazia, ringrazia, che la buona stella continui a vegliare su di te!

NON CI POSSO CREDERE

UDINESE-INTER 0-3

Con magno gaudio rinfodero la tabellina rancorosa che avevo preparato a sostegno della mia tesi (prevenutiella, lo riconosco…)  che vedeva nei friulani la nostra bestia nera per eccellenza. Che sia chiaro: sono ancora convinto della bontà della mia teoria, ma -come ben sappiamo- anche la più ferrea delle regole ha la sua eccezione.

Ecco spiegato il primo motivo del titolo, non originalissimo in realtà.

Il secondo motivo risiede nel partitone giocato dai nostri, che in questa stagione non avevo ancora visto in versione cosi massiccia e incazzata. L’Inter di Udine, positiva in quasi tutti i suoi interpreti, fa capire quanto Mazzarri riesca a plasmare la squadra secondo il suo credo, e per una volta il complimento al “Mister che c’è” non vuole essere una critica al “Mister che c’era“. Tocco tutto il toccabile, ma esattamente 12 mesi fa raggiungevamo l’apice della scorsa stagione, con la vittoria corsara in casa gobba e la testa della classifica a un solo punto di distanza.

Rispetto alla StramaInter, riconosco però una certa solidità nei nostri, oltre alla piacevole abitudine nel vedere certi movimenti: Jonathan e Nagatomo stantuffano come pistoni diligenti, Palacio è semplicemente esemplare per come copre tutto il fronte di attacco, Alvarez sta addirittura smettendo di stupire per la costanza con cui dispensa quantità e qualità sulll trequarti.

Se a ciò aggiungiamo il miglior Cambiasso delle ultime stagioni (e guai a chi dice “basta poco checcevo’ “) e un Rolando che, come già fatto notare, quand’è chiamato in causa, fa il suo con grinta e lucidità, ecco inevitabile citare per la terza volta il titolo, facendo la facile associazione tra la battuta e il protagonista della stessa, omonimo dell’ominide numero 35 nerazzurro.

Incredibilmente stavolta Di Natale non punge, Muriel sembra il fratellino di Ronaldo solo per la palese tendenza alla pinguitudine, e addirittura l’esordiente Widmer non entra per acclamazione nel Club Gautieri o in quello spesso coincidente del “Primo Gol in Serie A con l’Inter”.

I nostri, già prima del sapiente colpo di testa del Trenza, creano un paio di buone occasioni col Cuchu e Nagatiello sugli scudi, e la spinta offensiva non si placa nemmeno dopo il bel destro al volo di Ranocchia per il 2-0. Splendido il Mister dopo il raddoppio quando, disegnando due “zero” con le dita, fa palesemente segno ai nostri di dimenticarsi del doppio vantaggio e continuare a pedalare tam quam non esset.

La ripresa vede loro solo leggermente più pericolosi, con Di Natale prima a sfruttare meravigliosamente la sola palla buona avuta (grande Handanovic nell’occasione) ma poi ad arrendersi alla coscia dolorante. Stessa sorte toccherà a Samuel, Jonathan e Ranocchia nell’arco dei 90′: e per fortuna che i calciatori di Mazzarri non si infortunano mai! Per il resto, controlliamo e sprechiamo qualche bella ripartenza.

Agli sgoccioli del match, la punizione per i bianconeri mi sembra quasi ingenerosa, ma sentirli prenderci per il culo al 90′ cantandoci “Vincerete il tricolore“, mi ha fatto esultare come un indemoniato per il comodo 3-0 di Alvarez su ennesima bella discesa di Palacio.

Come dire: perculate qualcun altro, grazie!

Passando al capitolo Craniolesi, Guarin al solito alterna belle accelerazioni palla al piede, conclusioni assai pericolose (palo nel secondo tempo) ma anche due o tre palle sanguinolente perse in uscita a tutto vantaggio friulano. Meglio di lui riesce a fare Juan Jesus, altro Premio Nobel diffidato e capace di farsi ammonire perchè, sul 2-0, tarda a battere una punizione a centrocampo. Difesa a questo punto da re-inventare sabato contro il Livorno, nella speranza (temo vana) che qualcuno degli acciaccati possa comunque essere disponibile.

 

LE ALTRE

Le conferme arrivano da Juve e Napoli (vittoriose) e dal Milan (sconfitto dalla Fiorentina). La novità arriva da Torino, dove il Mister Ventura ferma la Roma sul pari che, per quel che ho visto, pare meritato.

Grave e godibilissima la bambola dei cugini, oltretutto certificata da grafiche e tabelle incredibilmente intitolate “Crisi Milan”. La differenza con l’anno scorso non sta tanto nei -pochi- punti in classifica, chè anche l’anno scorso erano partiti demmerda, quanto in tre aspetti di non poco conto: oggi ci sono tre squadre che stanno volando, mentre l’anno scorso solo la Juve pareva avere un passo deciso; oltretutto, Balotelli è già in squadra, quindi per i rossoneri non c’è il famoso “Mister X da accaparrarsi come da tradizione nelle ultime ore di mercato” (per dirla con le solerti veline di regime); infine, proprio il rendimento di Balotelli pare smascherare quello che per mesi è stato considerato come un colpo sensazionale e che invece sembra sempre più un bluff.

Temo che per Mario la china sia irrimediabilmente “non risalibile”. La sua sarà una carriera alla Cassano: grandissimi gol, bellissime partite, inframmezzate da lunghi periodi di indolenza e di vene poco irrorate.

Il tutto, alla faccia della grande famiglia, del “da noi i campioni si comportano bene, perchè lo stile Milan viene prima di tutto”.

 

E’ COMPLOTTO

Il mio rancore ha poche valvole di sfogo a ‘sto giro: mi chiedo solo perchè il Milan debba essere il primo del gruppetto di squadre a 12 punti, pur essendoci tra questi anche il Parma che li ha appena battuti. E’ probabile che calcolino prima la differenza reti e poi gli scontri diretti, però esteticamente era più bello vedere il Milan a metà e non in cima della colonna di destra…

In mezzo ai tanti complimenti ai nostri, ho addirittura sentito dire che l’Inter ha il miglior attacco e che ha il record di giocatori andati a segno (dato che trovo sempre fondamentale). Chiaramente è stato poi fatto notare che i nostri sono quelli che più di tutti segnano su calcio piazzato (come se così i gol valessero meno) e che quello di Ranocchia è il primo gol segnato da un italiano nell’Inter di questa stagione.

Siete poco.

Infine, applausi sperticati per Aldo Grasso che, come già fatto notare in settimana, si è chiesto quel che ogni sano di mente dovrebbe chiedersi guardando una qualsiasi trasmissione sul calcio targata Sky, e cioè: https://apps.facebook.com/corrieresocial/spettacoli/13_novembre_01/arroganza-sportiva-commenti-mauro-bc097d72-42be-11e3-bd09-5fafe7fa6f7b.shtml

E davvero la presenza del calabrese cantilenante stride con gli altri ex giocatori che mediamente sono apprezzati dal sottoscritto, al di là dell’appartenenza clacistica. L’ultimo iscritto al Club dei “Degni” secondo il mio insindacabile giudizio è Cicciobello Marocchi, odioso carugnin de l’uratori ai tempi gobbi, e invece oggi attento osservatore delle gesta dei nostri eroi in mutandoni. Interessante la sua analisi nel post Milan-Fiorentina, quando consiglia ad Allegri di impartire disposizioni molto semplici ai suoi difensori e centrocampisti, che evidentemente a suo parere non possono dare di più. Diverso il discorso in avanti, dove secondo lui Kakà (e non Balotelli) ha la personalità e l’abitudine a prendersi la squadra sulle spalle.

Infine, non posso che attendere, curioso come una scimmia e divertito come un bimbo al circo, l’evolversi della critica “costruttiva e per nulla indirizzata ad una persona in particolare” di Barbarella Berlusconi, che sostanzialmente dà del rincoglionito al Geometra Galliani auspicando un cambio di strategia societaria lamentandosi con il papà. Tutto ciò mi lascia incredulo, vedendo che per qualche ora lo zimbello della critica non è l’esecrando rapporto coi media della nostra squadra simpatttica, ma proprio la squadra diversamente milanese.

A proposito, la squadra questa settimana la passerà in ritiro proprio nelle lande ad alto tasso glicemico di Milanello Bianco.

Ma che non si dica che il ritiro è puntivo!

 

WEST HAM

Pareggio a reti bianche nel Derby cromatico contro l’Aston VIilla, e classifica assimilabile a quella dei cugini rossoneri.

scontato, ma sincero

scontato, ma sincero

MANNAGGIA MANNAGGIA

CAGLIARI-INTER 1-1

Fieramente orgoglione nel riuscire ormai a limitare i miei improperi calcistici in presenza del rampollo di casa, mi sono trovato a commentare così quella botta di culo sesquipedale che ha portato all’immeritato pareggio del Cagliari. Del resto, come dicono quelli bravi, ossia quelli che mentono sapendo di mentire, la ruota gira e torti e favori alla fine si compensano (muuahahah!!). E quindi, nella giornata in cui la Juve approfitta ancora di un fuorigioco sbagliato, ecco che noi sbattiamo sullo stinco di Rolando e perdiamo per strada due punti.

Detto ciò, la simpatica compagine neroblù mi è piaciuta, tenace nel cercare il vantaggio nel primo tempo, a dispetto di tanti “nonostante”: il campaccio infame, l’ampio turn over cui Mazzarri è stato più o meno costretto, il portiere avversario ovviamente in giornata di grazia, la poca cattiveria dei nostri sotto porta (vero Belfodil?).

Kovacic in mezzo cresce bene e regala quelle accelerazioni palla al piede che a queste latitudini non si vedevano dai tempi belli di Sneijder non mestruato; Cambiasso con l’intelligenza che ha potrebbe giocare seduto in poltrona e comunque risultare utile al nostro centrocampo. Dietro riposano sia Campagnaro che Jonathan, ed a mio parere sono queste le assenze che paghiamo di più (pensa te…). Nagatiello prende il posto di Johnny Guitar sulla destra, liberando il posto sulla corsia opposta per Alvaro Pereira: e qui casca l’asino. Poca intelligenza tattica (e sai la novità), corsa limitata dalla tanta panchina e dalle tantissime pozze d’acqua sulla sua fascia, morale: di lì si combina poco. Rolando, dal canto suo, non fa una brutta partita, ma ha la sfortuna, come detto, di incocciare sul tiro di Nainggolan quando ormai lo 0-1 corsaro pareva essere in cassaforte.

Mi consolo pensando che la manovra della squadra mostra ulteriori segni di miglioramento, palesando un Kovacic finalmente in una forma decente che dovrebbe proiettarlo tra i tanto amati “titolarissimi” mazzarriani. Al Mister il compito di lavorare in settimana e costruire il centrocampo che, sabato sera, dovrà vedersela contro De Rossi-Strootman-Pianic (hai detto cotica…).

Davanti Belfodil ha fatto il suo, rimbalzando tra le fasce e il centro dell’area, dove arriva a capocciare tra le manone di Agazzi a fine primo tempo, non riuscendo poi a capitalizzare il tap-in successivo. Alvarez, tra i tanti affaticati, vive una domenica di comprensibile stanca e dopo 45’ viene fatto riposare in panca a beneficio di Icardi, che se non altro offre un appiglio in più, fungendo da sfogo naturale per il gioco dei nostri esterni. L’attitudine di player-manager del Cuchu è talmente spiccata che il giovane centravanti, dopo aver ricevuto le ultime indicazioni tattiche dalla panchina, viene catechizzato anche da Cambiasso, che arriva a stampargli un bacio sulla fronte dicendogli “Bravo!”. Il tutto per gli amanti del Clan dell’Asado che non vuole i giovani in squadra. Amo quest’uomo.

Quando poi, a metà ripresa, entra anche Palacio, ecco che d’un tratto il gioco si fa semplice: bell’uno due tra Nagatiello  e il Trenza, con il piccolo nippico a scodellare al centro dell’area piccola per la capocciata vincente del summenzionato Icardi.

Manca un quarto d’ora, e la sensazione che si possa resistere senza grosse difficoltà è palpabile, nonostante l’ingresso del piccolo Sau, che mi mette i brividi come del resto ogni subentrante di una nostra squadra avversaria, ma che se non altro ha il “pregio” di sostituire il maledettissimo Pinilla, per fortuna non nella sua giornata migliore, avendo fatto segnare sul tabellino solo un bel colpo di testa nel primo tempo. Come detto, non sarà nemmeno il piccolo e talentuoso trottolino sardo a gabbarci, quanto l’obiettivo numero uno del nostro mercato estivo, alias Radja Naiggolan: il belga-ma-di-origini-indonesiane riceve  indisturbato al limite dell’area –errore dei nostri a non accorciare- e tira in porta. Già sapete la fine che farà il destro  “corretto Sambuca”.

Non basta l’ingresso di Milito per gli ultimi 5 minuti alla ricerca della botta di culo: a dire il vero il mischione in area c’è, i tiri tentati addirittura due, entrambi  però rimpallati dalla difesa cagliaritana. Roba che, a chiappe invertite, i cugini su una situazione del genere di gol ne avrebbero fatti due. Amen.

LE ALTRE

Forse il vecchio adagio “torti e favori alla fine si compensano” va inteso nel senso di alternare un errore contro l’avversario ad uno a proprio favore. Solo così mi spiego il gol convalidato nel Derby di Torino nonostante la posizione palesemente irregolare di Tevez. Poi si può discutere alcune settimane sul fatto che il Toro non abbia praticamente mai tirato in porta, e che la Juve abbia creato moltissimo. Chissà se Cairo e il Mister sono andati negli spogliatoi a consolare il guardalinee per l’errore commesso…

Il Milan vince la sua partita contro la Samp, facendo quel che deve fare una squadra in crisi: vincere. Bene, male, meritando, non meritando: tutti orpelli. Quando stai con le pezze al culo devi portare a casa la pagnotta in attesa di tempi migliori. Oddio… a seguire arriveranno Ajax e Juve.

Detto del Napoli, capace addirittura di far segnare Pandev di destro, la Roma continua a vincere e convincere, regalando 5 fischioni al Bologna e presentandosi a punteggio pieno al big match di sabato sera a San Siro. Questi son forti, toccherà fare il partitone per metterli sotto…

E’ COMPLOTTO

Mazzarri inizia a fare ciò che gli riesce bene, quasi meglio dell’insegnare le diagonali ai terzini: chiagne e fotte, dicono a Napoli, e la cosa come sapete non mi dispiace per nulla. Verbalizzato come al solito l’assordante silenzio della Società, tocca al Mister di turno far notare come solo all’Inter venga concesso il privilegio di giocare dopo nemmeno 3 giorni dalla precedente partita, chè il Cagliari ha giocato mercoledì, mentre la Fiorentina, nostra ospite nel Giovedì scorso , sarà impegnata nel posticipo del Lunedì. Solerte la risposta del “Palazzo”: la Viola gioca Lunedì perché nel weekend a Firenze ci sono i Mondiali di ciclismo: il posticipo al Lunedì c’è solo quando una squadra gioca il Giovedì in Europa League in trasferta.

Immediata la contro risposta del complottista Mario: come l’anno scorso nel Derby di ritorno, giocato ovviamente di Domenica sera nonostante un’Inter reduce da trasferta in terra rumena.

WEST HAM

Sconfitta 2-1 sul campo dell’Hull City. Fermi a 5 punti.  Uottaffackisgoinon??

Nagatiello gioca di sponda con la crapa di Icardi: palla in buca

Nagatiello gioca di sponda con la crapa di Icardi: palla in buca

JE TE VURRIA VASA’

SASSUOLO-INTER 0-7

Partita quasi imbarazzante da commentare.

Eppure qualche spunto, anche alquanto gustoso, lo si ricava. Non posso che iniziare ghignando per la scoppola presa dal Presidente Squinzi, amatissimo alle mie latitudini fin dagli anni ’90 e salito ulteriormente nella personalissima classifica “simpatia Zeman” dopo aver svelato la sua passione rossonera e la morbosa speranza di accompagnare l’esordio nella massima serie del suo Sassuolo con una bella vittoria sull’Inter.

Lascio una riga affinchè ognuno di noi possa regalare qualche pensierino al suddetto.

Il match in sé ha assai poco da raccontare, se non di una squadra al momento palesemente inadeguata per la Serie A, come già il Pescara l’anno scorso -a dimostrazione che la Serie A a 20 squadre produce anche spettacoli sportivamente obbrobriosi come questo-  ed un’altra invece concentrata fino all’ultimo secondo, spietata in avanti e attenta in difesa.

Tutto gira bene per i nostri, con Nagatiello a sprintare sulla sinistra e mettere in mezzo per l’1-0 di Palacio dopo soli 7 minuti. A ciò seguiranno –seppur costellati di dubbi fuorigioco in un paio di casi- il primo gol nerazzurro di Taider, un’autorete da lui stesso provocata, il comodo tap-in di Alvarez, il sinistro a giro del Cuchu Cambiasso inframmezzato dalla splendida doppietta del redivivo Principe Milito. Il nostro torna ad assaggiare il campo nel corso della ripresa, tra gli applausi generali: da quel momento –non serve nemmeno dirlo- parte la nuova sfida domenicale: farlo tornare al gol.

Il ragazzo si presenta dopo pochi minuti con un diagonale largo di qualche metro, ma ha modo di rifarsi poco dopo, grazie al dribbling ubriacante di un Alvarez nuovamente tra i migliori (da censura solo la sottomaglia “Dios te amo”), che ripete per due volte la stessa finta ai danni del malcapitato di turno, sbeffeggiandolo al confine dell’area piccola e servendo palla per la zampata sotto porta del Principe. Portiere anticipato e boccia in buca.

E’ lì che, a mio parere, si vede l’immagine più bella della giornata: non tanto per la giusta e comprensibile festa dei compagni intorno al loro bomber ritrovato, ma per la scena che si presenta a favor di telecamera nella gradinata nerazzurra, popolata as usual da raffinati filosofi e fini pensatori contemporanei.  Tra i tanti ominidi a petto nudo a celebrare la rete con la sobrietà adatta alla circostanza, ce n’è uno che, incrociando evidentemente lo sguardo del Principe esultante, non trova di meglio che unire le mani alla bocca e mandargli un bacio come si farebbe con un parente prossimo (potete ammirare il Ducaconte a torso nudo e ray-ban  al min. 4.45, seminascosto tra Guarin e Cambiasso http://www.youtube.com/watch?v=5_POeNZAupY). E qui fatevi una dose di insulina, perché parte la zuccherosa poesia del calcio, capace di vedere motorini rotolare dal terzo anello ma al tempo stesso di provocare gesti tanto istintivi da sembrare ingenui e perfino delicati. Non posso non citare Nick Hornby quando, in Febbre a 90°, afferma che tifare una squadra è come entrare in una grande famiglia, con la differenza che, in quella famiglia, tutti si preoccupano delle stesse persone e sperano le stesse cose . E quindi mi immagino il figuro di cui sopra abbandonare moglie e figli in una domenica di fine estate liquidando la sua assenza con un poco credibile “vado perché il Principe oggi ha bisogno di me”.

Tornando alle questioni tènnniche, confermo la mia compiaciuta sorpresa nel vedere la squadra bella tosta e quadrata per tutti i 90’, anche in una partita senza storia. Cresce di pari passo la curiosità di vedere come il Mister varierà la formazione al crescere di condizione del succitato Principe e del giovane Kovacic.

Le alternative da metacampo in su sono tante, e tutte più sparagnine dell’attuale 3-5-1-1: teoricamente si potrebbe arrivare ad avere un centrocampo con Kovacic, Guarin e Alvarez, con Milito e Palacio davanti. Eccessivo, ne convengo, stante lo “zero” a campeggiare sul cartello “filtro a centrocampo”.  Più probabile la compresenza delle due punte argentine  con uno tra Guarin e Alvarez seduto in panca (in questo momento non c’è storia: gioca Alvarezza e il Guaro sta a guardare) e due tra Kovacic, Cambiasso e Taider a irrobustire la mediana. Margine di manovra insomma ce n’è.  Per il momento, togliamoci dalla testa –e in fretta- la scorpacciata di tigelle e gnocco fritto e prepariamoci per menu ben più cazzuti: giovedì sera Fiorentina per cena!

LE ALTRE

La Juve ha nuovamente bisogno di uno schiaffo (dal Verona) per svegliarsi e raddrizzare la partita, andando però stavolta oltre il pareggio immediato con uno splendido Tevez, e completando la rimonta con la prima capocciata di Llorente.  La Roma si aggiudica il Derby meritandosi il primato in classifica e raggiungendo il primo obiettivo stagionale, all’insegna del provincialismo oltranzista, secondo cui vincere i due Derby vale comunque la stagggione. L’altra capolista, il Napoli, regola Balotelli (l’unico a giocare degli 11 rossoneri in campo) per 2-1, costringendo il bresciano a sbagliare il primo rigore della sua carriera e scavando un fossato di 8 punti (dopo 4 giornate) tra la testa della classifica e i cugini. Occhio però: anche l’anno scorso avevano iniziato così, e come ben sappiamo con un rigore a partita si può andar molto lontano.

E’ COMPLOTTO

Inevitabile continuare con la disamina di Napoli-Milan da un punto di vista mediatico:  Stantìo e alle soglie del ridicolo Compagnoni che su Sky ricorda, ormai più volte a partita, come Balotelli su punizione centri (quasi) sempre la porta, segnalando come incredibile lo score di 7su7 fatto registrare l’anno scorso contro il Chievo. Pensavo allora e ripeto adesso: Cristo, è il suo mestiere tirare in porta… A scanso di equivoci, ieri sera, 0su2 su punizia. Il rigore sbagliato ha poi quasi del sacrilego, della serie “anche Balotelli è umano e può sbagliare un rigore, il primo della sua carriera da professionista”.

Godibilissima, infine, la sceneggiata di SuperMario dopo il fischio finale, con inevitabile seconda ammonizione ed espulsione “neuronica”:  del resto, al Milan il ragazzo era “maturato tantissimo” e, nelle parole del Geometra, “evidentemente giocare nella squadra per cui fa il tifo fin da bambino gli fa dare quel qualcosa in più”. Attendiamo la solerte squalifica del giudice sportivo sogghignando.

Proseguendo con la squadra dell’Amore, è un vero piacere commentare la buffonata di Riccardino-che-si-taglia-lo-stipendio. Facendomi forza nel non gioire per l’infortunio di Kakà (chè non fa bello godere delle disgrazie altrui) ho trovato gustosissima la parodia del videomessaggio in cui il nostro, con notevole faccia di… bronzo , riusciva a non ridere dicendo di non volere nemmeno un Euro dal Milan, ma solo l’amore  dei suoi tifosi, fintantoché la sua zampa non fosse stata nuovamente in grado di farlo deambulare.

Come al solito, il problema non sta tanto nella velina di regime in cravatta gialla –oddio…-  quanto nella sua subitanea accettazione e divulgazione da parte della “critica” che, se fosse fedele alla propria denominazione, dovrebbe appunto soppesare le notizie che le vengono passate, prima di pubblicarle. E’ possibile che solo un dietrologo come me sia in grado di cogliere la ridicolaggine di certe affermazioni, e ipotizzi dietro a questa messa in scena una più che legittima clausola contrattuale, che vincola la retribuzione al rendimento? Questo son quattro anni che si rompe; i dirigenti del Milan, per quanto innamorati di Riccardino, non sono gli ultimi dei pirla (e se lo dico io…). Ergo: due righe sul contratto (ti rompi? Non ti pago) sono la cosa più logica. Invece no, tutti si vogliono bene, certi-amori-non-finiscono e stronzate varie assortite.

Infine, tutti a riconoscere i giusti meriti a Benitez: Massimo Mauro dichiara di apprezzarlo tantissimo (adesso, ovviamente: ricordo le frecciate che gli riservava ai tempi nerazzurri), mentre alla Domenica Sportiva gli offrono su un piatto d’argento la frecciata di Mourinho (“Il Chelsea ha problemi perché è abituata a giocare male”), commentando “eh ogni tanto Mourinho parla a sproposito”.

Sono ormai tre anni che José non vi piglia a ceffoni settimanalmente, ma ancora vi rode eh?

WEST HAM

Ferale sconfitta interna con l’Everton, dopo essere passati in vantaggio per due volte, subiamo 2 gol in un attimo. Proprio vero che la vita è una tempesta, ma prenderlo nel culo è un lampo.

Ricambiamo l'inchino

Ricambiamo l’inchino

E’ LUI O NON E’ LUI?

CATANIA-INTER 0-3

Non riesco nemmeno a concludere la citazione di quart’ordine scrivendo “cerrrto che è lui!”, un po’ perché non è bello squadernare i propri riferimenti culturali senza preavviso, e un po’ perché a me il ragazzo continua a non convincere.

Stiamo parlando di Alvarez, il più talentuoso e indolente giocatore visto a queste latitudini dai tempi del Chino Recoba, che però nelle prime due partite di Campionato ha mostrato una garra impensabile, con recuperi a centrocampo, pressing sul loro portatore di palla e corse insistite a servizio della squadra. Avevo già deciso di affibbiargli il titolo di migliore in campo ancor prima della serpentina che ha portato al 3-0, con il diagonale di sinistro che bacia il secondo palo prima di entrare in porta; figuriamoci il mio entusiasmo a vederlo replicare l’azione che mi ha reso celebre in tutti i campi di calcetto del globo terracqueo (nel senso che ho sempre cercato di farla, quell’azione… i risultati poi –si sa- dipendono da tanti fattori…) .

Citazioni personali a parte, Alvarezza avrà bisogno di qualche altra prestazione come quelle di Catania per farmi cambiare idea (sai a lui che je frega), ma potrebbe essere l’arma in più di una squadra discreta e in divenire come la nostra, anche se ancora non ho capito bene in che modo (da seconda punta atipica? Da incursore di centrocampo opportunamente disciplinato? Lascio a Mazzarri la risposta).

Oltre a lui, mi sorprendo anche per la metamorfosi di Jonathan che, non potendo essere quella chiavica sesquipedale vista nelle scorse stagioni, ara invece la fascia destra che è un piacere, servendo ancora su un piatto d’argento l’assist per l’1-0 di Palacio, stavolta senza deviazione del terzino avversario. Anche il suo collega sull’altra sponda (si parla di calcio, non di orientamenti sessuali) bissa l’incornata vista a San Siro 7 giorni fa, finendo “decollizzato” dal cross-bomba del Trenza: la palla gioca infatti di sponda con la capoccia di Nagatiello prima di schizzare in rete a fil di palo. Tutti a recitare a memoria “Ecco la mano di Mazzarri, l’importanza dei laterali che accorciano e vanno a concludere”, ed in effetti due indizi fanno…due indizi: aspettiamo il terzo cabezazo per parlare di prova.

Dietro balliamo un po’ all’inizio e alla fine del primo tempo, ma senza rischi particolari, anche grazie ad un Campagnaro bravo e spiccio nello spazzare quando è il caso e diligente ed applicato quando c’è da accompagnare l’azione. Maluccio Guarin e Kovacic, meglio Cambiasso e Taider (che subentra al giovane croato a fine primo tempo facendomi smadonnare per il timore di una ricaduta). Nel complesso bella vittoria, e soprattutto rete ancora inviolata, il che è un bell’andare visti i groviera dell’anno scorso. Tra 15 gg arriva la Juve e sarà un’altra musica, ma la base su cui lavorare pare abbastanza solida.

LE ALTRE

Sostanzialmente vincono tutte, ancora con Juve e Napoli in evidenza: i cugini fanno tre gol su tre errori della difesa cagliaritana (due lisci sull’1-0, respinta corta del portiere sul 2-0 e rinvio a centro area sul 3-0), ma sentiremo solo parlare di grande-milan e di riccardino-che-torna-a-casa.

La Roma, con tutt’altro stile, ha qualche analogia con i nostri: nuovo allenatore, idee interessanti, quadra da trovare e potenziale ancora inespresso.

 

E’ COMPLOTTO

Potrei fare una sorta di processo alle intenzioni e lamentarmi “sulla fiducia” per le colate di glucosio che accompagneranno l’Evangelico nr 22al ritorno a Milanello Bianco. Mi limito a sottolineare ancora una volta il riflesso pavloviano della stampa che riprende e fa proprie le panzane declamate da Zio Fester ad ogni intervista, da “Riccardino” a “E’ disposto a ridursi lo stipendio pur di tornare a casa” passando per “il Milan nelle ultime ore di mercato piazza sempre il colpo a effetto”. Per ora silenzio assoluto sulla “congruità sportiva” dell’operazione, che riporta a casa un 31enne giubilato 4 anni fa e reduce da non più di 20 presenze all’anno nella sua parentesi spagnola. Il tutto cedendo Boateng, toglilendo (ulteriore) spazio a El Sharaawy e trovandosi 7 giocatori tra attaccanti e trequartisti. Mah…

Sulla riva giusta di Milano, corre l’obbligo di condividere al 101% le parole lette qui  http://www.bausciacafe.com/2013/08/30/provinciali/ , a ulteriore conferma della non curanza di certi dettagli (che poi dettagli non sono) che dovrebbero essere dati per scontati in una grande Società di calcio, ma che evidentemente mal si conciliano con una gestione simpatttica della stessa.

Addavenì Thohir…

WEST HAM

Grave KO interno con lo Stoke City e prima sconfitta stagionale. Avremmo fatto volentieri a meno.

Di giustezza sul secondo palo

Di giustezza sul secondo palo

ARIDANGHETE

So che avete passato l’estate con l’irrefrenabile curiosità di conoscere il mio verbo sulle svariate vicende strisciate di neroblùEd eccomi, servo vostro, ad accontentarvi.

 

SOCIETÀ

Il balletto in puro Gangnam Style (copyright Sig. Carlo) pare essere alle battute finali, con l’arrivo del PSY in salsa indocinese ad acchiapparsi una cospicua maggioranza del Football Club Internazionale Milano, Grandi Emozioni dal 1908. Non credo ci sia da essere d’accordo o meno con l’operazione; il Sig. Massimo si è legittimamente rotto le balle di ripianare ogni anno un centinaio di milioni, e l’appiglio del Fair Play finanziario è stato un ottimo scudo dietro il quale proteggere i propri sacrosanti interessi. Detto ciò, e vista la figura barbina dell’anno scorso con China Railways (te la do, te la do, non te la do più), non credo ci fosse la fila di pretendenti al portone di casa Moratti. Questo c’era, questo va bene. Oltretutto l’Indonesia è un Paese di 200 milioni di abitanti, con porte aperte sul resto del mercato asiatico, quindi da un punto di vista strategico la scelta è azzeccata. C’è poi la parte di Quore, della favola del Presidente-Papà, dell’Inter che appartiene ai tifosi e a nessun altro. Tutto vero e condiviso, ma temo ormai fuori tempo massimo. Vuoi vincere? Devi spendere. Vuoi spendere? Devi avere qualcuno che caccia li sordi…

Dirò di più: visto come Thohir è stato accolto e giudicato dai giornalettisti italici, mi sta già simpatico e mi pare perfettamente inserito nell’interismo ad usum mediarum. I commenti vanno dal “ma questo chicazz’è?” al “si c’ha i soldi ma son tutti del papà”,  il tutto con una ri-considerazione di Moratti che (solo adesso?) viene dipinto come dirigente bonario e illuminato, portatore di tradizione e successi, che commette il ferale errore di voler vendere allo straniero cattivo e sconosciuto. Illuminante a riguardo un pezzo apparso su Panorama (sic!) durante l’estate, che ben esemplifica le ragioni sottostanti il pianto greco dei media italiani, a forte rischio di perdere le “dichiarazioni rilasciate dal sempre disponibile Presidente all’uscita degli uffici della Saras” (for further info: http://sport.panorama.it/calcio/moratti-inter-vendita-thohir).

Invece, il fatto che l’indonesiano sia –in patria- un magnate dell’editoria e con solide entrature nella comunicazione, mi fa fare sogni bagnati sulla fine della prostituzione intellettuale.  Senza arrivare a tanto, mi accontenterei di una gestione più professionale e meno simpatttica del Club. Non voglio uno che arrivi e faccia piazza pulita prima ancora di aver capito da dove arriva il vento. Spero solo in un soggetto normalmente pensante, che valuti le persone (dirigenti in primis) in base agli obiettivi fissati e ai risultati raggiunti, con bastoni e carote da distribuire secondo misura. In altre parole: Branca e Dott. Combi tremate!

Battute a parte, mi aspetto che prenda atto del modo in cui il Club (non) ha gestito l’aspetto mediatico nel corso degli anni, evitando di celebrare a dovere i successi o i campioni che salutavano (ultimo esempio: Stankovic che saluta la curva commosso, con Sky e Mediaset Premium in pubblicità: ricordate la diretta strappa-lacrime per l’addio di Nesta, Gattuso e Inzaghi?) fornendo difese molli come il burro quando c’era da replicare a deliri ovini e negazionisti circa Calciopoli ed infine evitando di lanciare sacrosanti anatemi contro il Palazzo (arbitri e giudice sportivo uber alles) in quella ventina di circostanze annue in cui se ne presentava l’occasione.

 

LEO

A tutto ciò, nel mio delirante master plan  la risposta c’è: Leonardo. La persona, oltre a conoscere l’ambiente, è quella che meglio di tutte le altre può affiancare Mazzarri nella battaglia mediatica settimanale, riuscendo a rintuzzare polemiche e ribattere alle critiche ingiuste sempre col sorriso sulle labbra, da bravo brasiliano allegro ma non uggeggè. Il ragazzo beneficia di un talento naturale per le pubbliche relazioni – migliorato, devo ammettere, dalla decennale permanenza nella parte sbagliata della Milano calcistica. In aggiunta capisce di calcio, il che non guasta mai, ed ha buoni contatti col mercato brasiliano (Pato e Thiago Silva li ha scoperti lui, per dire). E poi potrebbe essere un primo passo per subentrare, un domani, se sarà ritenuto opportuno, all’attuale direzione tecnico-sportiva. Chiamiamolo dirigente accompagnatore, General Manager, Speaking Person, il cazzo che volete, ma portiamolo a casa.

 

SQUADRA

Passando ad una disamina tènnnnica, e posto che l’accordo con Thohir sarà chiuso a Settembre, scordiamoci di vedere Messi e Cristiano Ronaldo in campo alla prossima di campionato: qualcosa sul mercato si potrà vedere forse a Gennaio (ammesso che ci siano le opportunità). Quel che dovrebbe in ogni caso migliorare è l’appeal di una squadra che, pur essendo stata solo tre anni fa sul tetto del mondo, si ritrova oggi fuori dall’Europa e con l’ennesimo cantiere appena inaugurato: una sorta di Salerno-Reggio Calabria calcistica. In questo contesto, l’ingresso di capitali freschi, con l’ulteriore prospettiva del nuovo stadio,  può supplire alla mancanza di “vetrina internazionale” di cui invece presumibilmente godranno i nostri amati cugini (gufata buttata lì giusto perché non si sa mai…).

Attualmente siamo la squadra preferita di Artemio ne Il Ragazzo di Campagna, e cioè con interessanti prospettive per il futuro.  La buona notizia è  che sono rimasti i pochi “buoni” che abbiamo (Handanovic, Ranocchia, Kovacic e pochi altri). Quella cattiva è che i rinforzi sono più Mascettianamente parlando “rinforzini” (“nove olive di numero, mezz’etto di stracchino e un quarto di vino sfuso”): Campagnaro è un buon difensore ed è molto utile in quanto conosce Mazzarri e i suoi schemi, ma sentire Ausilio sbandierarlo come grande acquisto a costo zero mi fa un po’ tenerezza. Andreolli è una buona riserva, gli altri sono giovani e si spera cresceranno. Insomma, la squadra è discreta, ma il centrocampo manca di un altro uomo per lo meno all’altezza di Guarin e Kovacic , il solo esterno che può giocare titolare è Nagatiello (non esattamente Andy Brehme) e l’attacco è un punto di domanda a forma di legamento crociato di Milito.

In panca siede Mazzarri, visto l’ennesimo ben servito dato al Mister di turno (Stramaccioni), confermato fino a 30 secondi prima. Che dire, mi dispiace per Strama, che continuo a ritenere il meno colpevole, ma che capisco non avesse le condizioni ambientali e di serenità di giudizio per continuare l’avventura. Arriva un allenatore (altrettanto) capace, decisamente più esperto, cintura nera di chiagne e fotte che si ritrova nell’habitat naturale per affinare ulteriormente detta tecnica. Non un mostro di simpatia (per quel che importa), né tantomeno alfiere del bel giUoco (e questo per me è un pregio). Farà meglio del suo predecessore, e ci vuol poco; per arrivare a risultati degni del Biscione gli dovrà essere dato il tempo (e la fiducia) che sono mancati a tutti i successori di Mourinho. Chissà che, anche qui, il cambio di proprietà inverta questa tendenza un po’ antipatttica del voglio-tutto-subito.

Gettando un occhio agli avversari, mi pare che dopo qualche anno di calo evidente della Serie A, quest’anno diverse squadre si siano rinforzate: oltre ad una Juve già favorita e con un Tevez in più (su Llorente non mi pronuncio confessando la mia ignoranza in materia), il Napoli promette più che bene e la Fiorentina pure. Il Milan per ora si affida a Balotelli e alla dozzina di rigori di cui anche questa stagione beneficerà, ma al momento pare quello dell’anno scorso.

Morale della favola: se anche siamo migliorati (e ne sono convinto), centrare il terzo posto è alle soglie dell’utopia.

 

ETO’O

A mio parere, e facendo castelli in aria, potremmo giocarcela solo partendo a razzo da qui a Natale, magari con un Eto’o in più, e beneficiando di un mercato di riparazione gentilmente offerto dalla nuova proprietà.

Samuel sarebbe la splendida eccezione all’idea di squadra che sta nascendo (gente giovane, di prospettiva, senza eccessive pressioni nell’immediato), e insieme a Milito e Palacio garantirebbe un attacco senza pari, condizioni fisiche permettendo.  In questo l’assenza dall’Europa permetterebbe ai tre (soprattutto ai due reduci del Triplete) di dosare le forze e preparare al meglio le partite di Campionato. Vero che così avremmo investito una quindicina di milioni su Icardi e Belfodil per vederli giocare ben poco. Altrettanto vero che riuscire a conquistare la qualificazione per la prossima Champions ripagherebbe con gli interessi lo sforzo, anche a costo di mandare uno dei due giovani in prestito a Dicembre.

Come detto però, Eto’o avrebbe senso solo in caso di squadra attrezzata per il terzo posto in ogni zona del campo, e qui un innesto in mediana si impone. Nainggolan non è Matthaus, anche se Cellino lo valuta come se lo fosse, ma potrebbe essere un altro trottolino da affiancare a Kovacic e Guarin, a comporre una mediana di tutto rispetto. Cambiasso, Taider e Mudingayi sarebbero le alternative. Doveroso anche l’arrivo di un esterno “decente” sulla destra: con Isla sarei decisamente più tranquillo, con tutta la simpatia per Jonathan e la speranza di vedere in Wallace anche solo il 50% di Maicon e Dani Alves messi insieme.

Morale: Eto’o da solo non ci porta dal 5° posto (nostro valore attuale, suppergiù) al 3° buono per i preliminari. C’è da cacciare il grano. La proprietà è a disposizione? Se sì, bene, si proceda. Se no, stiamo così e godiamoci gli sperabili progressi dati dalla cura Mazzarri.

 

NIKE

Sul fronte vil danaro ottimo colpo messo a segno dal D.G. Fassone (il fiasco China Railways era in buona parte merito suo):  rinnovo pluridecennale con la Nike e quota annua che aumenta di 4 milioni, più eventuali bonus legati al piazzamento. Strappare a un colosso come quello americano un rinnovo a queste condizioni, in un momento storico buio come pochi nella vita della squadra, è senz’altro un’operazione ben condotta, che porta ad un aumento del fatturato e si spera a una maggior competitività sul mercato.

Se a ciò associamo qualche uscita delle ultime ore (Kuzmanovic? Alvaro Pereira? Schelotto?), potremmo racimolare quella decina di milioni necessaria ad almeno uno degli innesti di cui fantasticavo poco fa.

 

MAGLIA

Già che parliamo di Nike, piccolo excursus sulle maglie di quest’anno:  l’effetto collaterale del fallimento della trattativa coi cinesi è il saggio ritorno ad una seconda maglia bianca e sobria così come si conviene. Per la prima il mio giudizio è ancora in bilico: noto con piacere di essere stato ascoltato sia l’anno scorso (righe larghe!) che quest’anno (blu, non azzurro pallido!): ecco, forse il blu è un po’ troppo scuro. Lascio a persone più esperte di me (segnatamente: Valentina Regina e Giovanna Valsecchi) il sollazzo di definire l’esatta colorazione del pigmento in questione, conscio che potrebbero uscirne definizioni che si riferiscono a nazioni (Blu Cina?), professioni volanti (Blu Avio?), periodi poco illuminati delle 24 ore (Blu Notte? ), idrocarburi (Blu Petrolio?).

Tutto fuorchè colori, insomma. L’effetto è comunque un magma poco distinguibile dal nero, forse esagerato.

Infine, giusto due parole per l’esordio dei ragazzi:

 

INTER – GENOA 2-0

Buona la prima, addirittura con due gol dopo il 28’ della ripresa, e cioè in piena “zona Tafazzi” (questa la capiamo in tre, ma è meglio per tutti gli altri).

L’undici iniziale è quantomeno prudente, e con ottimi margini di miglioramento, se pensiamo che la palla gol più ghiotta (per non dire l’unica) capita a Jonathan, con un diagonale di destro fuori di poco. Qualche buona manovra, barlumi di schemi Mazzarriani  con gli interni di centrocampo a scambiarsi con le ali, alle soglie del miglior 5-5-5.

Nella ripresa i cambi alzano il livello della squadra, con Icardi a rimpiazzare un Kuzmanovic in rampa di lancio (lanciatelo ovunque purchè lontano da San Siro please) e Kovacic a dare il cambio a un Cuchu spompato. Nel frattempo Alvarez cresce risultando addirittura efficace e grintoso in più di un paio di recuperi a centrocampo, mentre Guarin corre come Furia cavallo del West cercando di nascondere il suo nulla cerebrale e riuscendoci in più occasioni. Dietro balliamo un paio di volte, complice qualche intelligente sponda di Gilardino e la potenza fisica di Kucka che Nagatiello stranamente non riesce a contrastare.

E’ proprio il nippico però a sbloccare de capoccia, insaccando da zero metri e appaiato a Palacio un cross di Johnny Guitar sapientemente deviato dal terzinaccio genoano. Nel recupero, una delle sgroppate del Guaro si trasforma in intelligente (!) assist per il Trenza che timbra il cartellino con l’ineccepibile diagonale di sinistro.

C’è trippa per gatti, c’è una base su cui lavorare, c’è il Catania domenica prossima e soprattutto la Juve a metà Settembre. Allora tutto sarà più chiaro (temo drammaticamente).

 

LE ALTRE

Vincono tutte tranne il Milan, alcune con un po’ di fatica (Juve che scopre subito l’importanza e la cattiveria agonistica dell’Apache Tevez) alcune dilagando (Napoli, Roma e Fiorentina nel posticipo). Siamo insomma in buona compagnia, speriamo di rimanerci…

 

E’ COMPLOTTO

Vincono tutte tranne il Milan, come s’è detto, atTONIto nell’ennesima replica della sempre godibile tragicommedia in scena nella Fatal Verona (gioco di parole da seconda elementare, ma ognuno fa quello che può…). Dopo averli disprezzati tante volte, complimenti ai tifosi dell’Hellas, che decidono di applaudire ironicamente Balotelli ogniqualvolta il soggetto entra in possesso di palla. Disinnescato con un pernacchione il can-can mediatico allestito a protezione del “fuoriclasse rossonero e patrimonio del calcio italiano”,  (quantum mutatus ab illo “viziato e provocatore”, collezione Inter autunno inverno 2009-2010). Esemplare a riguardo l’intervista del dopo partita a Donati, centrocampista del Verona,  che risponde così a chi, volendo forse sorvolare sul risultato, gli faceva domande sul 45 rossonero: http://www.youtube.com/watch?v=6gRFj1CiTpY

 

WEST HAM

4 punti e media inglese perfetta dopo due turni:  vittoria in casa all’esordio e pareggio a Newcastle.  COYI!

Compito: definisci il colore della maglia

Compito: definisci il colore della maglia

TESTA, GAMBA, PIEDE

SAMPDORIA-INTER 0-2

…No: non è una coreografia di Don Lurio.

Ho sempre pensato che il calcio sia molto più semplice di come noi stessi lo immaginiamo. L’unico aspetto che è difficilmente misurabile è quello psicologico: le motivazioni possono portarti, nello sport come nella vita, a raggiungere risultati che le tue sole qualità “tecniche” non ti permetterebbero nemmeno di sfiorare.

Per il resto,  la mia opinione è che un giocatore vada valutato sulla base di tre parametri: quelli del titolo, appunto, dove per testa intendo sia la personalità in campo, sia l’intelligenza calcistica; per gamba intendo tanto la prestanza atletica quanto l’integrità fisica; per piede intendo proprio la capacità di far andar la palla dove vuole (il piede, non la palla).

Proseguendo nella mia personalissima analisi, che ai più attenti ricorderà l’esecrando saggio “Comprendere la Poesia” di Johnathan Evans Prichard ne “L’Attimo Fuggente“, il giocatore che avrà almeno due delle suddette parti anatomiche ben sviluppate può essere considerato un buon giocatore. Uno su tre, mediocre; tre su tre, campione.  

Tutta questa spataffiata teorica si cosparge di poltiglia marroncina quando viene applicata al paziente “Inter”:  sorbendomi l’ennesima partita inguardabile, eccettuati 2 minuti su 90, ho fatto un rapidissimo conto ed ho notato che la stragrande maggioranza dei nostri calciatori possiede (a rotazione) solo uno dei tre presupposti cui accennavo poc’anzi. Gargano, Pereira? Grande corsa. Fine.  Jonathan? Nemmeno quello. Guarin? In giornata buona corsa e piede, ieri n’è l’uno né l’altro. Kuzmanovic? Boh… Il nostro centrocampo si aggrappa al buon Kovacic  (uno che in prospettiva ha 3 su 3, ma por bagai, el ga desdott’ann… ) manco fosse Iniesta, o si affida al vecchio Capitano per l’ennesima sgroppata ormai leggermente cigolante. La nostra fortuna si chiama Rodrigo Palacio che, pur nella diversità di gioco, mi ricorda sempre più Milito: giocatore serio, umile ma sicuro dei suoi mezzi, arrivato tardi al grande calcio (ammesso che  l’Inter attuale possa essere ancora considerata tale) e regolarissimo nell’andare in rete. La doppietta di ieri, più che un coniglio è un mammut estratto da un cilindro a forma di tazza del cesso, tanta era la schifezza in campo.

Continuo a non trovare colpe particolari da addossare al Mister, vista la qualità media della rosa. Di buono teniamo ovviamente il risultato, un Palacio scintillante ed un Cassano a intermittenza, cui però non possiamo rinunciare, pur se più per mediocrità del resto della squadra che per meriti del barese.

La difesa ieri era a 4, con Ranocchia e JJ alle prese con il promettente Icardi, ed è diventata a 5 nel finale con l’ingresso di un Silvestre più sicuro che in altre occasioni (personalmente, mi fa sempre piacere vedere il centralone di difesa spazzare in tribuna quanno ce vo’).

Gli infortuni, esattamente come i piccoli debiti in tempo di crisi, fanno sentire ancor più il loro peso: un conto era quando potevi rimpiazzare Milito con un Adriano di peso inferiore al quintale o un Balotelli acerbo ma già calciatore vero; un altro conto è avere un ex giocatore (Rocchi) in panchina, che il Mister quasi quasi si vergogna a far giocare. Il centrocampo è disastrato dall’anagrafe e dalla pochezza dei rimpiazzi –che, ripeto, hanno avuto l’ulteriore aggravante di appesantire il bilancio-, mentre la difesa è quella che in prospettiva potrebbe dare meno problemi, avendo un ottimo portiere, due centrali di prospettiva e un onesto Nagatomo (quando sano e deambulante) a coprire una delle due fasce.

Diciamo che il fallace gioco dei “se” disegnerebbe una classifica diversa, avendo potuto contare sul Principe, su Samuel e su Stankovic anche solo nel 50% delle partite.

Tant’è: si doveva vincere e si è vinto. Il resto dimentichiamolo in fretta, a cominciare dalla maglia rossa che pare aver perso il suo unico motivo d’essere (cinesi coi soldi): dall’anno prossimo, please, back to basics e maglia bianca in trasferta.

 

E’ COMPLOTTO

Poco da dire, se non l’ennesima lente di ingrandimento sulla sostituzione di Cassano, già diventata “caso” nonostante Ando’ si sieda in panchina con gli altri, ma che evidentemente secondo certa critica dovrebbe piangere dalla commozione e ringraziare perfino i massaggiatori ogni volta che viene sostituito. Facile il processo alle intenzioni sul secondo gol di Palacio: l’avesse fatta il Balotelli rossonero, un’azione del genere, avrebbe causato eiaculazioni giornalistiche pari quasi all’enfasi data alle “7 punizioni su 7 calciate in porta” nella partita contro il Chievo.  No, dico, siamo alla celebrazione del tiro in porta. Non del gol, non del palo, non della palla all’incrocio. Del tiro in porta.

Potere della maglia…

Non avrei saputo fare di meglio!

Non avrei saputo fare di meglio!