ALL’INGLESE

VERONA-INTER 0-2

Per una volta, una partita tranquilla e vincente. Un gol per tempo e risultato -come si diceva una volta- all’inglese.

La prendo come una piacevole novità, visto che la cara Pazza Inter non è solita regalare  90′ a basso rischio cardiocircolatorio. La partita di sabato invece ha visto i ragazzi partire concentrati, smarrirsi giusto un attimo nella seconda parte del primo tempo, e tornare a comandare nella ripresa, senza concedere molto agli Scaligeri (appellativo che torna dritto-dritto da Ferruccio Gard, travolgente commentatore delle gesta dei gialloblù dei tempi belli).

I nostri presentano la stessa formazione di settimana scorsa, con la sola eccezione dell’occhio ceruleo di D’Ambrosio al posto di quello a mandorla di Nagatiello: l’ex granata non ha ancora la dimestichezza del giapponese con gli schemi di Mazzarri, ma si difende, e soprattutto dopo anni porta il numero di italiani interisti in campo ad essere superiore ad uno (saranno contenti gli ottusi italioti, chè a me come saprete interessano i piedi e non il passaporto dei nostri eroi in braghette).

Rimanendo a parlare di fasce laterali, sulla destra Jonathan torna “ilDivino“: sull’1-0 piazza una serpentina ubriacante con assist e cartello “spingimi” sul pallone per Palacio, mentre  nella ripresa si incarica personalmente di raddoppiare, pur ciccando il primo tiro e dovendo rimediare col sinistro “ignorante” sul rimpallo.

La difesa tiene ancora bene, con prestazione ancora una volta maiuscola di Ranocchia, bravo ad annullare un Toni sempre più odioso nell’ostinazione con cui cerca per tutta la partita il numero della biscia impazzita. Giudiziosi e attenti anche Rolando e Campagnaro, che confinano in panchina Samuel, a riprova della coerenza di Mazzarri, che aveva promesso la conferma tra i titolari a chi lo avesse convinto nella gara di settimana scorsa.

Le -poche- note dolenti arrivano dal centrocampo, con Guarin in versione ottusangolo, involuto e incapace di un solo guizzo nell’oretta in cui rimane in campo, se escludiamo una insidiosa girata in porta sull’1-0 nel primo tempo. Decisamente meglio il subentrante Kovacic, che nelle ultime due uscite ha dimostrato di meritare la maglia da titolare a scapito del colombiano. Hernanes parte maluccio ma migliora col tempo, fino alla splendida traversa (di sinistro!) su punizione nella ripresa. Il Cuchu, savasandir, dirige il traffico senza problemi confermando l’assioma per cui il ragazzo, una partita a settimana, la può ancora giocare alla grande.

Là davanti Icardi inizia bene, timbrando la terza o quarta traversa della stagione e facendo a sportellate coi difensori avversari, per poi calare alla distanza, mentre Palacio è libero di svariare su tutto il fronte, salvo farsi trovare pronto nell’area piccola a farsi rimbalzare sul piattone l’assist di platino del succitato Johnny Guitar de noantri.

Come detto in apertura, la partita è quasi troppo bella e tranquilla per essere vera, e non posso non guardare con curiosità mista a timore ai prossimi impegni, con la ovvia speranza che i miglioramenti vengano confermati e con la strisciante preoccupazione di vedere ricomparire difetti che al momento paiono sopiti.

Del resto l’Inter -e l’interista- vive così: un perenne yin e yang alla ricerca di un equilibrio irraggiungibile. Forse il perenne peregrinare alla ricerca del… “coso” (chiamatelo come volete: giusto, bene, goal, colpo di culo) è il destino ineluttabile di ogni nerazzurro.

Va già bene, rispetto a un paio di mesi fa, quando sembravamo condannati a navigare in un perenne lago marrone.

Fatto sta che mi ha fatto molto riflettere l’esultanza di mio figlio al termine della partita, che mi ha abbracciato gridando come un invasato “quarti!!!” e gioendo per un posto di pura decenza -oltretutto durato solo 24 ore- come se fosse stata una Champions League.

Peraltro, il succitato bacino idrico dal colore ed olezzo stallatico non si è invero spostato di molto, continuando a lambire le sponde sbagliate del Naviglio, per la gioia divertita di chi scrive.

LE ALTRE

Eh già, una simpatica ghènga di ex interisti in maglia parmense (…e fieri di esserlo, uaglio’!) rifila infatti altri 4 fischioni ai cugini, lasciando l’incredibile Parma a un solo punto dalle nostre terga. Ad onor del vero il-grande-Milan (ricordo che il Milan è grande per definizione) ha più di un alibi, dovendo giocare per 85 minuti in 10 e sotto di un gol. La goduria è che, dopo il raddoppio di Ando’ Cassan’, i rossoneri l’avevano anche ripresa, grazie al redivivo rigore-per-il-milan che generosamente permetteva a Balotelli di tornare a segnare dopo un mese di latitanza.

Ma, nemmeno il tempo per farmela andar bene (“dài, alla fine un pari va bene, così guadagniamo due punti anche sul Parma“) che Amauri servito da Schelotto di tacco piazzava il 3-2, prima che Biabiany piazzasse il quarto cetriolo proprio sul fischio finale.

Detto ciò, la Fiore regola non senza affanni il Chievo, tornando come detto quarta, mentre la Juve vince al 90′ con punizia chirurgica di Pirlo dopo aver rischiato di perderla (rigore sbagliato dal Genoa).

Che dire dei gobbi? Odiosi, maledetti, ma purtroppo forti e con scarso senso dell’umorismo.

E’ COMPLOTTO

Gustosissima la settimana a tinte rossonere raccontata dai media di casa nostra. Non potendo più attaccarsi al topos letterario del “siamo usciti a testa alta“, dalle parti di Milanello Bianco hanno pensato bene di far prevalere il silenzio dopo la batosta del Calderon. Peccato quasi mortale per il Geometra Galliani, che però aveva evidentemente  esaurito anche gli ultimi sondaggi confezionati all’uopo da mandare in pasto ai suoi onnivori tifosi.

La goduria era in realtà appena cominciata per noi sadici cugini, visto il gustosissimo epilogo cui ho assistito nel dopo-sconfitta casalingo contro l’ex Donadoni. I tifosi, che già avevano contestato la squadra all’arrivo e durante la partita, hanno atteso i loro beniamini all’uscita intonando cori dal significato ineccepibile, anche se dalla metrica migliorabile (“Galliani-vattene” ha purtroppo una sillaba di troppo per essere intonato sulla soave melodia di “oh-il-fenomeno-ce-l’abbiamo-noi“): peccato che nessuno tra i commentatori che ho sentito abbia riportato nel dettaglio le critiche dei tifosi e soprattutto i destinatari delle stesse, preferendo invece riferirsi genericamente “alla squadra” o al limite “a Balotelli“, chè lì di ciccia ce n’è sempre e non si sbaglia mai.

Questionabile finchè si vuole la pretesa di una delegazione di ultras di incontrare i giocatori per un confronto: non è la prima nè purtroppo sarà l’ultima volta che accade. Era peraltro già successo a fine Novembre al Milan, con Kakà e Abbiati a placare i fedelissimi e promettere rinnovato impegno ed entusiasmo. Sappiamo però che il Paese non ha memoria storica, e quindi nessuno ha richiamato il precedente. Hanno anzi chiesto a Seedorf -guarda caso l’unico che a Novembre non c’era- se una cosa del genere gli fosse mai capitata in carriera, dando all’Obama di Milanello l’assist giusto per fargli rispondere “Sì, quand’ero all’Inter“. Tornando ai tifosi e ai cori, mi limito a registrare un certo fastidio del tifo rossonero al mercato mediatico e marketing-oriented della loro squadra.

Forse che, al ventottesimo parametro zero ultratrentenne e dal passato glorioso, e immancabilmente presentato come “utile in campo e ancor di più per l’immagine del Milan” i tifosi-non-lobotomizzati si siano legittimamente rotti i cabbasisi?

Meditate, Geometri, meditate…

Chiudo con l’attacco di orticaria che mi ha colto invece giovedì sera, quando mi godevo il giusto riposo da italiano medio dopo una giornata di lavoro: divananza e telecomando a scanalare intorno al 200 di Sky, vedo inorridito che stanno trasmettendo Milan-Barcellona del 1994 (quella finita 4-0, per intenderci).

Mument’ mument’… Fatemi capire…

Sky, il principale concorrente di Mediaset, ancora una volta fa il lavoro sporco per i suoi avversari? Due giorni dopo l’ennesima eliminazione agli ottavi di Champions, e durante la peggior stagione del Milan da tempi immemori, celebriamo comunque “il-DNA-Europeo” dei rossoneri! Suoniamo il ritornello stantìo della “musichetta della Champions“!

In una parola: uniformiamoci ai voleri di Zio Fester. Nomalizziamoci.

…E poi si sorprendono se al Decathlon non si trovano i parastinchi dell’Inter, ma solo del Milan e della Juve (questa è polemica interna e contingente, ignoratemi).

Signori, non fatevi ingannare.

E’ tutto collegato. E’ compl…astgevjf…. dgfkjrwems…..no! cosa fate!?!? lasciatemi stare!! cosa sono quelle pastiglie!?!? perchè mi mettete questo strano pigiama??? Aiuto!!!

Sbrang!

Lock!

Bruuum!!

Niii-Nooo Nii-Nooo….

WEST HAM

Sconfitta un po’ antipatttica a Stoke on Trent: 3-1 dopo essere andati in vantaggio. Manteniamo comunque un buon margine sulla zona perigliosa.

ho anche provato a colorare il bianco di blu... ma sun minga bon!

ho anche provato a colorare il bianco di blu…  ma sun minga bon!

TORRE DI PISA

INTER-TORINO 1-0

Non sono così catastrofista da definire San Siro una Piazza dei Miracoli in salsa lombarda, ma il colpo di testa vincente di Palacio può tranquillamente essere definito una torre per il compagno uscita storta, da cui la genialata del titolo.

Lasciata una riga per gli applausi o i pomodori, mi appresto a raccontare di un’Inter solida, che poco crea ma ancor meno concede, e si porta a casa 3 punti preziosi. I miei occhi non credono all’efficacia ermetica della nostra difesa, pur priva di due titolari su tre: Campagnaro, celebrato a inizio stagione come faro della nostra retroguardia, fa la sua discreta partita, e ciononostante risulta il meno in palla dei tre: Ranocchia rivede il campo dopo la quarantena in panchina e non sbaglia un intervento; Rolando pare addirittura bello, per quanto è statuario e preciso in anticipi e chiusure.

Detto dei due laterali senza infamia e senza lode, o se preferite molto fumo e poco arrosto, mi concentro sulla mediana, dove il Cuchu è as usual signore incontrastato e Guarin & Hernanes fanno a gara a farmi smadonnare. Stranamente me la prendo di più con il brasiliano, forse per le altissime aspettative che ripongo nel Profeta: pretendo quindi che tiri di sinistro con la stessa efficacia di quando faccia col destro, constatando di contro che il ragazzo per due volte si intestardisce nel dribbling per portarsi alla conclusione col destro. Le Madonne lo raggiungono anche quando non velocizza l’azione come saprebbe e dovrebbe, preferendo partire palla al piede e rischiando di perderla un paio di volte.

Il solito giochetto delle aspettative commisurate alle potenzialità del soggetto mi fa essere invece più clemente col Guaro, di cui ormai ho imparato ad applaudire l’errore, se nello stesso intravedo l’intenzione giusta (leggi passaggio sbagliato di 10 metri ma “pensato” bene, o tiro al 3° anello ma “da provare”). 

Sai a loro che je frega…

Davanti Icardi fa a sportellate per tutta la partita senza beccarla mai ma con poche colpe, mentre Palacio va dappertutto quando serve, mettendoci come detto pure la testa per il gol non voluto più bello della stagione. 

Le ultime righe per segnalare -per una volta- l’incoaggiante mezz’ora sfruttata da Kovacic, che rileva uno stanco Guarin e si mette a giocare come sa. Fossi in Mazzarri gli concederei qualche occasione in più da titolare, ma mi rendo conto che il triangolo Cuchu-Guaro-Profeta sta dando buone indicazioni ed è difficile da smontare a favore del croato.

In definitiva, la vittoria vale molto, anche in termini di classifica, stanti i risultati dei nostri vicini. Ci regaliamo un compleanno sereno, a patto di non sprecare tutto nelle prossime 3 o 4 partite, ad iniziare da Verona sabato prossimo.

 

LE ALTRE

La Juve batte anche la Fiorentina, teoricamente facendoci un favore, visto che i Viola sono ora ad un solo punto da noi. Vince però anche il Parma che rimane in zona (e con la partita contro la Roma da recuperare), proprio ai danni di quel Verona che ci ospiterà nei prossimi giorni.

Per il resto, il Napoli batte la Roma avvicinandosi al deretano capitolino, mentre il Milan perde ad Udine in attesa di fare altrettanto a Madrid in Champions.

 

E’ COMPLOTTO

Comincio dalla cosa più superficiale, epidermica e pruriginosa: la goduria al fischio finale del Friuli è centuplicata dalla solita frasetta onirica del servile Alciato di Sky. Il fido bordocampista interviene predicendo il pareggio del Milan visto che “Seedorf ha detto ‘ora pareggiamo, me lo sento'” e precisando che “l’ultima volta che l’aveva detto, da calciatore, il gol è arrivato dopo pochi minuti“.

Mi dispiace abbassarmi a questo livello cerebrale per replicare a questi deliri farneticanti, ma non posso non citare il coro “perchè è un bravo ragazzo…” nella sua forma di Alternative Lyrics, che suona più o meno così “volevano vincere… e l’hanno presa nel c…”.

Andando meno sul triviale, ola mediatica e sportiva all’annuncio di Vidic per il prossimo campionato: la notizia arriva in anteprima sull’account Twitter del Club e subito dopo sul sito ufficiale, con tanti saluti alle esclusive posticce e alle anticipazioni spifferate in maniera simpatttica su giornaletti di varia fama.

Mi verrebbe da dire: visto che non è poi così difficile?

Ma non lo dico, anghebegghè, nel giorno del 106° genetliaco nerazzurro, la gallery del sito ufficiale propone a più riprese questa immagine, con vari personaggi della storia interista ad alternarsi al centro della stella ma con lo stesso claim (si dice così?).

aiutamaccapì

aiutamaccapì

Solo a me la frase suona sbagliata? Capisco che faccia parte di una campagna, anche interessante da un punto di vista commerciale (http://www.inter.it/it/interisti_new), ma due lire in una preposizione articolata, un font diverso o anche solo un paio di virgolette le avrei spese….

Attendo risposte da esperti del settore.

 

WEST HAM

Weekend di ferie visti gli impegni di FA Cup. Giochiamo in settimana con l’Hull City.

Trenza: "Guarda che non l'ho fatto apposta..." Cuchu: "E chi se ne fotte!!"

Trenza: “Guarda che non l’ho fatto apposta…”
Cuchu: “E chi se ne fotte!!

ERRORI UGUALI MA ANCHE NO

ROMA-INTER 0-0

Un punto di platino per i nostri, che superano indenni la trasferta capitolina pur approfittando di un paio di assenze mica da ridere tra i lupacchiotti.

Il primo tempo è piu che buono per i nostri, nonostante Hernanes inizialmente in panchina: Alvarez -che lo rimpiazza- non fa malaccio, e Guarin stantuffa sul centro destra dispensando generosità e imprecisione a dosi alterne. Ma soprattutto, il fulcro del centrocampo beneficia dell’assenza di Kuzmanovic tanto quanto della presenza del Cuchu, al rientro dopo una mesata di ferie: crapapelada fa vedere per la millesima volta quanto la velocità di crociera possa non essere fondamentale, quando il cervello è densamente abitato da neuroni e sinapsi ben irrorati.

Personalmente, ritengo che Cambiasso sia l’unico del fantomatico club del asado a meritare almeno un altro anno di contratto e con un minutaggio cospicuo, pur senza rimangiarmi quanto ripetutamente detto in varie occasioni: è proprio il suo il ruolo che necessita del maggior investimento in sede di mercato.

Icardi là davanti fa vedere buone cose e sopratutto zero complessi di inferiorità nell’andare a battagliare con la difesa della Roma, mentre Palacio conferma di avere le pile scariche. Ora, comprendo e condivido l’ammirazione di Mazzarri per la sagacia tecnico-tattica del Trenza, ma il ragazzo ha palese bisogno di tirare il fiato.

Detto di un secondo tempo nel quale la Roma viene fuori facendoci pigliare qualche spavento (splendido l’anticipo di Rolando su Gervinho, ottimo il riflesso di Handanovic su Pjanic), il pari è giusto e facilmente catalogabile con la benedizione del “un tempo per uno, un punto a testa“.

Volendo giudicare la prestazione dei ragazzi, noto un deciso miglioramento rispetto alla balbuzie casalinga vista col Cagliari. Domenica arriva il Toro, e sarà l’ennesima occasione per poter recuperare punti su chi ci precede (il calendario prevede Juve-Fiore e Napoli-Roma); non vincere, peraltro, vorrebbe probabilmente dire addio al quinto posto, stanti Parma e Verona a morderci le chiappe ad un solo punto di distanza.

L’auspicio è che la difesa possa sopperire alla sicura assenza di Samuel (diffidato e ammonito) e a quella probabile di JJ dopo la prova TV. Il centrocampo dovrebbe beneficiare del consolidamento del Cuchu e del rientro in pianta stabile di Hernanes, mentre l’attacco mi auguro possa confermare i progressi di Icardi e una plausibile staffetta tra Milito e Palacio.

 

LE ALTRE

La Juve vince a Milano contro i cugini “da grande squadra”. I cugini perdono “ma non per davvero”. Le virgolette riportano i commenti testuali rispettivamente di Caressa e Alciato. Il Napoli non digerisce il cacciucco e pareggia a Livorno, mentre la Viola perde in casa contro una Lazio in piena ripresa (quantomeno in campionato).

 

E’ COMPLOTTO

Di seguito cercherò, con la faziosità che mi contraddistingue, di far capire perchè l’altra equazione blaterata ai quattro venti sia invece fallace e fuorviante: dire “due rigori negati ad ogni squadra, e un “rosso” risparmiato a testa” equivale a fermarsi all’antipasto e non -voler- andare oltre nel succulento pastone mediatico.

Innanzitutto, i due rigori richiesti dai nostri arrivano prima degli episodi “gemelli”, e questo -se permettete- fa una certa differenza. Andare su un ipotetico 2-0, con la Roma in 10 uomini (a-stretti-termini-di-regolamento potevano essere anche 9, chè Icardi viene strattonato da Benatia solo davanti al portiere) avrebbe disegnato tutt’altra partita, e non si sa quali sviluppi avrebbe potuto avere.

Il mio tifo è sufficientemente accecante da definire solo “dubbia” la trattenuta di Samuel su Destro, ma non lo è abbastanza da risparmiare il “pirla!” a Juan Jesus che rifila un cazzotto senza senso a Romagnoli (avessi detto Bierhoff) in area. Lì sì, rigore e rosso sarebbero stati ineccepibili.

Una cosa è certa: tutti gli episodi considerati palesano per l’ennesima volta l’assoluta inaffidabilità dei cosiddetti assistenti di porta. E’ un mio vecchio tormentone, che mischia elementare spirito di osservazione e dietrologia complottista: quella arbitrale è una corporazione (se fossi grillino la definirei KASTA) che ha il principale interesse nel difendere se stessa dai pericoli che arrivano dall’esterno.

Rimandando altrove l’analisi dei motivi per cui si voglia mantenere lo status quo (vedi in particolare la sezione GOL NON GOL di questo post, tanto verboso quanto attempato), qui mi limito a definire risibili Braschi e Nicchi nell’assolvere i loro arbitri, dicendo che gli episodi (e quindi gli errori) erano evidenti solo alla TV.
 

Siamo al negazionismo, al rifiuto del progresso. Siamo al complotto.

Cambiando argomento, e parlando dello scontro tra i cattivi del mondo, faccio notare alcune chicche:

1) L’Inter è -per definizione- la squadra che sopperisce alle croniche carenze di gioco con la qualità dei suoi singoli e con le loro giocate. Tutto ciò porta all’assioma “E’ un’Inter cinica” cantilenato tutte le volte in cui (…good old times…) i nostri vincevano 1-0 magari facendo tre tiri in tutta la partita. Ieri sera la Juve, a conclusione di un primo tempo nel quale ha senz’altro subito la buona vena del Milan, trova una splendida azione con Tevez-Lichtsteiner e Llorente. Il commento è ovviamente diverso: “La Juve è una grande squadra!”.
Sull’altra sponda, a nessuno passa per la testa di far notare come il tanto decantato giUoco prodotto dal Milan non solo abbia portato alla sconfitta, ma si sia esaurito alla fine del primo tempo. Tutt’altro! si chiede anzi retoricamente a Seedof se una sconfitta del genere possa essere davvero considerata una sconfitta.
Per la cronaca, il pareggio (non sconfitta, pareggio) nerazzurro a Roma, ottenuto dopo un primo tempo altrettanto positivo è stato unanimemente salutato con titoli solo poco meno entusiastici, riassumibili in: “Roma-Inter: solo pugni niente gol”.

2) Nel dopopartita, tutti a stupirsi beati del fatto che Gobbi e Meravigliuosi vadano d’amore e d’accordo. Giocatori, allenatori e dirigenti si scambiano complimenti e smancerie come nemmeno tra innamorati adolescenti. Ma Diobono: si sono spartiti la torta del calcio per anni, tra trofei Berlusconi, accordi commerciali e conventiones ad excludendum e ancora vi stupite? E soprattutto: vi pare una cosa da portare ad esempio di etica sportiva? A me a veder certe cose vien solo da ridere. Per non piangere.

3) Chiudo con una battuta: Tevez è un fuoriclasse, e lo dico da quattro anni. Loro l’han preso con nove milioni. Noi con un milione in meno ci siamo assicurati il Kuz.

 

WEST HAM

Torna purtroppo la sconfitta: 1-0 in trasferta contro l’Everton. Sarà per la prossima…

Adelante Pedro!

Adelante Pedro!

TRISTI E DOLOROSE BANALITA’

INTER-CAGLIARI 1-1

Riflessioni in ordine sparso:

Se togli a una squadra convalescente l’unico giocatore in grado di far girare la palla in maniera non masturbatoria, ecco che la manovra si fa stitica.

In sostanza, Hernanes è il nostro confetto Falqui.

Se Nagatomo è il migliore in campo, seguito da Guarin, possiamo ulteriormente desumere che il match in questione non è stata una tempesta di cervelli. Ad onor del vero, anche Icardi ha avuto un buon impatto sul match, propiziando il pareggio e colpendo una traversa nel finale.

Detto ciò, il Cagliari non ha rubato nulla e, pur avendo tirato una sola volta in porta, il pareggio è tutt’altro che scandaloso. Del resto, guardiamo in casa nostra: buona parte dei nostri elementi merita la classifica attuale. I fischi e brusii di disapprovazione e imbarazzo mi hanno confermato l’attuale successo della mozione “giubiliamo Kuzmanovic“: far giocare questo bipede è un insulto non solo a Cambiasso, ma pure a Taider e financo a Mudingayi. Tant’è: il Mister ce lo ripropone a cadenza settimanale, e il nostro ringrazia inanellando prestazioni di imbarazzante mediocrità.

Buttando l’occhio ai nostri avversari, Pinilla si conferma ennesima bestia nera dei nerazzurri, purgandoci per la quinta volta in carriera, e ancora una volta su un rigore dubbio (l’autismo nerazzurro di chi scrive lo porta a non dimenticare il tuffo della scorsa stagione a Cagliari, premiato col massimo dei voti dalla giuria arbitrale). Per il resto i sardi ci tengono impegnati e preoccupati con “Maciste” Ibarbo che ingaggia un avvincente duello tutto muscoli e velocità con JJ (bravo davvero in un paio di circostanze il nostro, che ferma l’avversario un attimo prima dell’esiziale faccia a faccia con Handanovic).

Per il resto rischiamo poco, complice anche l’assenza di Conti e Sau tra gli avversari, con i difensori di casa che ancora una volta si trasformano in goleador: il cross di Nagatiello è buono assai per Icardi. L’emulo di Ruggero de Ceglie è leggermente defilato e propende per la “torre” a centro area, dove Rolando è lesto a mettere palla in buca per il pareggio ad inizio ripresa.

icardi gnignigni

fiodena

Il più sembra fatto (pareggio acciuffato a inizio ripresa, Icardi che poco prima aveva già avuto una buona occasione), ma in realtà assistiamo ad uno sterile possesso palla che produce qualche lampo improvviso (bellissima la combinazione Guarin-Palacio, seguita da inevitabile miracolo del portiere cagliaritano) in un mare di balbettìo ruminante (vero Kovacic?).

Si arriva così al serrate finale (il serrate arriva dritto-dritto dalle telecronache di Nando Martellini ed è quindi solo per over 40), su cui mi dilungherò infra e che in ogni caso nulla aggiunge a questa insipida brodaglia domenicale.

 

LE ALTRE

Campionato mai così spezzatino, con Fiore e Napoli a dover giocare di lunedì. Per il resto la Juve vince rubando (ma ovviamente era difficile da vedere), mentre il Milan associa al furtarello (sul gol del 2-0 palese la carica di Pazzini sul portiere) la proverbiale botta di culo sul gol di Taraabt: il portiere gioca a calcio saponato e il francese ringrazia.  La Roma mantiene le distanze regolando il Bologna col minimo scarto in attesa di riceverci sabato sera.State bbòni…

 

E’ COMPLOTTO

Stavolta tocca scindere le questioni: tecnico-calcistica e mediatica.

Il Mister continua ad essere poco mediatico per i miei gusti, peccando di autocritica (“non ho nulla di cui rimproverarmi“) e con una certa tendenza allo scarica-barile (“i giovani me li sono trovati“). Ho simpatizzato con lui però quando ha disatteso il fioretto del “non parlo degli arbitri“, trasecolando alla vista dell’incaprettamento ai danni di Icardi subito dopo la sua traversa.

Siamo alle solite: il rigore non va dato “se te lo meriti”, e cioè come ricompensa divina per le dozzine di occasioni sfumate di un nulla. No. Una squadra ha il sacrosanto diritto di vincere una partita per un rigore ingenuo pur nel mezzo di una partita mediocre.

Ma andatelo a dire agli arbitri italiani, ovviamente solertissimi ad arbitrare in punta di regolamento ai nostri danni, e altrettanto pronti a interpretare e lasciar correre quando i fischi potrebbero essere a nostro favore.

Palese a mio parere la malafede del signor Russo da Nola, quando nei primi 5 minuti riesce nell’ordine ad ignorare un evidente fallo su Guarin al limite dell’area, a non fischiare un palese tocco di mano di Cossu a centrocampo, e ammonire poi Juan Jesus per un contrasto con Ibarbo con i due colossi a spintonarsi a centrocampo sulla ripartenza cagliaritana.

Lo stesso rigore è per me molto opinabile, avendo l’occasione certificato che la volontarietà non è più il criterio da seguire per il fallo di mano: si può dire quel che si vuole, ma l’ultima cosa che JJ vuol fare nell’occasione è toccare la boccia con la zampa. Chiamatelo movimento scomposto, chiamatela imperizia, quel che volete, ma la regola è ufficialmente cambiata (ovviamente fino alla prossima volta).

Oltretutto, mi pare curioso che l’arbitro faccia calciare Ibarbo e fischi solo dopo aver visto la sua conclusione perdersi a lato della porta: il vantaggio si concretizza nel momento in cui l’attaccante ha l’occasione per tirare, indipendentemente dal fatto che segni o meno.

Detto tutto questo (ricapitolo per i distratti: prima ammonizione eccessiva, rigore dubbio, gestione del vantaggio equivoca), possiamo parlare di secondo cartellino giallo -e quindi espulsione- del nostro difensore. Sento farneticare di interpretazioni fumose quanto e più di un regolamento attuativo di una legge italiana, secondo cui sarebbe stato giusto non ammonire il giocatore, ma devo ammettere che a quel punto nessuno si sarebbe scandalizzato per l’espulsione per doppio giallo del nostro.

Magra consolazione, se è vero che nel finale di partita Icardi viene affossato in area da Astori (altro maledetto, ovviamente tifoso-rossonero-fin-dalla-nascita) senza che Russo abbia nulla da eccepire, e se è altrettanto vero che lo stesso arbitro, ammonendo un cagliaritano nel recupero e dovendo quindi concedere a-termini-di-regolamento altri 30 secondisi dimentica della cosa fischiando il “tutti a casa” con 20 secondi da giocare ed un corner per i nostri.

Corner che quasi certamente non avrebbe cambiato le sorti della partita, ma che rimane ad ulteriore -e non richiesta- conferma della sudditanza psicologica esercitata dal Biscione nerazzurro sui fischietti italici.

E qui si incista il discorso mediatico. Thohir sta ricevendo da parte del sottoscritto lodi quasi sperticate per la gestione della comunicazione, parlando quando (e dove) deve e soprattutto non parlando quando (e dove) non deve. Credo però che la questione arbitrale vada affrontata con ben altro piglio rispetto alle “garbate telefonate” a Nicchi, Braschi & Co.

Se serve un utile idiota che perda mezz’ora di tempo e confezioni un bel pauerpointtt con animazioni e zoom sulla dozzina di episodi fin qui accatastati nel nostro deretano, me lo facciano sapere e in mezza giornata risolviamo la questione. Ma, a parte gli scherzi, mi pare di tutta evidenza che a non alzar la voce e a non voler disturbare le cose non cambiano.

Anzi, veniamo pure presi in giro, quando non cazziati.

Come direbbe John Goodman in Big Lebowski: “alright,…this is pointless, ok,…time for plan B“. Il seguito credo lo conosciate e, a patto di azzeccare la macchina giusta, potrebbe essere un’alternativa leggermente più vigorosa! 🙂

Infine, poche righe per riassumere l’ennesima infantile protervia del Geometra Galliani, che insiste nel voler definire il Milan “il club più titolato al mondo”, contestando i titoli conquistati dagli egiziani del Al-Ahly, e chiosando con l’inevitabile “mal che vada, scriveremo sulle maglie che siamo i più titolati in europa“.

E c’è anche chi gli dà retta…

 

WEST HAM

Altra vittoria! 3-1 al Southampton e 10 posizione lussuosa più di un 7 stelle di Dubai!

forza panino!

forza panino!

PROPRIO INGRATI

INTER-CATANIA 0-0

Come novelli Franti, di Deamicisiana memoria, i tifosi interisti ridacchiano della mediocrità della propria squadra. 

Così facendo impediscono allo squadrone che hanno la ventura di seguire di sotterrare di goals un derelitto Catania, che proprio contro di noi ottiene il primo -meritatissimo- punto in trasferta della stagione.

Il Mister ci dice che i ragazzi queste cose le sentono e che rimangono bloccati.

E dire che, ricordando cuscinetti, tessere, petardi, seggiolini e motorini volare dai gloriosi spalti di San Siro in uno scoppiettante climax ascendente, la protesta messa in piedi dagli spettatori mi è parsa financo educata e civile.

Che poi nei 90′ non si abbia molta voglia di inneggiare ad una massa di bipedi semi-ambulanti ed incapaci di fare tre passaggi di fila, mi par proprio il minimo.

Brutto ruolo,in ogni caso, quello del Mister, che a stento riesce a difendere l’immondezzaio che si ritrova tra le mani, che forse -forse- è consapevole del rischio di “bruciare” i pochi giovani validi della rosa (Kovacic su tutti, e in misura minore Botta e Taider), e che credo inizi ora a capire quanto la panchina fosse scomoda e angusta sotto le terga di Stramaccioni e Ranieri.

Non sprecherò molti KB per raccontare l’ennesima partitaccia dei nostri: vi basti sapere che, dal puro punto di vista del giUoco, la trasferta di Marassi era stata decisamente migliore, chè là almeno 4-5 tiri pericolosi li avevamo fatti, mentre qua il portiere etneo si è dovuto sporcare la maglia solo su un bel tiro di Milito a metà primo tempo e nel finale su capocciata di Rolando.

Per il resto, riusciamo ad ammirare a bocca aperta i fraseggi di Ciccio Lodi e poi di Sergio Almiròn, inchiodati come siamo nei piedi marmorei di Kuzmanovic e nel dinamismo non esattamente elettrico del vecchio Cuchu. Dovendone salvare uno, Alvarez nel primo tempo mi è sembrato simile a quello di inizio stagione, salvo poi spegnersi nel corso della ripresa.

Guardando il lato positivo siamo riusciti a non perderla! La sconfitta non sarebbe stata più immeritata di una nostra vittoria, quindi in tempi di vacche anoressiche consoliamoci con questo.

Domenica si torna a far visita a quelli là, memori dell’ultima scampagnata datata Novembre 2012 e consapevoli che i miracoli non si ripetono…

 

LE ALTRE

Dei pareggi di Juve e Napoli poco mi cale, onestamente. Avevo addirittura accolto con favore la vittoria giallorossa in quel di Verona, stante la classifica dei gialloblù in diretta concorrenza con la nostra. GIà più interessante avrebbe potuto essere il mezzo passo falso della Fiorentina in casa col Genoa, ma come visto abbiamo sventato il pericolo di recuperare due punti sui Viola con la partita Bonomelli-style testè descritta.

Tocca invece guardarci dietro, visto che Toro e Parma vanno alla grandissima e gli stessi cugini, degni scudieri di “Culetto d’Oro”, ribaltano la partita negli ultimi minuti dando fiato al “cuore rossonero” e al “cambio di mentalità dato dall’allenatore” prontamente messo in tavola delle serve. Ho volutamente trascurato le interviste del dopo partita per evitarmi -quantomeno- l’incoraggiamento dei giornalisti a Clarenzio, all’insegna del “dài che riprendete l’Inter!“, già visto in pratica l’anno scorso con Allegri.

 

E’ COMPLOTTO

Non volendo indugiare oltremodo sull’immonda figura cui abbiamo dovuto assistere in settimana, resta poco da aggiungere. Stucchevole e facilino il servizio fotografico fatto a Thohir e Moratti in tribuna, con il neo-Presidente quasi appisolato stante il fuso orario ancora da smaltire, con tanto di didascalie che vorrebbero essere simpatiche e sanno invece di presa per il culo.

Noto infine che il ritornello del clan dell’asado è risultato irresistibile anche per Ciro Venerato, ominicchio di Moggi già sfiorato da Calciopoli ai “bei tempi” (ancorchè mai indagato) e allontanato per qualche periodo dalla redazione sportiva della Rai.

Per la gioia di tutti è però tornato, fornendoci notizie di fonte certissima, secondo le quali dietro il rifiuto dell’Inter di acquistare Vucinic ci sarebbe nientepopodimenochè il ferreo rifiuto della ghènga argentina.

Poichè una pronta risposta da parte dell’Inter è pura utopia (tipo un Fassone qualunque che chiama in diretta dicendo “ma che cazzo stai a di’?“), mi congratulo col vecchio cuore nerazzurro Mandorlini, ospite negli studi RAI, che sostanzialmente fa l’avvocato difensore dei nostri, dicendo al giornalista campano che a certe cose lui non crede, e mettendone in dubbio la veridicità.

Siamo alle solite: la prostituzione intellettuale potrebbe tranquillamente raggiungere il suo scopo (demolire l’Inter) limitandosi a raccontare la fredda cronaca.

Invece no, vogliono strafare.

Professionisti (inde)fessi!

 

WEST HAM

Weekend di riposo dopo aver preso un paio di ceffoni dal Manchester City nella Coppa di Lega. Ripartiremo in settimana con i nuovi arrivi Nocerino e Borriello: due ex milanisti non sono il massimo per il mio fegato, ma peggio dell’ultimo posto in classifica non possiamo fare…

contento lui...

contento lui…

CHI LA FA L’ASPETTI

INTER-SAMPDORIA 1-1

Sarebbe comodo e purtroppo fallace smadonnare contro l’ultimo minuto, che ci vede perdere 2 punti là dove la Juve ne guadagna 2 e la Roma 1.

Ok, lo ammetto: ho appena finito di sgranare il rosario delle madonne, cristando contro la nostra sfiga e il loro culo, e mi fingo quindi tifoso illuminato e distaccato, per citare Paolo Conte “che le balle ancor gli girano”.

La verità è che, come ha giustamente detto il Mister, quella di ieri è stata una partitaccia, giocata male e giustamente pareggiata, ancorchè con il cetriolo a intruderci il deretano a un soffio dal 90′ e ad opera del solito carneade di turno:

è il momento “OK” per Renan e il suo primo gol in serie A! (Musichetta please…)

Giochi male? non chiudi la partita? peggio per te. La pigli inderposto.

Poi un giorno capiremo se e quando l’Inter potrà azzardare una formazione solo un pochino meno difensiva, magari con Kovacic finalmente titolare o con Belfodil schierato dall’inizio là davanti con Palacio. Vero che il baby-croato nella mezzora in cui è stato in campo non l’ha mai vista, vero che il franco-algerino non è un centravanti, ma Diosanto, siamo davvero nelle mani (o meglio nei piedi) del tattico e tenace Taider? annamo bbène

Guarin sfrutta la splendida giocata di Alvarez (il migliore dei nostri) e scaraventa in porta quasi di punta per il vantaggio iniziale, ma poi si incista su se stesso, palesando le consuete carenze di fosforo: paradigmatica l’azione nella quale perde due volte il pallone e va a prendersi il giallo sacrosanto per proditoria scarpata all’avversario. Poveraccio, è anche sfigato: hai voglia a dire che uno come lui dovrebbe fare almeno 7-8 gol all’anno: poi vai a vedere e scopri che quello di ieri è il quarto legno colpito in stagione.

Ma quando mai -Jonathan a parte- noi abbiamo calciatori “fortunati”? Abbiamo avuto per un decennio Il Drago Stankovic, abbonato a pali e traverse in serie, e per questo benevolmente perculato da Mihajlovic (“oh ma tu non segni mai??“). Le buone nuove di ieri si esauriscono nella succitata buona vena di Alvarez, che riluce anche oltre i propri meriti, dispensando sapienza tecnica come acqua nel deserto. Oltre a lui nota di merito per l’immarcescibile genio tattico del Cuchu e per il discreto esordio da titolare del Capitano. Detto che meglio di Alvaro Pereira avrei fatto anch’io, Zanna l’ho visto più prudente del solito, evidentemente -e giustamente- preoccupato di non strafare: giusto un paio delle sgroppate per le quali da vent’anni è croce e delizia dei tifosi; per il resto sta schiscio e tiene la posizione.

Il resto è triste mediocrità, mezzo voto in più o mezzo in meno.

Il rischio di questo pareggino è di vederci agganciati dalla Fiorentina e di perdere altri 2 punti nella corsa al 3° posto, essendo il Napoli (contro la Lazio) come i toscani (contro il Verona) impegnati nei posticipi del Lunedì post-Europa League.

Grave, anghebegghè la Roma paga in sfiga la buona sorte avuta in qualcuna delle 11 vittorie del filotto iniziale, ed inizia a perdere colpi, rientrando quindi -forse- nel vortice di possibile lepre cui mordere la chiappetta.

Certo, per far ciò sarebbe utile correre, mentre noi -almeno ieri- passeggiamo.

 

LE ALTRE

Come detto, la Juve, vincendo 1-0 al 91′ con Buffon tra i migliori in campo, mostra a tutti come -purtroppo- si vincono i campionati: trovando il colpo -anche di culo, se occorre- che risolve partite rognose e complicate, magari proprio nella stessa giornata in cui la tua più diretta concorrente fa la tua stessa fatica boia, ma arriva solo a strappare un pareggio in pieno recupero.

Sad but true…

Per la legge dei grandi numeri il Milan torna a vincere, dopo la scampagnata infrasettimanale, ed ovviamente la crisi è già un lontano ricordo.

Splendido il 100° gol in A di Ando’ Cassano, che quantomeno ci risparmia i fiumi di inchiostro in vista dello scontro con l’Inter del prossimo weekend. Dopo essermi sorbito la frase che temevo da 7 giorni “La Samp, dopo aver subìto il pareggio della Lazio allo scadere settimana scorsa, si rifà oggi pareggiando in extremis” pregustavo da settimane la torta alla merda del “ragazzo consacrato al calcio con lo splendido gol in quel Bari-Inter del ’99, e che proprio contro l’Inter, sua squadra del cuore, segna il 100° gol di una carriera per molti versi unica e irripetibile“.

E’ poi possibile, e anzi probabile, che la “pera” ce la metta lo stesso, ma il giUochino dei corsi e ricorsi alla stampa sportiva quantomeno non verrà così bene.

So’ soddisfazioni, lo so…

 

E’ COMPLOTTO

Inevitabile un corposo excursus su quel che accade dalla parte sbagliata del Naviglio. Continuo infatti a seguire, sempre più attonito, le vicende che arrivano da Milanello Bianco, dove addirittura il Geometra in settimana arriva a negare 28 anni di “se stesso”, esigendo una buonauscita da 50 milioni e minacciando cause e controcause in caso di diniego.

Cinquanta bomboloni per uscire da una squadra “che è più di una squadra, è una grande famiglia“?!?! Zio Fester deve aver realizzato solo ora il senso -profetico e beffardo- di quelle parole: Il Milan è come una famiglia, ma quella famiglia di cognome fa Berlusconi. E i figli, si sa, so piezz’e core.

Sono stato ancorato per giorni intieri alla poltrona del cinema, smascellado pop corn e in attesa del finale del film.

Finale che non poteva non essere lieto e zuccheroso, col Pater Familias, ora più che mai nobile decaduto, a dispensare amore e saggezza, rimettendo il Geometra a cuccia, facendogli in sostanza dire “abbiamo scherzato” e dividendo salomonicamente deleghe e competenze tra i due insubordinatissimi scudieri. Ho anche sentito dire che la mossa è stata azzeccata perchè il Milan a Catania ha vinto, traendo immediato vantaggio dalla ritrovata armonia aziendale.

Lo show è stato in ogni caso godibilissimo, specchio non so quanto casuale del declino di un uomo e del suo (tardo) Impero mediatico prima ancora che politico. Roba del genere, fino a poco tempo fa, sarebbe successa a casa nostra.

Nel frattempo, sottolineo una cosa che nel delirio settimanale a molti, ma non al rancoroso che scrive, sarà sfuggita: Allegri ci ha una squadra(ccia) da mandare avanti e, pretendendo la giusta e doverosa concentrazione per gli impegni di qui a Natale, ottiene di chiudere Milanello agli esterni, colpevoli di distrarre i giocatori e -soprattutto- di fare uscire “spifferi” dagli omertosi muri del varesotto rossonero. Appreso il fatto, ogni persona sana di mente avrebbe pensato ad allenamenti a porte chiuse e a giornalisti confinati fuori dai cancelli.

No. I mass media sono ovviamente esclusi da questo divieto, che riguarda in realtà solo gli sponsor ed eventuali future giornate a loro dedicate a Milanello Bianco.

Ora, a parte la scarsa coerenza (non vuoi gli sponsor tra le palle? Chiudi per tutti, non solo per quelli che ancora non ti hanno chiesto di venire), non vi sfugga il fatto che, da tutta questa manfrina, il Milan implicitamente ammette di non aver nulla da temere dai media italiani, chè loro possono pure aggirarsi indisturbati e chiacchierare coi giUocatori, chè tanto loro fanno i bravi e non vanno mica a dire che Balotelli arriva in ritardo. Certe notiziacce saranno uscite da qualche parvenu che -ancora- non ha capito “come ci si comporta in società“.

Infine, e tornando alle nostre mediocri vicende, do atto a Sconcerti di aver capito ciò che personalmente vado sostenendo da anni: “giocare bene” (for whatever that means) non è meno rischioso che affidarsi alle prodezze dei singoli. L’Inter vincente di Mancini e Mourinho è sempre stata messa a confronto con la Roma di quegli anni, che aveva un giUoco di squadra (e che quindi, sotto sotto, era più meritevole di vincere, secondo la questionabile logica dei giornalettisti italici).

Un par de palle!

E infatti, parlando proprio di Inter, Sconcerti ammette che “è difficile giocare bene al calcio, perchè per farlo occorre che tutta la squadra (cioè 11 uomini) facciano una buona partita”: se invece hai il campione (cosa che l’Inter adesso non ha, e che avrà a sprazzi solo col rientro di Milito a pieno regime), puoi permetterti di giocare così così e sperare nel colpo (magari anche di culo) del singolo. Vedi Llorente ieri sera.

Ma come al solito, certi ragionamenti, valgono a righe verticali alternate.

Chiedo venia: Guarin ne capisce, e pure di brutto: eccolo avvertire la folla dopo il gol "No, raga, oggi non vinciamo"

Chiedo venia: Guarin ne capisce, e pure di brutto: eccolo avvertire la folla dopo il gol “No, raga, oggi non vinciamo”

MI SCAPPA E LA DICO

Gustosissima la lotta intestina (l’aggettivo non è casuale, visti gli effetti che mi provocano normalmente i protagonisti della vicenda) tra Barbara Berlusconi e il Geometra Galliani.

Mi sono ritrovato, nell’occasione, a non sapere da che parte stare. Nessuna, direte voi, e concordo. Mettiamola così: contro chi tifare in maniera più accesa? Berlusconi contro Galliani… chi l’avrebbe mai detto. Eppure così è, aldilà delle rassicurazioni, i no comment e via andare. Così come non so mai chi tifare prima di un Italia-Inghilterra, anche qui mi sono accorto solo “a partita in corso” di tifare con tutte le budella contro Zio Fester.

E’ in lui che vedo impersonificata la vomitevole litanìa riassumibile nella azzeccatissima definizione di “Milanello Bianco”; e anche se so che in ciò il Geometra è solo il mero esecutore della volontà del papà di Barbara, l’aspetto epidermico ha il potere di farmi odiare il servo più del padrone.

Facendo mie le critiche rivolte dall’insubordinatissima Barbara, e ragionando per assurdo da tifoso milanista (Crisssto…cos’ho scritto!), farei anch’io presente a chi di dovere la mancanza di un difensore degno di tale nome nella difesa rossonera, oltre che di un centrocampo appena sufficiente. E non mi sentirei per nulla confortato nel sapere che l’anno scorso, più o meno con gli stessi effettivi, il terzo postosia comunque stato raggiunto. Ribatterei anzi dicendo che ragionando così ad minchiam si dà per scontato che i colpi di culo e i rigori regalati siano una costante e non l’eccezione… (Oh cazzo, forse c’ha ragione Galliani allora!).

Ma soprattutto ho capito che cosa, più di tutto il resto, mi fa disprezzare il Geometra: non è un tifoso, è un venditore di un prodotto, di un’idea, di un brand. Sentirlo recitare statistiche tagliate su misura, alludere continuamente al ranking europeo e magnificare i suoi giocatori di fantasia e talento (fateci caso: l’avete mai sentito lodare pubblicamente un difensore o un centrocampista?) mi fa pensare proprio al piazzista che auto-incensa la propria mercanzia, convinto che alla fine il pubblico gli crederà.

L’unica cosa che riconosco a Galliani è di essere un tifoso vero (per quanto macchiato dell’imperdonabile peccato dell’aver cambiato squadra, avendo il soggetto da buon brianzolo un passato juventino): le urla spiritate ai gol del Milan, e che tanto fanno ridere la gente, sono in realtà la sola cosa che, a righe invertite, mi sento di condividere con lui. Ovvio che ci sia una certa differenza tra chi (legittimamente, ripeto) esulta per un’autorete in una serata in cui si becca l’ennesima lezione di calcio dal Barcellona, e chi, messa a sedere a 20 cm da lui a palesare ancora una volta la sbrodola dell “uniti come una famiglia“, si perde il suddetto goal perchè impegnata a spippolare sullo smartphone.

Ma a parte questo in Galliani io vedo il peggio del calcio del presente e ancor più del passato prossimo (dico questo nella vana speranza che certi tempi se ne siano andati per sempre)

.Il Milan è l’unica squadra al mondo ad auto-proclamarsi la migliore del pianeta -commettendo oltretutto un falso storico- arrivando a scriverselo addirittura sulla maglietta (in Italia, chè in Champions non hanno il permesso per fare certe pagliacciate).

Il Milan è la squadra che, dopo l’ultimo scudetto vinto, fece uscire un book fotografico in cui Dolce & Gabbana immortalavano i giocatori in pose da fotomodelli.

Il Milan, infine, -l’ho sentita ieri a pranzo al bar ed ero convinto di aver capito male- è il club che “consente” ad un suo sponsor di promuovere una campagna pubblicitaria chiamata “Campioni di Stile” (il link ve lo cercate da soli chè ci manca solo che gli faccia pubblicità!). In sostanza vai lì e dici “voglio i capelli come Mexes, voglio la cresta di El Sharaawi“. e te ne esci conciato come uno di questi truzzammauri metrosexual.

Non sono più calciatori, sono uomini-immagine, anche loro testimonial dell’Ammore.

E se già detestavo la tendenza quando vincevano, figuratevi il mio ghigno di disgusto nel vedere il piazzista Galliani spacciare per stella polare del calcio globale una squadra a tre punti dalla zona B.

...Che poi arrivano quelli di Interistiorg e con una vignetta dicono tutto meglio :)

…Che poi arrivano quelli di Interistiorg e con una vignetta dicono tutto meglio 🙂

NON CI POSSO CREDERE

UDINESE-INTER 0-3

Con magno gaudio rinfodero la tabellina rancorosa che avevo preparato a sostegno della mia tesi (prevenutiella, lo riconosco…)  che vedeva nei friulani la nostra bestia nera per eccellenza. Che sia chiaro: sono ancora convinto della bontà della mia teoria, ma -come ben sappiamo- anche la più ferrea delle regole ha la sua eccezione.

Ecco spiegato il primo motivo del titolo, non originalissimo in realtà.

Il secondo motivo risiede nel partitone giocato dai nostri, che in questa stagione non avevo ancora visto in versione cosi massiccia e incazzata. L’Inter di Udine, positiva in quasi tutti i suoi interpreti, fa capire quanto Mazzarri riesca a plasmare la squadra secondo il suo credo, e per una volta il complimento al “Mister che c’è” non vuole essere una critica al “Mister che c’era“. Tocco tutto il toccabile, ma esattamente 12 mesi fa raggiungevamo l’apice della scorsa stagione, con la vittoria corsara in casa gobba e la testa della classifica a un solo punto di distanza.

Rispetto alla StramaInter, riconosco però una certa solidità nei nostri, oltre alla piacevole abitudine nel vedere certi movimenti: Jonathan e Nagatomo stantuffano come pistoni diligenti, Palacio è semplicemente esemplare per come copre tutto il fronte di attacco, Alvarez sta addirittura smettendo di stupire per la costanza con cui dispensa quantità e qualità sulll trequarti.

Se a ciò aggiungiamo il miglior Cambiasso delle ultime stagioni (e guai a chi dice “basta poco checcevo’ “) e un Rolando che, come già fatto notare, quand’è chiamato in causa, fa il suo con grinta e lucidità, ecco inevitabile citare per la terza volta il titolo, facendo la facile associazione tra la battuta e il protagonista della stessa, omonimo dell’ominide numero 35 nerazzurro.

Incredibilmente stavolta Di Natale non punge, Muriel sembra il fratellino di Ronaldo solo per la palese tendenza alla pinguitudine, e addirittura l’esordiente Widmer non entra per acclamazione nel Club Gautieri o in quello spesso coincidente del “Primo Gol in Serie A con l’Inter”.

I nostri, già prima del sapiente colpo di testa del Trenza, creano un paio di buone occasioni col Cuchu e Nagatiello sugli scudi, e la spinta offensiva non si placa nemmeno dopo il bel destro al volo di Ranocchia per il 2-0. Splendido il Mister dopo il raddoppio quando, disegnando due “zero” con le dita, fa palesemente segno ai nostri di dimenticarsi del doppio vantaggio e continuare a pedalare tam quam non esset.

La ripresa vede loro solo leggermente più pericolosi, con Di Natale prima a sfruttare meravigliosamente la sola palla buona avuta (grande Handanovic nell’occasione) ma poi ad arrendersi alla coscia dolorante. Stessa sorte toccherà a Samuel, Jonathan e Ranocchia nell’arco dei 90′: e per fortuna che i calciatori di Mazzarri non si infortunano mai! Per il resto, controlliamo e sprechiamo qualche bella ripartenza.

Agli sgoccioli del match, la punizione per i bianconeri mi sembra quasi ingenerosa, ma sentirli prenderci per il culo al 90′ cantandoci “Vincerete il tricolore“, mi ha fatto esultare come un indemoniato per il comodo 3-0 di Alvarez su ennesima bella discesa di Palacio.

Come dire: perculate qualcun altro, grazie!

Passando al capitolo Craniolesi, Guarin al solito alterna belle accelerazioni palla al piede, conclusioni assai pericolose (palo nel secondo tempo) ma anche due o tre palle sanguinolente perse in uscita a tutto vantaggio friulano. Meglio di lui riesce a fare Juan Jesus, altro Premio Nobel diffidato e capace di farsi ammonire perchè, sul 2-0, tarda a battere una punizione a centrocampo. Difesa a questo punto da re-inventare sabato contro il Livorno, nella speranza (temo vana) che qualcuno degli acciaccati possa comunque essere disponibile.

 

LE ALTRE

Le conferme arrivano da Juve e Napoli (vittoriose) e dal Milan (sconfitto dalla Fiorentina). La novità arriva da Torino, dove il Mister Ventura ferma la Roma sul pari che, per quel che ho visto, pare meritato.

Grave e godibilissima la bambola dei cugini, oltretutto certificata da grafiche e tabelle incredibilmente intitolate “Crisi Milan”. La differenza con l’anno scorso non sta tanto nei -pochi- punti in classifica, chè anche l’anno scorso erano partiti demmerda, quanto in tre aspetti di non poco conto: oggi ci sono tre squadre che stanno volando, mentre l’anno scorso solo la Juve pareva avere un passo deciso; oltretutto, Balotelli è già in squadra, quindi per i rossoneri non c’è il famoso “Mister X da accaparrarsi come da tradizione nelle ultime ore di mercato” (per dirla con le solerti veline di regime); infine, proprio il rendimento di Balotelli pare smascherare quello che per mesi è stato considerato come un colpo sensazionale e che invece sembra sempre più un bluff.

Temo che per Mario la china sia irrimediabilmente “non risalibile”. La sua sarà una carriera alla Cassano: grandissimi gol, bellissime partite, inframmezzate da lunghi periodi di indolenza e di vene poco irrorate.

Il tutto, alla faccia della grande famiglia, del “da noi i campioni si comportano bene, perchè lo stile Milan viene prima di tutto”.

 

E’ COMPLOTTO

Il mio rancore ha poche valvole di sfogo a ‘sto giro: mi chiedo solo perchè il Milan debba essere il primo del gruppetto di squadre a 12 punti, pur essendoci tra questi anche il Parma che li ha appena battuti. E’ probabile che calcolino prima la differenza reti e poi gli scontri diretti, però esteticamente era più bello vedere il Milan a metà e non in cima della colonna di destra…

In mezzo ai tanti complimenti ai nostri, ho addirittura sentito dire che l’Inter ha il miglior attacco e che ha il record di giocatori andati a segno (dato che trovo sempre fondamentale). Chiaramente è stato poi fatto notare che i nostri sono quelli che più di tutti segnano su calcio piazzato (come se così i gol valessero meno) e che quello di Ranocchia è il primo gol segnato da un italiano nell’Inter di questa stagione.

Siete poco.

Infine, applausi sperticati per Aldo Grasso che, come già fatto notare in settimana, si è chiesto quel che ogni sano di mente dovrebbe chiedersi guardando una qualsiasi trasmissione sul calcio targata Sky, e cioè: https://apps.facebook.com/corrieresocial/spettacoli/13_novembre_01/arroganza-sportiva-commenti-mauro-bc097d72-42be-11e3-bd09-5fafe7fa6f7b.shtml

E davvero la presenza del calabrese cantilenante stride con gli altri ex giocatori che mediamente sono apprezzati dal sottoscritto, al di là dell’appartenenza clacistica. L’ultimo iscritto al Club dei “Degni” secondo il mio insindacabile giudizio è Cicciobello Marocchi, odioso carugnin de l’uratori ai tempi gobbi, e invece oggi attento osservatore delle gesta dei nostri eroi in mutandoni. Interessante la sua analisi nel post Milan-Fiorentina, quando consiglia ad Allegri di impartire disposizioni molto semplici ai suoi difensori e centrocampisti, che evidentemente a suo parere non possono dare di più. Diverso il discorso in avanti, dove secondo lui Kakà (e non Balotelli) ha la personalità e l’abitudine a prendersi la squadra sulle spalle.

Infine, non posso che attendere, curioso come una scimmia e divertito come un bimbo al circo, l’evolversi della critica “costruttiva e per nulla indirizzata ad una persona in particolare” di Barbarella Berlusconi, che sostanzialmente dà del rincoglionito al Geometra Galliani auspicando un cambio di strategia societaria lamentandosi con il papà. Tutto ciò mi lascia incredulo, vedendo che per qualche ora lo zimbello della critica non è l’esecrando rapporto coi media della nostra squadra simpatttica, ma proprio la squadra diversamente milanese.

A proposito, la squadra questa settimana la passerà in ritiro proprio nelle lande ad alto tasso glicemico di Milanello Bianco.

Ma che non si dica che il ritiro è puntivo!

 

WEST HAM

Pareggio a reti bianche nel Derby cromatico contro l’Aston VIilla, e classifica assimilabile a quella dei cugini rossoneri.

scontato, ma sincero

scontato, ma sincero

CAMPI MINATI

ATALANTA-INTER 1-1

Come ben sappiamo, per i nostri ci sono una mezza dozzina di “campacci” dove non è mai facile sfangarla. Bergamo è senz’altro uno di questi, (Udine il campaccio per definizione, e domenica saremo in gita da quelle parti…) e la partita appena giocata ne è l’ennesima dimostrazione.

I colleghi di maglia, pur mancanti di qualche titolare, giocano alla pari dei nostri (leggermente meglio nel primo tempo, leggermente peggio nel secondo). I ragazzi, dal canto loro, si leccano le ferite per l’assenza sempre più determinante del Principe, vero ciambellone di salvataggio per una squadra incapace di essere spietata come si addurrebbe ad una supposta grande (delle ultime due parole, la prima è un participio passato e la seconda un sostantivo, chè qui non si parla di intrusioni anali).

Alvarez si conferma su livelli altissimi, e non solo per il bel gol che sblocca la tenzone al quarto d’ora del primo tempo. I suoi lampi di classe e progressioni palla al piede sono disseminati nei 90′ del match, ed onestamente non ricordo un giocatore che tanto mi abbia fatto cambiare idea nei suoi suoi confronti. Detta tutta e senza vergogna, l’avrei venduto a trance al primo market rionale nella scorsa sessione di calciomercato, e mi ritrovo invece a spellarmi le mani in quasi tutte le sue uscite di questa stagione.

Dico questo nonostante la cagata fatta in occasione del pareggio orobico, quando con la connivenza di Nagatomo perde palla a vantaggio del nano malefico Moralez, il cui cross trova un incontenibile Denis a saltare in testa a Samuel e battere in gol.

Sì, c’era anche Samuel, e pure per lui vale quanto detto per Alvarezza: grave l’errore sul colpo di testa, ma è l’unico sbaglio in 90′ di concentrazione feroce e granitica sicurezza data a tutto il reparto. Per dire, ieri sera Rolando sembrava un difensore vero: sospetto che il talento di The Wall si propaghi nell’aere per prossimità…

La partita, in tutta onestà, finisce nella maniera più giusta, perchè le Madonne di fine gara che risuonano nelle valli bergamasche hanno cadenze meneghine tanto quanto orobiche (clamoroso il palo di Icardi appena entrato, incredibile l’errore di Yepes che centra Carrizo nell’area piccola).

La cosa può dare confortante consolazione o serena rassegnazione a seconda dell’indole del tifoso: a me mi fa incazzare!

Il fatto di aver sprecato il vantaggio in 4 occasioni in questo inizio di Campionato (faccio il bravo: limitiamole a 3 lasciando fuori la Juve che ci è superiore) significa non avere per niente quel killer instinct che ti permette di passare dalla categoria “simpatica compagine” a “squadra cazzuta“. E se il Mister batte il chiodo dell’assenza del Principe, è anche vero che Guarin continua a fare la cosa sbagliata al momento sbagliato (tira quando deve passare e viceversa), che Kovacic alterna belle accelerazioni a sonnambule preoccupante, e che Juan Jesus è sempre più un emulo del suo idolo Lucio, con tutti i difetti del caso.

Vien quasi da dire “meglio così”. Meglio non farci illusioni di Champions e roba varia: questi siamo e con questi arriveremo tra il 4° e il 6° posto, buoni per un’Europa League da stramaledire perchè si gioca di giovedì e toglie fiato ed energie mentali.

Domenica, tanto per dirne una e come già ricordato, andiamo ad Udine, che dei campacci infami come sapete è il più mefistofelico: superfluo dire che non ho buone sensazioni, ma sarò felicissimo, nel caso, di essere smentito.

 

LE ALTRE

La Juve non ha difficoltà a sbarazzarsi del Catania, mentre il solito colpo di testa subìto dal Milan punisce i cugini, salvando però il resto del mondo calcistico da colate di zucchero a prova di carie dentali, stante il ritorno al gol di Kakà e melassa strappalacrime annessa.

Bel gol quello dell’Evangelico, con quattro laziali intorno a lui, forse abbagliati dalla luce che emana dal 22 rossonero e incapaci di contrastarlo. Lui fa il suo, e cioè piazza la biglia a girare sul secondo palo, chè il tipo mi sta sui maroni ma a calcio ha sempre saputo giocare.

Il Napoli intasca i tre punti a Firenze non senza polemiche, con Cuadrado addirittura espulso per due simulazioni, la seconda delle quali è un chiaro fallo subito in area, altrimenti detto rigore. Tant’è.

Il mio complottismo vuol vedere nell’espulsione data al colombiano una ricompensa data al Milan per interposta partita, posto che il calendario del prossimo weekend prevede proprio lo scontro tra la Viola e i Meravigliuosi. Ma, ormai lo sapete, le teorie sul crollo delle Torri Gemelle o l’assassinio di Kennedy sono bazzecole rispetto alle mie visioni dietrologiche.

 

E’ COMPLOTTO

Non posso non partire da lontano, riprendendo le sempre più incredibili dichiarazioni dell’ex Chierichetto che sostanzialmente ormai minaccia preventivamente chiunque si azzardi a contestare la bontà di alcune decisioni arbitrali. Evidentemente, secondo la logica contorta e agghiaggiande, non è consentito nemmeno pensare che l’arbitro abbia sbagliato ad assegnare il rigore dell’1-0 contro il Genoa.

Non so se preferire lui o il Geometra Galliani, precisissimo a misurare in tempo zero gli 8 metri di distanza tra il fallo subito dal Parma ed il punto di battuta del conseguente calcio di punizione di Parolo. Anche lui gioca a fare l’uomo d’onore pretendendo le scuse della classe arbitrale, che per una volta non china il capo e rispedisce al richiesta al mittente. Ma, che sia ben chiaro, loro non parlano di arbitri… Splendido Zio Fester quando poi ricicla la poesia del “bello del calcio” per motivare la sconfitta di Parma, con il Milan “che negli ultimi 30 minuti ha avuto il 73% di possesso palla“. Ovviamente senza che nessuno osasse dirgli “e sti cazzi?“, o che -meno prosaicamente, lo riconosco- gli ricordasse la traversa di Gargano sul 2-0 per gli emiliani.

Addirittura il soggetto, nella tiritera dell’importanza degli episodi, arriva a vantarsi della leggendaria botta di culo avuta nei quarti di finale della Champions 2003, quando al 93′ riuscirono con gollonzo di Superpippa ad arraffare una semifinale che ancora sanguina sulla riva giusta del Naviglio…

Tornando a noi, se nel dopopartita ero quasi attonito nel sentire commenti assolutori quando non addirittura positivi sulla prestazione dei nostri, la mia sindrome di accerchiamento veniva soddisfatta nel dopo-dopo-partita e nei giornali del giorno seguente.

Andiamo con ordine: dopo aver millemila volte censurato e bollato come esecranda l’attitudine dei nuovi ricchi del pallone di sperperare danaro in barba ad ogni etica e Fair Play finanziario (Abramivich del Chelsea, lo sceicco Mansoour del Manchester City, il suo mezzo cugino del PSG just to name a few), ecco che si rimprovera a Thohir un avvio più conservativo e ragionato.

Chi è costui, in buona sostanza? Come si permette di comprare una squadra italiana e non sparare d’amblée un paio di acquisti a sensazione? Che cos’è questo approccio incrementale? Ma non lo sa che in Italia mai nessun Presidente ha fatto i soldi col Calcio? La sostanza è “se il tutto si risolve nell’arrivare e comprare Nainggolan –ammesso che arrivi, aggiungo io– poteva anche rimanere a casa sua“.

La Gazza invece si conferma la solita oasi anti-interista, laddove gonfia giusto un poco le statistiche (L’Inter che non vince a Bergamo dal 2008 diventa l’Inter che non batte l’Atalanta tout court da 5 anni), magnifica il quasi gol di Yepes, minimizza sul palo di Icardi e non cita nemmeno l’occasione di Palacio al pochi secondi dalla fine.

Si smentisce anche da sola, abbaiando per un rigore più che sospetto per braccio largo di Rolando su colpo di testa di Stendardo, ma dando comunque “6” in pagella a Rizzoli & co., bravi a valutare il colpo che “pare non essere volontario“.

Scusi, chi ha fatto palo??

Scusi, chi ha fatto palo??

JE TE VURRIA VASA’

SASSUOLO-INTER 0-7

Partita quasi imbarazzante da commentare.

Eppure qualche spunto, anche alquanto gustoso, lo si ricava. Non posso che iniziare ghignando per la scoppola presa dal Presidente Squinzi, amatissimo alle mie latitudini fin dagli anni ’90 e salito ulteriormente nella personalissima classifica “simpatia Zeman” dopo aver svelato la sua passione rossonera e la morbosa speranza di accompagnare l’esordio nella massima serie del suo Sassuolo con una bella vittoria sull’Inter.

Lascio una riga affinchè ognuno di noi possa regalare qualche pensierino al suddetto.

Il match in sé ha assai poco da raccontare, se non di una squadra al momento palesemente inadeguata per la Serie A, come già il Pescara l’anno scorso -a dimostrazione che la Serie A a 20 squadre produce anche spettacoli sportivamente obbrobriosi come questo-  ed un’altra invece concentrata fino all’ultimo secondo, spietata in avanti e attenta in difesa.

Tutto gira bene per i nostri, con Nagatiello a sprintare sulla sinistra e mettere in mezzo per l’1-0 di Palacio dopo soli 7 minuti. A ciò seguiranno –seppur costellati di dubbi fuorigioco in un paio di casi- il primo gol nerazzurro di Taider, un’autorete da lui stesso provocata, il comodo tap-in di Alvarez, il sinistro a giro del Cuchu Cambiasso inframmezzato dalla splendida doppietta del redivivo Principe Milito. Il nostro torna ad assaggiare il campo nel corso della ripresa, tra gli applausi generali: da quel momento –non serve nemmeno dirlo- parte la nuova sfida domenicale: farlo tornare al gol.

Il ragazzo si presenta dopo pochi minuti con un diagonale largo di qualche metro, ma ha modo di rifarsi poco dopo, grazie al dribbling ubriacante di un Alvarez nuovamente tra i migliori (da censura solo la sottomaglia “Dios te amo”), che ripete per due volte la stessa finta ai danni del malcapitato di turno, sbeffeggiandolo al confine dell’area piccola e servendo palla per la zampata sotto porta del Principe. Portiere anticipato e boccia in buca.

E’ lì che, a mio parere, si vede l’immagine più bella della giornata: non tanto per la giusta e comprensibile festa dei compagni intorno al loro bomber ritrovato, ma per la scena che si presenta a favor di telecamera nella gradinata nerazzurra, popolata as usual da raffinati filosofi e fini pensatori contemporanei.  Tra i tanti ominidi a petto nudo a celebrare la rete con la sobrietà adatta alla circostanza, ce n’è uno che, incrociando evidentemente lo sguardo del Principe esultante, non trova di meglio che unire le mani alla bocca e mandargli un bacio come si farebbe con un parente prossimo (potete ammirare il Ducaconte a torso nudo e ray-ban  al min. 4.45, seminascosto tra Guarin e Cambiasso http://www.youtube.com/watch?v=5_POeNZAupY). E qui fatevi una dose di insulina, perché parte la zuccherosa poesia del calcio, capace di vedere motorini rotolare dal terzo anello ma al tempo stesso di provocare gesti tanto istintivi da sembrare ingenui e perfino delicati. Non posso non citare Nick Hornby quando, in Febbre a 90°, afferma che tifare una squadra è come entrare in una grande famiglia, con la differenza che, in quella famiglia, tutti si preoccupano delle stesse persone e sperano le stesse cose . E quindi mi immagino il figuro di cui sopra abbandonare moglie e figli in una domenica di fine estate liquidando la sua assenza con un poco credibile “vado perché il Principe oggi ha bisogno di me”.

Tornando alle questioni tènnniche, confermo la mia compiaciuta sorpresa nel vedere la squadra bella tosta e quadrata per tutti i 90’, anche in una partita senza storia. Cresce di pari passo la curiosità di vedere come il Mister varierà la formazione al crescere di condizione del succitato Principe e del giovane Kovacic.

Le alternative da metacampo in su sono tante, e tutte più sparagnine dell’attuale 3-5-1-1: teoricamente si potrebbe arrivare ad avere un centrocampo con Kovacic, Guarin e Alvarez, con Milito e Palacio davanti. Eccessivo, ne convengo, stante lo “zero” a campeggiare sul cartello “filtro a centrocampo”.  Più probabile la compresenza delle due punte argentine  con uno tra Guarin e Alvarez seduto in panca (in questo momento non c’è storia: gioca Alvarezza e il Guaro sta a guardare) e due tra Kovacic, Cambiasso e Taider a irrobustire la mediana. Margine di manovra insomma ce n’è.  Per il momento, togliamoci dalla testa –e in fretta- la scorpacciata di tigelle e gnocco fritto e prepariamoci per menu ben più cazzuti: giovedì sera Fiorentina per cena!

LE ALTRE

La Juve ha nuovamente bisogno di uno schiaffo (dal Verona) per svegliarsi e raddrizzare la partita, andando però stavolta oltre il pareggio immediato con uno splendido Tevez, e completando la rimonta con la prima capocciata di Llorente.  La Roma si aggiudica il Derby meritandosi il primato in classifica e raggiungendo il primo obiettivo stagionale, all’insegna del provincialismo oltranzista, secondo cui vincere i due Derby vale comunque la stagggione. L’altra capolista, il Napoli, regola Balotelli (l’unico a giocare degli 11 rossoneri in campo) per 2-1, costringendo il bresciano a sbagliare il primo rigore della sua carriera e scavando un fossato di 8 punti (dopo 4 giornate) tra la testa della classifica e i cugini. Occhio però: anche l’anno scorso avevano iniziato così, e come ben sappiamo con un rigore a partita si può andar molto lontano.

E’ COMPLOTTO

Inevitabile continuare con la disamina di Napoli-Milan da un punto di vista mediatico:  Stantìo e alle soglie del ridicolo Compagnoni che su Sky ricorda, ormai più volte a partita, come Balotelli su punizione centri (quasi) sempre la porta, segnalando come incredibile lo score di 7su7 fatto registrare l’anno scorso contro il Chievo. Pensavo allora e ripeto adesso: Cristo, è il suo mestiere tirare in porta… A scanso di equivoci, ieri sera, 0su2 su punizia. Il rigore sbagliato ha poi quasi del sacrilego, della serie “anche Balotelli è umano e può sbagliare un rigore, il primo della sua carriera da professionista”.

Godibilissima, infine, la sceneggiata di SuperMario dopo il fischio finale, con inevitabile seconda ammonizione ed espulsione “neuronica”:  del resto, al Milan il ragazzo era “maturato tantissimo” e, nelle parole del Geometra, “evidentemente giocare nella squadra per cui fa il tifo fin da bambino gli fa dare quel qualcosa in più”. Attendiamo la solerte squalifica del giudice sportivo sogghignando.

Proseguendo con la squadra dell’Amore, è un vero piacere commentare la buffonata di Riccardino-che-si-taglia-lo-stipendio. Facendomi forza nel non gioire per l’infortunio di Kakà (chè non fa bello godere delle disgrazie altrui) ho trovato gustosissima la parodia del videomessaggio in cui il nostro, con notevole faccia di… bronzo , riusciva a non ridere dicendo di non volere nemmeno un Euro dal Milan, ma solo l’amore  dei suoi tifosi, fintantoché la sua zampa non fosse stata nuovamente in grado di farlo deambulare.

Come al solito, il problema non sta tanto nella velina di regime in cravatta gialla –oddio…-  quanto nella sua subitanea accettazione e divulgazione da parte della “critica” che, se fosse fedele alla propria denominazione, dovrebbe appunto soppesare le notizie che le vengono passate, prima di pubblicarle. E’ possibile che solo un dietrologo come me sia in grado di cogliere la ridicolaggine di certe affermazioni, e ipotizzi dietro a questa messa in scena una più che legittima clausola contrattuale, che vincola la retribuzione al rendimento? Questo son quattro anni che si rompe; i dirigenti del Milan, per quanto innamorati di Riccardino, non sono gli ultimi dei pirla (e se lo dico io…). Ergo: due righe sul contratto (ti rompi? Non ti pago) sono la cosa più logica. Invece no, tutti si vogliono bene, certi-amori-non-finiscono e stronzate varie assortite.

Infine, tutti a riconoscere i giusti meriti a Benitez: Massimo Mauro dichiara di apprezzarlo tantissimo (adesso, ovviamente: ricordo le frecciate che gli riservava ai tempi nerazzurri), mentre alla Domenica Sportiva gli offrono su un piatto d’argento la frecciata di Mourinho (“Il Chelsea ha problemi perché è abituata a giocare male”), commentando “eh ogni tanto Mourinho parla a sproposito”.

Sono ormai tre anni che José non vi piglia a ceffoni settimanalmente, ma ancora vi rode eh?

WEST HAM

Ferale sconfitta interna con l’Everton, dopo essere passati in vantaggio per due volte, subiamo 2 gol in un attimo. Proprio vero che la vita è una tempesta, ma prenderlo nel culo è un lampo.

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