NOTHING AS IT SEEMS

BARI-INTER 0-3

Niente è come sembra, dice il titolo, omaggiando gli amatissimi Pearl Jam…

Uno legge il risultato e pensa a una gara sul velluto; invece due gol su tre arrivano in pieno recupero, ed il primo tempo è di rara bruttezza.

La cosa, da un punto di vista tènnicotattico non deve stupire chi capisca un poco di futebol: per segnare non basta abbandonare 3 punte vere là davanti (Milito, Pazzini, Eto’o) e lasciare il resto della squadra 40 metri più indietro. Il risultato di questa formazione (in una qualche misura obbligata, vista la solita morìa di assenze) è che le suddette tre punte toccheranno 2 palloni in ¾ d’ora…

Dietro, rabbrividisco vedendo Matrix affiancare Ranocchia, ma per fortuna gli “avanti” pugliesi sono poco pericolosi e soprattutto poco mobili (anche a loro manca ‘sto mondo e quell’altro e, come ripetuto una quarantina di volte in telecronaca dal fido Compagnoni, “con un numero normale di infortuni il Bari non sarebbe certo ultimo in classifica”). Sui lati Maicon è l’unico a cercare un collegamento con i tre naufraghi là davanti, ma lo conosci Maicon: dagli 80 metri e 3 avversari da superare in corsa, ma non chiedergli di pensare. E infatti: rimesse laterali sbagliate in serie, errori di impostazione, etc etc. Ciononostante, ripeto, è l’unico che si sbatta per fare arrivare qualche pallone in attacco. Il centrocampo senza Cuchu “crapa lustra” guadagna in capelli ma perde in fosforo, e non è un buono scambio, perché tutti paiono annebbiati e indecisi sul da fare.

Per fortuna arriva l’intervallo. La ripresa non può che essere migliore di questo mortorio, che puzza tanto di ennesima occasione di accorciare in classifica buttata alle ortiche (le metafore sul cesso le ho finite con la scorsa partita).

La ripresa in effetti vede Sneijder al posto di un Milito che, tra i tre punteros, è parso quello più indietro di condizione, o quantomeno più spaesato dalla improvvisa densità abitativa delle sue lande.

La cosa mi mette un po’ di tristezza, anche perché, fino ad ora, ho sempre insultato via etere tutti i saccenti che dicevano “eh, Milito non è quello dell’anno scorso”, come se il ragazzo fosse alla prima stagione della sua vita. Signori, Milito ha alle spalle una decina di anni in cui ha regolarmente segnato una ventina di gol a stagione: come dire, l’anno scorso non è stata una piacevole eccezione, ma la -tardiva- consacrazione di un talento che i casi della vita non hanno fatto esplodere prima. Detto questo, la miglior forma è ancora lontana e quello attuale è un Principe malinconico, che spero possa tornare a graffiare come sa nel momento caldo della stagione (tipo da domenica in poi…).

Il piccolo Wesley, invece, sebbene al rientro dopo un paio di mesate, si mette di buzzo buono a fare il suo mestiere, ossia il trequartista, e le cose iniziano a girare un po’ meglio. La Bbèri si fa più guardingo e la partita cambia fisionomia, con l’Inter a spingere sempre più e a passare a metà ripresa con Kharja che, per la prima volta, ci fa felici segnando “per” e non “contro” di noi dopo scambio con Eto’o.

Da lì in poi, qualche amnesìa difensiva dei nostri (perché noi l’80% delle rimesse laterali le sbagliamo e loro nello stesso modo mettono un uomo davanti al portiere??), ma niente di seriamente pericoloso.

Si vivacchia fino al recupero, quando un buon pressing di Sneijder regala palla a T.Motta che lancia il Pazzo in profondità: sembra di vedere il Milito dell’anno scorso, e infatti il centravanti segna. 2-0 e partita finita? Non proprio, c’è tempo per la proverbiale sgroppata del Capitano con cross al bacio sul secondo palo: sponda di petto di Kharja e 3-0 di Sneijder, che torna al gol in Campionato dopo mesi e mesi.

Per come si era messa, meglio di così non poteva andare.

 

PSICODRAMMA

Ma l’Inter non sarebbe l’Inter senza un “caso” o una “crisi”. Stavolta il premio “misitoppalavena” lo vince Chivu.

Niente è come sembra, si diceva in apertura: e infatti pensi a lui e tutto ti viene in mente: buon giocatore, bravo ragazzo, persona a cui tutti vogliamo bene vista la craniata dell’anno scorso…, Tutto, tranne che il ragazzo piazzi una cartella in piena fazza a un avversario senza alcun motivo, dopo una normalissima mischia in area.

Nessuno degli arbitri vede niente, per fortuna dell’Inter, visto che la cosa avviene sullo 0-0 ed un’Inter in 10 non avrebbe avuto vita facile. Inevitabile punizione esemplare con la prova TV (mia previsione: almeno 4 turni), e cazzi acidi in difesa in vista di domenica. Tutti attendono la spiegazione di “Ciccio-caschetto” nel dopo-gara ed eccolo, occhi lucidi e sguardo fisso, a dire che si sente un uomo di merda, che con quel briciolo di dignità che gli rimane chiede scusa all’avversario e a tutti, soprattutto alle sue bambine che un giorno vedranno quel che è successo, prima di andarsene via singhiozzando.

Ora, scene così ti fanno addirittura apprezzare il commento di Mario Sconcerti (“sarò un vecchio depresso, ma una scena così mi commuove”), io personalmente non ho apprezzato il mettere in mezzo la famiglia e soprattutto la lacrima. Non si piange sul posto di lavoro. Ma io sono il solito insensibile.

Certo che, mai una volta che fili tutto liscio…

 

LE ALTRE

Eh, stavolta le altre fan tutte cagare! Milan e Lazio pareggiano, la Roma pure, il Napoli e la Juve perdono. 

2 o 3 punti recuperati a tutti i vicini di pianerottolo e terzo posto agguantato con una partita in meno degli altri.

Ora ci aspettano due scontri difficili: Roma in casa e Juve fuori, con la coda del recupero a Firenze subito dopo.

Tra 10 giorni ne sapremo di più…

Welcome back. We've been missing you...

Welcome back. We’ve been missing you…

PICCOLI NANI INFAMI

UDINESE-INTER 3-1

 Diciamolo subito: sconfitta meritata, e purtroppo in una qualche misura prevista.

L’Udinese in questo momento è la squadra più veloce del West e, coppietta di punte terribili a parte, anche a centrocampo mostra rapidità e geometrie tali da far sembrare anche Pinzi un buon cursore. Mettiamoci la storia, che ci vede sempre sofferenti ad Udine, e la statistica, in agguato dopo 4 vittorie consecutive, e gli indizi per una partita da “cazzi acidi” c’erano tutti.

Quel che segretamente speravo era che le qualità friulane, innegabili, fossero però più adatte ad un gioco da trasferta –leggi: difesa e contropiede- e che quindi potessero essere in una qualche misura limitate proprio dalla minor intraprendenza udinese nel dover “fare” la partita. Speranza corroborata dalla buona partenza dei nostri, che timbrano dopo un quarto d’ora con Stankovic e giostrano palla sapienti e ficcanti.

Deki ha il piedino caldo e con un altro paio di tiri fa correre più di un brivido alla loro difesa. I problemi, insomma, non paiono arrivare dalla pur pesante assenza di Milito, bensì dalla ormai preoccupante mancanza di fosforo in difesa. Becchiamo tre gol che sono tre indici puntati contro l’intiera fase di “non possesso palla”.

Il loro pareggio arriva dopo un corner che si trasforma per un attimo in una nostra ripartenza. Peccato però che il “pivot” che deve far salire la squadra difendendo palla non sia Ibra, e nemmeno Julio Cruz, bensì Pandev, che si fa uccellare e fregare palla. La boccia finisce a Zapata (3 gol in seria A prima di oggi, nessuno di sinistro), che si ritrova in area, chiude gli occhi e spara forte sul primo palo. Ergastolo a Pandev, domiciliari per Castellazzi, se non altro per non mettere il cappellino a protezione del sole nel primo tempo.

Poco dopo c’è la punizia del 2-1: capolavoro di Di Natale, poco da dire, ma se ero sicuro io da casa che la palla sarebbe finita in quell’angolo, era così difficile prevedere la traiettoria e fare meglio? Dubbi, perplessità…

Sostanzialmente la partita per l’Inter finisce lì: qualche occasione, in realtà più frutto del caso che altro, e un rigore palese negato al Cuchu in  uno dei suddetti mischioni. C’è però da dire che loro nel corso della ripresa vanno più volte vicini al 3-1, trovandolo poi grazie alla ferale connivenza della strana coppia Cordoba/Castellazzi, col primo disattento a fare il fuorigioco e il secondo a esemplificare come non deve uscire un portiere: in quei casi vai deciso con le mani e il corpo, respingi e ti prendi il fallo a favore. Qui, invece, Domizzi (altro difensore) piazza la scarpata e chiude il match, col nostro purté preoccupato di non farsi la bua.

Più della brutta prestazione, la cosa che mi preoccupa maggiormente è il Q.I. medio della squadra: non è possibile che i tre diffidati (Cordoba, Chivu e Stankovic) riescano a farsi ammonire; e se il “giallo” a Cordoba, di mestiere difensore centrale, fa purtroppo parte dei rischi del mestiere, che dire del pestone ingenuo di Chivu a metà campo e ancor di più dell’inconcepibile  calcetto cattivello del serbo al minuto 93’, con partita stra-chiusa? Spero –invano- in multa esemplare quantomeno per Deki, che una stronzata del genere proprio non me la doveva fare.

Mercoledì quarti di coppa Italia a Napoli, a questi punto con i tre di cui sopra necessariamente in campo, e domenica altra partitaccia in casa col Palermo, con difesa e centrocampo da riassemblare per l’occasione, e con un Milito che, dato oggi per probabile, tornerà confinato alla panchina e poi alla tribuna nel corso della settimana.

La beffa finale sarà che domenica ci diranno “sarà pronto GIA’ per la prossima partita”.

Bentornato ottimismo, cominciavo a sentirne la mancanza…

 

E’ COMPLOTTO

Decido di farmi male da solo e, pur avendo l’opzione di telecronaca con Inter Channel, decido di sorbirmi la coppia Riccardo Gentile (core de Roma) e il Barone Causio, che a Udine ha chiuso la carriera da calciatore e iniziato quella da dirigente. Vi lascio immaginare la faziosità, con il condimento di tutte le statistiche possibili squadernate al solo scopo di farmi venir l’orchite a furia di toccarmi le palle (“L’Inter viene da 5 vittorie consecutive, L’Inter non perde a Udine da 8 anni, Guidolin non batte l’Inter da 9 anni”), con la beffa finale di sentirsi definire “la squadra campione di tutto, la compagine del Triplete, lo squadrone campione d’Italia-d’Europa-del mondo” solo sul 3-1 e dopo il fischio finale, tanto per sfottere un po’. In compenso gli idioti si accorgono del calcio a Cambiasso in area solo al 10° replay. Malafede senza fine.

 

LE ALTRE

Dopo i tre punti della Roma di Sabato, il nostro scivolone poteva francamente avere conseguenze più nefaste, se è vero che Juve e Lazio prendono un punto in due.

Napoli e Milan  vincono la loro partita e si staccano dal gruppone. La tabella-Mario, inaugurata con l’arrivo di Leonardo, è ancora in saldo attivo, ma nella giornata di oggi la previsione era di perdere 2 punti e non 3.

Campionato lungo, i conti si fanno alla fine, l’importante è la prossima partita. Scegliete voi la frase fatta più acconcia alla bisogna. Io dico solo che, più ancora della tanto invocata punta, sarei più fiducioso con un terzinaccio vecchio stampo e con un cervello nella media.

 

WEST HAM

Colpaccio sfiorato sulle rive del Mersey, con l’Everton che agguanta il 2-2 solo negli ultimi minuti. Sempre ultimi, seppur in compagnia, ma con una gara in più degli altri.

Il manager resta. Non che la cosa mi consoli. Continua la “contemplazione del nostro niente”.

Climax discendente: Inizia timbrando il 5° gol in campionato, finisce ammonito al 93'.

Climax discendente: Inizia timbrando il 5° gol in campionato, finisce ammonito al 93′.

 

SQUADRONE

INTER-BOLOGNA 4-1

Se non fosse per l’orrenda maglia in puro patchwork style, quella di sabato avrebbe tranquillamente potuto essere una partita della scorsa stagione. Stesso gioco, stessa cattiveria agonistica, stesso risultato. Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza (il signor Manzoni mi perdonerà l’indegna citazione, per di più adattata alla bisogna).

Quel che possiamo cominciare a dire è che la squadra ha ricominciato a giocare come sa. Non parliamo di allegria, amore e stronzate varie. Stiamo ai fatti: questa gente gioca insieme da anni, si conosce a menadito e, se messa in condizione di fare quel che sa, è a tutt’oggi la più forte in Italia e tra le prime 4 in Europa. Poi è chiaro che vincere fa sembrare tutto più bello e anche Cordoba pare il cugino bravo di Beckenbauer…

La partita col Bologna ci dice questo: un centrocampo solido come pochi (dura per Sneijder togliere il posto a uno di quei quattro…), due attaccanti in buone/ottime condizioni (rispettivamente Milito/Eto’o) e una difesa che concede qualcosa prima della puntuale dormita su corner. Tanto basta per la quaterna.

I segnali migliori a mio avviso arrivano dal Principe: dopo il colpo di testa con palla sul palo a non più di metri 3 dalla porta ho pensato alla maledizione, pur ricordando errori simili anche nella scorsa stagione. Invece il diagonalone di sinistro di poco dopo, complice un non irreprensibile Viviano, ha riconciliato Milito con me e col mondo.

Ancor meglio, il Principe, nella più bella azione della partita: il 3-0 di Eto’o è una meraviglia quanto a preparazione (Re Leone gigioneggia sulla sinistra facendo ammattire un paio di avversari), nella rifinitura (assist di tacco di Milito a chiudere il triangolo) e nella conclusione (destro camerunense a pelo d’erba sul palo lontano).

Come per i due gol fatti in coppa Italia mercoledì, video da salvare e mostrare a tutte le scuole calcio il giorno della lezione “Attaccanti della Madonna”.

La punizia del 4-0 è la classica ciliegina di una torta che si era aperta con una sgroppata di 40 metri palla al piede prima di mettere Stankovic (in fuorigioco di 1,5 cm) in porta per l’1-0.

Le pecche, a voler fare i precisètti, arrivano dalle distrazioni difensive sulle palle da fermo. Dopo i gol di Napoli e Catania, e quello del Genoa in Coppa Italia, anche ieri sera si è dormito bellamente vanificando quella che sarebbe stata la serata perfetta. Certo, se dobbiamo attaccarci a questo per trovare i difetti, anche un maniaco come me può accontentarsi!

Mercoledì arriva il Cesena per il primo dei due recuperi e sinceramente spero che il vento in poppa continui. Da un punto di vista psicologico, credo che Leo, impeccabile finora nelle vesti di (ri)animatore, debba ora alternare il microfono e luci da stroboscopiche ad un più saggio cappello da pompiere. Bene così ragazzi, ma se non vinciamo i due recuperi son tutte pippe mentali. Siamo forti e si può fare, quindi facciamolo perdìo!

La chiusa è per il Capitano, che raggiunge il buon Bergomi a 519 presenze in campionato. Ho come l’impressione che il contatore proseguirà spedito fino alle 600 e oltre…

La cosa bella è che credo che le insufficienze racimolate in carriera non superino la decina. O capitano, mio capitano…

 

E’ COMPLOTTO

La cosa che più mi allarma è la mancanza di materiale per il capitolo del complotto. Scanalando nel post-postcipo, ho addirittura sentito Collovati elogiare l’Inter (che “gioca pvopvio bene”, mentre il Fulvione quando è in buona non è mai andato oltre il proverbiale “è un Intev cinica…”) e Zazzaroni dire “certo che quando rientreranno anche Julio Cesar e Sneijder…”. I gol di Eto’o e Milito hanno anche zittito quelli che facevano notare la vena realizzativa dei centrocampisti, sottintendendo compiaciuti la latitanza delle punte.

La sola cosa  che mi ha fatto provare il solito mix di sentimenti (ghigno sarcastico, odio misto pena per i protagonisti) è stata l’uscita di Frèngo (Dis)Ordine a Controcampo, il quale, parlando del Milan capoclassifica ma con un solo punto in più dell’anno scorso, concordava col fatto che il confronto con gli anni scorsi fosse improprio. La media punti dell’Inter degli ultimi anni era in sostanza “troppo alta per essere vera”, e il buon burattino (cit. col ciuffo) ha chiosato “ma noi dobbiamo essere contenti che il campionato adesso è più combattuto!!”. Insomma, grazie Milan per la tua mediocrità. Non siamo proprio ai livelli del Milan che vince che fa bene al Paese, ma ci siamo quasi…

Insomma, le vedove latitano e io mi preoccupo. Come sapete, mi nutro di sindrome di accerchiamento, i peana alla squadra li vivo come pericolosi campanelli d’allarme. Se c’è bisogno di qualche “caso” o “crisi” la posso inventare io…

LE ALTRE

Dopo un ottimo pari del Napoli e una sorprendente sconfitta del Palermo, mi appresto al pomeriggio calcistico da gufo seguendo Roma e Juve nel loro calcio ruminante. Il gufaggio non dà gli effetti sperati (entrambe sculano una vittoria diciamo di carattere…), ma il tutto è presto ripagato con il pareggio dei cugini in serata.

La partita francamente non si può guardare, e tra un cazziatone di Gattuso a Pato (ah, che grande famiglia il Milan…) e un gol annullato al Lecce per fallo identico a quello di Ibra nel 4-4 contro l’Udinese, si arriva ad inizio ripresa, allorquando il ragazzo torna a fare lo Zlatanasso e inventa dal nulla un gol pazzesco. Ecco a cosa serve Ibra, mi ripeto per l’ennesima volta. Butta la palla avanti, chè ci pensa lui.

Il Lecce, pur nella contemplazione del proprio nulla, rimane però agganciato alla partita, e proprio quando mi chiedo come cazzo abbiamo fatto noi a perdere punti su questo campo, è proprio Olivera a purgare il Milan, riservando lo stesso trattamento di cui avevamo beneficiato a Novembre. D’amore e d’accordo come bravi cugini, insomma…

 

WEST HAM

Tragicomico derby contro l’Arsenal perso in casa 0-3. Un paio di categorie di differenza. Manager con le ore contate, in arrivo –pare- Martin O’Neill, ex Celtic e Aston Villa.

Peggio di così non si può, quindi speriamo nell’effetto spariglione e keep finger crossed…

Senza parole

Senza parole

…E UNA C’E’!

SEONGNAM-INTER 0-3

Diciamo la verità: sospirone di sollievo.

I giorni precedenti avevano portato notizie confortanti, ai limiti della propaganda: stanno tutti bene, scalpitano, tutti recuperati.

E infatti Maicon è in panchina. Va beh, mi dico, c’è Zanna al suo posto, non è quello che mi preoccupa.

Pronti-via e Sneijder deve già uscire. Non credete a chi dice che esce a seguito di una brutta entrata del coreano: il contrasto è ai limiti del fallo e per nulla cattivo. Di più: il contatto è sulla gamba destra, mentre Wes esce toccandosi il flessore (ma va?) della coscia sinistra. 

Sono in macchina in quel momento e tutto Fulvio Testi, nonostante i finestrini chiusi, sente le mie madonne risuonare nell’aere. Per fortuna ci pensa Deki con la squadra ancora in 10 a mettere palla in buca e –di fatto- a dare un primo giro di chiavi alla serratura della partita.

Mi accomodo sul divano (non di casa visto che la partita è esclusiva di “quello là” e io a “quello là” i soldi non li do! Libero di scegliere? Certo, libero di mandarti affanculo!) con la squadra sull’1-0 e giusto in tempo a stropicciarmi gli occhi davanti all’azione Zanetti-Milito-Zanetti: colpo di tacco del Principe e esterno destro del Capitano! Non-ci-pos-so-creee-de-re!

A quel punto, nonostante gli scongiuri della coppia di telecronisti Piccinini e Serenaputtanalhaifattoperlagrana (è un cognome unico), la partita scorre ragionevolmente tranquilla. Loro hanno un paio di occasioni sul finire del primo tempo, i nostri più o meno controllano e si arriva al riposo.

Della ripresa ricordo un attacco molto valido in Eto’o e Milito e invece zoppicante in Pandev, che ha il solo lampo di genio quando mette una bella palla in mezzo per Stankovic, che prova a girare per Eto’o solo a porta vuota, ma trova un ginocchio coreano a rovinargli il piano.

Ciliegina finale per Milito che ritrova il gol dopo tiro del Re Leone respinto dal portiere.

Insomma, 3-0 e finale raggiunta. Ora vedremo sabato quel che succede, probabilmente senza Sneijder e possibilmente con Maicon.

Uno Stankovic così (ieri il migliore) non dovrebbe far rimpiangere l’olandese, soprattutto quello visto in questo inizio stagione: chissà che questo piccolo infortunio non sia la buona scusa per ri-farsi una bella preparazione fisica in vista del ritorno in campo alla Befana…

Staccandomi dalla fredda cronaca e parlando di queste partite arabe in una prospettiva più ampia, ripeto quanto vado dicendo da anni: questo è e rimane il torneo dell’amicizia, e non sarò così falso da spacciarlo ora come il traguardo più importante del mondo. Se “lo stringiculo” è un parametro di valutazione attendibile (ed ovviamente lo è!), la mia tensione pre-partita era inferiore a quella di una finale di coppa Italia. E non credo che sabato sarà diverso, visto che oltretutto affronteremo la squadra africana e non la più blasonata sudamericana.

Questo non per mettere le mani avanti. Anzi, semmai è il contrario: da questa manifestazione l’Inter ha tutto da perdere. Vince? Beh te credo, contro coreani e congolesi… Non vince? Crisi sempiterna e irrisolvibile, suicidi di massa, etc.

L’importanza di questo trofeo sta quindi non nel suo prestigio “in sé”, quanto nell’inerzia che potrebbe dare alla stagione dei nostri. Vincere potrebbe dire chiudere “dignitosamente” questo trimestre, avere raggiunto l’obiettivo che – seppur discutibilmente- ci si era dati come prioritario, avere la prova che la squadra con un livello “normale” di infortuni è ancora forte, sfruttare la pausa natalizia per caricare le batterie e iniziare Gennaio con aria fresca e rinnovata. Onestamente non credo che da gennaio a giugno riusciremo a sollevare altri trofei (a parte forse la Coppa Italia, di cui in ogni caso poco mi cale), ma è comunque importante risalire la china in campionato e sperare in un sorteggio non troppo malevolo in Champions per cercare di arrivare per lo meno ai quarti. Insomma, ricominciare ad essere una squadra vera.

Pensierino della sera: Non pensavo che una vittoria sui coreani avesse il potere di migliorare così tanto il panorama davanti a noi.

Risposta: si vede che era ben brutto…

 

E’ COMPLOTTO

Ancora una volta mi compiaccio e congratulo con me stesso per “non dare i soldi a quello là”. La telecronaca di ieri, per non parlare del commento in studio, trasudava anti interismo in maniera sfacciata (sarà che non li guardo mai e quindi non sono abituato ai loro standard). Serenaputtanalhaifattoperlagrana avrà detto 30 volte che Pandev stava giocando male (vero, ma su 11 in campo è stato l’unico insufficiente), mentre quando si trattava di parlare degli altri era tutto un minimizzare (“Bene Zanetti”, “Buona azione dell’Inter”…). Per non parlare dei 5 minuti finali del primo tempo, (gli unici di vero pericolo dei coreani) nei quali i ragazzi al microfono erano in evidente stato di eccitazione: “Non è ancora finita!, l’Inter deve stare attenta!, attenzione a questi cali di concentrazione!!”.

Ma sarei un bugiardo a dire che la cosa mi stupisce…

In studio poi, a parte il sempre grande Trap, c’erano i “corti e intensi” Sacchi e Pistocchi. Chettelodicoaffà…

La chicca della chicca è la notizia della convocazione del Sig.Massimo davanti al Procuratore Palazzi per lo Scudetto del 2006, che guarda caso arriva proprio nell giorno della partita al Mondiale per Club.

Coro: Tremate, tremate, le vedove son tornate.

Controcanto: Perché? Erano mai andate via?

Il ragazzo sta prendendo il vizio... anche se lo sguardo incredulo e stupito è sempre lo stesso!

Il ragazzo sta prendendo il vizio… anche se lo sguardo incredulo e stupito è sempre lo stesso!

UNA ROBA BRUTTA

TOTTENHAM-INTER 3-1

Avevo detto che sarebbe stata dura, e pensavo di dovermi riferire solo all’orgoglio ferito degli Spurs, alla voglia di rivalsa di tutto il pubblico londinese, e robe del genere.

Anzi non è vero: in realtà, vista la ghiotta occasione per i nostri (vincere e assicurarsi il passaggio del turno dopo 4 soli turni), temevo l’ennesima stecca nella partita decisiva, che è puntualmente arrivata.

Arrivo anche a dire che la presenza di Bale su quella fascia non mi lasciava per nulla tranquillo, ed ero sicuro che un paio (di decine) di volte ci avrebbe bucato da quella parte.

Ma un altro cazzo di infortunio fottuto a metà campo, quello no. Quello era come il triangolo (non l’avevo considerato).

E invece il buon Muntari, dopo una decente oretta di gioco, sente il polpaccio tirare –sapremo poi che “già in allenamento aveva avuto le prime avvisaglie” chè non ci facciamo mancare niente- ed è costretto a dare forfait.

Con questo non voglio assolutamente dire che abbiamo perso perché è uscito il Munta, anche perché stavamo comunque perdendo già con lui. La verità è che dopo 30 anni a tifare questi colori, ‘sta squadra un po’ la conosco e ieri era la serata perfetta per ficcarci dentro la partitaccia.

Tra la condizione fisica di Maicon, in ritardo manco fosse un regionale Monza-Milano, e uno Sneijder a cui forse non sono arrivate le sue cose –per quanto sbraita in campo, tirando da ogni posizione-, ci dobbiamo al solito affidare a Eto’o che è però preso in ostaggio da 4-5 nerboruti in maglia bianca.

Pandev è inesistente, Biabiany da togliere dopo il primo quarto d’ora. Zanna e Munta si arrangiano in fase di interdizione e fanno quel che possono per costruire gioco, cioè non molto. Inevitabile dolersi delle assenze dei compagni di reparto (Deki-Cuchu-Thiaghino).

Morale, loro vengono giù da tutte le parti (come detto soprattutto con Bale, fenomeno vero, ma anche col piccolo Lennon dall’altra parte e nasino-Modric in mezzo) e noi in tutto ‘sto casino ci capiamo poco al cazz.

Visto l’andazzo della squadra, quando entra Milito sudo freddo temendo l’ennesima ricaduta. Fortunatamente almeno questo pericolo pare scongiurato, anche se tenerlo in panca con quel popò di partitaccia che stiamo facendo è un muto rimprovero alla gestione degli infortunati (della serie: non sei pronto per giocare, ma ti porto lo stesso sperando di non doverti far entrare). In realtà i 20 minuti giocati ci mostrano un Principe più che accettabile, forse agevolato dalla mediocrità generale, dalla quale è facile ergersi. In venti minuti piazza un interessante diagonale di sinistro appena entrato e un bellissimo destro che spizza la traversa negli ultimi minuti. Tra i due tiri, il solito colpo da biliardo di Eto’o, che forse illude qualcuno –non io- sulla possibilità di recuperare una partita che, ripeto, a me è sembrata persa già dal fischio iniziale.

Provo a scrollarmi di dosso l’inevitabile pessimismo cosmico, pensando che nulla è compromesso, e che la qualificazione potrebbe arrivare già alla prossima partita (in casa col Twente). Poi butto gli occhi avanti e vedo che nei prossimi 10 giorni avremo un climax ascendente di 3 partite di campionato (la terza è il Derby in scaletta domenica 14), tutte da giocare con un centrocampo semplicemente da inventare.

 La cosa che più mi ha fatto ridere? Sentire Benitez andare orgoglioso della gestione degli infortuni, snocciolare numeri e percentuali assolutamente irrilevanti (il 40% degli infortuni sono avvenuti in nazionale oppure l’85% degli infortuni riguarda giocatori che già si erano fatti male risposta di Mario: e sti cazzi?), ma soprattutto vantarsi di aver dimezzato i tempi di recupero rispetto all’anno scorso. Bravo pirla, aggiungo io: basta rimetterli in campo quando non sono ancora guariti, e infatti vedi che si ri-rompono. Riso amaro, naturalmente…

 

Niente “E’ COMPLOTTO” stavolta, se non la ricerca spasmodica del “caso” e la ormai stantìa ripetitività del paragone Benitez-Mou (visto, o coglioni, che non era solo un “grande comunicatore”?), il tutto con quel ghigno da schiaffi di Caressa che non credo avrebbe avuto se il risultato fosse stato inverso, o se a prendere la scoppola fosse stata la sua Maggica.

Ma qui siamo al processo alle intenzioni.

Come dire, c’ho ragione, ma non ho le prove per dimostrarlo. Tocca fidarsi!

Quando ancora si muoveva... ...ma tu guarda se uno deve rimpiangere un polpaccio di Muntari!

Quando ancora si muoveva… …ma tu guarda se uno deve rimpiangere un polpaccio di Muntari!

UNO TIRO UNO GOL

CAGLIARI-INTER 0-1 

Come si dice in questi casi, prendiamo ciò che di buono s’è visto (gol di Eto’o e vittoria) e sostanzialmente riaggiorniamoci per tutto il resto.

Ma va benissimo così. Sai chemmefregammè di manovre ariose e sovrapposizioni ficcanti quando giochi incerottato ogni tre giorni? E poi non siamo mica il (grande) Milan, siamo solo la solita “Inter cinica”. Ribadisco, sticazzi.

Piuttosto, non ci sono più parole per descrivere lo stato di forma del Re Leone: onestamente è dai tempi del Ronaldo 97/98 che non vedo una punta interista così incisiva e decisiva, tant’è che l’adagio da terzo anello che dà il titolo a questa sbrodolata si addice perfettamente all’andazzo degli ultimi tempi. Eto’o in questo momento potebbe segnare pure con un colpo di tosse, anche se c’è da dire che il gol di ieri è di una bellezza e di una tecnica uniche. Pallaccia di Sneijder (bravo comunque a contrastarla e riacchiapparla quando sembrava ormai persa), controllo volante col destro, altro tocco a liberarsi e sinistro secco all’angolino.

Geometria cartesiana applicata al calcio, in culo ai soliti stronzi che gli fanno il verso della scimmia.

L’inter vince tirando due volte in porta: l’altra azione che vede Coutinho scaricare un destro discreto ma centrale ricorda –in peius– il gol di “indovina chi?” contro il Twente. Per il resto partita bloccata, Cagliari che ha un paio di occasioni mica da ridere, carambolone su Chivu che si stampa sulla traversa e Daniele Conti che per fortuna non è lesto abbastanza da ribadire in porta. Una doppia parata di JC su una bella percussione di Nenè+Acquafresca fa il resto, e tutti a casa con 3 punti che valgono oro.

Volendo fare il tennico, dico che vista la penuria di attaccanti (anche ieri Eto’o + i 2 bambini ai suoi lati), la manovra ha un solo sbocco (prevedibile e abbronzato, se mi si passa la pessima battuta): Coutinho e Biabiany non sono esattamente Milito e Pandev, ma questo c’è e con questo -per ora- bisogna lavorare. Non deve stupire quindi che, pur arrivando con relativa facilità sulle fasce, non ci sia poi la gragnuola di cross in area: il più alto sfiora il metro e ottanta, e tipicamente in area di rigore ce n’è solo uno (once more, guess who?). Si cerca perciò l’uno-due al limite dell’area o la percussione centrale. Sneijder fa tanto (è sempre in mezzo a dirigere il traffico), ovviamente la quantità non può sempre andare di pari passo con la qualità, ma al contrario di molti a me è piaciuto.

Salutati con piacere i rientri del Capitano e di Samuel (giornata senza particolari affanni per entrambi), concludo riportando qui la mia indefessa coerenza nei confronti di T.Motta: quando l’ho visto a terra tenersi il ginocchio con sguardo perso verso la panchina gli ho vomitato addosso tutti i sacramenti di questo mondo (“ritìrati storpio del ca…” era tra i più civili). Scampato -pare- il pericolo di ricaduta, al primo recupero grintoso e vincente mi esibivo in un “grande! bravo Thiaghino!” che non poteva che sucitare la divertita reprimenda di mia moglie “Quello è il tizio che stavi insultando a morte fino a due minuti fa?“. Questa volta me la sono cavata dicendo: “Sì, ma con gli impedìti devi fare così: dirgli bravo anche se fa un passaggio da due metri al portiere“.

Si sa, il tifo acceca e obnubila la mente.

La mia poi…

 

LE ALTRE

La vittoria di Cagliari è ancor più importante, visto che le altre vincono tutte: vince il Milan (grande Ibra –chettelodicoaffà– e anche Pato, ma difesa as usual in panico vista la moltitudine di punte-mezzepunte-mezzeseghe), stravince la Juve contro l’inguardabile Lecce allenato da De Canio (uomo GEA di vecchia data), vince anche la Roma contro il Genoa, mostrando un Borriello bravo anche più di quanto sia bello(ccio).

E soprattutto vince la Lazio, che sbanca Bari e resta sola in testa. Finchè dura…

Crisi nera per la Viola e Sinisa: spiace per tutti. Sarebbe facile tornare sui miei passi e dire “meno male che l’inter non ha preso Mihajlovic come allenatore”, invece continuo a pensare che avrebbe potuto far bene, e che il periodaccio per la Fiore passerà.

 

E’ COMPLOTTO

Prima della chicca della domenica (arrivata in extremis), doveroso passo indietro alla funesta serata di Genova. Solo alcune chicche:

1) I giornalisti RAI che dicono “i giocatori serbi vanno sotto la curva facendo “tre” con la mano, spiegando ai tifosi che se va avanti così rischiano la sconfitta 3-0 a tavolino”. Ora, io stesso ho chiesto quanche mese fa cosa significasse esattamente quel segno, ma sono anni che vediamo giocatori -e sportivi- serbi esultare e festeggiare così: possibile che questi genialoidi non l’avessero mai visto prima?

2) Quando accadono fatti simili, oltre alla esecrabilità insita nella cosa, arriva inevitabile anche l’effetto collaterale: tutti si improvvisano fini analisti (magari gli stessi del punto 1): ho sentito commenti talmente strampalati detti da gente talmente improvvisata che mi si è gelato il sangue nelle vene. Lasciamo perdere, rischiamo di parlare di cose serie.

Veniamo invece alle mie amiche prostitute intellettuali, che in realtà già in settimana scalpitavano per la marchetta: la Gazza di giovedì (credo) parla di una lite in allenamento tra Melo e Sissoko, due diplomatici juventini che vengono alle mani per un tackle di troppo in partitella. Separati dai compagni che ancora si sfanculavano, la cosa è ovviamente stata riportata come segno di una grandissima motivazione, di un gruppo caricato a mille da Del Neri, e di gente che non ci sta a perdere nemmeno in allenamento.

Ricordo che eravamo appena usciti da articoli in cui nell’ordine Chivu, Maicon, Muntari, Milito e Sneijder costituivano dei “casi” e Benitez veniva definito un bamboccio che non godeva del rispetto di nessuno (http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2010/10/04/news/giocatori_rispetto_benitez-7701991/index.html?ref=search).

Ero invece molto preoccupato perchè il dopo-gara non aveva offerto granchè da questo punto di vista: qualche critica (gustificata peraltro) al gioco dell’Inter, qualche accenno alla dipendenza di Eto’o (che è però la sola punta titolare attualmente deambulante) ma nulla più di questo. Il fido ControCampo però metteva la falla con un servizi(ett)o da 3 minuti sull’Inter la Eto’o-dipendenza. Il 90% del servizio disegna scenari apocalittici (riporto testualmente “Inter terz’ultima in classifica, Benitez a un passo dall’esonero, Moratti infuriato, Branca alla disperata ricerca di mosse di mercato“), per poi concludere placidamente “ecco cosa sarebbe l’Inter senza Eto’o“.

Il tutto con la codarda e ipocrita postilla di Big Jim Brandi che dice “è ovviamente un gioco“.

Grazie di esistere!

 

WEST HAM

Pareggio coi Wolves nella partita dei disperati (entrambi ultimi in classifica).

Possiamo consolarci dicendo che abbiamo gli stessi punti del Liverpool…

Sinistro chirurgico e palla in buca. Non male per un primate...

Sinistro chirurgico e palla in buca. Non male per un primate…

CRISI? SUCA!

INTER-WERDER 4-0

Con un partitone l’Inter cancella la crisi che tutti avevano prontamente tirato giù dalla mensolina, spolverato e lucidato per l’occasione.

Quanta ridicola bellezza nel sentire le stesse bocche che negli ultimi tre giorni hanno vomitato critiche a profusione, scappellarsi di fronte a cotanta bellezza e sbugiardarsi da soli dicendo “c’è addirittura che ha pronunciato la parola “crisi” per questa squadra che in Italia vince da 5 anni e che l’anno scorso ha fatto il triplete. Il tutto per aver perso –immeritatamente, aggiungo io- una partita al 92° ”.

Non che la cosa mi conforti, né tantomeno mi sorprenda. Le prostitute, in quanto tali, sono sempre pronte, basta pagare. E quindi arrivederci alla prossima.

Parlando giusto un attimo di calcio giocato, anche ieri sera partitone. L’Inter fa 4 gol di cui 3 nella prima mezz’ora, e onestamente ce ne potevano stare almeno un altro paio: Coutinho capoccia sciagurato fuori di poco e Sneijder si fa parare il tiro dopo assist di Ciccio-Pato (ci avete fatto caso? Vero che il brasilianino assomiglia a Pato, ma secondo me somiglia ancor di più alla sua caricatura nello spot di Sky, vedere foto).

Lui e Biabiany fanno buone cose. Il francese parte a mille e concede una serata di ferie a Maicon, quasi incredulo nel vedere che c’è un altro che fa avanti-indietro sulla fascia al posto suo. Coutinho parte male, ma dissemina perle di saggezza tardo-adolescenziale nei 90’, culminati con un tiro insidioso (copyright B. Pizzul) a metà ripresa.

Eto’o è incontenibile, ne segna tre di cui il secondo va mostrato in tutte le scuole calcio del mondo: esempio perfetto di stop a seguire e botta secca sul primo palo, dopo illuminante lancio di Lucio (roba che se lo fa Pirlo ci ammorbano 3 giorni). Lui e Sneijder si scambiano assist per il 3° e 4° goal, e insomma la serata pare davvero di grazia.

Guardiamo quindi alle (poche) note stonate:

1) Julio Cesar continua la fase da Renato Pozzetto in braghe corte: dopo l’amnesìa di Roma che è costata una punizione a due in area, ieri sera sullo 0-0 azzarda un’uscita dalle parti della metà-campo, nonostante l’unica punta tedesca sia scortata da Lucio e Cordoba (non proprio i fratelli Paganin, tanto per dire). L’urlaccio di Psycho con le sopracciglia rifatte credo che se lo sognerà di notte per il resto della settimana.

Per completare la seratona, nella ripresa viene sostituito da Castellazzi (bravo): in TV la spacciano per un premio concesso al portiere italiano, visto anche il confortante punteggio di 3-0. Vero che si usa dare il “contentino” al nr 12, ma di solito lo si fa a fine stagione (e magari per tutta la partita) o negli ultimi minuti (non a inizio ripresa). E i miei dubbi trovano puntuale conferma nel dopogara, quando Rafa dice che le sue condizioni si valuteranno meglio domani, ma che -insomma- è uscito per un dolorino.

Oddio, visti gli standard qualitativi delle ultime prestazioni, magari stare a riposo gli fa anche bene!

2) Lucio per una buona ora fa il partitone a cui fortunatamente ha abituato anche i non Psycho-lovers come me. Detto dell’assist per il 2-0 e del recupero sulla cacata di JC, nella ripresa si blocca dopo uno stacco di testa in area e chiede il cambio. Dopo Samuel e Matrix, anche lui è fermo ai box: contro la Juve toccherà forzatamente a Cordoba e Chivu, speriamo in bene.

Più in generale, mi pare di poter dire che lo stato generale di salute della squadra non sia “eccellentissimo”: ad oggi non possiamo contare sul portiere, la coppia di centrali, il capitano, due terzi del tridente dell’anno scorso (Milito e Pandev) e un perno di centrocampo come T.Motta (“perno” anche per la non eccelsa mobilità).

Ora, speriamo di recuperarne un paio per domenica e quasi tutti per il “dopo-la-sosta”, però la situazione non è rosea per Mr Rafa. Finchè tutto gira bene –come ieri, come col Bari, come a Palermo- hakuna matata, ma la panchina è davvero corta e la qualità è quella che è. Ribadisco l’auspicio: speriamo in bene…

Chiudo lasciando spazio all’Ambroeus, il tennico-da-bar-sport che è in me, per dire che, se una squadra dev’essere costruita e schierata in modo da trarre il meglio dai suoi giocatori, a mio parere non appena la rosa lo potrà permettere urge virare verso il rombo di centrocampo. Cambiasso davanti alla difesa, due tra Deki-Zanna-Motta ai lati e Sneijder dietro a Milito e Eto’o. Potenziale d’attacco devastante, maggior pressing e copertura a metà-campo, un cambio all’altezza (Pandev) per i due davanti.

Rafa, pls take note. Seguirà regolare fattura per la consulenza prestata.

 

LE ALTRE

Il Milan pareggia ad Amsterdam contro un Ajax che con un po’ di cattiveria in più avrebbe potuto vincere: giocano bene, ma “si piacciono” un po’ troppo per i miei gusti. Cazzo, quando hai la palla tra i piedi e sei lì davanti, devi tirare, non arrivare in porta col pallone! Ovviamente Zio Fester, in ossequio al suo credo “non parlo mai di arbitri”, piange dicendo che SuperPippa è stato fermato ingiustamente davanti al portiere. Insomma, “bassiamo i toni” (cit.). Spero invece che il frenetico Inzaghi segni presto questo cazzo di 69° gol in Champions perché non se ne può più di sentire “Pippo alla caccia di Gerd Muller, come miglior goleador di coppa”. Anzi, siccome Raul è bene o male allo stesso numero di gol (anche se ovviamente nessuno lo dice), spero che ci arrivi lui per far finire questa agiografia non richiesta di uno dei calciatori italiani più odiosi che io ricordi.

In ogni caso, i cugini iniziano a capire cosa voglia dire essere Ibra-dipendenti, con i pregi (vedi gol fatto) e i difetti del caso (del tipo: se non ci pensa lui, che la mette dentro: Robinho? 😉 )

 La Maggica spezza le reni al Cluj, e Borriello segna un gran gol: sarà un mezzo tronista e figlio di camorrista, ma questo a calcio ci sa giocare e la Roma ha fatto un gran colpo: quasi come Adriano, che al momento è in uno stato di forma imbarazzante…

 

E’ COMPLOTTO

Rimandando alle prime righe per la fenomenologia della parola “crisi”, segnalo solo che la partita di ieri ha avuto come ultima eco considerazioni del tipo: “E adesso Milito come la prenderà?”. I mediaservi perdono colpi: l’anno scorso non si sono mai chiesti come la prendesse Eto’o dei gol di Milito…

Insomma, siamo l’unica squadra al mondo che ha un problema nell’avere un centravanti che fa 11 gol in 10 partite. Dura la vita eh?

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int wer 2010 2011 bis

BASTANO?

INTER-BARI 4-0 

Una allegra scorribanda dopo il quasi infarto iniziale.

Pericolo molto più reale di quello Paventato (la maiuscola è una chicca per intenditori) domenica per il Capitano, e che vede le conseguenze nefaste per il nostro miocardio fermarsi fortunatamente sul palo colpito da Almiròn.

Il tutto dopo 20 secondi dal calcio d’inizio, con i nostri che non hanno nemmeno sfiorato il pallone.

Che servisse o no questo stringiculo, i nostri cominciano a giocare con buone geometrie e discreto ritmo. L’obsesiòne (copyright JM) di far segnare Milito è abbastanza palpabile, e l’argentino viene cercato spesso, anche se non benissimo: nel primo quarto d’ora produciamo qualche tiro, ma soprattutto da fuori area, senza manovre avvolgenti. Con l’andar del tempo invece Eto’o sale in cattedra, grazie al suo immenso talento, ad uno stato di forma difficilmente migliorabile e ad una marcatura non proprio arcigna (il povero Pulzetti, di professione centrocampista, è costretto dalla morìa di difensori baresi a giocare in quella zona: credo che avrà gli incubi per qualche notte…).

Il copione sembra già scritto e trova puntuale conferma al 27’: discesa travolgente del Re Leone a sinistra, cross al bacio per Milito che, resistendo a un tentativo di stupro in area di rigore (lo strip tease ad opera del terzino era quasi completo) insacca di testa.

Gol liberatorio si dice in questi casi.

La partita prosegue bene per l’Inter, e nella ripresa assume i contorni della passerella. Il Bari ci mette del suo, regalando due rigori tanto netti quanto ingenui (un “mani” che è gemello di quello con l’Udinese, e uno sgambetto su Lucio dopo stop “a inseguire” del difensore pugliese), ed esponendosi inevitabilmente al contropiede interista come nell’azione Coutinho-Stankovic-Milito che porta al 4-0.

Tutti contenti, anche nel vedere i due punteros contrattare come nemmeno al Suk di Marrakech sui rigori da tirare (alla fine bene così, doppietta per entrambi). Personalmente, mi piace sottolineare la solida prestazione di Chivu su Alvarez prima e tal D’Alessandro poi. I due, contrariamente alle mie preoccupazioni della vigilia, non impensieriscono il rumeno in versione “genietto-tattico-bravo-a-non-farli-partire”. Chiedo venia a Ciccio Caschetto e son contento di farlo.

Le uniche piccole note negative arrivano da Samuel che si ferma alla mezz’ora per un problema al quadricipite e che inevitabilmente è a rischio per Roma, e per il Capitano che, prima volta negli ultimi 5 anni, salta una partita per infortunio: nell’ultimo allenamento ha sentito lo stesso dolore di domenica, e stavolta gli esami hanno sì evidenziato un pneumotorace, seppur di modesta entità. Visto il SuperUomo, non mi stupirei di vederlo in campo già sabato, ma umanamente parlando si prevedono 1-2 settimane di stop.

 

LE ALTRE

I cugini impattano a Roma contro ‘A Lanzie. Ibra si mangia un gol nel primo tempo e ne segna uno nella ripresa, ma poi la coppia centrale più bella del mondo (Nesta-T.Silva) si fa uccellare da Hernanes e Floccari per il graditissimo pareggio, festeggiato ovviamente in tempo reale anche a San Siro.

Periodo di sfiga nera per la Roma, che perde anche a Brescia, avendo da recriminare per qualche decisione dell’arbitro. Il rigore di Mexes in effetti non c’è (Barbie-boy prende la palla) anche se, in tutta onestà, vedendola a velocità normale mi pareva rigore netto. Oltretutto l’intervento era fuori area. Fatto il frittatone, purtroppo per lui il cartellino era inevitabile. Degli altri episodi incriminati, ho visto il “mani” in area, che rientra in quella zona grigia del “si può dare come si può non dare” (e cioè: braccia scomposte ma palla che arriva da un metro).

In ogni caso, per noi bad news perché la Roma si trova a dover fare la partita della vita sabato contro di noi, coltello tra i denti e nervi a fior di pelle. Avrei preferito arrivassero dopo un bel brodino (leggi: vittoria brutta sporca e cattiva ma che muove la classifica).

Stasera la Juve col Palermo: in caso di vittoria arriverebbe a meno 3 da noi (capoclassifica solitari, once more with feeling).

 

E’ COMPLOTTO 

Direte voi: difficile trovare fagioli da far bollire in pentola dopo una serata così. Uomini di poca fede!

Dopo aver fatto un complimento all’Inter “di quest’anno” (“questa è una squadra che mi è simpatica, quella dell’anno scorso…” detto col solito cantilenante accento calabrese), Massimo Mauro deve timbrare il cartellino (cioè rompere il cazzo, –excuse my french-) e quindi chiede a Rafa: “lei in 5 anni a Liverpool non ha mai vinto il Campionato, ora arriva in Italia e probabilmente lo vince al primo colpo. Non è che la differenza sta  nel fatto che lei là faceva anche il mercato e qui invece ci pensa qualcun altro?” Domanda senza senso, davvero antipatica (con una T sola stavolta), a cui Sancho Panza risponde punto su punto, argomentando di minori budget a disposizione rispetto ai top club e di uno scudetto che a Liverpool manca da 20 anni (non 5). Quando poi il soggetto in studio cerca di liquidarlo con un “va beh va beh…” lo spagnolo, con ferma educazione, ribatte “per favore vorrei finire”, zittendo il prostituto intellectuale di turno.

Ottimo Rafa anche quando respinge seccamente al mittente (in minigonna stavolta) qualsiasi accenno a un presunto litigio avuto con Eto’o a inizio stagione circa la posizione dell’africano in campo (riassummibile nella formula “parlato tanto, litigato mai”). Apprendo infine che il fatto di non avere un rigorista designato sta in sostanza spaccando lo spogliatoio, ed essendo l’Inter pazza per definizione, occorrerebbe porre rimedio.

 In effetti abbiamo un solo punto in più del Brescia… La crisi è alle porte.

Eto'o e Milito si picchiano per decidere chi deve tirare il rigore

Eto’o e Milito si picchiano per decidere chi deve tirare il rigore

BILICO

TWENTE-INTER 2-2 

 L’Inter è in bilico, tra vittoria e sconfitta. Alla fine ne sce un pareggio.

Ma forse è più giusto dire che l’Inter è UN bilico, un autotreno snodabile con massa superiore alle 3,5 tonnellate.

Tra giocatori a corto di condizione, reduci da infortuni e/o da vacanze di durata variabile, la truppa agli ordini di Sancho Panza Benitez è lenta e pesante, un’eterogenea accozzaglia di pedatori dal potenziale formidabile, ma al momento in chiara difficoltà fisica ancor prima che tattica.

Tornano alla luce i vecchi difetti: palla persa su rimessa laterale (solo ieri sera ne avrò contate una decina, una volta addirittura Maicon ha servito il portiere!), falli stupidi al limite dell’area (Samuel appena prima dell1-1), poco movimento senza palla.

Infine, prendo atto che, dopo Ferri e Cordoba, Samuel è il nuovo e illuminato regista arretrato dell’Inter. Al “Muro” voglio un bene dell’anima, ma a lanciare da dietro non si può guardare…

Ci affidiamo insomma agli unici due in forma, Sneijder ed Eto’o, che guarda caso sono anche i due marcatori.

Il resto della squadra vivacchia sul 6– (Mariga buono come interditore, per l’impostazione si ripresenti la prossima volta, come battitore a rete c’è il salto d’appello), mentre i picchi negativi vengono da Maicon e Milito: due giocatori che in passato ci hanno fatto vincere decine di partite, e che hanno problemi oggettivi da affrontare: Maicon rientrava dopo uno stop di 2 settimane, Milito ancora lontano dalla forma migliore, causa Mondiali giocati, vacanze ridotte e preparazione fisica di fatto ancora in corso.

La vera differenza tra i due è che quest’ultimo è una persona calcisticamente intelligente: sa di non essere in forma, trova comunque modo di entrare nelle azioni dei due gol (bella la finta e tiro che spiana il tap-in di Wesley, caparbio e per una volta rapido a dar palla a Eto’o prima della magìa del 2-2). Insomma, autogol a parte, cerca di fare i movimenti giusti per la squadra. Sbaglia tanto, perde molti palloni con “stop a inseguire”, ma capisci che capisce.

Quell’altro diciamo non proprio. Maicon appartiene a quella categoria di calciatori che basa la sua forza al 90% sul proprio strapotere fisico. Se non ce l’hai (ed è comprensibile, ad inizio stagione e con un ginocchio giacomino) non c’è un piano B. Continui a buttar palla avanti pensando di arrivarci prima degli avversari, ma ‘gna fai

Infine, piccola ode per Samuel Eto’o sul 2-2: la cosa più intelligente (che in tutta onestà non avevo notato) l’ha detta Vialli nel dopo partita, facendo vedere la finta del numero 9 dopo aver dato palla a Pandev: inganna il loro terzino fingendo di scartarlo sulla sinistra, quello abbocca e gli apre il corridoio “dritto per dritto”: palla lasciata lì da Pandev e colpo chirurgico all’angolino. Quel che si dice un Campione.

 Ultime tre considerazioni, in attesa di Roma e Milan stasera:

1) Pandev è uscito mezzo rotto, motivo ulteriore per rimpiangere il non acquisto di Kuyt (non Messi, Kuyt…): la buona notizia è che, se è vero che la forma si trova giocando, Milito non salterà nemmeno un minuto delle prossime partite. Sperando che la forma migliori, e la prossima volta a gonfiarsi sia la loro porta e non la nostra.

2) Visto l’infortunio del macedone, la spaccatura tra attacco e difesa, e la fatica che fanno i due mediani a coprire tutto il centrocampo, prevedo -e tutto sommato approvo- un rapido ritorno al rombo. Il modulo è senz’altro noto ai giocatori, dovrebbe garantire più filtro a metà campo e protezione alla difesa (i gol subìti sono un po’ troppi), e là davanti permetterebbe a Eto’o e Milito di giocare più vicini, con Sneijder alle loro spalle. Staremo a vedere…

3) Ennesima serata di gloria per un signor nessuno contro l’Inter: tal Theo Janssen piazza una punizia che se la fa Messi o Ronaldo ne parliamo una settimana. La mia sindrome da terzino sinistro (cosa che Janssen non è) è arrivata ormai a tal punto che ogni volta che vedo un mancino calciare bene mi chiedo “perchè non lo prendiamo noi?

 

E’ COMPLOTTO

Avevo ammesso senza problemi che i 6′ di recupero a Bologna erano stati una cosa un po’ antipatttica (copyright Signor Massimo). Mi era invece sfuggito come già sabato contro l’Udinese, guarda caso con i nostri avanti 2-1, il prode arbitro (di sinistra?) abbia salomonicamente concesso analogo recupero, giusto per far capire che il vento non è cambiato, nè probabilmente mai cambierà.

Vedere Zio Fester Galliani sfanculare impunemente Braschi in tribuna a Cesena (by the way, Braschi è stato un arbitro infame e ricordo diverse partite da scandalo contro di noi, quindi senz’altro non mi dispiaccio nel vederlo vilipeso), senza che partissero deferimenti e scomuniche di Mourinhana memoria (vedi su tutti il gesto delle manette) è ulteriore conferma del fatto che Eolo soffia sempre da quella parte lì.

O quantomeno sempre contro questa parte qui.

Delirio? Persecuzione? Può darsi: Burdisso apre un ginocchio a un avversario, ma non si ravvisa condota violenta; morale, 2 giornate e rientro giusto-giusto per Roma-Inter. Il che, vista la labile psiche del soggetto, potrebbe essere un vantaggio per noi, però intanto questo gioca…

 

Eto'o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo...

Eto’o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo…

NON C’E’ MALACCIO

BOLOGNA-INTER 0-0

Gufi e inconsolabili disfattisti, iatavenne!

Vero che non abbiamo vinto, vero che il primo tempo non è stato granchè, vero che molti dei nostri sono in palese ritardo di condizione, e soprattutto vero che la rosa manca al momento di ricambi all’altezza in mezzo e davanti.

Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho visto la partita in differita (causa calcetto che mi ha restituito al mondo vittorioso ma assai acciaccato); questo vuol dire che mi sono approcciato alla visione del match con le orecchie che ancora rimbombavano dalle critiche piccate sulla pesantezza della squadra, sulla freschezza atletica e anagrafica del Bologna, insomma su una partita stile-Atletico Madrid. 

La situazione mi fa tornare alla mente un gustosissimo aneddoto che ancor oggi viene periodicamente ri-raccontato in famiglia suscitando ogni volta ilarità e grasse risate.

 Ragazzoche-potrebbe-fare-ma-non-si-applica” torna a casa per comunicare l’esito dell’anno scolastico:

Mamma trepidante: “Allora? com’è andata??”

Ragazzo: “Male mamma, bocciato…”

Mamma: “Ma come bocciato?? con tutto quello che abbiamo fatto per te! con tutti i soldi spesi in ripetizioni!!”

Ragazzo: “Eh lo so mamma, però… bocciato…”

Mamma: “Sei una bestia! Lazzarone!! Quando imparerai che bisogna studiare!?!?”

Ragazzo: “Mamma…”

Mamma: “Eh? cosa c’è??”

Ragazzo: “Non è vero!! ho preso 3 esami!!!”

Mamma: “Braaavoo!!!”

 Il gustoso aneddoto, che purtroppo non mi vede come protagonista (il tizio in questione non lo conosco personalmente, ma lo venero ancor oggi per il colpo di genio), calza alla perfezione con la situazione di ieri: stando ai commenti, mi aspettavo di vedere l’Inter balbettare calcio come la peggior squadraccia di terza categoria, e invece dopo un primo tempo invero modesto (ma nemmeno così tragico) nella ripresa li abbiamo messi lì e con un poco di culo la si poteva vincere. Il loro portiere è stato il migliore in campo, Eto’o ha preso una traversa e Wesley ha confermato che la serata luci-ed-ombre di Montecarlo è stata un incidente di percorso.

Per il resto, Milito ancora in ritardo, ma cosciente del fatto e quindi limitantesi a cose semplici, e squadra che, specie nella ripresa, ha dimostrato che “c’è fuoco sotto la cenere”. Nota a margine per Mac Mariga, che per la prima volta mi ha fatto capire che cosa intendono quelli che di lui dicono “è il nuovo Vieira”. Dirò di più, pur essendo ancora alquanto grezzo, fisicamente il ragazzo c’è e rispetto a Patrizio-re-del-vizio pare decisamente più veloce e (si spera) leggerissimamente meno incline alla contrattura. Bravo Torakiki, avanti così.

Ora la pausetta nazionali dovrebbe consentire a chi resta di studiare le dispense di Mr Rafa, e a chi va di mettere minuti nelle gambe, con la speranza che questo Campionato, iniziato con un pari come gli ultimi 4, abbia poi un andamento e soprattutto un epilogo analoghi.

Soffermandoci sui limiti della squadra e sugli eventuali rimedi nelle ultime ore di calciomercato dico 2 cose:

1) Capisco la filosofia di base della società riassumibile nel “squadra che vince non si cambia”. Sulla carta siamo quelli dell’anno scorso meno Balotelli, però uno come lui in panca serve proprio nelle partitacce tipo ieri sera, quando la manovra non scorre -ancora- fluida e può servire il colpo del solista. Coutinho e Biabiany sono ottime scommesse in prospettiva, ma io -ribadisco- un tentativo serio per Kuyt l’avrei fatto. Come già detto è un jolly d’attacco, e poi è un uomo di Benitez. Sarebbe stato pronto subito e avrebbe potuto dare un cambio “pesante” al Milito di questo periodo (che crescerà, non mi preoccupo). Così invece devi portare Eto’o in mezzo, che va benissimo, ma perdi in ogni caso come potenziale d’attacco complessivo, stante anche un Pandev pure lui in ritardo.

2) Detto questo, non mi aspetto che l’ultima giornata di mercato ci porti il Messi(a) della situazione. Il colpo l’ha fatto il Milan con Ibra (“colpo” anche in senso criminale, ‘sta storia mi puzza di Isole Cayman come e più del caso Lentini…), a noi se va bene potrebbe arrivare Inler dall’Udinese (quello che sembra Aldo quando fa il poliziotto Uber, non so se avete presente…). Detto tutto.

 

LE ALTRE

Il Milan passeggia su un Lecce obiettivamente in versione “tenerezza”. Dopo mezzora sono già 3-0 e il tutto sembra davvero troppo facile, una festa per Zlatan che ghigna in tribuna. Là davanti saranno molto temibili, dietro e in mezzo i soliti. Gufando un po’, spero che tra lui Dinho e Pato si pestino un po’ i piedi, ma credo che saranno abbastazna intelligenti per lasciare spazio alla presenza ingombrante (sarà il naso?) dello Svedoslavo.

La Roma pareggia in casa col Cesena, ovviamente passato sotto un silenzio assordante, come del resto mi sarei aspettato un po’ di “rumore” in più per il tonfo della Juve contro il “Mister” compagno di vacanze, che per il secondo anno di fila tosta i gobbi con una prestazione of ze madonn. Però  è un cantiere aperto, Quagliarella è appena arrivato, bisogna dare tempo… E poi c’è Andrea Agnelli. Tutti scodinzolanti al cospetto di questo monociglione che, esattamente come i suoi predecessori, come prima cosa ha chiesto la revoca dello scudetto del 2006 all’Inter, dicendo che poi si vedrà, ma chiederà anche la riassegnazione dei due “scippati” alla sua Juve.

Stanno tornando, tutti alla carica. Tutti insieme a fare da contrappeso allo “strapotere interista”. Non resta che zittirli per il 6° anno di fila.

 Chiudo con un’ammissione di colpa (involontaria peraltro): i 6 minuti di recupero ieri sera sono senza senso. 4 sarebbero stati più che sufficienti (niente barelle, niente interruzioni di gioco straordinarie, niente perdite di tempo eccessive). Ho pregato che non segnassimo negli ultimi 2 minuti, perchè le polemiche sul presunto servilismo arbitrale a quel punto mi avrebbero visto in una posizione schizofrenica che onestamente non avrei saputo sopportare.

Non vogliamo favori. Ovviamente non vogliamo nemmeno essere presi per il culo (cosa che senz’altro avverrà ancora). Vogliamo arbitraggi giusti. Quello di ieri mi è parso un po’ al limite…

 

WEST HAM

Zeru punti dopo 3 partite. La prossima è contro il Chelsea.

Nuff said…

Bravo, l'ho già detto. ...Certo, se il migliore è lui direi che si può far meglio.

Bravo, l’ho già detto. …Certo, se il migliore è lui direi che si può far meglio.