SINDROME ALFANO

GENOA-INTER 0-1 

Manuél Alfano è un signore ormai prossimo alla cinquantina, col naso grosso e lo sguardo vagamente invasato, di professione “preparatore atletico”. Chi segue il calcio non da troppo lontano lo ricorderà responsabile della parte atletica dell’Inter di Hector Cuper, anni di (dis)grazia 2001/2002 e 2002/2003.

Stagioni avare di soddisfazioni, anni più che oscuri dal punto di vista della liceità sportiva (si veda al riguardo il sensazionalistico ma pur sempre attendibile “Juve: il grande inganno” di A. Arrighi, Kaos edizioni); soprattutto mesi costellati da stiramenti, contratture, affaticamenti, strappi. Narra la leggenda che sotto quell’infame gestione l’Inter collezionò 23 stiramenti al bicipite femorale in una sola stagione. Lo ricordo ancor oggi nelle mie imprecazioni della sera, e per inciso credo sia stato per lui -e non tanto per Cuper- che Ronaldo nel 2002 decise di levare le tende, direzione Madrid.

Come a dire: “grazie, ma a scassarmi son più bravo da solo“.

Tornando ai giorni nostri, la sindrome pare non essere stata debellata, e siccome la gramigna non muore mai, a fine ottobre possiamo vantare il poco invidiabile primato di 15 infortuni muscolari da Agosto ad adesso… Ultimi ad entrare -o tornare- nel club degli zoppi sono stati Julio Cesar (un portiere che si stira un polpaccio è roba per collezionisti) e Cambiasso (qui siamo alla recidiva, casistica purtroppo più frequente e -ri-purtroppo – preoccupante).

Personalmente provo ormai fastidio fisico nel vedere la corsa dei nostri che si interrompe, la mano che si tocca “il dietro” della gamba , l’altra che fa strani gesti alla panchina, gli occhi spiritati a metà tra il disperato e il bestemmiante.

Ad aggravare la cosa, come detto, abbiamo casi in cui il rientro dello zoppo è risultato palesemente affrettato (Cuchu, Milito. Thiago Motta…), ma è la situazione fisica dell’intera squadra ad essere ben lontana da una qualsiasi forma di decenza calcistica.

Le due circostanze (infermeria piena e ritmo-bradipo) mi portano a dover rimandare il giudizio complessivo sulla squadra, che nel frattempo acchiappa 3 punti d’oro a Genova, con un Grifone che, per la “mole di gioco” espressa (what goes around comes around…), avrebbe meritato almeno-almeno un pareggio.

Il contrappasso tra l’Inter macinatrice di giUoco contro i cugini Doriani di 5 appena giorni prima, e che ha però prodotto solo uno sterile 0-0, non fa altro che accrescere le mie convinzioni sul fatto che il 90% delle chiacchiere sul giUoco siano per l’appunto masturbazioni mentali  buone per il tennico e el sciur Ambroeus che albergano in ognuno di noi. Stringi stringi quel che conta è buttarla dentro e, se in linea generale posso concordare con chi dice che giocando “bene” a lungo andare hai più chances di vincere, sul breve periodo queste considerazioni, personalmente, non mi toccano nemmanco di striscio.

Tanto per chiarire, qualche fanatico sacchiano, più realista del re, arriverebbe a preferire lo 0-0 contro la Samp al mezzo furto di venerdì: lascio a voi ogni  commento su siffatta filosofia calcistica.

Tornando a quadricipiti e flessori, martedì a Londra tocchera fare a meno di altri due titolari, schierando Castellazzi ed il redivivo Muntari, match-winner soprtattutto grazie alla paperissima del portiere genoano Eduardo, topica che peraltro avevo in certo senso previsto, considerati i precedenti del portiere non proprio granitici quanto ad affidabilità…

Ci sarà da soffrire, dico fin d’ora che firmerei un pareggio, ma al là della singola partita spero che la mia squadretta torni ad essere la simpatica compagine di ragazzotti prestanti che abbiamo imparato a conoscere e non un nosocomio ambulante.

LE ALTRE

Detto che nemmeno quest’anno Bin Laden ha voluto esaudire il mio desiderio (petardone in tribuna rossa durante Milan Juve), ho assistito al match sperando come al solito in un brutto 0-0 pieno di espulsi e polemiche. Tra le due, era meglio che perdessero i cugini (non sia mai, neanche per puro sbaglio, che io mi auguri una vittoria dei “diversamenti strisciati”, quali essi siano): così è accaduto, con in più la gustosissima azione che ha portato al 2-0 di Del Piero. Come ho detto all’amico juventino con cui stavo guardando il match, spero solo che Sissoko abbia avuto la decenza di non esultare, visto lo scempio calcistico di cui si è reso protagonista prima di appoggiare indietro (sapiente assist!) al capitano gobbo. Ibra continua a sembrarmi importante tanto quanto Eto’o lo è per l’Inter, con la piccola differenza che mentre il Re Leone è di fatto ancor oggi l’unica punta disponibile, lo Svedoslavo là davanti si tiene per la manina con tutti i suoi amichetti carioca.

Ma non cercate conferma di ciò. chè non si può dir male della squadra del padrone, nemmeno quando perde!

Per il resto, due conferme dalla Capitale: la Lazio si conferma in stato di grazia (vittoria a Palermo non troppo dissimile dalla nostra a Genova), Totti si conferma uno psicolabile (ennesimo rosso della carriera, con show degno der Libbanese uscendo dal campo).

Ma lui, si sa, è un esempio per i gggiovani.

E’ COMPLOTTO

Come scritto poche righe sopra, sono il primo a dire che la vittoria a Marassi è grasso che cola, visto com’è andata la partita. Questo dovrebbe -per una volta- mettermi al riparo da ogni accusa di partigianeria. La prermessina didascalica per motivare la collezione di sacramenti che ho tirato fuori, sentendo da più fonti la partita riassunta con testuali parole: “L’Inter vince a Genova su paera del portiere nell’unico tiro in porta della partita“. Per la cronaca, un solissimo Eto’o si è divorato il vantaggio alla mezz’ora del primo tempo calciando a lato da non più di 7 metri, mentre nella ripresa Biabiany, servito da uno Sneijder in formato 2009/2010, ha sparato addosso al portiere da ottima posizione.

Non voglio passare per psicolabile, nè smentirmi da solo, ma paradossalmente questa partita poteva anche finire 3-0 per noi! Quindi non rompessero i cabasisi. E poi, una buona volta, si decidessero: conta il giUoco? allora con la Samp è stata una buona Inter. Conta il risultato? Vinto 1-0 in trasferta, zitti e mosca! Tertium non datur.

Per il resto, godibilissima la mezz’ora di Controcampo, ai cui partecipanti non sembra vero di poter parlare d’altro invece che indugiare sulla sconfitta interna del Milan. Tiene banco il caso Cassano, con i più audaci, o meglio cerebralmente disturbati (tipo Frèngo Ordine), a dire che Garrone non avrebbe dovuto agire così, e che ha sbagliato a creare con il giocatore un rapporto tipo padre/figlio. Lanciato l’assist, non è passato un secondo ed è partito il contrappunto: “Sì sì, come Moratti con Recoba e Ronaldo!“.

Grazie, cominciavo a preoccuparmi!

WEST HAM

Nel derby contro l’Arsenal resiste fino all’87°, contro ogni logica ed ogni divinità del calcio. Delle 100 occasioni avute dai Gunners, una buona metà derivano da assist -si spera involontari- dei nostri difensori che, nel disperato tentativo di liberare l’area, servivano su piatti d’argento decine e decine di occasioni agli increduli attaccanti biancorossi.

L’ultimo posto è ora saldamente nelle nostre mani. Ci stiamo anche comodi, visto che gli ex-coinquilini hanno avuto la malsana idea di fare punti…

Juan Manuel Alfano. Che Dio ce ne scampi!

Juan Manuel Alfano. Che Dio ce ne scampi!

BACK TO BASICS

INTER-SAMPDORIA 1-1 

La Juve ruba un rigore degno del suo peggior passato, e ciononostante non riesce a vincere.

L’Inter manca la vittoria a causa di un intervento di Cassano che nel 90% dei casi viene punito con il fallo.

E’ consolante sapere che i grandi classici non passano mai di moda.

Si torna all’antico, si torna ai “basilari” (copyright ‘O Professo’ F. Scoglio).

Ok, dopo 4 righe per sputare il rospo che mi albergava in gola da metà ripresa circa, posso iniziare a compitare le mie stronzatelle settimanali.

Quelli bravi direbbero che, per la “mole di giUoco” espressa, l’Inter avrebbe potuto (dovuto?) vincere. Vero, rectius, verosimile, perché la Samp ha sì avuto poche occasioni, ma quelle poche sono state molto più concrete del nostro filosofeggiare calcistico alla ricerca della giocata perfetta.

Capisco che, visti gli effettivi disponibili, si sia fatta di necessità virtù, ma davvero ieri sera più di altre volte si è avuta netta la sensazione che questa squadra non sia –ancora- capace di fare quelli che Mancini chiamava i “gol stupidi”. L’Inter sta segnando poco, innegabile, e a parte Eto’o nessuno pare aver particolare inclinazione a cimentarsi nella disciplina. Il risultato è una vertiginosa serie di scambi stretti al limite dell’area (paradigmatico in questo senso il 3-0 col Tottenham), che quando riescono fanno venir giù lo stadio (azione corale, calcio totale, bla-bla-bla), ma che hanno un coefficiente di difficoltà maggiore di un triplo carpiato con scappellamento a sinistra.

Tornando alla partita, nella ripresa come detto la Samp passa grazie ‘A Cassano che si libera da Chivu in maniera più che sospetta (l’occhiata di Ando’ al guardalinee dopo il presunto fallo vale più di mille parole), mette in mezzo per Guberti che gira al volo. JC fa un mezzo miracolo e una mezza cappella insieme (nel senso che la tocca ma non la tiene) e il frittatone è cosa fatta.

Preso il ceffone, l’Inter rompe gli indugi: Cambiasso e Zanetti escono dal loro torpore amletico durato una buona ora (“che faccio vado avanti o resto indietro?”), col primo che di fatto si mette a fare il centravanti e il secondo a coprire diligentemente in difesa. Coutinho rende ancor più evidenti i suoi pregi (assist) e difetti (a tirare in porta nun se può guardà), Biabiany scompare dal match sostituito dal rientrante Pandev, Lucio sugli scudi con una decina di discese “spacca-cuore” palla al piede (a voi il dubbio se il “cuore” in questione sia della difesa doriana o di chi scrive).

Insomma, tutto alla ricerca dell’azione giusta, dell’imbeccata che metta Eto’o davanti al portiere. Evento che si verifica poco dopo alla mezz’ora: Cambiasso giostra sapiente sulla trequarti ed apre a sinistra per Coutinho, che a sua volta crossa teso a mezza altezza sul primo palo, dove il Re Leone anticipa il portiere con sapiente quanto felina zampata.

Ci sarebbe anche il tempo di vincerla, considerato il vistoso calo psico-fisico dei blucerchiati e la fame di vittoria improvvisamente scoppiata nella panza dei nostri. Lo spartito però cambia di poco, con la sola aggiunta di un Maicon sciagurato che mette sopra la traversa un colpo di testa a porta vuota causa minchiata del secondo portiere (tale Da Costa, che sostituisce un infortunato ma efficacissimo Curci).

Morale, tanto per parlar bene degli assenti, più che Milito stasera avrei voluto avere Stankovic e i suoi velenosi tiri da fuori: col campo bagnato te lo insegnano nei pulcini che il tiro da fuori è una bella soluzione (palla viscida, rimbalzi impazziti, possibili ribattute… casino organizzato insomma). In 90 e passa minuti non ricordo una conclusione da fuori area dei nostri.

Potrei incazzarmi con Sancho Panza, ma devo ammettere che la mancanza di alternative è un alibi di ferro, e non poteva far giocare la squadra diversamente.

Pareggino quindi, che non possiamo che accettare. Avanti il prossimo: si rimane in zona-pesto, venerdì sera siamo a Zena contro il Grifone.

 

LE ALTRE

Riprendo l’accenno iniziale per soffermarmi un poco sul pareggio juventino in quel di Bologna. Il fatto che al furto-Krasic sia seguito un tiraccio di Iaquinta respinto da Viviano, per di più di cartellino mezzo interista, non fa che aumentare il gongolamento del sottoscritto. Sull’emulo di Nedved (che almeno in questo ha già raggiunto il suo maestro) ho poco altro da aggiungere, se non che non è il primo e non sarà l’ultimo di questi episodi che lo vedono protagonista. Esilaranti sono invece le dichiarazioni di altri bianconeri, e più precisamente di Aquilani e Marotta. Il compagno di reparto (peraltro designato rigorista, prima che Iaquinta facesse il Materazzi di turno sovvertendo le gerarchie e dicendo “lo tiro io!”, chiaramente nel silenzio assordante dei media) ci dice che probabilmente il più dispiaciuto di tutta la situazione è proprio Krasic, bravo ragazzo e molto sensibile (mio commento: se proprio vogliamo credere alle favole, allora poteva anche andare dall’arbitro e dirgli “mi son buttato”). Il dirigente “di ampie vedute“ (son bastardo, lo so…) invece, dopo aver ammesso che il contatto non c’è, ci ricorda però che il ragazzo subisce tanti falli e quindi si voleva proteggere dall’intervento dell’avversario, motivo per cui la ventilata squalifica per simulazione sarebbe esagerata.

Mi spiace non saper attingere a locuzioni o perifrasi più delicate, ma questi c’hanno la faccia come il culo!

Breve accenno alla Lazio, che dimostra in 90’ tutto il suo stato di grazia: vittoria con due gol di… grazia (tanto per non tirar in ballo sempre le solite parti anatomiche) e primato in classifica rafforzato, in attesa di Napoli-Milan di stasera. Non dureranno, certo, ma intanto c’è da tenerne conto e fare sentiti e meritati complimenti.

 

E’ COMPLOTTO

Non passa settimana senza che il calabrese cantilenante non faccia sfoggio delle sue pirlate: ieri, lodando per l’ennesima volta Benitez con l’unico scopo di criticare Mourinho, ci dice che  “lui sì che fa giocare i giovani, mentre l’altro vuole sempre e solo giocatori stra-affermati”. Ovviamente nessuno che gli abbia detto che Santon l’ha lanciato lui, e che il culo che si è fatto con Balotelli è stato riconosciuto in primis dal Bresciano Nero.

Come già segnalato in settimana, apprendo –da Repubblica.it- che siamo in una sorta di “crisi preventiva” perché presto tornerà Milito e quindi si porrà il dubbio di come far giocare Eto’o. E questo è un problema, perché come noto senza i suoi gol saremmo in zona retrocessione. Dall’impasse ci toglie però la sempre valida D’Amico quando ci informa che, grazie alla lodevole iniziativa di Benitez di far giocare i “cciofani”, Milito in sostanza se ne resterà in panchina, con inevitabile “caso” che riluce all’orizzonte.

Insomma, how fo do? (che ci vuoi fare?) come dicono i miei amici in Sierra Leone (a proposito, mandato il messaggino? 45506, il tempo stringe!).

Niente, lasciamoli divertire così…

 

WEST HAM

Ferale sconfitta interna contro il Newcastle. Discreto primo tempo, ripresa da umanoidi acefali. Quando il migliore è Obinna la cosa è grave…

Bravo, bravo. Certo che a tirare possiamo far meglio eh?

Bravo, bravo. Certo che a tirare possiamo far meglio eh?

ACCADEMIA CON STRINGICULO

INTER-TOTTENHAM 4-3

Una partita che inizia con un gol di Zanetti dopo 2 minuti non può essere una partita normale. E infatti normale non è.

L’Inter gioca uno dei migliori primi tempi di cui io abbia memoria, con il solo difetto di segnare 4 gol tutti “dall’altra parte” rispetto al mio solito anello verde. Poco male in realtà, pechè la palla gira veloce che è un piacere. Biabiany piazza lo scatto decisivo e carambola sul portiere: rigore + espulsione e di fatto la partita finisce lì (siamo al 10′ del primo tempo). Eto’o la mette dal dischietto. Deki e ancora Eto’o fanno il poker e si va all’intervallo con le mani spellate dagli applausi, per tutti. In particolare mi piace sottolineare il lavoro dei ragazzini (Coutinho e Biabiany) che, presi letteralmente sotto braccio dal Re Leone prima del fischio d’inizio, si muovono bene dispensando assist (Cou) e tagli verso il centro (Bia) a tutto vantaggio dei compagni.

Nell’intervallo scambio 4 chiacchiere con due simpatici ragazzi londinesi, giunti a Milano per l’occasione; non conoscendone il grado di sense of humour evito di citare il mitico Aigor di Frankenstein Jr. (“potrebbe essere peggio…. potrebbe piovere“), ma ci scambiamo comunque interessanti riflessioni sulle rispettive squadre con rapidi accenni alla storia del calcio degli ultimi decenni. Non posso non porgere le mie scuse per il pessimo inglese sentito dall’annunciatrice dello stadio, che con accento e cadenza della Comasina legge pedissequamente il comunicato con cui informa i tifosi inglesi di restare ai loro posti al fischio finale in attesa delle disposizioni del personale di servizio. La tipa dà il meglio di sè quando, annunciando una sostiuzione, ci informa che è uscito il nUmber (detto proprio con la U) fiftiiin.

Sono inglesi, non Kazachi: non c’era nessuno non dico madrelingua (non sia mai), ma che almeno avesse passato un paio di estati a Brighton alle medie? Solita figura da italiani quacquaracquà.

Nella ripresa la tensione, in campo e sugli spalti, è ovviamente sotto i livelli di guardia: io stesso, pessimista a livelli cosmici quando si tratta di Inter, mi limito a chiedermi se almeno stasera potremo far girar palla con costrutto, amministrando un 4-0 senza correre pericoli, e magari senza spendere energie più di tanto.

Sfiga, dei 21 ancora in campo uno non è d’accordo col mio piano: Gareth Bale, laterale sinistro di ottima corsa e ottimo tiro, si fa 60 metri saltando una gragnuola di interisti e sparando secco sul palo lontano come neanche il Cedro delle giornate migliori 😉 Va beh, dico, se ha scelto questa vetrina per mettersi in mostra e farsi comprare dall’Inter siamo d’accordo, ma ‘dess basta… Nella mezzora successiva riusciamo a rompere Stankovic (che esce esibendo il campionario mondiale di Madonne assortite) e a masturbare calcio con un occhio (e mezzo) all’orologio.

Morale, all’89’, complice risultato apparentemente in ghiaccio e solito pericolo-tangenziale bloccata, dopo rapido cenno d’intesa con mio padre guadagnamo l’uscita. Un primo strano gorgoglio del pubblico (troppo poco forte per un gol dei nostri, troppo improvviso per un’azione sfumata) ci fa insospettire, mentre il porcone urlato subito dopo da un tizio con radiolina accanto a me ci dà conferma che l’Inter continua a essere pazza, e in un minuto riesce a beccare 2 gol (tra l’altro, sempre dallo stesso Bale). A questo punto, ultimi 30 secondi visti pietosamente da una microscopico TV da Ciccillo il Salcicciaio e riso amaro nel pensare che comunque riusciamo sempre a complicarci la vita.

Piccola riflessione del tènnico e -per una volta- critica al Capitano e compagni: esistono i falli. Ancor di più dopo che ti è andato via la prima volta, alla seconda lo stendi subito. Ti becchi il giallo ma finisce 4-1. Eccheccazzo.

Morale: un Inter senza mentalità europea vince la sua partita, al contrario di squadre con DNA ben più nobili o comunque votate al bel giUoco, che 24 ore prima non hanno visto premiati i loro sforzi…

LE ALTRE

I cugini infatti beccano due sberle da un Real già in versione Mourinho: squadrone vero, che poteva serenamente dargliene altri 3 se solo non avessero giocato a fare i fighi e cercare il numero ad effetto. Vero che i due gol sono se vogliamo casuali (una punizia che entra solo grazie ad una barriera composta da craniolesi e un autogol beffardo quanto delizioso), ma per quanto visto la partita mi ha ricordato da vicino il Barcellona-Inter dello scorso Novembre ( e giustamente commentato come “lezione di calcio”). Qui invece si parla di approccio sbagliato, dei primi 10 minuti in cui non c’era la giusta intensità, di nulla di compromesso… Ma sarei un ingenuo a stupirmene.

La Roma perde in casa col Basilea, e da quel poco che ho visto ha una qualche ragione di smadonnare: le occasioni le ha avute, Totti e Borriello hanno costruito un ottimo gol, ma la difesa è stata quantomeno rivedibile. Periodaccio, dal quale è oltretutto complicato uscire visto la molteplicità di cause (società in vendita, mancanza di stimoli dopo il rimontone dell’anno scorso, dififcoltà a dare continuità). Certo, aver perso con loro fa girare sempre più i maroni…

E’ COMPLOTTO

Solo un gustosissimo accenno alla doppietta di Raul (in maglia Schalke 04), che così facendo eguaglia (lui) il record di Gerd Muller con cui tutti gli adoratori del cosmo rossonero ci passeggiano sui testicoli da anni. Superpippa avrà avuto una crisi isterica (how strange…).

Non ci posso credere! Il più sorpreso di tutti pare essere proprio lui: il Capitano

Non ci posso credere! Il più sorpreso di tutti pare essere proprio lui: il Capitano

UNO TIRO UNO GOL

CAGLIARI-INTER 0-1 

Come si dice in questi casi, prendiamo ciò che di buono s’è visto (gol di Eto’o e vittoria) e sostanzialmente riaggiorniamoci per tutto il resto.

Ma va benissimo così. Sai chemmefregammè di manovre ariose e sovrapposizioni ficcanti quando giochi incerottato ogni tre giorni? E poi non siamo mica il (grande) Milan, siamo solo la solita “Inter cinica”. Ribadisco, sticazzi.

Piuttosto, non ci sono più parole per descrivere lo stato di forma del Re Leone: onestamente è dai tempi del Ronaldo 97/98 che non vedo una punta interista così incisiva e decisiva, tant’è che l’adagio da terzo anello che dà il titolo a questa sbrodolata si addice perfettamente all’andazzo degli ultimi tempi. Eto’o in questo momento potebbe segnare pure con un colpo di tosse, anche se c’è da dire che il gol di ieri è di una bellezza e di una tecnica uniche. Pallaccia di Sneijder (bravo comunque a contrastarla e riacchiapparla quando sembrava ormai persa), controllo volante col destro, altro tocco a liberarsi e sinistro secco all’angolino.

Geometria cartesiana applicata al calcio, in culo ai soliti stronzi che gli fanno il verso della scimmia.

L’inter vince tirando due volte in porta: l’altra azione che vede Coutinho scaricare un destro discreto ma centrale ricorda –in peius– il gol di “indovina chi?” contro il Twente. Per il resto partita bloccata, Cagliari che ha un paio di occasioni mica da ridere, carambolone su Chivu che si stampa sulla traversa e Daniele Conti che per fortuna non è lesto abbastanza da ribadire in porta. Una doppia parata di JC su una bella percussione di Nenè+Acquafresca fa il resto, e tutti a casa con 3 punti che valgono oro.

Volendo fare il tennico, dico che vista la penuria di attaccanti (anche ieri Eto’o + i 2 bambini ai suoi lati), la manovra ha un solo sbocco (prevedibile e abbronzato, se mi si passa la pessima battuta): Coutinho e Biabiany non sono esattamente Milito e Pandev, ma questo c’è e con questo -per ora- bisogna lavorare. Non deve stupire quindi che, pur arrivando con relativa facilità sulle fasce, non ci sia poi la gragnuola di cross in area: il più alto sfiora il metro e ottanta, e tipicamente in area di rigore ce n’è solo uno (once more, guess who?). Si cerca perciò l’uno-due al limite dell’area o la percussione centrale. Sneijder fa tanto (è sempre in mezzo a dirigere il traffico), ovviamente la quantità non può sempre andare di pari passo con la qualità, ma al contrario di molti a me è piaciuto.

Salutati con piacere i rientri del Capitano e di Samuel (giornata senza particolari affanni per entrambi), concludo riportando qui la mia indefessa coerenza nei confronti di T.Motta: quando l’ho visto a terra tenersi il ginocchio con sguardo perso verso la panchina gli ho vomitato addosso tutti i sacramenti di questo mondo (“ritìrati storpio del ca…” era tra i più civili). Scampato -pare- il pericolo di ricaduta, al primo recupero grintoso e vincente mi esibivo in un “grande! bravo Thiaghino!” che non poteva che sucitare la divertita reprimenda di mia moglie “Quello è il tizio che stavi insultando a morte fino a due minuti fa?“. Questa volta me la sono cavata dicendo: “Sì, ma con gli impedìti devi fare così: dirgli bravo anche se fa un passaggio da due metri al portiere“.

Si sa, il tifo acceca e obnubila la mente.

La mia poi…

 

LE ALTRE

La vittoria di Cagliari è ancor più importante, visto che le altre vincono tutte: vince il Milan (grande Ibra –chettelodicoaffà– e anche Pato, ma difesa as usual in panico vista la moltitudine di punte-mezzepunte-mezzeseghe), stravince la Juve contro l’inguardabile Lecce allenato da De Canio (uomo GEA di vecchia data), vince anche la Roma contro il Genoa, mostrando un Borriello bravo anche più di quanto sia bello(ccio).

E soprattutto vince la Lazio, che sbanca Bari e resta sola in testa. Finchè dura…

Crisi nera per la Viola e Sinisa: spiace per tutti. Sarebbe facile tornare sui miei passi e dire “meno male che l’inter non ha preso Mihajlovic come allenatore”, invece continuo a pensare che avrebbe potuto far bene, e che il periodaccio per la Fiore passerà.

 

E’ COMPLOTTO

Prima della chicca della domenica (arrivata in extremis), doveroso passo indietro alla funesta serata di Genova. Solo alcune chicche:

1) I giornalisti RAI che dicono “i giocatori serbi vanno sotto la curva facendo “tre” con la mano, spiegando ai tifosi che se va avanti così rischiano la sconfitta 3-0 a tavolino”. Ora, io stesso ho chiesto quanche mese fa cosa significasse esattamente quel segno, ma sono anni che vediamo giocatori -e sportivi- serbi esultare e festeggiare così: possibile che questi genialoidi non l’avessero mai visto prima?

2) Quando accadono fatti simili, oltre alla esecrabilità insita nella cosa, arriva inevitabile anche l’effetto collaterale: tutti si improvvisano fini analisti (magari gli stessi del punto 1): ho sentito commenti talmente strampalati detti da gente talmente improvvisata che mi si è gelato il sangue nelle vene. Lasciamo perdere, rischiamo di parlare di cose serie.

Veniamo invece alle mie amiche prostitute intellettuali, che in realtà già in settimana scalpitavano per la marchetta: la Gazza di giovedì (credo) parla di una lite in allenamento tra Melo e Sissoko, due diplomatici juventini che vengono alle mani per un tackle di troppo in partitella. Separati dai compagni che ancora si sfanculavano, la cosa è ovviamente stata riportata come segno di una grandissima motivazione, di un gruppo caricato a mille da Del Neri, e di gente che non ci sta a perdere nemmeno in allenamento.

Ricordo che eravamo appena usciti da articoli in cui nell’ordine Chivu, Maicon, Muntari, Milito e Sneijder costituivano dei “casi” e Benitez veniva definito un bamboccio che non godeva del rispetto di nessuno (http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2010/10/04/news/giocatori_rispetto_benitez-7701991/index.html?ref=search).

Ero invece molto preoccupato perchè il dopo-gara non aveva offerto granchè da questo punto di vista: qualche critica (gustificata peraltro) al gioco dell’Inter, qualche accenno alla dipendenza di Eto’o (che è però la sola punta titolare attualmente deambulante) ma nulla più di questo. Il fido ControCampo però metteva la falla con un servizi(ett)o da 3 minuti sull’Inter la Eto’o-dipendenza. Il 90% del servizio disegna scenari apocalittici (riporto testualmente “Inter terz’ultima in classifica, Benitez a un passo dall’esonero, Moratti infuriato, Branca alla disperata ricerca di mosse di mercato“), per poi concludere placidamente “ecco cosa sarebbe l’Inter senza Eto’o“.

Il tutto con la codarda e ipocrita postilla di Big Jim Brandi che dice “è ovviamente un gioco“.

Grazie di esistere!

 

WEST HAM

Pareggio coi Wolves nella partita dei disperati (entrambi ultimi in classifica).

Possiamo consolarci dicendo che abbiamo gli stessi punti del Liverpool…

Sinistro chirurgico e palla in buca. Non male per un primate...

Sinistro chirurgico e palla in buca. Non male per un primate…

SIAMO SEMPRE QUI

INTER-JUVENTUS 0-0

Vista da “Crisantemi“: un punto in due partite, zero gol segnati, giocatori che si rompono solo a guardarli, possibilità di eliminare una potenziale concorrente dal giro scudetto già a fine Settembre e di dare una bella “lezione” ai rivali di sempre, giusto per dire “di qui non si passa!”. Possibilità che ovviamente non si concretizza vista l’ormai cronica tendenza a complicarsi la vita e resuscitare i morti.

Vista con un occhio leggermente più ottimista, possiamo dire di aver avuto finora un calendario non esattamente “comodo” (Roma Juve e Palermo incontrate nelle prime 6 giornate) e ciononostante di essere lì, a due punti da una Lazio pimpante, a pari punti coi cugini e sopra gobbi e lupacchiotti. Non che questo mi consoli più di tanto: davvero dopo anni e anni non riesco a trovare una risposta all’insoluto quesito che mi rimbomba nella testa da una decina di giorni: contro di noi sono tutti fenomeni oppure siamo noi a latitare quando ci sarebbe da dare la mazzata finale?

L’uno e l’altro, certo. Anche se mi gira il culo.

Parlando di ieri sera, il risultato è giusto. l’Inter parte anche benino, poi subisce qualche corner e da lì si blocca fino a fine prio tempo. Nella ripresa due occasioni colossali non sono sfruttate da Maicon e Milito (compensate da un salvataggio di JC su Qualgliarella per essere onesti…) lasciano il risultato “a occhiali” e la posta in palio equamente divisa. Detto che Eto’o è al solito imprendibile, Milito parte in panca ma è costretto ad entrare causa “vecchietta” che mette KO il giovane Biabiany. L’ora giocata dal Principe ci fa capire perchè non è partito tra i titolari.

Piccolo inciso: ci fosse stato almeno Pandev a disposizione, l’argentino a mio parere avrebbe visto la partita dalla tribuna, o da casa sua. Spero solo che le condizioni fisiche “perfettibili” gli risparmino la trasvolata continentale albiceleste, consentendogli di riguadagnare una condizione fisica degna di un bipede normodotato.

Per il resto, due considerazioni:

1) Coutinho col pallone ci sa fare, ma se è messo di fronte a difensori appena decenti (e cioè NON quelli del Werder Brema) patisce il gap fisico in maniera imbarazzante. Sembra davvero il bambino che ai giardinetti gioca con gli amici (più grandi) del fratello maggiore. Urge potenziamento fisico, sperando che nel frattempo la classe (che c’è) possa ricavarsi qualche spazio nelle muscolari difese della Seria A italica.

2) la Juve è la squadra più “alta” del campionato: Chiellini, Bonucci, Melo, Iaquinta… tutti sull 1.90. L’inter non ha più l’ariete tipo Crespo o Cruz e, nel caso non se ne fossero accorti, Ibra è tornato a Milano ma gioca con gli altri. Morale: a che cacchio serve tirare una quindicina di corner molli molli in mezzo all’area, per verderli trasformarsi in gustose caramelline per la difesa bianconera? Per una volta che serviva inventarsi qualcosa di diverso (scambio corto, palla fuori per un tiro al volo….) abbiamo regalato una dozzina di palle a Chiellini & co. Visione di gioco lungimirante e illuminata.

Facendo una chiusa finale, e parlando più in generale, direi che la sosta arriva a fagiuolo, con la speranza di recuperare gente da un punto di vista fisico e/o mentale: al momento siamo senza Samuel, Cordoba (stiratosi ieri), Matrix, Zanna Thiago Motta, Pandev, Biabiany (uscito ieri sera). Per il resto, Milito è in pesante ritardo.

LE ALTRE

Detto della Lazio che vola come la sua aquila (che brutta roba il circo togni di farla volare prima della partita…), i cugggini sono saldamente in zona retrocessione: 3 dei loro 5 punti li han fatti con noi.

(una riga di silenzio in segno di incazzatura)

Il Milan sbanca Parma, da cui a dire il vero mi aspettavo di più: vedo solo gli ailàiz, che mostrano un rigore sacrosanto negato a Crespo (Nesta gli arriva da dietro come nemmeno in caserma col trucco-saponetta), ma anche tante occasioni divorate da Ibra e famiglia (dell’ammmore, of course). Il Napoli cresce bene, quei tre davanti sono molto pericolosi. Mettiamola così: sulla partita singola abbiamo visto nostro malgrado che, almeno al momento, ci sono delle squadre che ci sono all’altezza. Resta da verificare la tenuta di questi qua sulla lunga distanza, con la speranza che i nostri ritornino ad avere un ruolino di marcia più consono ai Triplettari.

E’ COMPLOTTO

Tanto per non scrivere sempre le stesse cose, dovrò inventarmi un segno convenzionale per rilevare tutte le volte in cui il calabrese cantilenante parla male di Mourinho: anche ieri sera tutti ad elogiare i due tecnici (Rafa e Clouseau) per il fair play e i toni bassi, con un costante e nemmeno tanto implicito riferimento a José, che invece infiammava gli animi e “non faceva bene al nostro calcio”. Da morir dal ridere la battuta regalata dal Bresciano Nero (a San Siro a tifare Inter, o meglio secondo me a tifar contro la Juve), che alla richiesta di una battuta per Sky, risponde “Mauro non capisce niente di calcio”. Ovviamente lui fa finta di non prendersela ma rosica da matti, bofonchiando, “ma come, proprio io che l’ho difeso quando tutti gli erano contro”. Il fatto che difendesse una situazione francamente indifendibile (maglia gettata a terra dopo Inter-Barça) solo per dar contro Mourinho è ovviamente secondario. La stessa paranoia l’ho trovata, e addirittura in misura assai maggiore, guardando una buona parte di Controcampo, dove nell’ordine ho sentito dire che:

1) Il gesto delle manette dell’anno scorso rappresenta la pagina più vergognosa del calcio italiano;

2) Mou era antipatico e se la prendeva sempre con gli arbitri, e così facendo non li aiutava a far bene (il che, traslato, vuol dire che era lui a farli sbagliare contro l’Inter…. un genio!)

3) Sì, era un bravo motivatore, ma poi in campo ci vanno i giocatori (ma va???): Pettiniello Bettega filosofeggia dicendo che con 11 schiappe non ha mai vinto nessuno (chiamate Catalano), mentre

4) da Bruno Longhi apprendiamo che il gol di Maicon nell’Inter-Juve dell’anno scorso (uno dei gol più belli di tutta la stagione) è stato il frutto casuale di uno stop sbagliato. Mourinho non c’è più.

Se n’è andato per i suoi motivi e senz’altro non è stato invogliato a rimanere da quella pletora di prostitute intellettuali dei giornalisti sportivi italiani. Bene, lasciatelo in pace, non parlatene più! Mi sembrano tutti come la fidanzata che è stata mollata e che va in giro a dire a tutti quanto sia stronzo e cattivo il suo ex, ma intanto continua a parlarne, quando la cosa migliore sarebbe girar pagina e iniziare da capo.

Ah, e poi ovviamente se non segna Eto’o non segna nessuno, Milito è un mistero,  Maicon non gioca bene perchè in estate è stato disturbato da manovre di mercato (di chi secondo voi?): insomma, chevvelodicoaffa’ , è crisi inter.

WEST HAM

Pareggio-brodino in casa col Fulham. Può bastare.

Attenzione: è stato ritrovato un bambino di circa 8 anni con maglia a strisce nerazzurre e un pallone sotto braccio: i genitori sono pregati di contattare il più vicino posto di Polizia.

Attenzione: è stato ritrovato un bambino di circa 8 anni con maglia a strisce nerazzurre e un pallone sotto braccio: i genitori sono pregati di contattare il più vicino posto di Polizia.

CRISI? SUCA!

INTER-WERDER 4-0

Con un partitone l’Inter cancella la crisi che tutti avevano prontamente tirato giù dalla mensolina, spolverato e lucidato per l’occasione.

Quanta ridicola bellezza nel sentire le stesse bocche che negli ultimi tre giorni hanno vomitato critiche a profusione, scappellarsi di fronte a cotanta bellezza e sbugiardarsi da soli dicendo “c’è addirittura che ha pronunciato la parola “crisi” per questa squadra che in Italia vince da 5 anni e che l’anno scorso ha fatto il triplete. Il tutto per aver perso –immeritatamente, aggiungo io- una partita al 92° ”.

Non che la cosa mi conforti, né tantomeno mi sorprenda. Le prostitute, in quanto tali, sono sempre pronte, basta pagare. E quindi arrivederci alla prossima.

Parlando giusto un attimo di calcio giocato, anche ieri sera partitone. L’Inter fa 4 gol di cui 3 nella prima mezz’ora, e onestamente ce ne potevano stare almeno un altro paio: Coutinho capoccia sciagurato fuori di poco e Sneijder si fa parare il tiro dopo assist di Ciccio-Pato (ci avete fatto caso? Vero che il brasilianino assomiglia a Pato, ma secondo me somiglia ancor di più alla sua caricatura nello spot di Sky, vedere foto).

Lui e Biabiany fanno buone cose. Il francese parte a mille e concede una serata di ferie a Maicon, quasi incredulo nel vedere che c’è un altro che fa avanti-indietro sulla fascia al posto suo. Coutinho parte male, ma dissemina perle di saggezza tardo-adolescenziale nei 90’, culminati con un tiro insidioso (copyright B. Pizzul) a metà ripresa.

Eto’o è incontenibile, ne segna tre di cui il secondo va mostrato in tutte le scuole calcio del mondo: esempio perfetto di stop a seguire e botta secca sul primo palo, dopo illuminante lancio di Lucio (roba che se lo fa Pirlo ci ammorbano 3 giorni). Lui e Sneijder si scambiano assist per il 3° e 4° goal, e insomma la serata pare davvero di grazia.

Guardiamo quindi alle (poche) note stonate:

1) Julio Cesar continua la fase da Renato Pozzetto in braghe corte: dopo l’amnesìa di Roma che è costata una punizione a due in area, ieri sera sullo 0-0 azzarda un’uscita dalle parti della metà-campo, nonostante l’unica punta tedesca sia scortata da Lucio e Cordoba (non proprio i fratelli Paganin, tanto per dire). L’urlaccio di Psycho con le sopracciglia rifatte credo che se lo sognerà di notte per il resto della settimana.

Per completare la seratona, nella ripresa viene sostituito da Castellazzi (bravo): in TV la spacciano per un premio concesso al portiere italiano, visto anche il confortante punteggio di 3-0. Vero che si usa dare il “contentino” al nr 12, ma di solito lo si fa a fine stagione (e magari per tutta la partita) o negli ultimi minuti (non a inizio ripresa). E i miei dubbi trovano puntuale conferma nel dopogara, quando Rafa dice che le sue condizioni si valuteranno meglio domani, ma che -insomma- è uscito per un dolorino.

Oddio, visti gli standard qualitativi delle ultime prestazioni, magari stare a riposo gli fa anche bene!

2) Lucio per una buona ora fa il partitone a cui fortunatamente ha abituato anche i non Psycho-lovers come me. Detto dell’assist per il 2-0 e del recupero sulla cacata di JC, nella ripresa si blocca dopo uno stacco di testa in area e chiede il cambio. Dopo Samuel e Matrix, anche lui è fermo ai box: contro la Juve toccherà forzatamente a Cordoba e Chivu, speriamo in bene.

Più in generale, mi pare di poter dire che lo stato generale di salute della squadra non sia “eccellentissimo”: ad oggi non possiamo contare sul portiere, la coppia di centrali, il capitano, due terzi del tridente dell’anno scorso (Milito e Pandev) e un perno di centrocampo come T.Motta (“perno” anche per la non eccelsa mobilità).

Ora, speriamo di recuperarne un paio per domenica e quasi tutti per il “dopo-la-sosta”, però la situazione non è rosea per Mr Rafa. Finchè tutto gira bene –come ieri, come col Bari, come a Palermo- hakuna matata, ma la panchina è davvero corta e la qualità è quella che è. Ribadisco l’auspicio: speriamo in bene…

Chiudo lasciando spazio all’Ambroeus, il tennico-da-bar-sport che è in me, per dire che, se una squadra dev’essere costruita e schierata in modo da trarre il meglio dai suoi giocatori, a mio parere non appena la rosa lo potrà permettere urge virare verso il rombo di centrocampo. Cambiasso davanti alla difesa, due tra Deki-Zanna-Motta ai lati e Sneijder dietro a Milito e Eto’o. Potenziale d’attacco devastante, maggior pressing e copertura a metà-campo, un cambio all’altezza (Pandev) per i due davanti.

Rafa, pls take note. Seguirà regolare fattura per la consulenza prestata.

 

LE ALTRE

Il Milan pareggia ad Amsterdam contro un Ajax che con un po’ di cattiveria in più avrebbe potuto vincere: giocano bene, ma “si piacciono” un po’ troppo per i miei gusti. Cazzo, quando hai la palla tra i piedi e sei lì davanti, devi tirare, non arrivare in porta col pallone! Ovviamente Zio Fester, in ossequio al suo credo “non parlo mai di arbitri”, piange dicendo che SuperPippa è stato fermato ingiustamente davanti al portiere. Insomma, “bassiamo i toni” (cit.). Spero invece che il frenetico Inzaghi segni presto questo cazzo di 69° gol in Champions perché non se ne può più di sentire “Pippo alla caccia di Gerd Muller, come miglior goleador di coppa”. Anzi, siccome Raul è bene o male allo stesso numero di gol (anche se ovviamente nessuno lo dice), spero che ci arrivi lui per far finire questa agiografia non richiesta di uno dei calciatori italiani più odiosi che io ricordi.

In ogni caso, i cugini iniziano a capire cosa voglia dire essere Ibra-dipendenti, con i pregi (vedi gol fatto) e i difetti del caso (del tipo: se non ci pensa lui, che la mette dentro: Robinho? 😉 )

 La Maggica spezza le reni al Cluj, e Borriello segna un gran gol: sarà un mezzo tronista e figlio di camorrista, ma questo a calcio ci sa giocare e la Roma ha fatto un gran colpo: quasi come Adriano, che al momento è in uno stato di forma imbarazzante…

 

E’ COMPLOTTO

Rimandando alle prime righe per la fenomenologia della parola “crisi”, segnalo solo che la partita di ieri ha avuto come ultima eco considerazioni del tipo: “E adesso Milito come la prenderà?”. I mediaservi perdono colpi: l’anno scorso non si sono mai chiesti come la prendesse Eto’o dei gol di Milito…

Insomma, siamo l’unica squadra al mondo che ha un problema nell’avere un centravanti che fa 11 gol in 10 partite. Dura la vita eh?

int wer 2010 2011

 

int wer 2010 2011 bis

INEVITABILE

ROMA-INTER 1-0

Mettiamola così: il killer instinct non fa parte di questa squadra.

Non che sia una novità, anzi: per quel che mi riguarda, quando in settimana ho appreso della sconfitta dei lupacchiotti a Brescia ho avuto quel che i cioèffèèèga* definiscono “cattive vibrazioni”. Squadra all’ultima spiaggia, che darà il tutto per tutto (loro), squadra che dovrà anzitutto esserne consapevole, e picchiare più forte tanto per non metterla sul piano dei nervi e della disperazione (noi).

Risultato? L’esatto contrario.

Come e più della partita con la Juve dell’anno scorso (vedasi il mio sagace commento di Novembre 2009 dal delicato titolo “I soliti stronzi”) ci facciamo invece esplodere il bubbone tra le mani, giocando un primo tempo di discreta intensità (altro giro altro regalo per Stankovic che ri-piglia la traversa e tira come un satanasso) e una ripresa via via sempre più ciapatina e raccogliticcia, accarezzando sempre più l’idea dello 0-0 e finendo per pigliarla in quel posto a pochi istanti dal triplice fischio finale.

Male Milito, che per di più esce per sospetto stiramento, malino Sneijder, meno bene del solito Eto’o (dei tre comunque il meno peggio, chè lui almeno al tiro ci arriva un paio di volte).

Mi resta il pensiero fisso che una partita del genere con Mourinho non l’avremmo mai persa, e forse-forse l’avremmo anche vinta.

Benitez è un buon tecnico, forse a livello tattico addirittura più preparato di Josè do Setubal (per quel che conti), ma il fuoco sacro e l’occhio della tigre a mio parere fanno molto più di una difesa alta-corta-intensa. Da sempre sono convinto che, a questi livelli, il pregio principale di un allenatore non sia quello di scegliere il modulo e nemmeno l’11 migliore da schierare in campo. A questi livelli roba del genere la do per scontata (con clamorose eccezioni, chiaro, ma gli incompetenti si annidano ovunque). Qui la differenza tra un buon tecnico e un vero leader la fa proprio la capacità di gestire, convincere e motivare i tuoi giocatori. E questo, quantomeno al momento, Rafa non ce l’ha. La Roma, a parte l’occasione di Borriello e la punizia a due in area di Totti non ha mai creato problemi (sorvolo per pietà cristiana sui neuroni di Julio Cesar nell’occasione…), e proprio quando, con l’andar del tempo, sembrava serenamente rassegnata al pareggino, a mio parere bisognava pestare giù l’affondo decisivo.

Invece “a(f)fondo” ci siamo finiti noi, complice una punizione serenamente invertita (il fallo è di Vucinic su Sneijder, non viceversa), e una dormita collettiva della difesa: Maicon si esibisce nel numero “scatto-con-l’attaccante-ma-poi-lo-mollo”, Lucio pensa “ci arrivo ci arrivo ci arrivo… non ci arrivo più”. Bello il cross di De Rossi, bellissimo il movimento e il tuffo di Vucinic.

Risultato: ennesimo moribondo rianimato e spariglione totale in classifica.

Mercoledì di Champions e domenica Juve in casa. Urgono punti e prestazioni convincenti per rimettere le cose a posto.

Urgono anche attaccanti semoventi, visto che tanto Milito quanto Pandev paiono in dubbio per mercoledì. Non vorrei dover rimpiangere Balotelli già a questo punto della stagione, ma è un fatto che, tolti i tre attaccanti titolari, non ci sono cambi all’altezza (e neanche “alla bassezza”).

 

LE ALTRE

Giornata pessima a prima vista, perché oltre a perdere lo scontro diretto con la Roma (potevano spedirli a -11 o tenerli a -8, sono risaliti a -5) vincono anche Milan e Juve. I cugini credo inizino a capire che Ibra è quel giocatore che ti trasforma 7-8 partite all’anno da 0-0 a 1-0, con gol che solo lui può fare (complice anche un portiere sotto evidenti effetti allucinogeni… non si può uscire così con due difensori attaccati all’unica punta al limite dell’area). Vero che per farlo rendere al meglio, la squadra deve giocare di fatto per lui, e il Milan non è abituato a questi concetti (la squadra prevale sul singolo, si arriva al risultato attraverso il bel giUoco, siamo una grande famiglia e cacate iperglicemiche assortite). Ma se si scrollano di dosso un po’ di queste barzellette, Ibra ti fa 20 gol all’anno come niente… Che dire, spero prevalga l’aziendalistica  linea dell’ammmore.

Sul fronte Juve, invece, non tutti i mali vengono per nuocere. Vista la reazione della Roma dopo la crisi delle scorse settimane, preferisco incontrare una Juve convinta di essere tornata grande, alla squadra con l’acqua alla gola che non può sbagliare. Ovvio, se noi giochiamo come sappiamo non c’è Cristo che tenga… ma, come avrete ormai capito, dei miei ragazzi non ho ancora imparato a fidarmi.

 

E’ COMPLOTTO

Paginetta corposa. Partiamo da un gustosissimo episodio che risale a mercoledì. Durante Lazio-Milan il bordocampista di Sky intercetta un commento di Allegri rivolto a Tassotti “stiamo giocando col culo!”. Nei commenti del dopo partita invece il Mister, ripetutamente richiesto di commenti e spiegazioni dopo il pari della Lazio, dichiara che il Milan visto gli è piaciuto.

Ora, a parte il triviale sillogismo (Il Milan gioca col culo, a Allegri il Milan è piaciuto, a Allegri piace il culo), la cosa divertente è lo zerbinaggio di Sky, che –pare- ha inviato una nota si scuse (eehh!?!?) al Milan per aver divulgato quel che era un commento tra l’allenatore e il suo secondo.

Come ho giustamente letto in rete, per una volta che fanno il loro mestiere chiedono pure scusa…

Passando ai postumi di Roma-Inter, invece, non voglio attaccarmi al fallo da cui nasce il cross dell’1-0. La Roma ha vinto la sua partita e se l’è meritata. Quel che non sopporto è inneggiare a un arbitro che non vede una cosa così palese e che subito dopo non permette all’Inter un cambio (a cui ha diritto, visto che il gioco è fermo, e che oltretutto l’arbitro non può nemmeno dire di non aver visto, dato che la punizione viene fischiata a pochi metri dalle panchine). Sono errori che ci stanno e che, ripeto, non tolgono nulla ai meriti della Roma.

Ma sono errori, questo non è un arbitraggio “impeccabile”. Poteva andar peggio? Certo, e lo temevo anche. Ma poteva fischiare fallo a noi, farci fare il cambio e probabilmente finiva 0-0. Va beh, non so perdere…

Ultimo punto: Totti esce (proprio per Vucinic tra l’altro), non dice una parola ma va diretto negli spogliatoi e non aspetta nemmeno la squadra per andarsene a casa. Ovviamente il giorno dopo è tutto chiarito, e i solerti giornalisti ci dicono che non si può neanche parlare di caso perché situazioni del genere sono già capitate e capiteranno ancora. Lui è core de Roma, è fatto così, ma Ranieri lo fa per allungargli la carriera. Volemose bbene insomma.

Parallelamente, Chivu (un agnellino di solito quanto a comportamento) sbraita contro la sua panchina chiedendo più copertura e dicendo sostanzialmente “qui copro solo io!

E’ crisi Inter: si narra di un intervallo e un dopo partita agitatissimi nello spogliatoio, addirittura di un Benitez che in settimana è stato sfanculato dalla squadra quando ha proposto ai giocatori di frequentarsi di più fuori dal campo, senza dividersi sempre per nazionalità.

Ora, a parte che come al solito vorrei sapere queste voci da dove arrivano (ufficio staaampaaa? Doveee seeeiii??), mi chiedo a) se siano vere, e b) se ad ogni sconfitta di altri top teams succeda la stessa demolizione sistematica di ogni caposaldo della squadra (il gruppo, l’autorità dell’allenatore, l’unità di intenti).

Il tutto per una partita persa al 92’.

 

WEST HAM

Grande vittoria per 1-0 contro il Tottenham! 5 punti in classifica, sempre nei bassi fondi. Ma, una volta abituati alla merda, sai quant’è buono il fango?

 

*cioèffèèga: alternativi, di solito in perpetua fattanza da canna, che ti ammorbano con discorsi sullo scambio di energia e sulle sensazioni positive e il karma dell’empatia con lo scappellamento a sinistra per 2. Il loro intercalare, con l’aggiunta di uno strascicato accento meneghino, dà il nome a questa curiosa sottospecie di animali urbani.

Chissà che alla prossima non vada dentro... Stankovic: 2 partite 2 traverse

Chissà che alla prossima non vada dentro… Stankovic: 2 partite 2 traverse

BASTANO?

INTER-BARI 4-0 

Una allegra scorribanda dopo il quasi infarto iniziale.

Pericolo molto più reale di quello Paventato (la maiuscola è una chicca per intenditori) domenica per il Capitano, e che vede le conseguenze nefaste per il nostro miocardio fermarsi fortunatamente sul palo colpito da Almiròn.

Il tutto dopo 20 secondi dal calcio d’inizio, con i nostri che non hanno nemmeno sfiorato il pallone.

Che servisse o no questo stringiculo, i nostri cominciano a giocare con buone geometrie e discreto ritmo. L’obsesiòne (copyright JM) di far segnare Milito è abbastanza palpabile, e l’argentino viene cercato spesso, anche se non benissimo: nel primo quarto d’ora produciamo qualche tiro, ma soprattutto da fuori area, senza manovre avvolgenti. Con l’andar del tempo invece Eto’o sale in cattedra, grazie al suo immenso talento, ad uno stato di forma difficilmente migliorabile e ad una marcatura non proprio arcigna (il povero Pulzetti, di professione centrocampista, è costretto dalla morìa di difensori baresi a giocare in quella zona: credo che avrà gli incubi per qualche notte…).

Il copione sembra già scritto e trova puntuale conferma al 27’: discesa travolgente del Re Leone a sinistra, cross al bacio per Milito che, resistendo a un tentativo di stupro in area di rigore (lo strip tease ad opera del terzino era quasi completo) insacca di testa.

Gol liberatorio si dice in questi casi.

La partita prosegue bene per l’Inter, e nella ripresa assume i contorni della passerella. Il Bari ci mette del suo, regalando due rigori tanto netti quanto ingenui (un “mani” che è gemello di quello con l’Udinese, e uno sgambetto su Lucio dopo stop “a inseguire” del difensore pugliese), ed esponendosi inevitabilmente al contropiede interista come nell’azione Coutinho-Stankovic-Milito che porta al 4-0.

Tutti contenti, anche nel vedere i due punteros contrattare come nemmeno al Suk di Marrakech sui rigori da tirare (alla fine bene così, doppietta per entrambi). Personalmente, mi piace sottolineare la solida prestazione di Chivu su Alvarez prima e tal D’Alessandro poi. I due, contrariamente alle mie preoccupazioni della vigilia, non impensieriscono il rumeno in versione “genietto-tattico-bravo-a-non-farli-partire”. Chiedo venia a Ciccio Caschetto e son contento di farlo.

Le uniche piccole note negative arrivano da Samuel che si ferma alla mezz’ora per un problema al quadricipite e che inevitabilmente è a rischio per Roma, e per il Capitano che, prima volta negli ultimi 5 anni, salta una partita per infortunio: nell’ultimo allenamento ha sentito lo stesso dolore di domenica, e stavolta gli esami hanno sì evidenziato un pneumotorace, seppur di modesta entità. Visto il SuperUomo, non mi stupirei di vederlo in campo già sabato, ma umanamente parlando si prevedono 1-2 settimane di stop.

 

LE ALTRE

I cugini impattano a Roma contro ‘A Lanzie. Ibra si mangia un gol nel primo tempo e ne segna uno nella ripresa, ma poi la coppia centrale più bella del mondo (Nesta-T.Silva) si fa uccellare da Hernanes e Floccari per il graditissimo pareggio, festeggiato ovviamente in tempo reale anche a San Siro.

Periodo di sfiga nera per la Roma, che perde anche a Brescia, avendo da recriminare per qualche decisione dell’arbitro. Il rigore di Mexes in effetti non c’è (Barbie-boy prende la palla) anche se, in tutta onestà, vedendola a velocità normale mi pareva rigore netto. Oltretutto l’intervento era fuori area. Fatto il frittatone, purtroppo per lui il cartellino era inevitabile. Degli altri episodi incriminati, ho visto il “mani” in area, che rientra in quella zona grigia del “si può dare come si può non dare” (e cioè: braccia scomposte ma palla che arriva da un metro).

In ogni caso, per noi bad news perché la Roma si trova a dover fare la partita della vita sabato contro di noi, coltello tra i denti e nervi a fior di pelle. Avrei preferito arrivassero dopo un bel brodino (leggi: vittoria brutta sporca e cattiva ma che muove la classifica).

Stasera la Juve col Palermo: in caso di vittoria arriverebbe a meno 3 da noi (capoclassifica solitari, once more with feeling).

 

E’ COMPLOTTO 

Direte voi: difficile trovare fagioli da far bollire in pentola dopo una serata così. Uomini di poca fede!

Dopo aver fatto un complimento all’Inter “di quest’anno” (“questa è una squadra che mi è simpatica, quella dell’anno scorso…” detto col solito cantilenante accento calabrese), Massimo Mauro deve timbrare il cartellino (cioè rompere il cazzo, –excuse my french-) e quindi chiede a Rafa: “lei in 5 anni a Liverpool non ha mai vinto il Campionato, ora arriva in Italia e probabilmente lo vince al primo colpo. Non è che la differenza sta  nel fatto che lei là faceva anche il mercato e qui invece ci pensa qualcun altro?” Domanda senza senso, davvero antipatica (con una T sola stavolta), a cui Sancho Panza risponde punto su punto, argomentando di minori budget a disposizione rispetto ai top club e di uno scudetto che a Liverpool manca da 20 anni (non 5). Quando poi il soggetto in studio cerca di liquidarlo con un “va beh va beh…” lo spagnolo, con ferma educazione, ribatte “per favore vorrei finire”, zittendo il prostituto intellectuale di turno.

Ottimo Rafa anche quando respinge seccamente al mittente (in minigonna stavolta) qualsiasi accenno a un presunto litigio avuto con Eto’o a inizio stagione circa la posizione dell’africano in campo (riassummibile nella formula “parlato tanto, litigato mai”). Apprendo infine che il fatto di non avere un rigorista designato sta in sostanza spaccando lo spogliatoio, ed essendo l’Inter pazza per definizione, occorrerebbe porre rimedio.

 In effetti abbiamo un solo punto in più del Brescia… La crisi è alle porte.

Eto'o e Milito si picchiano per decidere chi deve tirare il rigore

Eto’o e Milito si picchiano per decidere chi deve tirare il rigore

BENE COSI’

PALERMO-INTER 1-2

Cominciamo dalle cose serie e importanti: la miglior Inter vista in stagione a fine primo tempo era sotto 1-0 col Palermo, ma al 90’ vince 2-1 con merito. Questo per dire che non sempre giocare bene uguale vincere.

Tutto il resto viene di seguito.

Il resto parla di un Milito incainato come una belva, che più ci prova e meno segna, di un Chivu che convince sempre meno (o meglio, convince sempre di più di fare una fatica tremenda), di uno Stankovic quasi troppo bello per essere vero, e degli ennesimi misteri della gestione “medica” dei nerazzurri.

Partendo da quest’ultimo punto, apprendiamo nel dopo partita olandese di Champions che Pandev forse si è rotto i legamenti, poi che forse no, è solo un’elongazione, e infine tutti contenti nel desumere che in 15-20 giorni torna in campo. Desumere, ho scritto, perché non sia mai che dall’Inter arrivi comunicazione certa circa i tempi di recupero. E’ una cosa che a quanto so succede solo lì, chè nelle altre società ti dicono -in termini meno tecnici ma più digeribili dal popolo bue- robe del tipo “stiramento, ne avrà per 20 giorni”. Ditemi invece il senso di un comunicato del genere: “Gli esami hanno evidenziato una sofferenza del comparto mediale del ginocchio destro con lieve elongazione all’inserzione prossimale del legamento collaterale interno“.

Contemporaneamente, tra venerdì e sabato riceviamo rassicurazioni –invero non richieste- circa la presenza di Sneijder, che tutti avevamo visto uscire dal campo con le proprie gambe (oltre che, al solito, da migliore in campo). Morale, non è in campo a Palermo, e nemmeno in panca. Dovrebbe rientrare mercoledì col Bari.

Infine, se al Capitano non viene un infarto, per poco non viene a me. Appreso con incredulità del “malore” che l’ha colto a fine partita, come prima cosa il bordocampista di stanza al Barbera pensa bene di tranquillizzarci dicendo come prima cosa “possiamo rassicurare familiari e tifosi, non dovrebbe trattarsi di infarto”. Come prima notizia non è esattamente quanto di più confortante ci possa essere. La realtà racconta di una pallonata presa negli zebedei negli ultimi minuti, che quel grand’uomo incassa senza crollare a terra (“stavamo difendendo la vittoria, non potevo permettermi di stare a terra o di uscire” dirà Zanna-palle-d’acciaio). Morale, al fischio finale rientra in spogliatoio e a momenti sviene. E’ umano anche lui, anche se, portato in ospedale e per fortuna scongiurato il rischio pneumo-torace, rientra a Milano con la squadra.

Per fortuna, il casino totale della condizione medica ci regala anche sorprese positive. Stankovic, al rientro dopo un paio di settimanelle, è in condizione strepitosa, e nei 70’ in cui è in campo, gira a mille. Colpisce l’ennesima traversa della sua vita (credo abbia il record dei legni colpiti in carriera), ed entra di prepotenza nel 2-1 con un’azione che quanto a bellezza va a far compagnia alle perle dell’anno scorso,vedi l’1-0 di Motta nel derby o il 2-1 di Maicon a Udine (4-5 tocchi di prima e palla in buca, in culo alla litanìa “L’Inter-sfrutta-solo-le-qualità-dei-singoli”). Morale, il buon Deki non fa rimpiangere per nulla Sneijder e ci fa guardare con più serenità alle prossime partite, offrendo una valida alternativa anche sul piano tattico: pochi centrocampisti sono completi come lui, e questo ti permette di giocare con millemila moduli diversi. Benitez avrà di che divertirsi con tabelle e disegnini.

Partitona insomma? Se togliamo il gol subito e il primo quarto d’ora della ripresa, sì. Un ventina di tiri verso la porta del Palermo, un primo tempo che poteva finire 3 o 4 a 1 per noi. Bene così insomma.

Le note dolenti arrivano da Chivu e Milito. E se su Diego mi sono già espresso (fisicamente sta crescendo, l’intelligenza per fortuna, se ce l’hai, non la perdi, il gol arriverà, e sarà come il tappo che salta via dalla boccia di champagne), vorrei approfondire il discorso su Chivu.

Posto che nessuno (ho detto nessuno) dei presunti rigori richiesti dai siciliani era da fischiare, dietro a sinistra soffriamo da matti, e purtroppo gli avversari lo sanno. Noto con preoccupazione che, oltre alle solite alette destre piccole-veloci-sguscianti, ora facciamo fatica anche con gente fisicamente più “normale”, giusto per non fare favoritismi a nessuno. Chivu è valido, validissima alternativa sia al centro che in fascia, ma dei 4 di reparto è purtroppo l’anello debole.

Mercoledì su quella fascia se la vedrà con Alvarez del Bari, pettinatura improponibile ma velocità supersonica (che la prima sia conseguenza della seconda?): s’ha da ridere…

Solo poche righe per l’ennesima ode a Eto’o. Due gol uno più bello dell’altro e che Dio ce lo conservi così il più a lungo possibile. Finché gira così, Milito se la può anche prendere comoda (… ma non troppo!).

 

In conclusione, aggiungiamo tal Ilicic al club “primo gol in Serie A contro l’Inter” e ringraziamo Julio Cesar per non aver fatto iscrivere anche l’altro sloveno all’esordio (tal Bacinovic), grazie a intervento provvidenziale a inizio ripresa.

 

LE ALTRE

Un grande Milan (il Milan è ”grande” per definizione, un po’ come la Crisi è sempre “Inter”) strappa coi denti un pareggio in casa contro il Catania. Scherzi a parte, gli Etnei fanno un primo tempo della Madonna e si difendono con ordine nella ripresa, prendendosi un punto stra-meritato.

I cugini devono ancora ingranare, Ibra sembra ancora un pesce fuor d’acqua. Nota di merito a Superpippa, non tanto per il gol segnato sul filo del fuorigioco e nemmeno per quello sparacchiato in curva a metà primo tempo da analoga posizione, ma per il culo quadro che si fa (a 37 anni), lasciando il posto di centravanti-boa a Zlatan, che però non ne approfitta.

Secondo me il vero grande acquisto dei rossoneri è Boateng: un pazzo furioso, corre e lotta come un indemoniato e in più fa vedere due piedini mica da ridere. Se adeguatamente addomesticato può diventare un cavallone di razza.

La Juve passeggia sui resti dell’Udinese, che come al solito sputa sangue contro di noi e si piega a 90° con i gobbi, mentre la Roma col Bologna si fa raggiungere dal laziale Di Vaio dopo essere stata in vantaggio per 2-0. Periodaccio per i romani, passerà.

 

In generale, tutti a dire “siamo all’inizio, c’è tempo, ora i punti non pesano”. Vero, ma in ogni caso cominciamo a inaugurare la “cascina 2010/2011” mettendoci dentro 3 punti di vantaggio sui diversamente strisciati (Juve e Milan) e 5 punti sui giallorossi.

Sperando che il “fieno” in questione cresca con l’andar del tempo…

 

E’ COMPLOTTO

In una giornata abbastanza tranquilla, non è comunque passata inosservata la deferenza con cui viene seguito non già l’incontro di calcio giUocato dal Milan, bensì il riscaldamento dei rossoneri, manco stessero commentando la discesa dell’uomo sulla luna: “Ecco, guardate, ora Ronaldinho sta cercando di colpire il palo calciando da fuori area (cosa che fa da tre anni NdR), tra le urla dei tifosi”.

Ottima poi la risposta di Cambiasso nel pre-partita, quando gli chiedono se l’Inter abbia più voglia vincere del solito, siccome in questa stagione non ha ancora vinto in trasferta. E il Cuchu rispose: “Mah, ne abbiamo giocata una di partita in trasferta, questa è la seconda. Se dici così sembra…” e il tizio solerte “sì ma contavo anche la Champions” e lui “Ah beh, allora due…”.

Sintomatica poi la prima domanda sulla partita al Mister, dopo la miglior Inter vista in stagione: “un’Inter Eto’o-dipendente in attacco e un Milito in crisi che esce arrabbiato dopo la sostituzione”.

Voglio invece spendere -per una volta- parole di lodi e giubilo per il commento tecnico della partita. Il grande e rimpianto Gigi Di Biagio (detto “Gigino-di-testa-sul-primo-palo”, specialità della casa di un paio di lustri fa) commenta con lucidità e per una volta va oltre il risultato, dicendo che l’Inter è sì sotto a fine primo tempo, ma che ha giocato bene e gli è piaciuta, e sottolineando che lo prenderanno per matto, ma che per lui Milito ha giocato bene perché ha fatto i movimenti giusti e si è fatto trovare al posto giusto. Vero, ha sbagliato tanto, ma conoscendo il giocatore non c’è da preoccuparsi.

Ora, sono di parte due volte (interista e fan del vecchio Gigetto), ma questo è quel che vorrei sentire da un supposto commento tecnico: analisi approfondite e dettagli che il tifoso bifolco potrebbe non notare. Che il tal giocatore abbia segnato tirando di sinistro sul palo lontano lo vedono tutti.

 

WEST HAM

Primo punto in classifica, preso a Stoke-on-Trent dopo essere stati in vantaggio.

Eppur si muove, insomma…

Vince, festeggia, sviene, va all'ospedale, torna con la squadra.  E il tutto senza spettinarsi.

Vince, festeggia, sviene, va all’ospedale, torna con la squadra.
E il tutto senza spettinarsi.

BILICO

TWENTE-INTER 2-2 

 L’Inter è in bilico, tra vittoria e sconfitta. Alla fine ne sce un pareggio.

Ma forse è più giusto dire che l’Inter è UN bilico, un autotreno snodabile con massa superiore alle 3,5 tonnellate.

Tra giocatori a corto di condizione, reduci da infortuni e/o da vacanze di durata variabile, la truppa agli ordini di Sancho Panza Benitez è lenta e pesante, un’eterogenea accozzaglia di pedatori dal potenziale formidabile, ma al momento in chiara difficoltà fisica ancor prima che tattica.

Tornano alla luce i vecchi difetti: palla persa su rimessa laterale (solo ieri sera ne avrò contate una decina, una volta addirittura Maicon ha servito il portiere!), falli stupidi al limite dell’area (Samuel appena prima dell1-1), poco movimento senza palla.

Infine, prendo atto che, dopo Ferri e Cordoba, Samuel è il nuovo e illuminato regista arretrato dell’Inter. Al “Muro” voglio un bene dell’anima, ma a lanciare da dietro non si può guardare…

Ci affidiamo insomma agli unici due in forma, Sneijder ed Eto’o, che guarda caso sono anche i due marcatori.

Il resto della squadra vivacchia sul 6– (Mariga buono come interditore, per l’impostazione si ripresenti la prossima volta, come battitore a rete c’è il salto d’appello), mentre i picchi negativi vengono da Maicon e Milito: due giocatori che in passato ci hanno fatto vincere decine di partite, e che hanno problemi oggettivi da affrontare: Maicon rientrava dopo uno stop di 2 settimane, Milito ancora lontano dalla forma migliore, causa Mondiali giocati, vacanze ridotte e preparazione fisica di fatto ancora in corso.

La vera differenza tra i due è che quest’ultimo è una persona calcisticamente intelligente: sa di non essere in forma, trova comunque modo di entrare nelle azioni dei due gol (bella la finta e tiro che spiana il tap-in di Wesley, caparbio e per una volta rapido a dar palla a Eto’o prima della magìa del 2-2). Insomma, autogol a parte, cerca di fare i movimenti giusti per la squadra. Sbaglia tanto, perde molti palloni con “stop a inseguire”, ma capisci che capisce.

Quell’altro diciamo non proprio. Maicon appartiene a quella categoria di calciatori che basa la sua forza al 90% sul proprio strapotere fisico. Se non ce l’hai (ed è comprensibile, ad inizio stagione e con un ginocchio giacomino) non c’è un piano B. Continui a buttar palla avanti pensando di arrivarci prima degli avversari, ma ‘gna fai

Infine, piccola ode per Samuel Eto’o sul 2-2: la cosa più intelligente (che in tutta onestà non avevo notato) l’ha detta Vialli nel dopo partita, facendo vedere la finta del numero 9 dopo aver dato palla a Pandev: inganna il loro terzino fingendo di scartarlo sulla sinistra, quello abbocca e gli apre il corridoio “dritto per dritto”: palla lasciata lì da Pandev e colpo chirurgico all’angolino. Quel che si dice un Campione.

 Ultime tre considerazioni, in attesa di Roma e Milan stasera:

1) Pandev è uscito mezzo rotto, motivo ulteriore per rimpiangere il non acquisto di Kuyt (non Messi, Kuyt…): la buona notizia è che, se è vero che la forma si trova giocando, Milito non salterà nemmeno un minuto delle prossime partite. Sperando che la forma migliori, e la prossima volta a gonfiarsi sia la loro porta e non la nostra.

2) Visto l’infortunio del macedone, la spaccatura tra attacco e difesa, e la fatica che fanno i due mediani a coprire tutto il centrocampo, prevedo -e tutto sommato approvo- un rapido ritorno al rombo. Il modulo è senz’altro noto ai giocatori, dovrebbe garantire più filtro a metà campo e protezione alla difesa (i gol subìti sono un po’ troppi), e là davanti permetterebbe a Eto’o e Milito di giocare più vicini, con Sneijder alle loro spalle. Staremo a vedere…

3) Ennesima serata di gloria per un signor nessuno contro l’Inter: tal Theo Janssen piazza una punizia che se la fa Messi o Ronaldo ne parliamo una settimana. La mia sindrome da terzino sinistro (cosa che Janssen non è) è arrivata ormai a tal punto che ogni volta che vedo un mancino calciare bene mi chiedo “perchè non lo prendiamo noi?

 

E’ COMPLOTTO

Avevo ammesso senza problemi che i 6′ di recupero a Bologna erano stati una cosa un po’ antipatttica (copyright Signor Massimo). Mi era invece sfuggito come già sabato contro l’Udinese, guarda caso con i nostri avanti 2-1, il prode arbitro (di sinistra?) abbia salomonicamente concesso analogo recupero, giusto per far capire che il vento non è cambiato, nè probabilmente mai cambierà.

Vedere Zio Fester Galliani sfanculare impunemente Braschi in tribuna a Cesena (by the way, Braschi è stato un arbitro infame e ricordo diverse partite da scandalo contro di noi, quindi senz’altro non mi dispiaccio nel vederlo vilipeso), senza che partissero deferimenti e scomuniche di Mourinhana memoria (vedi su tutti il gesto delle manette) è ulteriore conferma del fatto che Eolo soffia sempre da quella parte lì.

O quantomeno sempre contro questa parte qui.

Delirio? Persecuzione? Può darsi: Burdisso apre un ginocchio a un avversario, ma non si ravvisa condota violenta; morale, 2 giornate e rientro giusto-giusto per Roma-Inter. Il che, vista la labile psiche del soggetto, potrebbe essere un vantaggio per noi, però intanto questo gioca…

 

Eto'o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo...

Eto’o esulta dopo il 2-2. Visto lo stato di forma, non mi stupirei di vederlo spiccare il volo…