NEMA PROBLEMA

INTER-GENOA 3-1

Possiamo dire la miglior prestazione della stagione?

Temo di sì, vista anche le concorrenza non agguerritissima. Il Mancio inizia a disegnare la squadra come piace a lui, addirittura piazzando Guarin accanto a Medel nei due di centrocampo, e snocciolando tre trisillabi alle spalle di Icardi (Po-dol-ski, Her-na-nes e Pa-la-cio).

Dietro, la strana coppia Vidic-Andreolli (capitano di giornata), fa una buona partita, in culo a tutti i fan del club “Vidic-è-un-pacco”.

Per una volta partiamo forte noi, e Maurito ha subito una golosissima occasione che spreca chiamando Perin alla parata a terra, dopo altro passaggio illuminante di Guarin dopo quello di Torino (l’aggettivo, for once, non è per nulla sarcastico).

Al Guaro, anche oggi tra i migliori, non la perdono in ogni caso: sta facendo, in ruoli diversi, quel che il Chino Recoba ha fatto per anni. Quando -quasi- tutti si erano convinti della sua inutilità, piazzava il gol del 3-0, inutile quanto spettacolare, e dava un altro minuto di gas al pentolone di una brodaglia troppo saporita e altamente indigesta.

Vi annoierò alla prima occasione sulla mia personale visione del Calciomercato, colombiano compreso, ma per me il concetto è quello.

Tornando alla partita, i nostri insistono col pressing alto, facendo solo una mezza cagata dietro, dove per fortuna Antonelli non approfitta del solo errore della nostra difesa nel primo tempo.

Il gol è lì in zona, e lo segna poco dopo il Trenza dopo una splendida giocata di Medel. Genny-Savastano-Inti-Illimano pesca con un cucchiaio Icardi sul dischetto in area, roba che se la fa Pirlo la stampa eiacula tre giorni. La girata dell’argentino è difficile e inevitabilmente centrale, ma Perin non riesce ad allontanare la boccia, che galleggia dalle sue parti prima che sia il piattone destro di Palacio a dire “basta così, è gol“.

Raggiunto il vantaggio i nostri non si fermano, ma continuano nel pressing (solo un poco meno intenso) ed arrivano al raddoppio con Icardi su corner (quindi non vale, penserebbe Galliani). In realtà, ascolto incredulo Gasperini lamentarsi per una “netta trattenuta” del nostro su Burdisso con conseguente gol da annullare, e sogghigno tra me pensando a quanto il rancore possa obnubilare la vista: caro Gasperini, ormai due volte all’anno tiri fuori il fazzoletto rimembrando di quanto tu ti sia pentito di aver accettato la scellerata offerta dell’Inter.

Sta’ tranquillo: la cosa è assolutamente reciproca!

La ripresa, dopo 10 minuti di nulla, vede il Genoa iniziare a farsi pericoloso, casualmente in concomitanza con l’uscita della loro unica punta, Matri.

Prima Lestienne colpisce una splendida traversa di sinistro, e poco dopo Handanovic è per una volta perfettibile allorquando imita il collega Perin non respingendo bene un tiro di Costa (invero molliccio) e regalando a Izzo l’immancabile Primo Gol in Serie A contro l’Inter.

Mancano meno di dieci minuti, ma trattandosi di Inter sappiamo che c’è da preoccuparsi eccome. Per fortuna ci pensa Vidic, che sale su corner, difende palla sullo sviluppo dell’azione e ne conquista un secondo, andando a risistemarsi a centro area. La palla buona arriva, e la deviazione di testa mette la partita in salvo. 3 a 1e tutti a casa felici e contenti.

LE ALTRE

Tornando a discorsi già accennati nelle ultime settimane, il lato positivo (se ce n’è uno) di avere davanti a te una decina di squadre è che, se vinci -hai detto niente- senz’altro recuperi punti su qualcuno. Nell’ultimo giro ne recuperiamo quindi tre su Genoa, Palermo e Napoli e due su Sassuolo, Udinese, Lazio e Milan.

Andando solo un attimo nei dettagli, ho visto a spizzichi e bocconi sia il Derby di Roma che Napoli-Juve, ed ho trovato involontariamente comico il commento di Vialli nel dopopartita. So che il 2-1 di Caceres è stato analizzato e censurato più o meno unanimemente nell’immediato dopo-gara, ma le mie caste orecchie hanno dovuto sentire la seguente frase provenire dall’ex bianconero:

“E comunque, gol in fuorigioco a parte, la Juve questa sera non ha rubato nulla”

Questa fa già abbastanza ridere così.

E’ COMPLOTTO

Tanti sassolini da togliersi, con tanto di conclusione confuciana.

1) Tapiro al Mancio in settimana. La stessa settimana in cui la squadra di Sua Emittenza perde in casa col Sassuolo, in cui Cerci, arrivato come ennesimo prossimo Pallone d’Oro, col suo Toro fa 95 min in panchina a vedere i nuovi compagni presi a pallate.

In compenso Muntari la prende bene dopo il cambio.

E poi hanno pareggiato su calcio d’angolo…

Del resto stiamo sempre parlando di Staffelli, quello che diede la maglia rossonera al Balotelli nerazzurro dicendogli “venga al Milan”. Quando un verbo vuol dire tutto…

2) In settimana Montella non manca di fare i complimenti ai nostri acquisti, chiedendosi però retoricamente quali siano le regole del Fair Play Finanziario. Evidentemente troppo difficile per lui capire che i due arrivi sono -al momento- prestiti pressocchè gratuiti (600.000 € per Podolski, zero per Shaqiri ma obbligo di riscatto a Luglio).

MI rifaccio al discorso di all-in pokeristico, per riprendere la azzeccata simililtudine fatta da Marco Belinazzo sul suo blog: l’Inter rischia il tutto per tutto, e se non sarà nella prossima Champions League saranno cazzi amari. Fin lì però non aggrava la sua situazione debitoria, ingaggi a parte.

3) Alle serve non par vero potersi masturbare con un “caso” Inter e difatti Osvaldo, in tribuna per scelta tecnico-punitiva, viene inquadrato due volte in tutto il match: la prima mentre sbadiglia, la seconda quando sorride imbarazzato dopo il gol del “nemico” Icardi: quando si dice il caso…

4) Ancor più succulento il dopo partita, che vede un Pistocchi (ma è ancora in giro!? L’avevo lasciato perculato magistralmente a cadenza settimanale da Raimondo Vianello ai tempi di Pressing) addirittura incredulo e scandalizzato del fatto che Vidic non giochi titolare. Ovvio: tutti a gridare al “pacco” preso dall’Inter, poi questo entra, fa una bella partita, segna un gol e all’Inter son tutti cretini perchè ci hanno il fenomeno e non lo fanno giuocare.

5) Contemporaneamente, Mauro-calabrese-cantilenante su Sky non si tiene e vuole a tutti i costi insultare Eto’o: legittima la sua preferenza per Okaka per l’attacco della Samp, stantìo, fazioso e parziale come solo lui sa essere quando dice “questo baciava la maglia dell’Inter e poi è andato in Russia a guadagnare un sacco di soldi“.

Ovviamente primo e unico caso nella storia del calcio, chè nessuno ha mai baciato la maglia per poi cambiarla poco dopo, nessuno si presenta dicendo di essere tifoso della nuova squadra fin da bambino, e tutti i grandi sono andati via dal nostro campionato solo per motivi familiari (vero Kakà?) e mai per guadagnare di più.

6) Tornando ai canali che non guardo, apprendo di un altro mediaservo (Nando Sanvito) parlare della partita e sunteggiare che “nonostante la vittoria, c’erano alcuni musi lunghi a San Siro”.

7) Per finire, non posso che rimandare alle più che condivisibili dichiarazioni di Sabine Bertagna che, su una testata che si professa orgogliosamente faziosa, parziale e tifosa, riesce ad essere molto più obiettiva di gentaglia che dovrebbe fare dell’imparzialità il proprio mestiere.

Di seguito la conclusione confuciana di cui sopra: basta azzeccare un paio di partite e il circo ricomincia.

paura eh

 

WEST HAM

L’alta quota evidentemente non ci fa bene, visto che la concentrazione pare essere rimasta a casa: la trasferta gallese con lo Swansea ci fa perdere altri due punti, ed una più che possibile vittoria ci sfugge tra le mani…

Poco male, ma i sogni di gloria diventano sempre più sfumati.

Fortune’s always hiding…

Palacio unido jamàs sera vencido

Palacio unido jamàs sera vencido

“… SI, MA ALLA PARMIGIANA!”

ROMA-INTER 4-2

Proseguo con le citazioni d’essai, le migliori a mio parere a descrivere il cambiamento in panchina e gli effetti sul campo:

Allora, mettiamoci d’accordo. Se volete la storiella edulcorata e ottimista, in pieno clima pre-natalizio, posso anche sforzarmi e dire che per un’ora e passa l’Inter ha giocato come meglio non avrebbe potuto, stanti gli 11 in campo. La Roma subisce i primi gol casalinghi della stagione, Osvaldo per una volta ha la carica giusta e non auto-distruttiva per affrontare la partita, e Kuzmanovic continua ad essere il solo fosforo del nostro centrocampo.

Temo però che le buone novelle finiscano qui, perché se è vero che la Roma fa il 3° e 4° gol grazie al nulla assoluto che alberga tra le orecchie di Guarin, è altrettanto vero che i gol al passivo potevano essere un paio in più, e non solo nel delirio finale.

Se vogliamo dare dei meriti a Mancini (diamoglieli, va benissimo….), possiamo ringraziarlo per aver tolto a tanti (non a me, permettetemi la precisazione) il dubbio che la questione si limitasse alla difesa a tre o a quattro, nè ad un allenatore piangina invece che trendy.

Forse, furbescamente, il Mancio vuol far capire a chi di dovere che questa è una squadra mediocre, che ha in buona sostanza la classifica che merita e che senza cospicui quanto al momento improbabili acquisti non potrà migliorare granchè.

 

Come da queste parti si dice fin da Settembre, la cara e vecchia zona Uefa ci deve “purtroppamente abbastare“.

Se a un organico qualitativamente limitato togli poi gli unici due in grado di dare del tu al pallone (Kovacice e Hernanes), è quasi inevitabile che il Kuz sembri Rijkaard, in mezzo a Guarin, Medel e M’Vila…

Non va meglio dietro, con Ranocchia bravo a pareggiare su corner ma più che migliorabile nei primi due gol subìti e Juan Jesus a confermare che, se non c’è da fare a sportellate e scatti a chi arriva prima, è poca cosa. Urge ritorno ad una normale deambulanza per Vidic: logoro, vecchio, consunto e tuttavia indispensabile a far da balia ai nostri “bamboccioni”.

Dico solo che dietro il migliore è stato Campagnaro, e vale il discorso fatto per Kuzmanovic: complimenti a loro, ma questi siamo…

Davanti Osvaldo parte giustamente al posto di Icardi (si è sbattuto più lui in 90′ che il collega argentino in quasi un girone di Campionato), mentre Palacio continua a confermare l’etichetta di “generoso”, sempre pericolosa per uno che di mestiere dovrebbe buttarla in goal.

Loro, manco a dirlo son tutt’altra cosa, azzeccano acquisti sconosciuti (inevitabile Primo Gol in Serie A per Cholebas con sinistro a voragine da raccontare ai nipotini) e alternano centrocampisti che da soli sono migliori del nostro intero reparto (e parlo di Nainggolan, non di Matthaeus).

Preso il primo fischione penso che sarà una lunga notte, ma il pareggio di Ranocchia è tanto insperato quanto ben accolto. Altrettanto posso dire del gol di Osvaldo dopo il succitato tiro a voragine di Cholebas a inizio ripresa.

Non mi illudo però, so che viviamo di guizzi ma che siamo dei mentecatti, uno più di tutti…

Ed eccolo, infatti, Guarin, a sfidare la legge di impenetrabilità dei corpi a metacampo invece che fare un banale passaggetto del cazzo… Il numero della biscia impazzita non gli riesce (le strisce sono nerazzurre, non rossonere, dovresti saperlo, ciccio…), l’arbitro giustamente fa giocare, i compagni di difesa guardano Totti cadere, rotolare, e servire col culo per terra quel pippone di Pianjc che tanto che cacchio vuoi che faccia in piena area di rigore? 3-2 per loro.

Il Mancio ci prova a scandalizzarsi e protestare per un fallo che non c’è e viene come da copione espulso, ed è come se con lui uscisse anche qul minimo di barlume che -non so come- ci aveva tenuto a galla fino a quel punto.

Dalla panca entrano Icardi e Kovacic, uno più inguardabile dell’altro in questa occasione, e quell’ammasso di craniolesi a metàcampo, che se non altro un po’ di spessore lì in mezzo lo faceva, non serve nemmen più a quello.

Da loro è entrato Iturbe che potrebbe segnarne un paio in tre minuti, ed è solo un caso che il quarto fischione arrivi a tempo ormai quasi scaduto su splendida punizia di Pianjc, propiziata da altro ruzzone sapiente del Guaro giusto-giusto sui 20 metri.

Illuminante il ragazzo!

LE ALTRE

Il Toro, degno discepolo di se stesso, perde all’ultimo secondo una partita che avrebbe onestamente meritato di vincere, dando al bresciano lisergico l’occasione per riaccendere il riflesso pavloviano dei media italici, che partono con la litanìa del fuoriclasse, da pallone d’oro, ovviamente tacendo il fatto che nel resto della partita il bresciano fosse stato mediocre un po’ come tutta la sua squadra.

Bellissimo sentire Caressa magnificarne la conclusione, dicendo robe tipo “solo lui a due secondi dalla fine può pensare di prender palla al limite dell’area e tirare in porta(o coglione, gli altri cos’avrebbero fatto, retropassaggio al portiere?), solo lui da 27 metri la può mettere all’angolin….ah c’è stata una deviazione“.

Comunque cambia poco, chè questi so’forti ebbasta. Certo, avrei preferito il pari del Toro non solo per il salutare e sacrosanto odio per le strisce bianconere, ma anche perchè, se conosco la labile psiche dei miei polli, so anche che in termini di instabilità mentale i lupacchiotti giallorossi ci sono appena inferiori.

E allora, al gioco dei se e dei ma, avrei voluto giocarmela con la Roma che sa di poter arrivare a -1 e con tutta la pressione del mondo addosso. Ma, come si dice in queti casi, nun è successo…

A San Siro nel frattempo torna il grande classico “rigoreperilmilan“, dopo che -forse- a Rami è stato negato un gol buono. Da interista godo a vedere Galliani imbufalito, ma ecco sbugiardata per l’ennesima volta la tanto sbandierata utilità degli arbitri di porta. Provate a dirla a lui la panzana in pieno Platini-style del “bello del calcio che risiede anche nell’errore umano“.

Ah, e comunque pare che sullo 0-0 ci fosse anche un rigore per l’Udinese, che comunque tra 7 giorni avrà modo di rifarsi, chè sappiamo che torti e ragioni alla fine si compensano!

E’ COMPLOTTO

Uno dei motivi per cui sono “utilitaristicamente” contento dell’arrivo di Mancini in panchina è il fascino che esercita sui giornalisti, figlio più che legittimo dei successi ottenuti da noi e in Inghilterra. Se quattro gol li avsse presi Mazzarri sarebbero andati a prenderlo coi cani, mentre nel dopo gara su Sky era tutto un “beh dai, andiamo aldilà del risultato, si son viste anche buone cose…“.

Più severi (realisti?) sulla Rai, dove di spazio per la speranza e le belle cose ne hanno lasciato ben poco.

Io torno alle mie considerazioni iniziali. Coerenza mi ha sempre portato a dire che non mi piacciono i tecnici che privilegiano il modulo agli interpreti: Mancini questo sta facendo (anche ieri sera, Guarin e Kuz esterni di un 4-4-2….eeehh???), e secondo me lo fa per farsi comprare due o tre giocatori a Gennaio. Non ho proprio idea di come faranno, visti i periodi di ristrettezze economiche e normative giusto un filino stringenti.

In particolare, la cosa che non mi è chiara è questa: qualora Thohir e Moratti facessero un aumento di capitale, qualora ci fosse un emissione di bond che un Tronchetti Provera o un analogo indonesiano sottoscrivesse in maniera massiccia, quei dané lì si potrebbero usare per il mercato?

Boh… wait and see…

WEST HAM

Battiamo il Newcastle 1-0 in casa e continuiamo il nostro campionato di scintillante decenza.

Dai venite qua...vi faccio un disegnino

Dai venite qua…vi faccio un disegnino

“‘NON MI DIVERTO PUNTO”

MILAN-INTER 1-1

Per uno che non può urlare nè lasciarsi andare ai soliti improperi (ho tolto le tonsille a 41 anni, non ridete), la dotta citazione è un atto dovuto, e per una volta Lucianino non c’entra.

E’ un Derby gattopardesco: molto diverso da quel che ci si poteva aspettare prima del ribaltone in panchina, ma che tutto sommato conferma le grandi difficoltà di entrambe le milanesi.

Ora racconterò come ho visto la partita, poi quella che già vedo essere la vulgata mediatica.

Mancio ripropone prevedibilmente (e giustamente) la linea a 4 dietro, pur escludendo Vidic dai titolari: è coraggioso a mettere Nagatomo e Dodò come terzini, stante la loro limitata affidabilità difensiva. Il Nippico e’ peraltro il mio “best in show“, continuo e ficcante là sulla destra, al punto dal farmi gridare sottovoce (sono un uomo ossimorico) “ma dategliela che è l’unico che va!“. Dodò come al solito piglia tante di quelle botte che metà ne bastano, tra cui un bel laccio californiano da Muntari, che ai tempi interisti gli sarebbe costata l’espulsione seduta stante (qui nemmeno fallo, mi pare).

A centrocampo il Kuz gioca -devo dire bene- da volante con Guarin e Obi come interni. Il Guaro lo conosciamo, e dà la miglior dimostrazione di se stesso quando, a metà primo tempo, sradica tre volte la palla dai piedi avversari, sbagliando poi tre passaggi al compagno. Per me è irrecuperabile e prima ce ne accorgiamo meglio è; il Mancio però ne vede il potenziale (così come tutti gli allenatori all’inizio del loro rapporto col colombiano) e lo sceglie convinto tra gli 11 titolari.

C’è da dire che, per far giocare lui, non stai tenendo fuori Gerrard o Stankovic, quindi la scelta ci può stare.

Quel che sinceramente non ho capito è la disposizione di attacco. Mettere Palacio e soprattutto Kovacic larghi sulle fasce vuol dire in buona sostanza non dare alcun supporto a Icardi, non un genio tattico già di suo. Sinceramente ero contento di sapere che le intenzioni della vigilia davano i due argentini davanti con il giovane croato dietro di loro, a ricreare il terminale offensivo di quel 4-3-1-2 tanto prevedibile quanto per me solido.

In realtà, quel che in versione glamour e audace viene spacciato per 4-3-3 diventa molto più spesso un 4-5-1 che, pur non concendendo quasi nulla agli avversari, altrettanto poco crea.

Icardi ha un’occasione colossale propiziata dal leggendario genio tattico di Muntari, che pensa bene di mettere la palletta orizzontale e lenta per il compagno: Maurito intercetta e parte dritto verso la porta, ma la scelta del tocco di esterno destro a spiazzare il portiere è vanificato dalla prodezza di Diego Lopez che para col piede di richiamo.

Errore sanguinolento.

Dopo un tiro di Guarin bello quanto velleitario, alla prima discesa del Milan segna Ménez: l’azione parte da un errore di Obi (che vado avanti a maledire -sempre sottovoce- nei 30 secondi successivi al suo errore), passa per un bella combinazione di El Shaarawi che si porta a spasso Ranocchia e JJ e arriva sul piattone destro del francese, aperto col goniometro a battere un incolpevole Handanovic.

Dopo le madonne del caso, ho piena contezza del mio autismo nerazzurro vedendo le evidenti similitudini tra questo gol e quello del Becca nella stessa porta una trentacinquina di anni fa. La solerte redazione di Sky ci arriverà 10 minuti dopo, ma non sono sicuro che il mio sia un pregio….

Il gol arriva come una mazzata, e il tanto -o poco- fatto vedere fin lì si squaglia come neve al sole.

Non che l’intervallo cambi chissà cosa nell’inerzia della partita. Loro, mediocri quanto noi, anche se “sono più squadra, giocano meglio, e poi Pippo è sempre Pippo” non riescono a metterci sotto, complice anche un Torres in versione… Torres!

Ai nostri ovviamente un po’ di culo mai nella vita, come constato tra l’affranto e il rassegnato nel vedere prima il Kuz, poi Kovacic e infine Icardi sbagliare il batti e ribatti in piena area rossonera.

Inevitabile la chiosa esistenzialista: se non abbiam segnato qui, stasera becchiamo…

Invece accade l’imponderabile, con la difesa rossonera a rinviare pagando i giusti diritti d’autore a Capitan Maldini (chè non è che quelli bravi di una volta in quanto tali non sbagliassero mai…) e Leroy Johnson Obi pronto a piazzare il diagonale velenoso a fil di palo. Quasi primo gol in serie A per lui, chè la prima volta a referto era stata una fortunata autorete.

Mi picchio da solo coi pugni sulle gambe, non potendo esultare altrimenti, e prevedo due lividi sul quadricipite a infarcire la schiera di contusi post-derby.

Trovato in qualche modo il pari, il Mancio azzarda Hernanes proprio al posto di Obi. Il brasiliano ha subito l’occasione per poter tirare, ma preferisce il filtrante in mezzo all’area ovviamente destinato a sole maglie rossonere.

Il Milan, al contrario dei nostri, non subisce il colpo, e con El Shaarawi pareggia il conto di occasionissime buttate al vento (nel caso di specie: sulla traversa a portiere battuto).

I nostri hanno un ultimo sussulto con una bella percussione di Nagatomo e Guarin sulla destra, col Guaro a piazzar boccia a centroarea dove Icardi arriva in girata a scheggiare l’incrocio.

L’occasione di Poli all’ultimo secondo, che Galliani e Inzaghi si sogneranno per settimane, va a pareggiare il groviglio descritto poco fa e “risolto” da Icardi contro l’omino delle bibite, ma fa capire, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto alla nostra sfiga corrisponda il loro culo.

Nella circostanza: noi dopo un corner portiamo tre nostri giocatori a tirare verso la porta avversaria (male, nessuno discute questo).

Loro: una serie di rimpalli, sui quali Superpippa ha costruito buona parte delle sue fortune, porta Poli a tirare una fetecchia che, senza la deviazione del nostro difensore, sarebbe finita dalle parti del calcio d’angolo. Invece, polpaccio di Ranocchia e palla che ballonzola fuori facendomi perdere altri tre anni di vita.

Morale: pari giusto, anche sorvolando su un arbitraggio non scandaloso ma di certo non favorevole (Mexes e Muntari, rendete grazie ai rispettivi Dei…) e, come tale, accolto tra sollievo e madonne da ambo le parti, anche se non per tutti è così.

E’ COMPLOTTO

Infatti l’eco unanime, forse -ma dico forse- perchè le due occasioni del Milan sono quelle rimaste più impresse nella mente, è che nella mediocrità generale il Milan sia più squadra, abbia un gioco migliore, mentre stringi-stringi all’Inter è andata bene.

E’ in casi come questi che si vede tutta la malafede inconsapevole di certa gente: non lo fanno nemmeno più apposta, ormai vanno per luoghi comuni acquisiti (e maledetti!): Milan-grande-squadra, Inter-contropiede-e-colpi-dei-singoli (quindi Crisi!).

Poi fa niente che l’Inter lavori col nuovo allenatore da una settimana e gli altri con Inzaghi da sei mesi, e che loro abbiano impostato tutta la partita proprio su quel contropiede -per me più che legittimo- che invece a strisce diverse viene guardato con ribrezzo.

La manfrina continua anche senza Mazzarri: Milan e Inter fanno cagare entrambe, ma l’Inter un po’ di più, e poi l’ambiente-Inter è una centrifuga.

Sentire Porrà chiedere conto di questa leggenda a un Chivu opinionista debuttante e per indole non portato allo sfanculamento mi ha dato la millesima conferma di questo (lo chiedesse a Materazzi, se ne ha le palle..).

Io sono paranoico, ma a mo’ di battuta l’avrei buttata lì:

Prova tu a tentare di vincere ogni anno e a vederti scudetti e giocatori scippati di mano quando ormai era fatta, e forse qualche dubbio esistenziale viene anche a te!

Invece niente. Oramai è una roba cronica, devono essere le pareti di Appiano ad esserne intrise: lo spogliatoio dell’Inter è una polveriera, che ci siano Altobelli, Zenga, Ruben Sosa, Zanetti, Ronaldo, Simeone, Materazzi, Vieri, Eto’o, Cambiasso.

Sempre spaccato. Sempre crisi.

Le confortanti certezze di una vita.

Merde.

LE ALTRE

Il Napoli celebrato come terza forza del Campionato ci ripensa e si fa ripigliare due volte dal Cagliari, pareggiando in casa 3-3. Con le vittorie di Juve e Roma, gli azzurri ritornano nel girone dantesco nel quale addirittura il Genoa rischia di essere il (meritato) capolista dei paria.

Samp e Udinese pareggiano, vince la Viola a Verona e perde la Lazio contro i gobbi.

Morale: Siamo tutti qui, e tutti insieme vogliam vedere il Braccobaldo show!

WEST HAM

Dolorosa trasferta a Liverpool contro l’Everton: al Goodison Park si perde 2-1 e il Man Utd nel frattempo ci sorpassa. Ce ne faremo una ragione…

Sempre bello il Mancio con la sciarpetta.  Certo, magari la tinta poteva farla anche di lato...

Sempre bello il Mancio con la sciarpetta.
Certo, magari la tinta poteva farla anche di lato…

DUPALLE…

PALERMO-INTER 1-1

Ovvero, come avere già le balle che strisciano per terra alla terza giornata di Campionato mentre guardi la tua squadra del Quore.

Mazzarri, poverino, stavolta il suo lo fa. Piazza due punte là davanti e, visto l’impresentabile Hernanes di queste settimane, decide di premiare l’animalanza di Guarin a metacampo, a far reparto insieme ai titolarissimi Medel e Kovacic.

Che poi sia proprio Vidic, quello che è una sicurezza, quello che “minchia, ha giocato diec’anni al mancesteriunaited!“, a fare una cappella degna del peggiore dei fratelli Paganin (scegliete voi quale), dà proprio la conferma che siamo e sempre saremo una squadra di simpatiche ed imprevedibili teste di cazzo.

Detto ovviamente con tutto l’affetto del mondo.

Ma pur sempre teste di cazzo.

Morale: dopo 3 minuti tal Vasquez (di cui sospetto il “primo gol in serie A”, ancorchè nessuno ne abbia parlato) porta i siciliani in vantaggio, e la nostra mutanda assume all’istante un colorito maròn, reso ancor più visibile dalla divisa immacolata scelta per la trasferta palermitana. In effetti i nostri per una buona mezzora non ci capiscono una beata mazza, se si accettua la solita sabongia di Guarin fuori di poco. Va meglio con una combinazione tra Osvaldo e Kovacic, con l’italo-argentino a vedersi correggere (in melius!) il passaggio per il compagno, ed il croato a piazzare la biglia con un colpo da biliardo nell’angolino.

Pari raggiunto prima dell’intervallo e testa fuori dall’acqua.

Vidic avrebbe anche modo di rimediare alla minchiata di cui sopra, capocciando in rete la palla del 2-1, ma Osvaldo è là dove non doveva essere ed il fuorigioco è netto persino per me.

Poco male, verrebbe da dire, perchè il gol buono lo segniamo in apertura di ripresa: Vidic (ancora lui) fa da torre per Icardi che buca Sorrentino in volée da due passi, ma stavolta l’ineffabile bandierina sale (superfluo specificare in direzione di quale buco) a segnalare un fuorigioco di D’Ambrosio che forsepotrebbeinqualchemodo partecipare all’azione.

That’s nothing new: primo e ultimo caso di gol annullato con una sorta di processo alle intenzioni. Non hai partecipato ma in realtà avresti tanto voluto.

Mazzarri soffre ma vuole vincerla: scommette ancora sul Profeta Hernanes (male anche a Palermo) togliendo Juan e passando a 4 lì dietro. Per un po’ abbiamo ancora noi il pallino del gioco, con Guarin ad avere un paio di buone occasioni. Ma col passar del tempo sono loro a tornare forte, con Belotti a segnare il 2-1 annullato per spinta (più plateale che effettiva, d’accordo, ma il fallo c’è e non rompiamo i coglioni…) e Dybala a timbrare la traversa ad Handanovic battuto.

Non faccio però in tempo a finire la frase “dai che se finisce così ci è andata ancora bene” che Osvaldo si svita il collo in torsione scopadea (cit. quel fenomeno di Pellegatti), chiamando Sorrentino all’inevitabile parata della vita.

Vero che il pareggio tutto sommato è giusto, ma il gol corsaro al 94′ dalle nostre parti non lo vedo da anni…

Morale: così come l’anno scorso, anche quest’anno ci mettiamo subito di buzzo buono nello sprecare le occasioni che la mediocrità della Serie A ci propone. Vincendo ieri saremmo stati terzi a due punti dalle inavvicinabili Juve e Roma, soprattutto mostrando il deretano ai cugini. Viceversa, il Milan è ancora un punto sopra di noi, e l’ennesima sconfitta del Napoli non mi lascia tranquillo, visto che comunque non abbiamo allungato come avremmo potuto e dovuto.

Poco tempo per rimuginare: mercoledì a San Siro arriva un’Atalanta incazzatissima per la sconfitta casalinga. Gli ultimissimi precedenti non sono benauguranti: speriamo almeno che Scarpini stavolta non abbia voglia di gufare!

 

LE ALTRE

Come detto, i cugini perdono dalla Juve in casa. Non la vedo, ma da quel che leggo il risultato va stretto ai bianconeri. Dalla sua, Inzaghi può sbandierare da bravo invasato la bandierina “sconfitti a testa alta“, che del resto a quelle latitudini è diventato un mantra secondo solo a minchiate quali “siamo una grande famiglia” o “club più titolato al mondo“.

La Roma è quella che mi impressiona di più, con una varietà di soluzioni di attacco e un centrocampo già quadripallico pur senza Strootman. Rispetto all’anno scorso mi paiono più forti, mentre la Juve mi pare aver perso qualcosa: fusse che fusse la volta bbòna?

Il Napoli becca da Strama a Udine, mentre la Viola finalmente conquista i primi 3 punti della stagione.

E’ tutto aperto, e alla terza di campionato ci mancherebbe altro, ma il mio animo rimuginanate di tifoso rancoroso sta già a recriminare.

 

E’ COMPLOTTO

Devo ammettere che non c’è molto, a parte la fretta che tutti hanno nel derubricare il secono gol annullato come “appena meno evidente del primo, ma comunque da annullare a-stretti-termini-di-regolamento”.

I Meravigliuosi passano per fortuna da essere un’armata di unti del Signore ad un insieme di onesti pedatori, anche se Inzaghi non sarà mai ridimensionato abbastanza per quel che mi riguarda.

 

WEST HAM

Granitico il 3-1 rifilato al Liverpool, con buona parte della stampa italiana a trattare Balotelli come il povero ragazzo che se non altro si sbatte, ma che è capitato in una squadra di m.

Contenti voi…

Vidic; "Mamma'ro Carmine agg' fatt' 'na strunzata..." Medel: "Puta la madre che te pario' cabron!"

Vidic; “Mamma’ro Carmine agg’ fatt’ ‘na strunzata…”
Medel: “Puta la madre che te pario’ cabron!”

EHI… C’E’ NESSUNO?

LIVORNO-INTER 2-2

Della triste mediocrità che ammanta la nostra squadretta ho già scritto più volte, così come del mio odio -calcistico, s’intende…come se poi fosse poca roba- per i calciatori stupidi.

Eppure è proprio su questi due punti che mi tocca dilungarmi.

I nostri stavolta riescono a buttare nel cesso una vittoria più figlia del caso che del merito, sprecando gli unici 8 minuti di calcio giocato da squadra normale con una ripresa scivolosa come una saponetta e mefitica come sterco di vacca.

Per pura cronaca segnalo il primo gol di Hernanes, servito da un liscio di Icardi in piena area, ed il bel raddoppio al volo di Palacio su cross di Jonathan: quasi troppo bello per essere vero.

E infatti…

Non sto neanche a precisare chi sia stato il genialoide artefice del frittatone in salsa labronica, dettaglio tanto banale quando arcinoto: faccio solo notare che era per motivi come questo che un paio di mesi fa ne plaudevo la cessione ad altri lidi.

Il cazzaro, entrato a metà ripresa per un Hernanes tutt’altro che pimpante -ma capace se non altro di segnare e piroettare per la gioia di Panchito- mostra il passo indolente dei giorni peggiori, limitandosi a qualche discreta sovrapposizione sulla destra ma dando sempre l’impressione della cagata-in-agguato.

Non sarebbe giusto affibiargli il 100% della responsabilità di questo insulso pareggio, visto che il 2-1 di Paulinho arriva grazie a un semplice movimento del 9 brasiliano, sufficiente a far sì che Juan Jesus e Samuel si marchino da soli. Il tocco è ovviamente di quelli che 9 volte su 10 finiscono alle stelle, e che invece stavolta ci punisce finendo contemporaneamente all’incrocio dei pali ed in mezzo alle nostre chiappe. Misteri della geo-anatomia applicata al calcio.

La tragicommedia continua, visto che anche sul 2-1 i nostri sembrano rischiare poco, arrivando addirittura a sfiorare il terzo goal con Icardi lento a piazzare la zampata vincente e Guarin a scartare anche i raccattapalle e tirare da posizione angolatissima con tre compagni a centro area.

Avendo capito di non poter entrare nella storia della partita come marcatore, il nostro ha forse propeso per la versione assist-man, servendo il maledettissimo Emeghara e facendo oltretutto fare la figura del paracarro a Samuel, incapace di stenderlo sull’allungo.

Guarin da oggi entra ufficialmente nella top 3 dei giocatori che non potrò mai più giudicare positivamente. Ci sono stati calciatori ben più scarsi, o che hanno fatto errori addirittura peggiori di questo, e che comunque ho continuato a supportare da bravo tifoso diligente.

Invece, dopo Burdisso che di testa serve Trezeguet in un Inter-Juve del 2008, e dopo i due minuti allucinanti di un Muntari subentrante a Catania nel 2010, ecco arrivare il Guaro, che da adesso in poi potrebbe addirittura fare tripletta nel prossimo Derby e vedersi comunque bocciato a prescindere dal sottoscritto.

Nè a lui, nè probabilmente ad alcuno di voi fregherà niente, ma io me so’ sfogato…

Mazzarri davanti alla telecamere minimizza e derubrica il tutto ad una circostanza sfortunata, e fa bene, chè i panni sporchi si lavano in casa. In cuor mio però spero che negli spogliatoi il colombiano sia stato scotennato dal Mister e da Samuel, messo in difficoltà dallo sciagurato retropassaggio del compagno.

Detto ciò, il solo motivo per farlo giocare ancora è evitare l’azzeramento del suo valore di mercato. Oddio, con certe cagate c’è il rischio di dover essere noi a pagare qualcuno che se lo porti via…

Rimandando a periodi di minor pessimismo cosmico una disamina meno contingente dell’amata squadretta -chè se dovessi ragionarci adesso piallerei tutto col napalm- mi limito a far notare che il peggior Milan degli ultimi decenni ci ha recuperato 5 punti in 3 partite: complimenti!

 

LE ALTRE

I cugini infatti non hanno problemi a liquidare un Chievo assai arrendevole, mentre il Napoli batte con merito la Juve, senza che però la vittoria possa causare grossi scossoni in classifica, stante una Roma ancora vittoriosa e con il recupero da giocare. Questo almeno il mio parere personale.

Noi restiamo quinti, a un paio di punti dal Parma e a 3 dalla Fiorentina. A questo punto è anche inutile guardare il calendario: in teoria Atalanta-Udinese-Livorno avrebbero dovuto essere un trittico assai abbordabile per chiunque… Le prossime avventure dei nostri eroi prevedono Bologna in casa, Samp e Parma fuori, prima del Napoli a San Siro.

Onestamente non so più cosa pensare…

 

E’ COMPLOTTO

Qualcosa in realtà c’è, visto il malcelato ghigno di Cattaneo nel rimarcare l’ennesima bestia nera dei nostri  (Emeghara aveva ovviamente fatto il primo gol in Serie A contro di noi l’anno scorso) e la pervicacia della regia nel mostrare, già durante la partita, il gol di Paulinho da ogni possibile angolazione.

Da manuale poi il riferimento di Sconcerti a un Palacio “ormai 33enne” (ne ha compiuti 32 a Febbraio), contrapposto ad un Kakà 31enne (ne compirà 32 questo mese) ed un Balotelli “che avrà presto 23 anni ” (in realtà è del ’90 e ad Agosto saranno 24).

 

WEST HAM

Qui se non altro le cose vanno benino: vittoria in trasferta a Sunderland e quota 37 che ci restituisce ai mari placidi del centroclassifica.

almeno guardiamo gli acrobati al circo...

almeno guardiamo gli acrobati al circo…

CHI LA FA L’ASPETTI

INTER-SAMPDORIA 1-1

Sarebbe comodo e purtroppo fallace smadonnare contro l’ultimo minuto, che ci vede perdere 2 punti là dove la Juve ne guadagna 2 e la Roma 1.

Ok, lo ammetto: ho appena finito di sgranare il rosario delle madonne, cristando contro la nostra sfiga e il loro culo, e mi fingo quindi tifoso illuminato e distaccato, per citare Paolo Conte “che le balle ancor gli girano”.

La verità è che, come ha giustamente detto il Mister, quella di ieri è stata una partitaccia, giocata male e giustamente pareggiata, ancorchè con il cetriolo a intruderci il deretano a un soffio dal 90′ e ad opera del solito carneade di turno:

è il momento “OK” per Renan e il suo primo gol in serie A! (Musichetta please…)

Giochi male? non chiudi la partita? peggio per te. La pigli inderposto.

Poi un giorno capiremo se e quando l’Inter potrà azzardare una formazione solo un pochino meno difensiva, magari con Kovacic finalmente titolare o con Belfodil schierato dall’inizio là davanti con Palacio. Vero che il baby-croato nella mezzora in cui è stato in campo non l’ha mai vista, vero che il franco-algerino non è un centravanti, ma Diosanto, siamo davvero nelle mani (o meglio nei piedi) del tattico e tenace Taider? annamo bbène

Guarin sfrutta la splendida giocata di Alvarez (il migliore dei nostri) e scaraventa in porta quasi di punta per il vantaggio iniziale, ma poi si incista su se stesso, palesando le consuete carenze di fosforo: paradigmatica l’azione nella quale perde due volte il pallone e va a prendersi il giallo sacrosanto per proditoria scarpata all’avversario. Poveraccio, è anche sfigato: hai voglia a dire che uno come lui dovrebbe fare almeno 7-8 gol all’anno: poi vai a vedere e scopri che quello di ieri è il quarto legno colpito in stagione.

Ma quando mai -Jonathan a parte- noi abbiamo calciatori “fortunati”? Abbiamo avuto per un decennio Il Drago Stankovic, abbonato a pali e traverse in serie, e per questo benevolmente perculato da Mihajlovic (“oh ma tu non segni mai??“). Le buone nuove di ieri si esauriscono nella succitata buona vena di Alvarez, che riluce anche oltre i propri meriti, dispensando sapienza tecnica come acqua nel deserto. Oltre a lui nota di merito per l’immarcescibile genio tattico del Cuchu e per il discreto esordio da titolare del Capitano. Detto che meglio di Alvaro Pereira avrei fatto anch’io, Zanna l’ho visto più prudente del solito, evidentemente -e giustamente- preoccupato di non strafare: giusto un paio delle sgroppate per le quali da vent’anni è croce e delizia dei tifosi; per il resto sta schiscio e tiene la posizione.

Il resto è triste mediocrità, mezzo voto in più o mezzo in meno.

Il rischio di questo pareggino è di vederci agganciati dalla Fiorentina e di perdere altri 2 punti nella corsa al 3° posto, essendo il Napoli (contro la Lazio) come i toscani (contro il Verona) impegnati nei posticipi del Lunedì post-Europa League.

Grave, anghebegghè la Roma paga in sfiga la buona sorte avuta in qualcuna delle 11 vittorie del filotto iniziale, ed inizia a perdere colpi, rientrando quindi -forse- nel vortice di possibile lepre cui mordere la chiappetta.

Certo, per far ciò sarebbe utile correre, mentre noi -almeno ieri- passeggiamo.

 

LE ALTRE

Come detto, la Juve, vincendo 1-0 al 91′ con Buffon tra i migliori in campo, mostra a tutti come -purtroppo- si vincono i campionati: trovando il colpo -anche di culo, se occorre- che risolve partite rognose e complicate, magari proprio nella stessa giornata in cui la tua più diretta concorrente fa la tua stessa fatica boia, ma arriva solo a strappare un pareggio in pieno recupero.

Sad but true…

Per la legge dei grandi numeri il Milan torna a vincere, dopo la scampagnata infrasettimanale, ed ovviamente la crisi è già un lontano ricordo.

Splendido il 100° gol in A di Ando’ Cassano, che quantomeno ci risparmia i fiumi di inchiostro in vista dello scontro con l’Inter del prossimo weekend. Dopo essermi sorbito la frase che temevo da 7 giorni “La Samp, dopo aver subìto il pareggio della Lazio allo scadere settimana scorsa, si rifà oggi pareggiando in extremis” pregustavo da settimane la torta alla merda del “ragazzo consacrato al calcio con lo splendido gol in quel Bari-Inter del ’99, e che proprio contro l’Inter, sua squadra del cuore, segna il 100° gol di una carriera per molti versi unica e irripetibile“.

E’ poi possibile, e anzi probabile, che la “pera” ce la metta lo stesso, ma il giUochino dei corsi e ricorsi alla stampa sportiva quantomeno non verrà così bene.

So’ soddisfazioni, lo so…

 

E’ COMPLOTTO

Inevitabile un corposo excursus su quel che accade dalla parte sbagliata del Naviglio. Continuo infatti a seguire, sempre più attonito, le vicende che arrivano da Milanello Bianco, dove addirittura il Geometra in settimana arriva a negare 28 anni di “se stesso”, esigendo una buonauscita da 50 milioni e minacciando cause e controcause in caso di diniego.

Cinquanta bomboloni per uscire da una squadra “che è più di una squadra, è una grande famiglia“?!?! Zio Fester deve aver realizzato solo ora il senso -profetico e beffardo- di quelle parole: Il Milan è come una famiglia, ma quella famiglia di cognome fa Berlusconi. E i figli, si sa, so piezz’e core.

Sono stato ancorato per giorni intieri alla poltrona del cinema, smascellado pop corn e in attesa del finale del film.

Finale che non poteva non essere lieto e zuccheroso, col Pater Familias, ora più che mai nobile decaduto, a dispensare amore e saggezza, rimettendo il Geometra a cuccia, facendogli in sostanza dire “abbiamo scherzato” e dividendo salomonicamente deleghe e competenze tra i due insubordinatissimi scudieri. Ho anche sentito dire che la mossa è stata azzeccata perchè il Milan a Catania ha vinto, traendo immediato vantaggio dalla ritrovata armonia aziendale.

Lo show è stato in ogni caso godibilissimo, specchio non so quanto casuale del declino di un uomo e del suo (tardo) Impero mediatico prima ancora che politico. Roba del genere, fino a poco tempo fa, sarebbe successa a casa nostra.

Nel frattempo, sottolineo una cosa che nel delirio settimanale a molti, ma non al rancoroso che scrive, sarà sfuggita: Allegri ci ha una squadra(ccia) da mandare avanti e, pretendendo la giusta e doverosa concentrazione per gli impegni di qui a Natale, ottiene di chiudere Milanello agli esterni, colpevoli di distrarre i giocatori e -soprattutto- di fare uscire “spifferi” dagli omertosi muri del varesotto rossonero. Appreso il fatto, ogni persona sana di mente avrebbe pensato ad allenamenti a porte chiuse e a giornalisti confinati fuori dai cancelli.

No. I mass media sono ovviamente esclusi da questo divieto, che riguarda in realtà solo gli sponsor ed eventuali future giornate a loro dedicate a Milanello Bianco.

Ora, a parte la scarsa coerenza (non vuoi gli sponsor tra le palle? Chiudi per tutti, non solo per quelli che ancora non ti hanno chiesto di venire), non vi sfugga il fatto che, da tutta questa manfrina, il Milan implicitamente ammette di non aver nulla da temere dai media italiani, chè loro possono pure aggirarsi indisturbati e chiacchierare coi giUocatori, chè tanto loro fanno i bravi e non vanno mica a dire che Balotelli arriva in ritardo. Certe notiziacce saranno uscite da qualche parvenu che -ancora- non ha capito “come ci si comporta in società“.

Infine, e tornando alle nostre mediocri vicende, do atto a Sconcerti di aver capito ciò che personalmente vado sostenendo da anni: “giocare bene” (for whatever that means) non è meno rischioso che affidarsi alle prodezze dei singoli. L’Inter vincente di Mancini e Mourinho è sempre stata messa a confronto con la Roma di quegli anni, che aveva un giUoco di squadra (e che quindi, sotto sotto, era più meritevole di vincere, secondo la questionabile logica dei giornalettisti italici).

Un par de palle!

E infatti, parlando proprio di Inter, Sconcerti ammette che “è difficile giocare bene al calcio, perchè per farlo occorre che tutta la squadra (cioè 11 uomini) facciano una buona partita”: se invece hai il campione (cosa che l’Inter adesso non ha, e che avrà a sprazzi solo col rientro di Milito a pieno regime), puoi permetterti di giocare così così e sperare nel colpo (magari anche di culo) del singolo. Vedi Llorente ieri sera.

Ma come al solito, certi ragionamenti, valgono a righe verticali alternate.

Chiedo venia: Guarin ne capisce, e pure di brutto: eccolo avvertire la folla dopo il gol "No, raga, oggi non vinciamo"

Chiedo venia: Guarin ne capisce, e pure di brutto: eccolo avvertire la folla dopo il gol “No, raga, oggi non vinciamo”

CI PUO’ STARE (MA NON SI PUO’)

TORINO-INTER 3-3

Il Caronte calcistico ci fa fare un giro di tutti i gironi dell’inferno, addirittura deviando verso lidi a lui ignoti (il purgatorio del pareggio e addirittura uno scorcio di paradiso) per poi approdare al mare marroncino di questo pareggio che personalmente accolgo come una sconfitta.

Una partita nata con il solito “riguardo” riservato dalla classe arbitrale alla grande di turno (sentite il vento dell’ironia scompigliarvi i capelli?), proseguita con minchiate difensive in serie, ribaltata a proprio favore in maniera inopinata e infine buttata nel cesso con tanto di catena tirata.

Avendo appreso quasi incredulo della presenza di Palacio in attacco, nonostante la zampa malconcia ed il doppio impegno in Nazionale oltreoceano, mi faccio scivolare addosso le assenze di Campagnaro (tornato sano anche lui ma stiratosi in allenamento ieri) e Alvarez (congedato dal ritiro argentino per curarsi, e puntualmente in tribuna ieri sera). Nemmeno il tempo di prender posto tra i pali che Handanovic vede San Pietro sul secondo palo respingergli il diagonale velenoso di Cerci. Scampato pericolo? Macchè: il nostro due minuti dopo esce a valanga sull’11 granata che tocca la palla quel tanto da essere travolto dal portiere. Rigore ineccepibile per tutti – non per me, spiegherò infra – e soprattutto rosso per il nostro portiere. 86 minuti da giocare in 10, per fortuna ancora sullo 0-0 visto che il nuovo entrato Carrizo bagna il suo esordio con la paratona dagli undici metri.

Proprio quando i nostri danno cenni di risveglio dal coma vigile che li ha visti rientrare in campo, il Toro piazza un’azione talmente rapida e lineare da paralizzare i nostri, probabilmente fermi a contemplare cotanta bellezza. Tal Farnerud segna l’inevitabile primo gol in Serie A con l’Inter, e come vedremo non sarà l’unico nella serata.

Mazzari giustamente sbraita ai suoi “dovete svegliarvi”, ed in mancanza di Alvarezza -in questa stagione nelle vesti del guerriero-coraggioso-che-non-ti-aspetti – è Guarin a suonare la carica. Il ragazzo invero è un po’ stonato, e non è una novità: i due tiri scagliati da 40 metri con due o tre compagni pronti a ricevere il passaggio è la palese conferma del soave venticello che soffia indisturbato tra le sue orecchie. Ciononostante il nostro cerca un paio di volte la giusta imbucata per il compagno a centro area, e soprattutto ha il grande merito di piazzare la rovesciata dell’1-1, spettacolare quanto importante nel mandarci a riposo con un insperato pareggio.

Il secondo tempo è un po’ la gara del chi picchia più forte: loro con l’uomo in più ovviamente spingono forte, inserendo prima Immobile e poi Bellomo. Noi siamo tutti nella nostra metacampo, pronti però a ripartire veloci e incazzati. Il napoletano Immobile, pochi minuti dopo il suo ingresso, sfrutta un tiro di Cerci rimpallato da Ranocchia per piazzare la palla là dove Carrizo non può arrivare e riportare i suoi in vantaggio. Dicesi gol di culo, non “tocco di Cerci per Immobile”, come ho dovuto sentire… La mia serie di improperi non fa però nemmeno in tempo ad esaurirsi che Taider scodella una palla apparentemente innocua in area granata: Padelli non è dello stesso avviso e, forse spaventato dal piedone di Guarin a mezza altezza, fa il frittatone che consente a Palacio di inzuccare in rete il 2-2 con irrisoria facilità.

Mazzarri la vuole vincere, togliendo proprio Taider per Belfodil, messo in fascia per aiutare Palacio. La mossa mi spaventa, ma il neo-entrato corre che è una bellezza, nonostante venga fermato un paio di volte dal guardalinee per “ruzzate” che reagivano a precedenti falli dell’avversario. Poco male, perchè poco dopo metà ripresa il nostro piazza un’accelerazione che mi ha ricordato -non vorrei essere blasfemo- un Gullit al San Paolo di fine anni ’80, lasciando sul posto il proprio avversario e piazzando la boccia a centro area per il Trenza che timbra il 2-3.

Troppo bello per essere vero? Purtroppo sì. Del resto, contrariamente ad altre squadre, è destino non dover raccogliere nulla più di quanto strettamente meritato (il riferimento ad altre squadre uscite con un pareggio rocambolesco dalla trasferta granata è puramente voluto). Così succede che Bellomo, nuovo talentino di Bari Vecchia, disegni al 90′ una parabola nemmeno così beffarda, che però il buon Carrizo battezza fuori,o forse non battezza neanche, limitandosi a vederla morire sotto la traversa sul secondo palo. Ovviamente: primo gol in Serie A per il novello ‘A Cassano e lacrime di gioia alternate a bestemmie in sanscrito, a seconda delle latitudini.

Concludendo: in astratto, ci può stare pareggiare una partita in trasferta avendo giocato quasi 90′ con l’uomo in meno. In concreto: non si può buttare al vento una vittoria  prendendo un gol così.

LE ALTRE

La Roma batte anche il Napoli proseguendo il suo percorso netto (8 vittorie su 8 partite) e scavando un piccolo solco tra sè e le inseguitrici (+5 su Juve e Napoli).

Detto del Milan che fa la sua onesta partita e vince, dedico la solita maledizioncina all’Udinese, prona e supina come e più del solito con i diversamente strisciati. I friulani avranno comunque tempo e modo di riprendersi, sfornando l’ennesimo partitone massiccio e incazzato contro i nostri il 3 Novembre prossimo. Uno di questi giorni darò sfogo al mio istinto autistico e complottista, e controllerò i precedenti della Pozzo-Gang contro le tre squadre strisciate negli ultimi anni: non credo incontrerò sorprese né smentite alla mia tesi rancorosa.

Passando a temi decisamente più divertenti, Tevez e Pogba non trovano di meglio che esultare come Batistuta dopo i loro gol a Firenze, dovendo però subire lo splendido rimontone viola negli ultimi 10 minuti. Soave il sonetto che si è alzato dalla città culla del Rinascimento, che suggeriva inesplorate destinazioni per la mitraglietta mimata dai bianconeri. Ancor più bella la faccia di Conte dopo il quarto fischione: mancava solo il fumetto “è agghiaggiande!” .

E’ COMPLOTTO

Rimandando altrove per esempi empirici sul “cordiale benvenuto” dato ai nuovi soci indonesiani (e precisamente qui http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2013/10/15/news/inter_a_thohir_il_giorno_degli_annunci-68622277/) ho assistito in questi giorni a commenti sulla gestione quasi ventennale del Signor Massimo, scorgendo inevitabili chicche quali:

Ha vinto, nemmeno tantissimo in verità” (S. De Grandis, Sky). 16 trofei, tra cui 5 scudetti e una Champions in 18 anni. Nello stesso lasso di tempo i cugini hanno vinto 4 scudetti e due Champions (e lasciamo perdere il come…), venendo costantemente  e diligentemente definiti come “il-grande-Milan”, mentre la Juve in questi 18 anni ha conquistato 1 Champions e 6 scudetti (non conto ovviamente i 2 revocati e calo un velo pietoso su quelli del ’98, 2002 e 2003). Volendo potremmo aggiungere anche il Campionato 2006/2007 in Serie B.

Abbiamo quindi vinto sostanzialmente come le nostre due rivali in questi 18 anni. Non mi pare di aver mai sentito dire che i bianco-rosso-neri “abbiano vinto tanto ma non tantissimo“. Non solo: “Calciopoli ha favorito le vittorie nerazzurre“, senza nemmeno accennare al fatto che le sconfitte degli anni prima fossero -almeno in parte- dovute a quel sistema che Calciopoli ha scoperchiato.

Tutto ciò è niente se paragonato a cantonate quali “L’Inter cedè (sic) Pirlo per Centofanti, mi pare” e “Vieira è stato uno dei più grandi acquisti dell’Inter” (M.Sconcerti, Sky). Levateje er vino…

Tornando alla partita di Torino, curioso il fatto che il nostro portiere si becchi una ginocchiata in testa, e debba uscire sanguinolento ed espulso. Concordo sul fatto che, con le regole attuali, questo sia rigore, ma mi domando -non da oggi- quanto sia giusto permettere ad un attaccante di speculare su un tocco di palla che ha l’unico scopo di farsi abbattere dall’avversario. Proprio per questo, e cioè per il fatto di toccare la palla con quell’unico fine, viene qui a cadere il presupposto per l’espulsione, non palesandosi la “chiara occasione da gol”. Nella fattispecie la palla sarebbe rotolata comunque a fondo campo, senza che Cerci potesse arrivarci e appoggiarla in rete.

Detto quindi che l’arbitro ci ha penalizzato, tocca citare uno dei pochi gobbi non juventini e cioè il “Divino Giulio” quando diceva: “non basta aver ragione, tocca anche avere qualcuno che te la dia”.

E quindi, caro Mazzarri e cara Inter, a dire (male peraltro) queste cose non mandi il balbuziente e vanitoso Branca, che non parla con un giornalista da più di un anno. Mandi il Mister, che lo voglia o no, in modo da non passare mediaticamente dalla parte del torto. Che messaggio è passato dall’intervento del Cigno di Grosseto? Che l’Inter ha dei doveri nei confronti dei media, che si sarebbe potuto parlare tranquillamente della vicenda, che -addirittura!- alcuni giornalisti erano d’accordo con le querimonie nerazzurre. Riusciamo a farci del male anche da soli…

WEST HAM

Severa lezione in casa contro il City: 1-3 e colonna di destra della classifica a ingabbiare i nostri sogni di gloria.

La miglior azione del match.  Bella quanto vana...

La miglior azione del match.
Bella quanto vana…

TUTTO GIA’ SCRITTO

SIENA-INTER 3-1

Quando le cattive sensazioni iniziano vedendo le facce dei giocatori avversari scorrere sullo schermo a inizio partita, non è mai un buon presagio. Chi come me è cronicamente affetto da malattia calcistica, riconosce ormai il 95% della fisiognomica dei calciatori di Serie A, abitanti di quel girone dantesco che stagione dopo stagione mi ruba tranquillità e serenità, dandomi in cambio bile a ettolitri e gioie in dosi da consumo personale.

La testa pelata e bitorzoluta di Rosina e l’abbronzatura perenne di Vergassola sono ormai note ai miei occhi, ma il volto sorridente di Innocent Emeghara proprio non l’avevo mai visto. Centravanti titolare del Siena, al suo esordio assoluto nello stadio amico. Temibilissimo ed ennesimo signor nessuno, che infatti impiegherà 20 minuti a sifularci bellamente con il suo primo, inevitabile, gol in Serie A. 

I nostri avevano messo in mostra da subito 2/3 della bigiotteria acquistata di recente, con Schelotto a destra e Kuzmanovic-il-mediano-che-volevic interno di centrocampo. I due si fanno vedere per la prima volta proprio nell’azione del gol, quando un lancio tutt’altro che illuminante del centrocampo senese porta prima l’italo argentino a incespicare nel tentativo di fermare la palla e poi il serbo a non contenere la progressione, non esattamente irresistibile, di tal Rubin, il quale imbeccava nel mezzo il già citato Emeghara che a sua volta uccellava Capitan Zanetti per l’1-0. Il piede del bianconero era in fuorigioco ma come detto ormai ci limitiamo a prenderne atto. Troppo scarsi persino per aver diritto di protestare.

Palla al centro e pareggio: classica azione di Cassano sulla sinistra, dribbling a rientrare e destro a girare a centro area. Velo di Nagatiello e palla diligente che bacia il palo ed entra in porta. Fantantonio il cross giustamente l’ha indirizzato in porta e lì è finito, dandogli il primo gol del 2013 e una fresca quanto effimera brezza di aria fresca. Sì, perché un certo Alessio Sestu, dopo un altro paio di minuti, si improvvisa novello Del Piero e piazza il destro a voragine che si insacca all’incrocio, con Handanovic tanto incredulo quanto incolpevole.

Contro di noi, as usual, tutti fenomeni. Noi, tanto per non sbagliare, tutti coglioni.

E’ triste da dire ma la partita galleggia sulla nostra mediocrità e sui loro giusti e sacrosanti contropiede. Fatico a ricordare nel primo tempo altre occasioni, se non il classico rigore non dato a uno dei nostri (Cassano stavolta, che dopo la finta a far passare il pallone viene agganciato a centroarea) che però –come detto- ormai non fa più notizia.

La ripresa vede il giovane sedicente gioiellino Kovacic prendere il posto di Schelotto (per ora un Centofanti meno forte ma con gli occhi azzurri) e l’Inter mantenere uno sterile possesso palla, interrotto da qualche break senese, sul primo dei quali ancora Emeghara (e chi se non lui) buca l’intera difesa nerazzurra prima di essere falciato da Chivu in area. Rigore e rosso inevitabili, con Handanovic che conferma il suo unico torto di questa prima stagione nerazzurra: non mantenere la fama di portiere para-rigori.

3-1 e partita –quasi- finita, se si eccettuano un paio di strappi di Guarin (altra giornataccia la sua) su uno dei quali Cassano colpisce la traversa, vanificando il tentativo di assalto disperato alla ricerca di un pareggio che sarebbe stato forse non del tutto immeritato ma senz’altro assai casuale.

Brutta partita di quasi tutti i nostri, con Guarin, come detto, peggiore in campo per le potenzialità che ha. E qui, spiace dirlo, ma anche Stramaccioni ha le sue colpe: che senso ha tenerlo in campo –diffidato- quando commette falli di frustrazione a ripetizione, quando ormai la partita è andata e quando vedi che ormai con la testa non c’è più? Infine la beffa: ammonito per il terzo fallo “ignorante”, e quindi avuta la certezza di non poterlo schierare la prossima partita, il Mister lo sostituisce subito dopo con Gargano, affidando peraltro ai piedi pentagonali del neo entrato tutte le punizioni da lì in avanti. Fa bene Strama nel dopo partita ad accennare solamente al crescente credito che abbiamo con la sorte e con le decisioni arbitrali (ma tanto a fine stagione si compensano, no?), e fa ancor meglio a sottolineare le nostre colpe ed il bisogno di lavorare e di serrare le fila.  Di cose che non vanno ce n’è a strafottere, a partire da piedi mediocri, forma assai migliorabile e neuroni più sparuti dell’acqua nel deserto.

Resta poi il mistero di rientri dati per certi fino al giovedì, probabili il venerdì, possibili il sabato e precauzionalmente rinviati la domenica.

La ciliegina è vedere il sostituto del nostro centravanti entrare sul 3-1 di una partita stra-finita, a testimonianza della pochezza strategica di tale acquisto.

 

LE ALTRE

Siccome tutto era già scritto, il figliol prodigo regala la vittoria al Milan, dando il “la” alla zuccherosa macchina mediatica del Milan grande famiglia, guida sana e comprensiva di ogni discolo del globo terracqueo, che solo a quelle latitudini è messo nelle condizioni di tramutarsi da mela marcia (ipse dixit ma siamo noi che abbiamo capito male) a bocciolo in fiore. Siccome tutto era già scritto, la Lazio perde al 94’ rendendo ancora aritmeticamente possibile la corsa al terzo posto e dando ulteriore conferma di quanto una onesta mediocrità sarebbe probabilmente sufficiente ad acchiappare al volo l’ultimo posto per l’Europa che conta. Insomma, tutti gli ingredienti per dare il via all’auto-fustigazione su pubblica piazza, che mi appresto a proporre a mo’ di petizione a tutti i tifosi nerazzurri, a celebrazione del degno ritorno nelle consuete (e consunte) vesti di terza nobile decaduta del calcio italiano (dopo Toro e Genoa), con il singolare merito di raggiungere tale status a meno di tre anni da trionfi mai visti in Patria.

 

E’ COMPLOTTO

Mi dirigo necessariamente su altri lidi per soddisfare la mia insana voglia di prostituzione intellettuale. Richiamo solo per poche righe l’illuminante scenetta del Geometra Galliani nella conferenza stampa di presentazione di Balotelli: che vergogna, che mistificazione della realtà “non si è scusato… ha chiarito di non averlo mai detto, è diverso”, e che pena il fatto che nessuno della centinaia di pennivendoli presenti abbia avuto quel minimo di spina dorsale necessaria a raccogliere la sfida di Zio Fester che diceva “fatele a me queste domande, che vi rispondo”.  Quanto avrei pagato per potergli dire “se ha due minuti le faccio io qualche domanda, ma solo a telecamere accese”. Ma, come diceva Mourinho, ‘bassiamo i toni!

Restando alla partita di ieri sera, ammetto di essere prevenuto, ma personalmente la scenetta di Pazzini che si infortuna nel riscaldamento mi pare la classica sceneggiata per aggiungere ulteriore enfasi al nuovo acquisto “che non doveva nemmeno giocare, che non aveva i 90’ nelle gambe, e che invece incredibilmente ha giocato e segnato in 90’” (sorvoliamo sul come, chè -pur nella merda in cui siamo- regalando anche solo la metà dei torti subiti a qualcun altro saremmo terzi e di un bel po’…).  Sul rigore non posso incolpare i cugini, ma Caressa e Bergomi che si affannano a cercare dubbi là dove non ce ne sono fanno proprio una pessima figura. Molto più sinceri Boban (how strange) e Cicciobello Marocchi che da studio preferiscono quasi sorvolare, tanto è evidente l’errore.

Passando in ambito juventino, inevitabili i titoli all’insegna della “Stangata” per le squalifiche date in settimana ai bianconeri a seguito della sceneggiata di settimana scorsa. A volerle leggere, le punizioni sono state poco più di uno scapaccione materno, soprattutto se paragonate alla rigida severità con cui si sono colpiti altri tesserati… ma con la divisa di un altro colore.

In questo caso debbo riconoscere a Ruggiero Palombo della Gazzetta, vecchio cuore giallorosso, l’onestà intellettuale –forse acuita dall’odio per i colori bianconeri- di dire e scrivere che NON si è trattato di stangata, bensì di punizione blanda, nella quale ha prevalso la voglia di non farsi male.

 

WEST HAM

Torniamo alla vittoria dopo qualche era geologica con la capocciata vincente di Carroll, primi nella colonna di destra. Not bad.

Mè... pur giocando da fermo, un gol, una traversa e un rigore procurato (e ovviamente non dato). Un palo della luce (acceso) è il nostro migliore in campo.

Mè… pur giocando da fermo, un gol, una traversa e un rigore procurato (e ovviamente non dato). Un palo della luce (acceso) è il nostro migliore in campo.

LA GRANDE ABBUFFATA

INTER-PARMA 5-0

L’Inter riparte in tromba, con un rutto oceanico che fa digerire i 1000 panettoni ingurgitati durante le feste e scattare i ragazzi come non si vedeva da tempo. Una cinquina al Parma –che ha fatto ben poco, c’è da dirlo- che appare quasi eccessiva, e che al gioco del “vorrei” mi ha fatto dire “un paio di pere me le sarei tenute per il derby di domenica prossima”. Ma tant’è, doppietta di Milito, gol di Pazzini, Thiagone e Faraoni (per una volta, è uno dei nostri a segnare il primo gol in Serie A!).

Dietro lasciamo due azioni in fotocopia nel primo tempo, con Biabiany che va via a Nagatomo: a quel punto non c’è nessuno che possa tenerne il passo. L’ex nerazzurro piazza anche due bei cross, che però né Giovinco né Modesto riescono a mettere in buca, per nostra fortuna.

Il Principe pare in forma e già al 13’ gira in rete il cross a pelo d’erba di Alvarez: il feeling tra i due pare crescere col tempo, e il ragazzino mostra piedi felpati, pur su un motore non esattamente da sprint. Il centrocampo vede il succitato Alvarez a sinistra, con Cuhcu e Thiago in mezzo e il buon Zanna a destra: e chi cazzo corre lì in mezzo? È la mia domanda al fischio di inizio, ma per fortuna i nostri suppliscono col fosforo alla gamba pigra e rastrellano palloni su palloni. Il capitano e Cambiasso sono protagonisti dei primi due gol, ma questo non ve lo dirà nessuno (Zanna ne salta due e imbecca Alvarez per il cross dell’1-0, il Cuchu sradica il pallone da un gialloblù al limite dell’area e riavvia l’azione che poi porterà al raddoppio di Motta).

Tutto bene? Quasi. Ranieri tiene in campo per 90’ Maicon e Motta, diffidati e con il neurone poco governabile, oltre a Samuel ammonito già a metà primo tempo. I tre fanno giudizio per il resto del match e non rimediano altri “gialli”, ma poco prima del 90’ Maicon si tiene l’inguine come nel peggiore e più beffardo dei finali. So che è facile ragionare col senno di poi, ma chi ha visto la partita con me (per quanto attendibile possa essere Panchito) potrà confermare che all’ingresso del giovane Faraoni per Milito, ho commentato “Io avrei tolto il Maicone”. La Società parla del solito risentimento da valutare nei prossimi giorni e la puzza di stiramento con tempi di recupero da valutare si fa pressante. Che vadano in culo!

Al derby, in ogni caso, ci si arriva in uno stato di forma complessivo che difficilmente potrebbe essere migliore: 5 vittorie di fila, pochi gol presi, Sneijder e Forlan probabili rientri insieme a Stankovic e Chivu. Quasi troppo belli per essere massicci e incazzati, come si conviene a qualsiasi stracittadina. Evito di soffermarmi sull’importanza capitale della partita contro quelli là, non solo per il fatto di aver perso gli ultimi derby giocati (stagione scorsa e supercoppa italiana in agosto), ma proprio per continuare il recupero in classifica.

 

LE ALTRE

Operazione-Recupero che nel weekend ci ha visto guadagnare solo 3 punti ad una Lazio demolita dal Siena, mentre tutte le altre hanno vinto, senza convincere più di tanto (parlo di Juve e Milan). Ma quel che conta sono i punti, e quindi rimaniamo a -8 dai diversamente strisciati e -6 dall’Udinese, con Roma e Napoli che incalzano un paio di punti sotto di noi.

 

E’ COMPLOTTO

Sono paranoico, ho avuto qualche settimana per accumulare materiale, quindi son cazzi vostri. Mettetevi comodi.

Si parte con quisquilie che sanno di puro dispetto: Sulla Gazza, il trafiletto con cui Vieri si dichiara pronto per Ballando sotto le stelle è messo ovviamente nella pagine in cui si parla di Inter, mentre l’analogo pezzo su Gianni Rivera è messo in fondo, dove si parla di programmi TV. Posto che ai tifosi non pare proprio edificante che un ex grande calciatore della propria squadra si ricicli in ballerino, ditemi voi se preferireste avere una tal notizia dove si parla della vostra squadra del cuore o in penultima pagina dove non la cagherà nessuno.

Permaloso? Prevenuto? Paranoico? Altri aggettivi a caso inizianti con la P? Yes, and proud of it!

Sulla stessa falsariga, una sterile polemica sulla concomitanza tra il premio dato dall’AssoCalciatori ed altro simile trofeo da assegnare negli stessi giorni vede un commento saccente in cui, insomma, si rimprovera al calcio italiano di non riuscire nemmeno a organizzare un calendario decente per le premiazioni. Ovviamente, la foto a corredo mostra Milito col premio in mano, e non, ad esempio, Damiano Tommasi, Presidente di detta Associazione.

Ma passiamo alle cose “cicce”: affare Tevez-che-vuole-solo-il-Milan: Galliani è ovviamente un fine stratega nel proporre al City un obbligo di riscatto basato su un mix di presenze, gol, vittorie etc. Solo al verificarsi di questo minestrone di presupposti, il Milan sarebbe obbligato a riscattare il giocatore per –pare- 24 mln. L’Inter si intromette, forte –pare- di un accordo con il City e pronta a versare (subito?) una cifra superiore di qualche milione a quella proposta dal Milan. Manovra di disturbo? Reale interesse? Si vedrà.

Quel che segnalo è che ovviamente il Milan fa benissimo a cercare Tevez, per un attacco che ha già Ibra, Pato e Robinho, e un certo Inzaghi sempre a disposizione, mentre l’Inter assolutamente non può permettersi di spendere quella cifra e oltretutto a che le serve Tevez, quando ha già Milito, Pazzini, Forlan e Zarate?

Curiosa anche la spiegazione secondo cui Tevez è un centravanti puro, che sì, può giocare anche esterno e rientrare (come peraltro fa regolarmente in nazionale, come ha fatto al Man Utd e come farebbe al City se giocasse con Dzeko), ma lì è adattato e non rende al meglio. Ancor più bizzarro dire che, siccome Ibra nel Milan non fa il centravanti ma di fatto il trequartista (eehh??), Tevez lì in mezzo ci starebbe a meraviglia, mentre l’inserimento nell’Inter sarebbe più problematico, dovendo farlo giocare con Forlan a discapito di Milito e Pazzini panchinati in sol colpo.

Andrà a finire che Tevez sarà del Milan, e mi dispiace perché uno così l’avrei preso già due anni fa. Matto come un cavallo, mezzo delinquente, ma forte. Tanto. Ce ne faremo una ragione. Quel che al solito non mi andrà giù saranno i commenti del tipo “L’Inter si è fatta battere dal Milan nonostante avesse un accordo col club, che bravi i rossoneri che ciula i nerazzurri”. Se anche Tevez dovesse andare al Milan, questa manovra dovrebbe almeno essere servita a complicare un po’ i piani al geom. Galliani e far lievitare un po’ il prezzo. Ma questo non lo dirà nessuno, chè il ragazzo è disposto a ridursi lo stipendio pur di andare al Milan…

 

WEST HAM

Sconfitta contro il Derby County e vittoria contro il Coventry valgono l’aggancio al primo posto in classifica, seppur a pari punti.

Brutta invece la sconfitta odierna in FA Cup per mano dello Sheffield Wed, che gioca nella League One (terza serie, cioè una sotto gli Hammers). No Wembley this year…

E con Faraoni sono 14 gli interisti in gol. E' record, ma vale solo quando a farlo è il Milan.

E con Faraoni sono 14 gli interisti in gol. E’ record, ma vale solo quando a farlo è il Milan.

FOR ONCE!

INTER-FIORENTINA 2-1

Qualche volta siamo bravi a sbugiardare il pronostico anche a favore nostro.

In quello che mi aspettavo essere un bagno di sangue, gli Strama-boys pestano giù la miglior prestazione stagionale, portando a casa 3 punti di capitale importanza e dando una lezione di tattica e praticità ai soloni del bel giUoco, uniti in preghiera a santificare il possesso palla fine a se stesso.

Vi fermo prima di darmi del fazioso e dell’incoerente. Passi per la prima –and proud of it!-, ma non per la seconda: ho sinceramente applaudito alla Viola vista in settimana contro i gobbi, i quali hanno faticato e molto a contenerne la trama di passaggi e movimenti. Il calcio è però quello sport nel quale occorre tirare in porta, se si vuol vincere. Montella, grandioso centravanti fino a pochi anni fa, immagino avrà scomodato San Gennaro in persona maledicendo la mancanza di tiri verso Handanovic durante i 90’ di San Siro.

I nostri invece fanno ammazzare di onanismo calcistico i rispettivi avversari, ma non si fanno fregare quasi mai. La gentile prateria riservata in occasione del 2-1 serve solo ad aggiunger tal Romolo al copiosissimo elenco dei “primo gol in Serie A all’Inter”. A parte questo, poche gatte da pelare per la nostra retroguardia, ben protetta da un centrocampo ben guarnito di corsa (Nagatiello e Zanna), fosforo (Cuchu), fame di palloni (Gargano) e fantasia (Coutinho, novità di serata). Il Mezzano gioca una buona gara, e i suoi riccioli fanno capolino in diverse azioni pericolose dei nostri, a partire dalla discesa che porta poi al rigore. Il ragazzo mi pare più spigliato e veloce della versione ante-Espanyol e, se riuscirà a migliorare ulteriormente la velocità nei primi metri, può diventare un’arma molto interessante per i nostri. Così facendo può scappar via e eludere il contrasto dell’avversario; se invece deve fare a spallate, cade per terra 11 volte su 10.

Ottima anche la palla rubata a Borja Valero e data in verticale a Cassano, che ha servito uno dei millemila assit poi sciupati da Milito. Serata in chiaroscuro per il Principe, che ha sì sbloccato la partita trasformando il penalty di cui sopra, che è sì stato bravissimo e sfortunato scassando la traversa dopo l’azione più bella della partita, ma che si è altrettanto colpevolmente divorato 3 gol, due dei quali davvero facili (sul terzo Viviano viene colpito dalla botta ignorante da due metri). Bene così comunque, il sosia di Francescoli continua ad essere un manuale vivente di tattica e intelligenza calcistica per come si muove, difende palla manco fosse Ibra e partecipa all’azione. Il ragazzo è forte e discretamente in forma, continuate a servirlo e vedremo il suo sguardo allucinato esultare ancora per molto.

Solo due righe sul rigore, che –per una volta a nostro favore- “a termini di regolamento ci sta”. Odio questa frase, e infatti i falli di mano di quel tipo (palla a un metro, braccio che fa un movimento tutto sommato naturale) non li fischierei mai. Ma che ci posso fare? Non ammonirei nemmeno quelli che si tolgono la maglia per esultare, ma se la regola c’è bisogna applicarla. E siccome la regola dice che se interrompi una azione pericolosa facendo fallo di mano, vai ammonito, allora anche il giallo è ineccepibile. Dura lex, sed lex.

Ancor più da cartellino la stupida cianghetta che lo stesso difensore fa su Nagatiello nella ripresa, guadagnandosi l’uscita dal campo con una mezzora d’anticipo. Quindi, caro Sconcerti, stia pur silente (v. infra).

Tornando ai nostri, in questa fase della stagione siamo legati a doppio filo al rendimento di Cassano, il che non è esattamente la roccia più solida alla quale ancorarsi nel mare in tempesta. Detto ciò, Andò sta giocando bene e comportandosi meglio. Il ragazzo segna con piacevolissima continuità (il 2-0 di ieri è di rara freddezza e lo porta a quota 4 in campionato),  sforna assist a profusione (come detto, si spera vengano sfruttati meglio nelle prossime uscite) e si comporta come un’educanda. La mancanza di Sneijder continua per me ad essere un problema e non vedo come lui e la squadra possano avvantaggiarsi da questa assenza, ma è un fatto che Fantantonio si stia caricando la squadra sulle spalle e che meglio di così non potevamo aspettarcelo. Alla faccia dello scambio con Pazzini, ennesimo regalo dell’Inter ai cugini. Ricordando che nello scambio erano inclusi 7 milioni a nostro favore. Sucate.

Per il resto, ancora bene i tre centrali e in special modo i due giovani, con Samuel vecchio picchiatore in crescita di rendimento fisico.

Cambiasso, non foss’altro che per il “velo” in occasione del raddoppio, fa capire agli incompetenti che gli rimproverano una certa staticità (eufemismo), che uno con la sua visione di gioco potrebbe giocare anche legato ad un guinzaglio: una sorta di Mago Oronzo calcistico “con la sola imposizione dei piedi e della pelata…”.

Volgendo lo sguardo avanti, non posso non guardare con preoccupazione al viaggio in Azerbaigian, sperando che la logistica sia leggermente più confortevole della mia (per fortuna indiretta) esperienza. Quantomeno che l’aereo non sia un Antonov o un Savoia Marchetti in tela cerata… Torneremo giovedì in tarda nottata, con soli due giorni per preparare il Derby. Ai cugini moribondi non credo, e se anche lo sono si trasformeranno in Lazzaro per 90 minuti. Il mio rischio è di sottovalutare la partita di coppa di giovedì –per dire, ci avrò il dentista il concomitanza col fischio di inizio-: l’importante è che non lo facciano loro.

 

LE ALTRE

La Juve asfalta la Roma che –guarda un po’- dopo averci battuto ha preso sberle più o meno ovunque. Non vedo il match, se non per un blitz intorno al 20’ del primo tempo, quando il riquadrino in alto a sinistra già segnala un inquietante 3-0. Vedendo poi un po’ di azioni, capisco che il 4-1 finale va addirittura stretto ai gobbi. Che dire, se quella di Firenze era una comprensibile boccata d’ossigeno prima di riprendere la marcia, tocca dover dire che se lo possono permettere.

Il Napoli tiene botta, pur faticando molto a Genova e vincendo con un rigore discusso (dentro o fuori area?): ad ogni modo confermano di essere per distacco le due prime forze della Serie A, dietro alle quali i nostri raggiungono la Lazio.

I cugini impattano a Parma pur mostrando scoraggianti (per noi) segni di risveglio: El Sharaawi non centra un cazzo con Eto’o, ma è bravo e segna. Montolivo è un mezzo campione, ma coi piedi ci sa fare e lì in mezzo la sua la può dire. Inutile aggiungere che batterli domenica equivarrebbe a mettere una pietra tombale sulla loro stagione all’inizio di Ottobre. Quasi troppo bello per essere vero…

 

E’ COMPLOTTO

Più passa il tempo, meno tollero Massimo Mauro: crede di essere arguto, competente e spiritoso, risultando di contro fazioso, banale e lamentoso. Il ragazzo fa il simpatico nel post Juve Roma, con la Juve che ha fatto polpette della Maggica che pure aveva ben impressionato a San Siro, dicendo “Beh ma la Juve non è mica l’Inter”. Avrei pagato per sentire qualcuno chiedergli un commento sulla vittoria dei nostri contro quella Viola che non più tardi di 5 giorni fa aveva messo all’angolo i campioni d’Italia.

Stucchevole nella sua faziosità anche Sconcerti (legittimamente  tifoso Viola e reo confesso) parlare dell’arbitro Giannoccaro come di arbitro “statisticamente amico dell’Inter” e volendo nascondere dietro il paravento della statistica un giudizio di merito sull’operato dell’arbitro. Fai l’onesto e dì che non c’era rigore, ma non fare buttare il sasso e nascondere la mano…

Aldilà di tutto, trovo davvero incredibile come la stampa italiana sia così schiava del giuoco fine a se stesso: quando –giustamente- ieri lo Zio ha chiesto a Montella come aveva visto la partita, gli ha detto papale papale che era abbastanza certo che l’Inter avrebbe vinto, perché la partita l’avrebbe fatta la Fiorentina e l’Inter avrebbe potuto ripartire e far male in contropiede. La domanda, ripeto: intelligente e legittima- è stata “col senno di poi non ti sei pentito di esserti sbilanciato così tanto, facendo proprio quel che l’Inter stava aspettando?”. Montella ha sostanzialmente risposto che coprendosi o rinunciando al loro gioco avrebbe rinnegato tutto il suo lavoro e avrebbe dato un messaggio sbagliato ai propri giocatori.

Boh, io continuo ad apprezzare un allenatore che riesce a far giocare i suoi in tanti modi diversi, e che si adatta di volta in volta all’avversario per colpirlo lì dove ritiene ci siano dei punti deboli. Mi pare talmente ovvio che –nel calcio ancor più che nella vita- non esista una “one best way” per giocare, che faccio fatica a spiegarmelo.  Zeman e Sacchi sono due aspetti della stessa medaglia, e gli effetti, a volerli vedere, confermano quanto vado dicendo: i risultati li hanno ottenuti rispettivamente quando hanno avuto ragazzi talentuosi alla prima esperienza, e pronti a correre come dei pazzi, oppure perché avevano fior di giocatori, che avrebbero vinto indipendentemente dal modulo utilizzato.

But that’s just me talking crap…

 

WEST HAM

Monday night in casa del QPR, sperando che Julione Cesar non sia in forma… Nel frattempo, veleggiamo nelle tiepide e placide acque del centroclassifica.

Goodfellas

  Goodfellas