CANTANAPOLI (A VOLERLA ASCOLTARE)

Troppo succulente le motivazioni della sentenza di secondo grado del tribunale di Napoli per non sragionarci un po’ sopra.

Come prima osservazione -caratterizzata come tutte quelle che seguiranno dal pregiudizio e dalla faziosità che mi caratterizzano- noto come il solo Fatto Quotidiano abbia riportato una attenta analisi delle motivazioni. Paolo Ziliani, quello delle “temutissime pagelle” di Piccininiana memoria ai tempi del poco compianto ControCampo (ControInter nelle serate più ispirate), passa in rapida rassegna il paio di centinaia di pagine, individuando i passaggi più importanti.

Sintomatico il poco risalto dato dai media mainstream a queste motivazioni, forse consapevoli del potere ancora detenuto dai protagonisti dell’associazione a delinquere, ed in particolare dal promotore della stessa, o forse semplicemente consapevoli che i tifosi della squadra più tifata d’Italia mal avrebbero digerito una puntuale analisi dei fatti accaduti negli scorsi anni.

Stucchevole e un poco codardo il commento di Fabio Monti sul Corriere della Sera dei giorni scorsi, quando riporta i commenti del Signor Massimo alla vicenda, trovando nel contempo il modo di criticare la comunicazione interista per non avere evidenziato a dovere sul proprio sito le motivazioni. Il giornalista, evidente capofila delle “vedove” della comunicazione simpatttica  -che ha permesso gli scempi mediatici ai nostri danni per tutto il periodo del potentato morattiano- arriva ad accusare di scarso coraggio i colleghi di inter.it , concludendo che gli stessi tengono famiglia.

Curioso però che proprio il suo giornale sia tra quelli che meno spazio ha dedicato alle motivazioni della sentenza: che tengano famiglia pure loro?

Non volendomi sostituire al lavoro già fatto da altri, tralascerò le mie considerazioni su molti dei punti toccati nell’analisi del Fatto Quotidiano, limitandomi a qualche spunto:

1) Quando i giudici a pag. 108 scrivono testualmente che i “soggetti (…) ponevano in essere condotte finalizzate a falsare la reale potenzialità di alcune squadre di calcio”a mio parere scoprono la “pistola fumante” dell’effettiva esistenza del complotto. Non si limitano cioè a descrivere un sistema piegato a favore degli amici (Juve) e degli amici degli amici che più o meno spesso facevano parte del cerchio magico (Milan, Fiorentina, Lazio, per sorvolare su Messina, Siena ed altre dépandances della Juve e di GEA di quegli anni). No, si dice di più: si dice che lo stesso sistema era in grado di ostacolare le squadre che da quel cerchio erano escluse (e che incidentalmente mai avrebbero voluto entrarci!).

Ho più volte usato il concetto latino di conventio ad excludendum, che continua a sembrarmi la definizione più calzante.

2) Nello stesso passo, i giudici scrivono anche che il sistema era “ben collaudato, peraltro già operante dagli anni 1999-2000“, retrodatando quindi l’inizio delle succitate condotte fin dall’elezione di Pairetto e Bergamo a”strana coppia” di designatori arbitrali. Faccio mia solo una battuta di Ziliani, che dice:

“Sette anni di campionati falsati. Dopodiché, meglio non pensare al calcio ante Bergamo & Pairetto. Perché al pensiero che nel ’97-98 (Juve-Inter 1-0, arbitro Ceccarini) il designatore degli arbitri era Baldas, e cioè il burattino azionato da Moggi, anni dopo, alla moviola del Processo di Biscardi, vien voglia di darsi al curling”.

Ecco che gli scudetti di quegli anni (sì, proprio quello del 5 Maggio e quello a mio parere ancor più scabroso del 2002/2003) ricevono una salutare pennellata di sterco in piena fazza. Non che qui ce ne fosse il bisogno, chè certe cose noi intertristi le andiamo blaterando da un decennio.

In quei sette anni la Juve era riuscita a vincere 4 scudetti: un altro si era impantanato nella salvifica pioggia di Perugia, arrivata a lavare l’oscenità di quel Parma-Juve firmata De Santis da Tivoli. Un altro ancora se l’era aggiudicato una Roma evidentemente troppo più forte dei bianconeri quell’anno, mentre quello del 2004 è stato gentilmente concesso ai cugini, come visto mai troppo distanti dal cerchio magico.

3) Saltando a pagina 122 delle motivazioni, arriviamo ad apprendere delle “eclatanti incursioni del Moggi, insieme al Giraudo, negli spogliatoi ove si trovavano gli arbitri”  a conferma “della abitualità e della spregiudicatezza del Moggi, spesso con il Giraudo, di intromettersi in un luogo che dovrebbe essere inaccessibile almeno ai diretti interessati ”. La mia incorreggibile tendenza a rompere i coglioni, mi porta a rivangare la squalifica e la puntuta richiesta di risarcimento dei cinquemila euro di multa dati a Figo dopo un Inter-Juve del 2006, allorquando il nostro denunciò di aver visto Moggi nello stanzino dell’arbitro, beccandosi come detto del bugiardo.

Arrivo quindi al “succo del nocciolo”:

Questi sono stati i campionati di quel periodo; queste le partite giocate, arbitrate, vinte e perse.

E lo “scudetto di cartone” sarebbe quello dato all’Inter nel 2006?

Credits: Bauscia Café & ZER0TITULI

Credits: Bauscia Café & ZER0TITULI

ALL’INGLESE

VERONA-INTER 0-2

Per una volta, una partita tranquilla e vincente. Un gol per tempo e risultato -come si diceva una volta- all’inglese.

La prendo come una piacevole novità, visto che la cara Pazza Inter non è solita regalare  90′ a basso rischio cardiocircolatorio. La partita di sabato invece ha visto i ragazzi partire concentrati, smarrirsi giusto un attimo nella seconda parte del primo tempo, e tornare a comandare nella ripresa, senza concedere molto agli Scaligeri (appellativo che torna dritto-dritto da Ferruccio Gard, travolgente commentatore delle gesta dei gialloblù dei tempi belli).

I nostri presentano la stessa formazione di settimana scorsa, con la sola eccezione dell’occhio ceruleo di D’Ambrosio al posto di quello a mandorla di Nagatiello: l’ex granata non ha ancora la dimestichezza del giapponese con gli schemi di Mazzarri, ma si difende, e soprattutto dopo anni porta il numero di italiani interisti in campo ad essere superiore ad uno (saranno contenti gli ottusi italioti, chè a me come saprete interessano i piedi e non il passaporto dei nostri eroi in braghette).

Rimanendo a parlare di fasce laterali, sulla destra Jonathan torna “ilDivino“: sull’1-0 piazza una serpentina ubriacante con assist e cartello “spingimi” sul pallone per Palacio, mentre  nella ripresa si incarica personalmente di raddoppiare, pur ciccando il primo tiro e dovendo rimediare col sinistro “ignorante” sul rimpallo.

La difesa tiene ancora bene, con prestazione ancora una volta maiuscola di Ranocchia, bravo ad annullare un Toni sempre più odioso nell’ostinazione con cui cerca per tutta la partita il numero della biscia impazzita. Giudiziosi e attenti anche Rolando e Campagnaro, che confinano in panchina Samuel, a riprova della coerenza di Mazzarri, che aveva promesso la conferma tra i titolari a chi lo avesse convinto nella gara di settimana scorsa.

Le -poche- note dolenti arrivano dal centrocampo, con Guarin in versione ottusangolo, involuto e incapace di un solo guizzo nell’oretta in cui rimane in campo, se escludiamo una insidiosa girata in porta sull’1-0 nel primo tempo. Decisamente meglio il subentrante Kovacic, che nelle ultime due uscite ha dimostrato di meritare la maglia da titolare a scapito del colombiano. Hernanes parte maluccio ma migliora col tempo, fino alla splendida traversa (di sinistro!) su punizione nella ripresa. Il Cuchu, savasandir, dirige il traffico senza problemi confermando l’assioma per cui il ragazzo, una partita a settimana, la può ancora giocare alla grande.

Là davanti Icardi inizia bene, timbrando la terza o quarta traversa della stagione e facendo a sportellate coi difensori avversari, per poi calare alla distanza, mentre Palacio è libero di svariare su tutto il fronte, salvo farsi trovare pronto nell’area piccola a farsi rimbalzare sul piattone l’assist di platino del succitato Johnny Guitar de noantri.

Come detto in apertura, la partita è quasi troppo bella e tranquilla per essere vera, e non posso non guardare con curiosità mista a timore ai prossimi impegni, con la ovvia speranza che i miglioramenti vengano confermati e con la strisciante preoccupazione di vedere ricomparire difetti che al momento paiono sopiti.

Del resto l’Inter -e l’interista- vive così: un perenne yin e yang alla ricerca di un equilibrio irraggiungibile. Forse il perenne peregrinare alla ricerca del… “coso” (chiamatelo come volete: giusto, bene, goal, colpo di culo) è il destino ineluttabile di ogni nerazzurro.

Va già bene, rispetto a un paio di mesi fa, quando sembravamo condannati a navigare in un perenne lago marrone.

Fatto sta che mi ha fatto molto riflettere l’esultanza di mio figlio al termine della partita, che mi ha abbracciato gridando come un invasato “quarti!!!” e gioendo per un posto di pura decenza -oltretutto durato solo 24 ore- come se fosse stata una Champions League.

Peraltro, il succitato bacino idrico dal colore ed olezzo stallatico non si è invero spostato di molto, continuando a lambire le sponde sbagliate del Naviglio, per la gioia divertita di chi scrive.

LE ALTRE

Eh già, una simpatica ghènga di ex interisti in maglia parmense (…e fieri di esserlo, uaglio’!) rifila infatti altri 4 fischioni ai cugini, lasciando l’incredibile Parma a un solo punto dalle nostre terga. Ad onor del vero il-grande-Milan (ricordo che il Milan è grande per definizione) ha più di un alibi, dovendo giocare per 85 minuti in 10 e sotto di un gol. La goduria è che, dopo il raddoppio di Ando’ Cassan’, i rossoneri l’avevano anche ripresa, grazie al redivivo rigore-per-il-milan che generosamente permetteva a Balotelli di tornare a segnare dopo un mese di latitanza.

Ma, nemmeno il tempo per farmela andar bene (“dài, alla fine un pari va bene, così guadagniamo due punti anche sul Parma“) che Amauri servito da Schelotto di tacco piazzava il 3-2, prima che Biabiany piazzasse il quarto cetriolo proprio sul fischio finale.

Detto ciò, la Fiore regola non senza affanni il Chievo, tornando come detto quarta, mentre la Juve vince al 90′ con punizia chirurgica di Pirlo dopo aver rischiato di perderla (rigore sbagliato dal Genoa).

Che dire dei gobbi? Odiosi, maledetti, ma purtroppo forti e con scarso senso dell’umorismo.

E’ COMPLOTTO

Gustosissima la settimana a tinte rossonere raccontata dai media di casa nostra. Non potendo più attaccarsi al topos letterario del “siamo usciti a testa alta“, dalle parti di Milanello Bianco hanno pensato bene di far prevalere il silenzio dopo la batosta del Calderon. Peccato quasi mortale per il Geometra Galliani, che però aveva evidentemente  esaurito anche gli ultimi sondaggi confezionati all’uopo da mandare in pasto ai suoi onnivori tifosi.

La goduria era in realtà appena cominciata per noi sadici cugini, visto il gustosissimo epilogo cui ho assistito nel dopo-sconfitta casalingo contro l’ex Donadoni. I tifosi, che già avevano contestato la squadra all’arrivo e durante la partita, hanno atteso i loro beniamini all’uscita intonando cori dal significato ineccepibile, anche se dalla metrica migliorabile (“Galliani-vattene” ha purtroppo una sillaba di troppo per essere intonato sulla soave melodia di “oh-il-fenomeno-ce-l’abbiamo-noi“): peccato che nessuno tra i commentatori che ho sentito abbia riportato nel dettaglio le critiche dei tifosi e soprattutto i destinatari delle stesse, preferendo invece riferirsi genericamente “alla squadra” o al limite “a Balotelli“, chè lì di ciccia ce n’è sempre e non si sbaglia mai.

Questionabile finchè si vuole la pretesa di una delegazione di ultras di incontrare i giocatori per un confronto: non è la prima nè purtroppo sarà l’ultima volta che accade. Era peraltro già successo a fine Novembre al Milan, con Kakà e Abbiati a placare i fedelissimi e promettere rinnovato impegno ed entusiasmo. Sappiamo però che il Paese non ha memoria storica, e quindi nessuno ha richiamato il precedente. Hanno anzi chiesto a Seedorf -guarda caso l’unico che a Novembre non c’era- se una cosa del genere gli fosse mai capitata in carriera, dando all’Obama di Milanello l’assist giusto per fargli rispondere “Sì, quand’ero all’Inter“. Tornando ai tifosi e ai cori, mi limito a registrare un certo fastidio del tifo rossonero al mercato mediatico e marketing-oriented della loro squadra.

Forse che, al ventottesimo parametro zero ultratrentenne e dal passato glorioso, e immancabilmente presentato come “utile in campo e ancor di più per l’immagine del Milan” i tifosi-non-lobotomizzati si siano legittimamente rotti i cabbasisi?

Meditate, Geometri, meditate…

Chiudo con l’attacco di orticaria che mi ha colto invece giovedì sera, quando mi godevo il giusto riposo da italiano medio dopo una giornata di lavoro: divananza e telecomando a scanalare intorno al 200 di Sky, vedo inorridito che stanno trasmettendo Milan-Barcellona del 1994 (quella finita 4-0, per intenderci).

Mument’ mument’… Fatemi capire…

Sky, il principale concorrente di Mediaset, ancora una volta fa il lavoro sporco per i suoi avversari? Due giorni dopo l’ennesima eliminazione agli ottavi di Champions, e durante la peggior stagione del Milan da tempi immemori, celebriamo comunque “il-DNA-Europeo” dei rossoneri! Suoniamo il ritornello stantìo della “musichetta della Champions“!

In una parola: uniformiamoci ai voleri di Zio Fester. Nomalizziamoci.

…E poi si sorprendono se al Decathlon non si trovano i parastinchi dell’Inter, ma solo del Milan e della Juve (questa è polemica interna e contingente, ignoratemi).

Signori, non fatevi ingannare.

E’ tutto collegato. E’ compl…astgevjf…. dgfkjrwems…..no! cosa fate!?!? lasciatemi stare!! cosa sono quelle pastiglie!?!? perchè mi mettete questo strano pigiama??? Aiuto!!!

Sbrang!

Lock!

Bruuum!!

Niii-Nooo Nii-Nooo….

WEST HAM

Sconfitta un po’ antipatttica a Stoke on Trent: 3-1 dopo essere andati in vantaggio. Manteniamo comunque un buon margine sulla zona perigliosa.

ho anche provato a colorare il bianco di blu... ma sun minga bon!

ho anche provato a colorare il bianco di blu…  ma sun minga bon!

FUBBOLMENAGER

STADIO NUOVO SI O STADIO NUOVO NO?

Il capitolo Stadio Nuovo solletica a giorni alterni la piccola mente e il grande cuore di chi scrive, smargheritando fino all’ultimo petalo tra un “restiamo” e un “andiamo”.
Le ultimissimissime, in attesa della prossima scadenza del 17 Marzo, dicono che per problemi burocratici, entrambe le squadre milanesi starebbero seriamente accantonando le mire espansionistiche in varie zone del Sud meneghino (San Donato, Assago, Rho-Fiera), riconsiderando di contro un approccio di innovazione incrementale, sotto forma di restyling dell’esistente Meazza.

Questo non solo in vista della sempre più probabile finale di Champions League del 2016, ma con l’idea di farne una propria casa anche per gli anni a venire. Da un punto di vista puramente cittadino, la cosa avrebbe anche senso, visto che le tanto decantate infrastrutture a supporto sono in via di costruzione: la Linea 5 con capolinea proprio a San Siro mi pare una soluzione leggermente più comoda e sensata rispetto all’attuale fermata di Lotto-più-pullman/bestiame-ma-solo-all’andata-chè-al-ritorno-te-la-fai-a-piedi.

L’alternativa “macchina” è ormai un percorso a ostacoli tra blocchi dei ghisa aggirabili a settimane alterne e incubo tangenziale per il ritorno se, come chi scrive, non si abita nella metropoli tentacolare. A chi interessi, questo -unito all’indubbia comodità di poter vedere la partita da casa- è il principale motivo della mia latitanza da San Siro nelle ultime stagioni.

Tornando al possibile hic manebimus optime, la notizia,se confermata, accrescerebbe la mia felicità di tifoso romantico, senza nemmeno diminuire troppo la forza dell’Inter a livello di vil danaro. Spero di riuscire a spiegare il perchè qui di seguito.

SPESA-RICAVO-GUADAGNO

Uno stadio tutto tuo, Juve purtroppo docet, ti garantisce introiti nemmeno paragonabili all’attuale status quo.

Interessante questo grafico, e le considerazioni lette qui:

Fonte: Deloitte

Fonte: Deloitte

Piccolissima premessa: nell’ormai cronico ritardo della Serie A rispetto ai campionati più virtuosi, una delle maggiori debolezze delle nostre squadre sta proprio nell’incapacità di far soldi con lo stadio (“Matchday“) e con sponsor e merchandising (“Commercial“). Siamo a livelli anglo-ispano-tedeschi solo quanto a ricavi TV (“Broadcasting“), il che rende però i Club italici un pochino succubi di Sky e Mediaset, che dettano legge su numero di partite e orari sempre più spezzatinati.

Semplificando ma non troppo, costruire uno stadio nuovo e tutti gli ammennicoli annessi è uno scherzo da 300 milioni di euro, che poi ovviamente genera un ritorno “importante” in termini di ricavi CommercialMatchday. La particolarità è che non c’è una proporzionalità diretta tra dimensioni dello stadio e “importanza” del succitato ritorno.

Due numeri a supporto della non-così-sorprendente tesi: come vedremo più avanti, le milanesi, pur avendo un potenziale di 80.000 posti a partita, riempiono lo stadio per poco più della metà, ottenendo da ciò ricavi per “soli” 45 mln € (all’incirca 25 Milan + 20 Inter: i numeri sono così insignificanti che, nel grafico qui sopra, non sono nemmeno menzionati e tocca calcolarli per differenza). Con una media di spettatori effettivi inferiore (38.000 vs i 45.000 di media delle milanesi), lo Juventus Stadium satura quasi tutti i suoi 40 mila posti e porta alle casse bianconere ben 38 milioni di €, mentre l’altrettanto piccolo Stamford Bridge ne garantisce al Chelsea addirittura 82!

RI STADIO-SI RI STADIO-NO

Ecco che prende forma il ragionamento del tipo “chi me lo fa fare di cacciare 300 milioni per uno stadio nuovo, quando forse posso mettere a posto quello vecchio spendendo meno, e dividendolo al 50% con mio cugggino?”.

Oltretutto, spendo di meno ma non diminuisco i ricavi, visto che ovviamente gli incassi sarebbero facilmente divisibili tra i due Club a seconda di chi gioca in casa.

Personalmente, e rancorosamente, l’ultima cosa che volevo accadesse era un nostro trasferimento ad altro stadio con contestuale acquisto di San Siro da parte dei cuginastri – obiettivo cui la sanguisuga Galliani anela da anni.

Il fatto che Thohir abbia definito il nuovo stadio come obiettivo non prioritario, apre allo scenario descritto che, a mio parere, potrebbe essere un ottimo compromesso: quello di uno stadio di proprietà di entrambi i Club, che dovrebbero pertanto acquistarlo dal Comune di Milano, e che potrebbero riammodernarlo e gestirlo di concerto. La pratica odierna -sorvolando sul trascurabile dettaglio che la proprietà è del Comune- non è così diversa da questo schema molto democristiano.

Del resto, il celebratissimo (e a ragione) calcio tedesco cui dobbiamo guardare come strada da seguire ci offre a riguardo un esempio chiaro -anche se non molto conosciuto-: l’Allianz Arena, casa del Bayern Monaco, non è stato concepito come stadio di esclusiva proprietà del Club Campione d’Europa. I costi sono stati suddivisi al 50% con l’altra squadra bavarese, il Monaco 1960, che poi per debiti non più sostenibili ha dovuto cedere la propria quota ai cugini, oggi proprietari unici dello stadio.

Il mio disprezzo per i diversamente milanesi è notorio –chè mi fingo fine analista ma resto tifoso sfegatato-, tuttavia riesco ad ammettere che la storia ed il blasone del Milan siano (seppur di poco) superiori a quelli del Monaco 1860. Ciò a dire che una joint venture tra i due Club per acquisto e consistente lifting del glorioso Meazza potrebbe costituire la classica win-win situation: investimenti sopportabili da entrambi, introiti corposi da dividersi (torno al discorso per cui Milan e Inter sono le prime due squadre in Italia per numero di spettatori, non a caso i gobbi si son fatti uno stadietto da 40mila posti) e soprattutto una forza contrattuale sinergica  da piazzare sul tavolo per negoziare sponsorizzazioni varie legate allo stadio.

Trentasei scudetti e dieci Champions League non son mica pochi, anche se devo riconoscere che, in questo solo caso, dalla mera somma di gioielli di famiglia l’Inter avrebbe più da guadagnarci del Milan. Vuoi mettere il fascino di una Mitropa?

Rimarrebbero un paio di dettagliucci da discutere, e non di poco conto:

1) San Siro ha oggi 80.000 posti distribuiti su tre anelli, tristemente troppi per l’attuale appeal del nostro calcio: credo che l’idea di entrambe le squadre sia quella di avere un impianto da 60-65 mila spettatori circa, dimensionamento opportuno per avere lo stadio pieno almeno all’80% in quasi tutte le partite della stagione. Ovvio che l’ordine di grandezza debba essere il numero medio di spettatori all’anno e non il picco massimo, chè le richieste di biglietti per il Derby o per la partita con la Juve sono già oggi maggiori della capienza massima del Meazza.

Uno stadio così concepito, e popolato mediamente da una cinquantina di migliaia di persone, magari col terzo anello disponibile solo residualmente (e cioè solo con gli altri due già sold out), garantirebbe una bella atmosfera ai presenti -quanto sono tristi i seggiolini vuoti, anche se colorati…) e un bel colpo d’occhio ai telspettatori.

Tutto ciò prevede però il succitato lifting che, costi a parte, prevede forti disagi per squadre e tifosi. Non prendendo nemmeno in considerazione l’ipotesi di trasferire le due squadre per un certo periodo in altro stadio (dove le fai giocare, al Brianteo?); è però innegabile che i lavori necessari andrebbero fatti a settori, in modo da non penalizzare troppo l’accessibilità e l’agibilità -già non eccelse- del glorioso Meazza.

Le domande sono tante e di vario tipo: Quanto durerebbero siffatti lavori? Quale sarebbe il risultato finale? Dove spostare i poco malleabili Ultras quando il restauro arriva a toccare i secondi e terzi anelli, sponda Verde e Blu?

Teoricamente si avrebbero 15-20mila posti in meno, da rimpiazzare con spazi commerciali, bar e cessi degni di questo nome, lounge e sale executive da fighetti. La tempesta di cervelli tra designer e architetti rossonerazzurri sarebbe condizione indispensabile ad avere un piano d’azione minimamente ragionato.

2) Che ruolo avrebbe il Comune in tutto questo? Intascherebbe senz’altro un certo numero di milioni per la vendita dello stadio a una probabile nuova Società (i fighi dicono NewCo) o alla già esistente MilanoSanSiro, che pure si limita oggi a gestire gli spazi dello stadio senza esserne proprietaria. La commisurazione di quel “certo numero” di milioni dovrebbe tener conto dei lavori da fare e dell’eventuale disponibilità del Comune stesso a prenderne parte, sopportando parte del costo. Altro punto da discutere sarebbe il cosiddetto “progetto quarto anello”, riguardante la circostante area dell’ippodromo, giusto per capire chi abbia in mente cosa.

Tutta questa cervellotica sbrodola alla fine ha un solo messaggio:

Care squadre: volete continuare a giocare a San Siro? Ok, avanti con tutto quanto scritto sopra, magari in maniera meno improvvisata e un pocolino più professionale.

Volete farvi ognuna il vostro stadio? Più che legittimo. In questo caso però, cerchiamo di capire quanto convenga spendere milioni e milioni per riammodernare uno stadio che nel giro di 5 anni non verrebbe più utilizzato.

san siro notte

TORRE DI PISA

INTER-TORINO 1-0

Non sono così catastrofista da definire San Siro una Piazza dei Miracoli in salsa lombarda, ma il colpo di testa vincente di Palacio può tranquillamente essere definito una torre per il compagno uscita storta, da cui la genialata del titolo.

Lasciata una riga per gli applausi o i pomodori, mi appresto a raccontare di un’Inter solida, che poco crea ma ancor meno concede, e si porta a casa 3 punti preziosi. I miei occhi non credono all’efficacia ermetica della nostra difesa, pur priva di due titolari su tre: Campagnaro, celebrato a inizio stagione come faro della nostra retroguardia, fa la sua discreta partita, e ciononostante risulta il meno in palla dei tre: Ranocchia rivede il campo dopo la quarantena in panchina e non sbaglia un intervento; Rolando pare addirittura bello, per quanto è statuario e preciso in anticipi e chiusure.

Detto dei due laterali senza infamia e senza lode, o se preferite molto fumo e poco arrosto, mi concentro sulla mediana, dove il Cuchu è as usual signore incontrastato e Guarin & Hernanes fanno a gara a farmi smadonnare. Stranamente me la prendo di più con il brasiliano, forse per le altissime aspettative che ripongo nel Profeta: pretendo quindi che tiri di sinistro con la stessa efficacia di quando faccia col destro, constatando di contro che il ragazzo per due volte si intestardisce nel dribbling per portarsi alla conclusione col destro. Le Madonne lo raggiungono anche quando non velocizza l’azione come saprebbe e dovrebbe, preferendo partire palla al piede e rischiando di perderla un paio di volte.

Il solito giochetto delle aspettative commisurate alle potenzialità del soggetto mi fa essere invece più clemente col Guaro, di cui ormai ho imparato ad applaudire l’errore, se nello stesso intravedo l’intenzione giusta (leggi passaggio sbagliato di 10 metri ma “pensato” bene, o tiro al 3° anello ma “da provare”). 

Sai a loro che je frega…

Davanti Icardi fa a sportellate per tutta la partita senza beccarla mai ma con poche colpe, mentre Palacio va dappertutto quando serve, mettendoci come detto pure la testa per il gol non voluto più bello della stagione. 

Le ultime righe per segnalare -per una volta- l’incoaggiante mezz’ora sfruttata da Kovacic, che rileva uno stanco Guarin e si mette a giocare come sa. Fossi in Mazzarri gli concederei qualche occasione in più da titolare, ma mi rendo conto che il triangolo Cuchu-Guaro-Profeta sta dando buone indicazioni ed è difficile da smontare a favore del croato.

In definitiva, la vittoria vale molto, anche in termini di classifica, stanti i risultati dei nostri vicini. Ci regaliamo un compleanno sereno, a patto di non sprecare tutto nelle prossime 3 o 4 partite, ad iniziare da Verona sabato prossimo.

 

LE ALTRE

La Juve batte anche la Fiorentina, teoricamente facendoci un favore, visto che i Viola sono ora ad un solo punto da noi. Vince però anche il Parma che rimane in zona (e con la partita contro la Roma da recuperare), proprio ai danni di quel Verona che ci ospiterà nei prossimi giorni.

Per il resto, il Napoli batte la Roma avvicinandosi al deretano capitolino, mentre il Milan perde ad Udine in attesa di fare altrettanto a Madrid in Champions.

 

E’ COMPLOTTO

Comincio dalla cosa più superficiale, epidermica e pruriginosa: la goduria al fischio finale del Friuli è centuplicata dalla solita frasetta onirica del servile Alciato di Sky. Il fido bordocampista interviene predicendo il pareggio del Milan visto che “Seedorf ha detto ‘ora pareggiamo, me lo sento'” e precisando che “l’ultima volta che l’aveva detto, da calciatore, il gol è arrivato dopo pochi minuti“.

Mi dispiace abbassarmi a questo livello cerebrale per replicare a questi deliri farneticanti, ma non posso non citare il coro “perchè è un bravo ragazzo…” nella sua forma di Alternative Lyrics, che suona più o meno così “volevano vincere… e l’hanno presa nel c…”.

Andando meno sul triviale, ola mediatica e sportiva all’annuncio di Vidic per il prossimo campionato: la notizia arriva in anteprima sull’account Twitter del Club e subito dopo sul sito ufficiale, con tanti saluti alle esclusive posticce e alle anticipazioni spifferate in maniera simpatttica su giornaletti di varia fama.

Mi verrebbe da dire: visto che non è poi così difficile?

Ma non lo dico, anghebegghè, nel giorno del 106° genetliaco nerazzurro, la gallery del sito ufficiale propone a più riprese questa immagine, con vari personaggi della storia interista ad alternarsi al centro della stella ma con lo stesso claim (si dice così?).

aiutamaccapì

aiutamaccapì

Solo a me la frase suona sbagliata? Capisco che faccia parte di una campagna, anche interessante da un punto di vista commerciale (http://www.inter.it/it/interisti_new), ma due lire in una preposizione articolata, un font diverso o anche solo un paio di virgolette le avrei spese….

Attendo risposte da esperti del settore.

 

WEST HAM

Weekend di ferie visti gli impegni di FA Cup. Giochiamo in settimana con l’Hull City.

Trenza: "Guarda che non l'ho fatto apposta..." Cuchu: "E chi se ne fotte!!"

Trenza: “Guarda che non l’ho fatto apposta…”
Cuchu: “E chi se ne fotte!!

ERRORI UGUALI MA ANCHE NO

ROMA-INTER 0-0

Un punto di platino per i nostri, che superano indenni la trasferta capitolina pur approfittando di un paio di assenze mica da ridere tra i lupacchiotti.

Il primo tempo è piu che buono per i nostri, nonostante Hernanes inizialmente in panchina: Alvarez -che lo rimpiazza- non fa malaccio, e Guarin stantuffa sul centro destra dispensando generosità e imprecisione a dosi alterne. Ma soprattutto, il fulcro del centrocampo beneficia dell’assenza di Kuzmanovic tanto quanto della presenza del Cuchu, al rientro dopo una mesata di ferie: crapapelada fa vedere per la millesima volta quanto la velocità di crociera possa non essere fondamentale, quando il cervello è densamente abitato da neuroni e sinapsi ben irrorati.

Personalmente, ritengo che Cambiasso sia l’unico del fantomatico club del asado a meritare almeno un altro anno di contratto e con un minutaggio cospicuo, pur senza rimangiarmi quanto ripetutamente detto in varie occasioni: è proprio il suo il ruolo che necessita del maggior investimento in sede di mercato.

Icardi là davanti fa vedere buone cose e sopratutto zero complessi di inferiorità nell’andare a battagliare con la difesa della Roma, mentre Palacio conferma di avere le pile scariche. Ora, comprendo e condivido l’ammirazione di Mazzarri per la sagacia tecnico-tattica del Trenza, ma il ragazzo ha palese bisogno di tirare il fiato.

Detto di un secondo tempo nel quale la Roma viene fuori facendoci pigliare qualche spavento (splendido l’anticipo di Rolando su Gervinho, ottimo il riflesso di Handanovic su Pjanic), il pari è giusto e facilmente catalogabile con la benedizione del “un tempo per uno, un punto a testa“.

Volendo giudicare la prestazione dei ragazzi, noto un deciso miglioramento rispetto alla balbuzie casalinga vista col Cagliari. Domenica arriva il Toro, e sarà l’ennesima occasione per poter recuperare punti su chi ci precede (il calendario prevede Juve-Fiore e Napoli-Roma); non vincere, peraltro, vorrebbe probabilmente dire addio al quinto posto, stanti Parma e Verona a morderci le chiappe ad un solo punto di distanza.

L’auspicio è che la difesa possa sopperire alla sicura assenza di Samuel (diffidato e ammonito) e a quella probabile di JJ dopo la prova TV. Il centrocampo dovrebbe beneficiare del consolidamento del Cuchu e del rientro in pianta stabile di Hernanes, mentre l’attacco mi auguro possa confermare i progressi di Icardi e una plausibile staffetta tra Milito e Palacio.

 

LE ALTRE

La Juve vince a Milano contro i cugini “da grande squadra”. I cugini perdono “ma non per davvero”. Le virgolette riportano i commenti testuali rispettivamente di Caressa e Alciato. Il Napoli non digerisce il cacciucco e pareggia a Livorno, mentre la Viola perde in casa contro una Lazio in piena ripresa (quantomeno in campionato).

 

E’ COMPLOTTO

Di seguito cercherò, con la faziosità che mi contraddistingue, di far capire perchè l’altra equazione blaterata ai quattro venti sia invece fallace e fuorviante: dire “due rigori negati ad ogni squadra, e un “rosso” risparmiato a testa” equivale a fermarsi all’antipasto e non -voler- andare oltre nel succulento pastone mediatico.

Innanzitutto, i due rigori richiesti dai nostri arrivano prima degli episodi “gemelli”, e questo -se permettete- fa una certa differenza. Andare su un ipotetico 2-0, con la Roma in 10 uomini (a-stretti-termini-di-regolamento potevano essere anche 9, chè Icardi viene strattonato da Benatia solo davanti al portiere) avrebbe disegnato tutt’altra partita, e non si sa quali sviluppi avrebbe potuto avere.

Il mio tifo è sufficientemente accecante da definire solo “dubbia” la trattenuta di Samuel su Destro, ma non lo è abbastanza da risparmiare il “pirla!” a Juan Jesus che rifila un cazzotto senza senso a Romagnoli (avessi detto Bierhoff) in area. Lì sì, rigore e rosso sarebbero stati ineccepibili.

Una cosa è certa: tutti gli episodi considerati palesano per l’ennesima volta l’assoluta inaffidabilità dei cosiddetti assistenti di porta. E’ un mio vecchio tormentone, che mischia elementare spirito di osservazione e dietrologia complottista: quella arbitrale è una corporazione (se fossi grillino la definirei KASTA) che ha il principale interesse nel difendere se stessa dai pericoli che arrivano dall’esterno.

Rimandando altrove l’analisi dei motivi per cui si voglia mantenere lo status quo (vedi in particolare la sezione GOL NON GOL di questo post, tanto verboso quanto attempato), qui mi limito a definire risibili Braschi e Nicchi nell’assolvere i loro arbitri, dicendo che gli episodi (e quindi gli errori) erano evidenti solo alla TV.
 

Siamo al negazionismo, al rifiuto del progresso. Siamo al complotto.

Cambiando argomento, e parlando dello scontro tra i cattivi del mondo, faccio notare alcune chicche:

1) L’Inter è -per definizione- la squadra che sopperisce alle croniche carenze di gioco con la qualità dei suoi singoli e con le loro giocate. Tutto ciò porta all’assioma “E’ un’Inter cinica” cantilenato tutte le volte in cui (…good old times…) i nostri vincevano 1-0 magari facendo tre tiri in tutta la partita. Ieri sera la Juve, a conclusione di un primo tempo nel quale ha senz’altro subito la buona vena del Milan, trova una splendida azione con Tevez-Lichtsteiner e Llorente. Il commento è ovviamente diverso: “La Juve è una grande squadra!”.
Sull’altra sponda, a nessuno passa per la testa di far notare come il tanto decantato giUoco prodotto dal Milan non solo abbia portato alla sconfitta, ma si sia esaurito alla fine del primo tempo. Tutt’altro! si chiede anzi retoricamente a Seedof se una sconfitta del genere possa essere davvero considerata una sconfitta.
Per la cronaca, il pareggio (non sconfitta, pareggio) nerazzurro a Roma, ottenuto dopo un primo tempo altrettanto positivo è stato unanimemente salutato con titoli solo poco meno entusiastici, riassumibili in: “Roma-Inter: solo pugni niente gol”.

2) Nel dopopartita, tutti a stupirsi beati del fatto che Gobbi e Meravigliuosi vadano d’amore e d’accordo. Giocatori, allenatori e dirigenti si scambiano complimenti e smancerie come nemmeno tra innamorati adolescenti. Ma Diobono: si sono spartiti la torta del calcio per anni, tra trofei Berlusconi, accordi commerciali e conventiones ad excludendum e ancora vi stupite? E soprattutto: vi pare una cosa da portare ad esempio di etica sportiva? A me a veder certe cose vien solo da ridere. Per non piangere.

3) Chiudo con una battuta: Tevez è un fuoriclasse, e lo dico da quattro anni. Loro l’han preso con nove milioni. Noi con un milione in meno ci siamo assicurati il Kuz.

 

WEST HAM

Torna purtroppo la sconfitta: 1-0 in trasferta contro l’Everton. Sarà per la prossima…

Adelante Pedro!

Adelante Pedro!

TRISTI E DOLOROSE BANALITA’

INTER-CAGLIARI 1-1

Riflessioni in ordine sparso:

Se togli a una squadra convalescente l’unico giocatore in grado di far girare la palla in maniera non masturbatoria, ecco che la manovra si fa stitica.

In sostanza, Hernanes è il nostro confetto Falqui.

Se Nagatomo è il migliore in campo, seguito da Guarin, possiamo ulteriormente desumere che il match in questione non è stata una tempesta di cervelli. Ad onor del vero, anche Icardi ha avuto un buon impatto sul match, propiziando il pareggio e colpendo una traversa nel finale.

Detto ciò, il Cagliari non ha rubato nulla e, pur avendo tirato una sola volta in porta, il pareggio è tutt’altro che scandaloso. Del resto, guardiamo in casa nostra: buona parte dei nostri elementi merita la classifica attuale. I fischi e brusii di disapprovazione e imbarazzo mi hanno confermato l’attuale successo della mozione “giubiliamo Kuzmanovic“: far giocare questo bipede è un insulto non solo a Cambiasso, ma pure a Taider e financo a Mudingayi. Tant’è: il Mister ce lo ripropone a cadenza settimanale, e il nostro ringrazia inanellando prestazioni di imbarazzante mediocrità.

Buttando l’occhio ai nostri avversari, Pinilla si conferma ennesima bestia nera dei nerazzurri, purgandoci per la quinta volta in carriera, e ancora una volta su un rigore dubbio (l’autismo nerazzurro di chi scrive lo porta a non dimenticare il tuffo della scorsa stagione a Cagliari, premiato col massimo dei voti dalla giuria arbitrale). Per il resto i sardi ci tengono impegnati e preoccupati con “Maciste” Ibarbo che ingaggia un avvincente duello tutto muscoli e velocità con JJ (bravo davvero in un paio di circostanze il nostro, che ferma l’avversario un attimo prima dell’esiziale faccia a faccia con Handanovic).

Per il resto rischiamo poco, complice anche l’assenza di Conti e Sau tra gli avversari, con i difensori di casa che ancora una volta si trasformano in goleador: il cross di Nagatiello è buono assai per Icardi. L’emulo di Ruggero de Ceglie è leggermente defilato e propende per la “torre” a centro area, dove Rolando è lesto a mettere palla in buca per il pareggio ad inizio ripresa.

icardi gnignigni

fiodena

Il più sembra fatto (pareggio acciuffato a inizio ripresa, Icardi che poco prima aveva già avuto una buona occasione), ma in realtà assistiamo ad uno sterile possesso palla che produce qualche lampo improvviso (bellissima la combinazione Guarin-Palacio, seguita da inevitabile miracolo del portiere cagliaritano) in un mare di balbettìo ruminante (vero Kovacic?).

Si arriva così al serrate finale (il serrate arriva dritto-dritto dalle telecronache di Nando Martellini ed è quindi solo per over 40), su cui mi dilungherò infra e che in ogni caso nulla aggiunge a questa insipida brodaglia domenicale.

 

LE ALTRE

Campionato mai così spezzatino, con Fiore e Napoli a dover giocare di lunedì. Per il resto la Juve vince rubando (ma ovviamente era difficile da vedere), mentre il Milan associa al furtarello (sul gol del 2-0 palese la carica di Pazzini sul portiere) la proverbiale botta di culo sul gol di Taraabt: il portiere gioca a calcio saponato e il francese ringrazia.  La Roma mantiene le distanze regolando il Bologna col minimo scarto in attesa di riceverci sabato sera.State bbòni…

 

E’ COMPLOTTO

Stavolta tocca scindere le questioni: tecnico-calcistica e mediatica.

Il Mister continua ad essere poco mediatico per i miei gusti, peccando di autocritica (“non ho nulla di cui rimproverarmi“) e con una certa tendenza allo scarica-barile (“i giovani me li sono trovati“). Ho simpatizzato con lui però quando ha disatteso il fioretto del “non parlo degli arbitri“, trasecolando alla vista dell’incaprettamento ai danni di Icardi subito dopo la sua traversa.

Siamo alle solite: il rigore non va dato “se te lo meriti”, e cioè come ricompensa divina per le dozzine di occasioni sfumate di un nulla. No. Una squadra ha il sacrosanto diritto di vincere una partita per un rigore ingenuo pur nel mezzo di una partita mediocre.

Ma andatelo a dire agli arbitri italiani, ovviamente solertissimi ad arbitrare in punta di regolamento ai nostri danni, e altrettanto pronti a interpretare e lasciar correre quando i fischi potrebbero essere a nostro favore.

Palese a mio parere la malafede del signor Russo da Nola, quando nei primi 5 minuti riesce nell’ordine ad ignorare un evidente fallo su Guarin al limite dell’area, a non fischiare un palese tocco di mano di Cossu a centrocampo, e ammonire poi Juan Jesus per un contrasto con Ibarbo con i due colossi a spintonarsi a centrocampo sulla ripartenza cagliaritana.

Lo stesso rigore è per me molto opinabile, avendo l’occasione certificato che la volontarietà non è più il criterio da seguire per il fallo di mano: si può dire quel che si vuole, ma l’ultima cosa che JJ vuol fare nell’occasione è toccare la boccia con la zampa. Chiamatelo movimento scomposto, chiamatela imperizia, quel che volete, ma la regola è ufficialmente cambiata (ovviamente fino alla prossima volta).

Oltretutto, mi pare curioso che l’arbitro faccia calciare Ibarbo e fischi solo dopo aver visto la sua conclusione perdersi a lato della porta: il vantaggio si concretizza nel momento in cui l’attaccante ha l’occasione per tirare, indipendentemente dal fatto che segni o meno.

Detto tutto questo (ricapitolo per i distratti: prima ammonizione eccessiva, rigore dubbio, gestione del vantaggio equivoca), possiamo parlare di secondo cartellino giallo -e quindi espulsione- del nostro difensore. Sento farneticare di interpretazioni fumose quanto e più di un regolamento attuativo di una legge italiana, secondo cui sarebbe stato giusto non ammonire il giocatore, ma devo ammettere che a quel punto nessuno si sarebbe scandalizzato per l’espulsione per doppio giallo del nostro.

Magra consolazione, se è vero che nel finale di partita Icardi viene affossato in area da Astori (altro maledetto, ovviamente tifoso-rossonero-fin-dalla-nascita) senza che Russo abbia nulla da eccepire, e se è altrettanto vero che lo stesso arbitro, ammonendo un cagliaritano nel recupero e dovendo quindi concedere a-termini-di-regolamento altri 30 secondisi dimentica della cosa fischiando il “tutti a casa” con 20 secondi da giocare ed un corner per i nostri.

Corner che quasi certamente non avrebbe cambiato le sorti della partita, ma che rimane ad ulteriore -e non richiesta- conferma della sudditanza psicologica esercitata dal Biscione nerazzurro sui fischietti italici.

E qui si incista il discorso mediatico. Thohir sta ricevendo da parte del sottoscritto lodi quasi sperticate per la gestione della comunicazione, parlando quando (e dove) deve e soprattutto non parlando quando (e dove) non deve. Credo però che la questione arbitrale vada affrontata con ben altro piglio rispetto alle “garbate telefonate” a Nicchi, Braschi & Co.

Se serve un utile idiota che perda mezz’ora di tempo e confezioni un bel pauerpointtt con animazioni e zoom sulla dozzina di episodi fin qui accatastati nel nostro deretano, me lo facciano sapere e in mezza giornata risolviamo la questione. Ma, a parte gli scherzi, mi pare di tutta evidenza che a non alzar la voce e a non voler disturbare le cose non cambiano.

Anzi, veniamo pure presi in giro, quando non cazziati.

Come direbbe John Goodman in Big Lebowski: “alright,…this is pointless, ok,…time for plan B“. Il seguito credo lo conosciate e, a patto di azzeccare la macchina giusta, potrebbe essere un’alternativa leggermente più vigorosa! 🙂

Infine, poche righe per riassumere l’ennesima infantile protervia del Geometra Galliani, che insiste nel voler definire il Milan “il club più titolato al mondo”, contestando i titoli conquistati dagli egiziani del Al-Ahly, e chiosando con l’inevitabile “mal che vada, scriveremo sulle maglie che siamo i più titolati in europa“.

E c’è anche chi gli dà retta…

 

WEST HAM

Altra vittoria! 3-1 al Southampton e 10 posizione lussuosa più di un 7 stelle di Dubai!

forza panino!

forza panino!

ERA FUORIGIOCO (AND SO F?!KING WHAT?)

FIORENTINA-INTER 1-2

La miglior Inter della stagione -o giù di lì- piega una Fiorentina che torna a masturbarsi per una buona ora con il bel giUoco, e che però nel finale rischia di punire la nostra scarsa vena realizzativa.

Fatto il bigino della partita, azzardo un paio di analisi da tènnico.

1) L’importanza di chiamarsi Hernanes come prevedevo non ha tardato a farsi notare, stanti anche gli ampissimi margini di miglioramento del nostro centrocampo. La cosa che invece non mi aspettavo era un’altra bella virtù del Profeta: fa giocare meglio chi gli sta a fianco. Guarin può limitarsi ad esercitare la propria animalanza, senza doversi preoccupare di coprire, cucire, lanciare e tirare, a tutto vantaggio delle non numerosissime sinapsi del colombiano.

Le due mezzali, così concepite, rappresentano due terzi di un dignitosissimo centrocampo, cui manca ancora il classico volante davanti alla difesa: un Cuchu di qualche anno più giovane (hai detto niente…) non farebbe sfigurare la nostra mediana contro nessun altro reparto in Italia.

In quella posizione dobbiamo invece sorbirci ancora Kuzmanovic – il mio preferito, come saprete 😉 – , ma Taider o financo lo statico Cambiasso di questi tempi non sarebbero molto meglio. Se Thohir leggesse queste stronzatelle, mi permetterei di suggerire di focalizzare le attenzioni e le finanze estive proprio in quel ruolo, a costo di sacrificare un Alvarez o un Roben Botta per far cassa.

2) Pur non arrivando ai livelli dei cugini, noto che anche noi stiamo cominciando a collezionare doppioni, triploni, quadrupliconi (cit. l’immortale Franco Scoglio): Hernanes, Guarin, Kovacic, Alvarez, Botta, sono giocatori tra loro diversi, ma di fatto utilizzabili nel medesimo ruolo. Oltretutto Mazzarri non è Stramaccioni (prendetela come un complimento o una critica), e non ha una varietà infinita di schemi. Morale: sono troppi, e credo che da quelle parti a Giugno andrà fatta una inevitabile scrematura.

3) Se non si sloga il pistolino a trombare o il pollicione a twittare, Icardi può essere il nostro puntello per il futuro. Speravo che l’anno di apprendistato con il Principe potesse dare maggiori frutti, ma non è detto che questi ultimi mesi possano invertire la tendenza. Le caratteristiche “enciclopediche” di Milito si son fatte vedere anche Sabato, anche se ormai le pagine della Treccani in braghe corte sono sempre più impolverate (“Fantozzi…anche poeta!). 

Del gol in fuorigioco parlerò più avanti, anticipando solo che la goduria non è stata minimamente toccata dalla svista arbitrale, per una volta a nostro favore.

4) C’è da dire che abbiamo incontrato una Viola pesantemente penalizzata dalle assenze: Pepito Rossi e Borja Valero non si regalano a nessuno, e i minuti concessi a Gomez hanno mostrato ciò che nemmeno necessitava di conferma:  i tipi grossi come lui, per rientrare in forma… it’s a long way to Tipperary!

Detto ciò, i peana solitamente riservati a Montella si scontrano contro la mia personale perplessità nel vedere una squadra che per una buona ora gioca senza attaccanti (Matri entra solo a metà ripresa). Va bene il calcio palleggiato e il giUoco manovrato, ma in questo sport vince chi fa gol. E per fare gol è utile tirare in porta. Il primo tempo, a mio parere, ha dimostrato quanto diversi possano essere i concetti di “squadra che fa la partita” e “squadra che vince (oltretutto meritando)“.

Ma evidentemente Montella sta agli allenatori come Pirlo ai centrocampisti: vietato parlarne male, anche quando sbagliano. E, essendo umani, sbagliano anche loro.

 

LE ALTRE

Vincono praticamente tutte, Fiore a parte. La rincorsa al quarto posto è possibile, stante l’Europa League che va a ricominciare e che toglierà un po’ di energie ai Viola. Detto ciò, non osiamo nemmeno guardare più in alto, perchè occorrerebbe un’overdose di ottimismo per abbozzare un piano di ricorsa al Napoli. Oltretutto, con la Fiorentina possibile vincitrice della Coppa Italia, non mi è chiaro se arrivare quarti o quinti garantirebbe un qualche vantaggio in termini di calendario per la prossima stagione di Europa League: urge approfondimento cervellotico e calcolo delle probabilità, con annesso insostituibile foglio Excel per l’occasione…

 

E’ COMPLOTTO

Partiamo come anticipato dal gol di Icardi: il fuorigioco c’è e non è nemmeno difficile da vedere per il segnalinee, visto che non ci sono “incroci” o giocatori a impallare la visuale. Niente da dire a nostra “difesa” se non che, a memoria, fatico a trovare un altro episodio a nostro favore nell’intera stagione. Poco male.

Il gol di Icardi è stato talmente “moviolato” in tutte le salse nel dopopartita che diventerà presto il video più visto al mondo su Youtube, dando così fiato all’immortale assioma del “vedi che alla fine torti e favori si compensano?“. Faccio finta di crederci, ok: questo gol pareggia quello buono negato a Nagatiello col Chievo. Ora aspetto 6 o 7 rigori inesistenti a nostro favore e poi siamo pari. Grazie.

Uscendo dalla fredda cronaca, come dicevo subito dopo la partita ad amici, mi scopro sempre più attento agli aspetti mediatici e comunicativi della nostra simpatica squadretta. La cosa non è esattamente un segnale incoraggiante per le mie già ridotte facoltà mentali: d’altra parte è anche vero che vecchio e nuovo Presidente hanno dato negli ultimi giorni ampia dimostrazione delle rispettive capacità in materia.

Inappuntabile il nuovo boss, che pur parlando un’altra lingua riesce sempre e comunque a dire quello che vuole (spesso utilizzando i propri canali, magari sfuggendo al contraddittorio, senz’altro facendo felici milioni di tifosi come me). Incorreggibile per altro verso il Presidente onorario che, forse all’insegna del “mi scappa mi scappa non la tengo più“, dà l’occasione ai pennivendoli di turno di poter titolare “Thohir deve stare più vicino alla squadra”, oppure “Ho la clausola per ricomprare l’Inter” e ancora “Mi dispiace per Branca”. Insomma, un bel piattino di sterco fumante, tanto per calcare sulla discontinuità della nuova gestione, che inevitabilmente lascia un po’ di amaro in bocca.

A Moratti, può darsi.

Ai giornalisti, senz’altro.

E infatti i nostri eroi, non trovando ciccia dal pur rotondetto Thohir, tornano a sfamarsi dal vecchio dispensatore di dichiarazioni, in modo da continuare l’ormai pluridecennale pennellata di marrone sulla casa interista.

Cambiando argomento, non posso non citare anch’io il più alto episodio di “famous last words” visto e sentito ultimamente: Compagnoni commenta la Roma e sentenzia “I giallorossi insieme all’Inter sono la squadra che batte più corner, ma su calcio d’angolo non segna mai: solo 3 gol su 150 tiri dalla bandierina…colpo di testa di Destro ed è rrrrete!“.

Oltre al tempismo involontariamente comico, il rancoroso scrivente ha ovviamente fatto suo il facile sillogismo: Se l’Inter è la squadra che -ancor più della Roma- batte più corner, vuol dire che in attacco, e ancor più in area avversaria, ci staziona alquanto. Viene così a cadere una delle semplicistiche giustificazioni alla ormai cronica mancanza di rigori a nostro favore, riassumibile nella saccente tesi per cui “dipende anche dallo stile di gioco delle squadre… ci sono quelle che giocano sempre all’attacco, che entrano tanto in area di rigore… ci sono invece quelle che invece si coprono e ripartono, e che magari segnano tanto da fuori“.

…Che poi, per inciso, il Milan dopo il golazo di Balotelli contro il Toro, è la squadra che segna di più da fuori area… e infatti a loro i rigori non li fischiano mai 😉

Infine, l’utlimo sassolino: il Milan giocherà Mercoledì (e non Martedì) in casa (e non in trasferta) contro l’Atletico. Nonostante ciò, riesce ad ottenere l’anticipo della sua partita di Campionato (anch’essa in casa) al Venerdì sera, beneficiando quindi di ben 5 giorni di riposo. Ricordo, tanto per rompere i coglioni, che chi gioca l’Europa League in trasferta(giovedì sera), ha talvolta la possibilità di posticipare al Lunedì sera la partita di Campionato, beneficiando in quel caso di 4 giorni di riposo. Il “talvolta” è volutamente evidenziato, visto che l’Inter l’anno scorso ha più volte giocato di domenica pur tornando dalle tristi e desolate lande dell’Est Europa quando la notte del Giovedì già sconfinava nell’alba del Venerdì.

 

WEST HAM

Weekend consacrato alla FA Cup, da cui purtroppamente siamo stati estromessi. Nell’infrasettimanale però, volitiva vittoria in casa col Norwich e classifica che si fa tanto corta quanto bella: siamo in cima alla colonna di destra, ma tre punti più sotto comincia l’inferno!

Interessante la palla del Guaro, splendido Palacio a metterla in buca. Detto ciò "Renzi: dal Franchi a PALACIO CHigi" nun se po' sentì...
Interessante la palla del Guaro, splendido Palacio a metterla in buca.
Detto ciò “Renzi: dal Franchi a PALACIO Chigi” nun se po’ sentì…

SQUINZI PUPPA!

INTER-SASSUOLO 1-0

Partiamo dalle cose importanti: dopo il campionato “migliorabile” della scorsa stagione, aveva abbassato le pretese e gli obiettivi stagionali. Uno di questi – facilotto, lo riconosco- era quello di battere il Sassuolo dell’odioso e odiato Squinzi, la cui fede rossonera ha solo ulteriormente fatto salire il figuro nelle mie personalissime classifiche di disprezzo. Sentirlo vaticinare di una vittoria sull’Inter, batterlo all’andata e al ritorno e vederlo invece soffrire mentre i suoi ragazzi rifilamo quattro fischioni agli amici milanisti, resta una delle scarse soddisfazioni della vendemmia 2013/2014.

Sulla partita posso dire poco, chè avevo di meglio da fare! Mi limito ad osservare come la probabilità di vittoria dei nostri, a parere di tutti altissima, non fosse comunque tale da farmi dormire sonni tranquilli.
Apprendo che Milito si sia mangiato taluni goals, e che la montagna abbia partorito un topolino – sotto forma di capocciata di testa di Samuel. Tanto per esser chiari, e visti i tempi da carestia, il roditore è più che gradito, e di certo dalle nostre parti non si sottilizza.

Detto dell’ennesimo mezzo rigore non dato ai nostri (ma ormai abbiamo perso il conto e tanto sono solo casualità, vero Nicchi?), non resta altro da aggiungere…

Tutto quel che non si e’ visto (e cioè tanto) verrà, prima o poi.

Sono altri i segnali che mi fanno ben sperare per il futuro, e arrivano dal nuovo Presidente e dalla sua gestione.

Come diceva una mia ex collega, prolissa anche quando voleva riassumere le sue tesi: “faccio tre esempi” (la sentenza era di solito accolta da un ringhio a mezza voce degli astanti: “ma fanne uno di esempio come tutti gli altri e taci”).

Il primo è la presentazione di Hernanes, finalmente fatta in termini un pocolino più professionali e valorizzanti, sia per il giocatore che per il Club, con i social network parte importante (#askHernanes trend topic per qualche ora) e con una sensazione di nuovo corso, piacevole come una brezza fresca che cambia l’aria a una stanza chiusa da troppo tempo.

Il secondo è di pochi giorni precedente l’arrivo del Profeta, ed è il comunicato con cui Thohir, per tramite del sito nerazzurro e non in maniera naif con il primo microfono messo sotto il naso, rilascia dichiarazioni in cui mette sostanzialmente tutti sotto osservazione, tranne Mr. Mazzarri, nel quale invece ripone piena fiducia. Ora, non che personalmente io straveda per il labronico, ma mi piace l’idea -bizzarra nevvero?- per cui l’allenatore sia una pedina da cambiare solo quando si vuole ripartire dalle fondamenta, e non allo scopo di “avere qualcosa di nuovo quando ti alzi alla mattina“.

Il terzo esempio non poteva non essere il licenziamento di Banca da ruolo di direttore dell’area tecnica. Come detto a più riprese, non è l’allontanamento in sè a garbarmi (ci torno tra un attimo), quanto la rottura con il simbolo di una gestione familiare e alla buona che sempre ha contraddistinto l’Inter della scorsa gestione. Il fatto che il Cigno di Grosseto avesse un contratto a tempo indeterminato credo fosse un unicum nell’universo pallonaro, con lo stesso Zio Fester che puntualmente ogni anno si vede(va) rinnovare cariche e deleghe dall’amato Silvio.

Aldilà delle voci di corridoio, che prendo per vere proprio in quanto vox populi (ergo vox dei), la lunga permanenza di Branca in quel ruolo non può essere la sola e vera causa del declino nerazzurro di questi ultimi anni: è facile ora rinfacciargli le ultime campagne acquisti, sbeffeggiandolo per arrivi strapagati e campioni svenduti a prezzo di saldo. E’ dovere di cronaca, e ancor prima esercizio di onestà intellettuale, ricordare che lo squadrone del Triplete l’ha costruito anche – se non soprattutto – lui.

Detta in breve: se il problema era lui, allora dovrebbero essere fustigati tutti quelli che non gli hanno impedito negli anni di compiere scempi a forma di Alvaro Pereira e Kuzmanovic per 20 milioni. Siccome cosi non è, e chiudendo ‘sta sbrodola, voglio sperare che il suo addio rappresenti un taglio netto al passato e dia la stura ad un avvenire in cui il Calciomercato venga gestito da un bravo Direttore Sportivo (Ausilio non so se possa essere la persona giusta, magari investito di piena responsabilità può sbocciare) in stretta e costante sinergia con l’allenatore di turno (e qui torna l’importanza data a Mazzarri).

LE ALTRE

Apprendo di un Conte furibondo dopo il pareggio in extremis agguantato dal Verona. Riesco a intercettare anche qualche lamentela (che battezzo come sacrosanta a prescindere!) di Mandorlini sui gol bianconeri e su un paio di interventi in area bianconera. Oltretutto il punticino del Verona lascia gli scaligeri pari punti ai nostri, ma la goduria di vedere i gobbi raggiunti dopo aver pensato di aver già vinto la accolgo volentieri.

Roma e Lazio impattano a reti bianche, mentre la Fiorentina e il Napoli liquidano senza problemi le loro avversarie. Balotelli addirittura piange dopo i tre fischioni presi a Napoli e la sostituzione di quel Seedorf che ovviamente aveva già capito come prenderlo, era entrato nella testa del giocatore e gli aveva financo consigliato il taglio di capelli.

E’ COMPLOTTO

Delizioso Sandro Sabatini che su Sky in settimana vuol farci passare come gesto da vero uomo l’esame di paternità cui il buon Balotelli ha acconsentito di sottoporsi, dopo più di un anno dalla nascita della sua bimba.

Al solito, lungi da me voler vedere la stampa saltare alla giugulare del Bresciano per quel che fa o non fa: sono serenamente cazzi suoi e il ragazzo è libero di seguire la sua coscienza. Detto ciò, fare di questa decisione un gesto esemplare e di cui gioire in comunione ed armonia mi pare eccessivo.

Soprattutto se la notizia seguente è introdotta, con malcelato tono canzonatorio, da frasi quali “per fortuna il gossip non ci regala solo storie intense ed imporanti come quella di cui abbiamo appena parlato, ma anche altre, descisamente piu’ frivole e leggere, come questa“. E vai di commento sarcastico sull’ennesimo tweet sdolcinato di Wanda Nara e Icardi.

Addaveni’ Baffone-Thohir anche in questi campi…

Qualcosa inizia a muoversi, in realtà: sarò forse troppo sensibile sul tema, ma noto un tono risentito nei vari giornalisti che riportano le dichiarazioni di Thohir “pubblicate poco fa sul sito dell’Inter” o “arrivate direttamente da Inter Channel” e non più cucinate su misura nel bordello (inteso proprio come casa chiusa) di turno.

Chissà come si dice “state a rosica’?” in indonesiano…

WEST HAM

La benefica trasferta albionica produce i suoi effetti anche sugli Irons, ormai lanciatissimi dopo il mercato di Gennaio: seconda vittoria consecutiva, stavolta in trasferta a Birmingham contro i Villans.

Il mio passaggio da quelle parti è apparentemente coinciso con l’ultimo giorno in cui il glorioso Boleyn Ground è stato di piena proprietà del club.Dal 2016 il West Ham giocherà all’Olympic Stadium.

Tutto giusto, per carità, but bubbles will never fly so high again…

Visto il soggetto in questione (l'uomo che non deve ridere mai!) prendiamolo come un sorrisone a 32 denti.  Grande Muro!

Visto il soggetto in questione (l’uomo che non deve ridere mai!) prendiamolo come un sorrisone a 32 denti.
Grande Muro!

CHI HA PRESO LA TARGA DEL TIR?

JUVENTUS-INTER 3-1

Sconfitti. e questo era prevedibile.

Travolti da un autotreno e farsi la domanda che fa da titolo a questa sbrodola. Ci sta…ci sta…

Ma essere umiliati no. Questo non è consentito.

Beccare due gol da polli come il secondo e il terzo è la dimostrazione lampante di quanto sia lontana la fine del tunnel: se sono gli altri (più precisamente, “loro“) ad arrivare sistematicamente primi sul pallone, a pigliare tutti i rimpalli e a fare a chi picchia più forte, allora possiamo anche restare a casa.

Noi le rimesse laterali le sbagliamo, da sempre, regalando palla all’avversario, Ci giustifichiamo dicendo che, con l’uomo a rimettere in gioco, abbiamo un giocatore in meno da servire. Evidentemente non devono averlo detto alla Juve: questi dal “fuori loro” fanno gol. Diobono.

Subire un gol come il primo fa male, ma rientra negli errori a cui la nostra fase difensiva ci ha purtroppo abituati. Ma iniziare la ripresa sotto di un (solo) gol, dopo aver inopinatamente rischiato di pareggiare a fine primo tempo, e farsi uccellare due volte in 10 minuti su palle inattive, sminchiando rinvii con una consistenza che nemmeno il formaggino della vacca che ride, questo proprio è inaccettabile.

Volendo fare l’esperto tattico che non sono, mi chiedo perchè il Mister osi schierare una formazione “a specchio” rispetto a quella messa giù da Chierichetto Conte.

Caro Mazzarri, se ti pare che “non ci voglia uno scienziato” per capire che la partita era tutta fatta di duelli uno-contro-uno, forse ti sfugge che non c’è uno dei suddetti duelli che un nerazzurro sano di mente possa anche solo pensare di vincere. Questo tanto sulla carta quanto -ahimè- sul campo.

E quand’è così, tocca pensare a un paio di piani alternativi, chè è facile dire a Kovacic “tu marca Pirlo” quando non l’ha mai fatto e poi giustificare la sconfitta dando la colpa del primo gol al ragazzo. Così come è facile evidenziare che Palacio non è purtroppo quello di inizio stagione, e che ieri sera ha sbagliato tre occasioni che in tempi diversi avrebbero gonfiato la rete.

Di tutta la masnada di bipedi in maglia nerazzurra che i miei occhi hanno dovuto subire, salvo solo Taider e Rolando. Il primo fa capire che, se non gli si chiede la luna ma solo di correre a menare, è un buon mediano (alla plausibile obiezione riassumibile nel “grazialcazzo… sai cosa ci vuole“, Kuzmanovic ci fa capire che il compito non è in realtà così facile). Il difensore, d’altra parte, è un muto rimprovero al nostro mercato, se è vero -com’ vero- che un ex panchinaro del Napoli è di gran lunga il nostro miglior difensore. Volendo metterla sul romantico, promuovo anche Milito per un paio di recuperi difensivi, tanto per dar l’esempio, e per l’urlaccio tirato a fine partita ai compagni, con cui li “invitava” almeno ad andare a salutare e ringraziare i tifosi, cui era stato regalato uno spettacolo poco edificante.

Detto ciò, la Juve ci ha purtroppo surclassato, e solo sul 3-0 ha rallentato il suo furore agonistico, dandoci la possibilità di affacciarci dalle loro parti trovando il gol della bandiera con il succitato Rolando e constatando il rivedibile momento di forma del Trenza in due occasioni, dopo quella già sprecata a fine primo tempo.

Volendo attingere al cestone delle frasi fatte “non son queste le partite che dobbiamo vincere“. Che è poi la verità… certo, c’è modo e modo…

LE ALTRE

Se non altro Napoli e Fiorentina perdono incontri ben più abbordabili del nostro, mentre il Verona torna a scavalcarci battendo il Sassuolo. Ci vediamo raggiunti anche dal Toro di Mr Ventura che si fa raggiungere dal Milan nell’anticipo del sabato rischiando di perderla, a mio parere per una gestione dissennata dell’ultima mezzora. Mister, ho capito la faccenda della libidine e del pallone che deve frullare, ma Dio bono, quando ci vuole, il rinvio alla cazzimperio ci vuole! Ogni rimessa del portiere era un brivido e una potenziale occasione per i Meravigliuosi, che per fortuna non ne approfittano.

Roma e Parma si arrendono ben presto alla bomba d’acqua e rinviano a data da destinarsi.

CALCIOMERCATO

Dopo un primo commento sulla tragicommedia Guarin-Vucinic, ecco calare la mia personale mannaia sotto forma di giudizio tènnico su acquisti e cessioni degli ultimi giorni.

Hernanes personalmente lo agognavo da 4 anni, e non posso che essere felice del suo arrivo. D’Ambrosio, per quanto l’abbia visto giocare poche volte, è di fatto il cambio di Alvaro Pereira e mi rifiuto di pensare che possa essere peggio di Mr. 12 milioni.

In uscita (ovviamente solo in prestito, chè di vendere qualcuno dei nostri non se ne parla -parlo di incassare dei soldi, nel caso in cui il concetto non fosse chiaro- ), Belfodil va 6 mesi a Livorno (per lui in estate si son spesi quasi 10 milioni), Pereira addirittura 18 mesi in Brasile (dove ha già esordito con un autogol!), e forse Ranocchia potrebbe raggiungere Mancini e Sneijder a Istanbul.

Non mi strappo i capelli per la temporanea dipartita di nessuno di questi, piuttosto rimango perplesso per le modalità con cui i nostri dirigenti comprano e vendono giocatori.

Discorso vecchio, che attraversa tutta l’epoca pre-Calciopoli, con l’Inter di fatto impossibilitata a far mercato in Italia, e che in tempi più recenti passa dalla svendita di Eto’o, Thiago Motta e Sneijder e arriva all’acquisto di Hernanes per un prezzo complessivo di 20 milioni. In tutto ciò io ci vedo tanto incompetenza nostra quanto l’ennesimo caso di “conventio ad excludendum” da parte degli altri Club.

I vari Preziosi, Cellino, Zamparini e Lotito si sono mostrati negli anni più che benevoli nei confronti degli altri, (vedi da ultimo Nainggolan preso dalla Roma in prestito con riscatto fissato a giugno, per un totale di 18 milioni). Se si tratta di Inter invece i soldi li vogliono tutti, maledetti e subito. Niente mi toglie dalla testa che i nostri (con o senza Branca) siano da sempre trattati come gli ultimi arrivati, quelli a cui puoi comunque fare lo sgarbo o con cui puoi sempre tener duro e spuntare l’ultimo milioncino a tuo favore.

Non siamo (mai stati) nei “giri giusti”, e purtroppo di ciò ci facciamo anche un vanto.

Detto questo, è triste ma non sorprendente che per D’Ambrosio si debba comunque pagare quasi 2 milioni più la metà di Benassi, che probabilmente non diventerà mai un fenomeno, ma che rischi di dover ricomprare nel momento in cui volessi riportartelo a casa.

Il tutto per un giocatore che tra 6 mesi avresti preso a zero.

E’ COMPLOTTO

Non per questo mi accodo alla pletora di “esperti” che si mostrano addirittura sconvolti per la questione, stando ovviamente zitti su altre manovre di mercato, quantomeno cervellotiche. Il Milan fa arrivare anche tal Taarabt, ovviamente fortissimo e bellissimo, collezionando così il decimo tra attaccanti e trequartisti, e vedendo sfumare negli ultimi giorni Biabiany, che ha rifiutato il Milan oltre che la Lazio ed i cinesi del Guangzhou. Ma non cercate traccia di ciò sui giornali, chè nessuno rifiuta il Milan e anzi il problema è che nessuno da lì vuol andar via.

Su Sky, il calabrese cantilenante fa il professorino criticando l’acquisto di Hernanes a 20 milioni, definendolo “ciliegina” su una torta ancora inesistente, e ritenendo eccessivo il prezzo pagato. Per fortuna  almeno Marchegiani corregge il tiro, dicendo che Thohir aveva subito pesanti critiche per non essere ancora intervenuto sul mercato e che quindi almeno di questo non poteva essere (piu) accusato.

Il refrain e’ sempre lo stesso: l’Inter compra male i giocatori di cui non ha bisogno: limitando il discorso a Sky, Mauro pensa che servisse un difensore, gli altri un attaccante. Poche idee ma confuse.

Splendido anche quando si chiede se Samuel, Ranocchia e Zanetti (sic) sarebbero davvero peggio dei tre difensori attualmente titolari. Facilotto il giochetto per cui chi è fuori ha sempre ragione, e soprattutto: ci avete ammorbato con il clan dell’asado e la dittatura argentina per anni, e adesso che si cerca di girare pagina -con fatica certo- dalle stesse bocche esce nostalgia (mai come in questo caso canaglia) per la vecchia guardia?

Tornando ad Hernanes, e soffermandomi giusto un attimo sulla collocazione del Profeta in campo, non posso non riconoscergli innegabili doti di finalizzatore, trequartista ideale dietro a due punte. Tuttavia, a mio parere la  attuale carenza di fosforo e piedi buoni nella nostra mediana è tale da renderlo insostituibile perno di centrocampo del girone di ritorno nerazzurro.

Un centrocampo con lui e il cagnaccio di turno (il Taider di cui sopra andrebbe bene) lascerebbe a mio parere spazio libero a uno tra Guarin, Alvarez, Kovacic o Botta in appoggio a due punte vere. Ovvio che Hernanes è più forte di tutti i quattro appena citati, ma il nulla che abbiamo attualmente in cabina di regìa lo rende per me inamovibile dal “volante” della squadra.

Mazzarri prendi nota, grazie.

In chiusura, due finezze mediatiche da prostitute di alto bordo: Repubblica si rammarica del fatto che l’affare alla fine sia andato in porto, titolando testualmente “Finale senza botto Hernanes è dell’Inter“. Il Corriere non vuole essere da meno e pensa bene di fare una photo gallery con gli acquisti più cari del mercato di Gennaio, mettendo però in home page il meno caro dei 10 acquisti considerati: casualmente, è quello di Seedorf all’Inter nel 2000. Pur di piazzare ancora i nerazzurri tra i principi del “compro a tanto e vendo a poco“, inseriscono poi anche Bobone Vieri, che con la tabella in questione non c’entra una beata mazza, essendo stato acquistato in estate.

Siamo alle solite: i numeri per bocciarci ci sono già, non fate i servi anche quando non è necessario!

WEST HAM

Vittoria per 2-0 in casa contro lo Swansea, con uno scintillante terzultimo posto a brillare di luce propria. Come On You Irons!

Non voglio far notare il tiro di Palacio, ma i calzettoni di Campagnaro. Siamo tornati ad avere i calzini bucati... non li vedevo dai tempi infausti di Tardelli...

Non voglio far notare il tiro di Palacio, ma i calzettoni di Campagnaro. Cristo, siamo tornati ad avere i calzini bucati… non li vedevo dai tempi infausti di Tardelli…

PROPRIO INGRATI

INTER-CATANIA 0-0

Come novelli Franti, di Deamicisiana memoria, i tifosi interisti ridacchiano della mediocrità della propria squadra. 

Così facendo impediscono allo squadrone che hanno la ventura di seguire di sotterrare di goals un derelitto Catania, che proprio contro di noi ottiene il primo -meritatissimo- punto in trasferta della stagione.

Il Mister ci dice che i ragazzi queste cose le sentono e che rimangono bloccati.

E dire che, ricordando cuscinetti, tessere, petardi, seggiolini e motorini volare dai gloriosi spalti di San Siro in uno scoppiettante climax ascendente, la protesta messa in piedi dagli spettatori mi è parsa financo educata e civile.

Che poi nei 90′ non si abbia molta voglia di inneggiare ad una massa di bipedi semi-ambulanti ed incapaci di fare tre passaggi di fila, mi par proprio il minimo.

Brutto ruolo,in ogni caso, quello del Mister, che a stento riesce a difendere l’immondezzaio che si ritrova tra le mani, che forse -forse- è consapevole del rischio di “bruciare” i pochi giovani validi della rosa (Kovacic su tutti, e in misura minore Botta e Taider), e che credo inizi ora a capire quanto la panchina fosse scomoda e angusta sotto le terga di Stramaccioni e Ranieri.

Non sprecherò molti KB per raccontare l’ennesima partitaccia dei nostri: vi basti sapere che, dal puro punto di vista del giUoco, la trasferta di Marassi era stata decisamente migliore, chè là almeno 4-5 tiri pericolosi li avevamo fatti, mentre qua il portiere etneo si è dovuto sporcare la maglia solo su un bel tiro di Milito a metà primo tempo e nel finale su capocciata di Rolando.

Per il resto, riusciamo ad ammirare a bocca aperta i fraseggi di Ciccio Lodi e poi di Sergio Almiròn, inchiodati come siamo nei piedi marmorei di Kuzmanovic e nel dinamismo non esattamente elettrico del vecchio Cuchu. Dovendone salvare uno, Alvarez nel primo tempo mi è sembrato simile a quello di inizio stagione, salvo poi spegnersi nel corso della ripresa.

Guardando il lato positivo siamo riusciti a non perderla! La sconfitta non sarebbe stata più immeritata di una nostra vittoria, quindi in tempi di vacche anoressiche consoliamoci con questo.

Domenica si torna a far visita a quelli là, memori dell’ultima scampagnata datata Novembre 2012 e consapevoli che i miracoli non si ripetono…

 

LE ALTRE

Dei pareggi di Juve e Napoli poco mi cale, onestamente. Avevo addirittura accolto con favore la vittoria giallorossa in quel di Verona, stante la classifica dei gialloblù in diretta concorrenza con la nostra. GIà più interessante avrebbe potuto essere il mezzo passo falso della Fiorentina in casa col Genoa, ma come visto abbiamo sventato il pericolo di recuperare due punti sui Viola con la partita Bonomelli-style testè descritta.

Tocca invece guardarci dietro, visto che Toro e Parma vanno alla grandissima e gli stessi cugini, degni scudieri di “Culetto d’Oro”, ribaltano la partita negli ultimi minuti dando fiato al “cuore rossonero” e al “cambio di mentalità dato dall’allenatore” prontamente messo in tavola delle serve. Ho volutamente trascurato le interviste del dopo partita per evitarmi -quantomeno- l’incoraggiamento dei giornalisti a Clarenzio, all’insegna del “dài che riprendete l’Inter!“, già visto in pratica l’anno scorso con Allegri.

 

E’ COMPLOTTO

Non volendo indugiare oltremodo sull’immonda figura cui abbiamo dovuto assistere in settimana, resta poco da aggiungere. Stucchevole e facilino il servizio fotografico fatto a Thohir e Moratti in tribuna, con il neo-Presidente quasi appisolato stante il fuso orario ancora da smaltire, con tanto di didascalie che vorrebbero essere simpatiche e sanno invece di presa per il culo.

Noto infine che il ritornello del clan dell’asado è risultato irresistibile anche per Ciro Venerato, ominicchio di Moggi già sfiorato da Calciopoli ai “bei tempi” (ancorchè mai indagato) e allontanato per qualche periodo dalla redazione sportiva della Rai.

Per la gioia di tutti è però tornato, fornendoci notizie di fonte certissima, secondo le quali dietro il rifiuto dell’Inter di acquistare Vucinic ci sarebbe nientepopodimenochè il ferreo rifiuto della ghènga argentina.

Poichè una pronta risposta da parte dell’Inter è pura utopia (tipo un Fassone qualunque che chiama in diretta dicendo “ma che cazzo stai a di’?“), mi congratulo col vecchio cuore nerazzurro Mandorlini, ospite negli studi RAI, che sostanzialmente fa l’avvocato difensore dei nostri, dicendo al giornalista campano che a certe cose lui non crede, e mettendone in dubbio la veridicità.

Siamo alle solite: la prostituzione intellettuale potrebbe tranquillamente raggiungere il suo scopo (demolire l’Inter) limitandosi a raccontare la fredda cronaca.

Invece no, vogliono strafare.

Professionisti (inde)fessi!

 

WEST HAM

Weekend di riposo dopo aver preso un paio di ceffoni dal Manchester City nella Coppa di Lega. Ripartiremo in settimana con i nuovi arrivi Nocerino e Borriello: due ex milanisti non sono il massimo per il mio fegato, ma peggio dell’ultimo posto in classifica non possiamo fare…

contento lui...

contento lui…